A qualcuno piace acido: le donne Lothbrok. Parte II

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Nota off: Il racconto contiene informazioni che non sono riportabili nè riferibili in gioco.

Kaireen stava dormendo nel suo letto sognando di danzare su una canzone infinita e di scambiare dolci sorrisi con il suo sciagurato accompagnatore quando il sonno le si fece sempre più agitato e violente immagini affollarono i suoi sogni.
Vide le lacrime di Hildegard tanto reali che sembravano vere, gli occhi preoccupati di Aiden, ricordò la Mylwar parlare di una setta e la sensazione di una lama nemica puntata al collo poi un raggio di fiamme che la travolgeva completamente. Sudore freddo le colava lungo la schiena, i muscoli le si contraevano mentre tentava di scappare lontano da un abominio fatto di melma.
Gli incubi peggiorarono: ora sentiva le urla di dolore della Duchessa e vedeva lenzuola inzuppate di rosso sangue, arti putridi ed orribili lanciati dentro il cortile della Pieve, il funerale del Frenhin, Hobgar il guercio.
Infine vide un luccichio argentato nel buio, ancora non ben distinguibile, cosa era?
Mentre dormiva Kaireen strizzò gli occhi come per mettere a fuoco il sogno, vedeva ancora il brillare dell’oggetto indefinito… Sembrava qualcosa di piccolo e innocuo, ma le dava una strana sensazione in fondo allo stomaco, cosa poteva essere?
Si avvicinò e allungò la mano per toccarlo.. Era freddo, di metallo… La verità, fino a quel momento nascosta dal suo inconscio, si palesò reale e cruda e Kaireen urlò, urlò così forte che si svegliò gridando “NO, LA FIALETTA NO!!!”

La porta si spalancò ed entrò la madre:
“Tutto bene?”
“Sì….” rispose titubante Kaireen asciugandosi la fronte madida di sudore
“Hai fatto un incubo?”
“Credo di sì… Ma non mi ricordo su cosa”
“Ormai é passato” disse la madre mentre apriva le tende della camera rivelando il sole ormai alto
“Già… Passato…. Ma sento ancora una strana sensazione in fondo allo stomaco….”
“Sarà fame” tagliò corto la madre
“Sembra più una sensazione spiacevole….”
“Cosa vuoi che succeda? Fidati della mamma, é fame”
“Sì…. Può essere…” si lasciò convincere Kaireen ributtandosi nel morbido materasso
“Alzati per gli Astri! …..e pettinati” Disse acidamente la madre
“Cinque minuti….”

In quel momento qualcuno bussò alla porta e una vecchia signora tarchiata dall’aria severa entrò nella stanza portando il vassoio della colazione.
“Grazie Magda. Ahhhhh… Ancora quella sensazione!” Disse Kaireen toccandosi lo stomaco
“Vedi che é fame?”
“Mmmmmmh” fu la risposta dubbiosa della ragazza
“Signorina..” Intervenne educatamente Magda “é arrivata questa per lei” porgendo una pergamena ceralaccata alla giovane.
Kaireen fece un grande sospiro -ho un brutto presentimento- pensò, poi prese la missiva tra le mani e la osservò: era chiusa con un nastro di cuoio che legava una boccetta di vetro contenente una misteriosa sostanza granulosa.
Solo una persona poteva decorare una missiva con una sostanza alchemica misteriosa, probabilmente pericolosa, sicuramente allucinogena.
-Ti prego, ti prego, fai che non sia Yashir… TI PREGO-
Ruppe la cera e distese il foglio. “All’attenzione di Lady Kai…. Non mi interessa!” spostò lo sguardo alla fine della lettera ed ebbe un tuffo al cuore quando riconobbe il lunghissimo nome athariano e gli innumerevoli titoli -cazzo- pensò.
Si tirò su dal letto: doveva concentrarsi, una missiva dal Lord athariano era una faccenda pericolosa, soprattuto dopo quello che era successo con Hildegard.
Si mise a sedere e riaprì la pergamena.
Mentre leggeva diverse espressioni variarono sul suo volto e alcuni commenti spontanei le uscirono dalle labbra “spocchioso!”, “il solito…”, “come no!” e “COSA?!!? CHE COSA?!” lasciando incredula la madre che ancora era nella stanza a guardarla
“Che succede?”
Kaireen sembrava furiosa mentre rileggeva la missiva “madre! Guardate fuori e ditemi se c’è un carro!”
La madre scostò la tenda e guardò il cortile “no, Kaireen, il cortile é vuoto…”
“Grazie agli Astri!!” E poi sempre guardando la missiva disse “il blu?! Ha usato un nastro blu?!”
La madre, un po’ in imbarazzo, sentì dei rumori da fuori e colse l’occasione per non guardare Kaireen che urlava come una matta contro un foglio e notò un carro fermarsi davanti alla magione
“K…Kaireen… É arrivato un carro”
“COSA?!” La giovane si precipitò alla finestra e osservò il pacchiano carro dorato con tendine in raso rosso e blu guidato da due orribili bestie deformi che gli athariani chiamano cammelli.
“Cos…”
“Sto pensando” rispose seccamente e poi rimase ferma a fissare il cortile per un tempo che alla madre sembrò infinito tant’è che alla fine ella decise di uscire dalla stanza lasciando la ragazza ferma nella solita posizione.

Se la ritrovò davanti poco dopo: vestita, pettinata e con un bagaglio, molto piccolo, in mano.
“Dove vai?”
“A Khamun”
“Di nuovo?”
Kaireen sospirò e disse “Torno il prima possibile”
“Hai portato poca roba..”
“Ho fatto apposta”
Si abbracciarono.
“Chiedi a un messo di portare questa a Khamun” disse la giovane porgendo una missiva chiusa alla madre “e dì a Magda di buttare via questa boccetta” passandole la fiala in vetro
“Stai attenta ai canopi… E non solo!”
“Tsh! Figurati! BUTTATE LA BOCCETTA!” ed uscì dal portone per salire con palese disgusto nel vistoso carro.

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