Anno XXI, Mese di Sirio – Risposta

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Gli occhi nocciola erano fissi su Alehandro. Osservava quello sguardo insicuro, quegli occhi chiari su di lei che attendevano una risposta, timorosi; forse si era reso conto di averle fatto un torto, di averle fatto più male che bene, che forse l’aveva persa per sempre per quello che aveva fatto. Miralys rimase silente, ascoltando lo scoppiettio del fuoco per qualche istante, pensierosa. Socchiuse gli occhi, ripensando al carro parcheggiato davanti alla casa, mentre un lieve sorriso si disegnò appena sulle labbra per poi riaprire gli occhi, aggrottando leggermente la fronte. Non vi era rabbia a montare in lei, quella ormai era si era dissipata alla vista di Alehandro e si era esaurita nel lancio continuo degli oggetti nella sua borsa e dei pugni levati contro di lui. Quello che le aveva fatto…l’aveva raggirata, le aveva mentito, depistandola completamente da dove lui era. Per una cosa del genere, Miralys aveva troncato rapporti con più e più persone. Non si tradisce la fiducia di Miralys, no, non si fa. Per colpa sua aveva negato anni e anni della sua vita, passati nello sforzo di non provare alcun sentimento. Alehandro con quel suo modo di fare allegro e sicuro, quel suo vivere la propria libertà pienamente, quella sua presenza carismatica l’aveva confusa, resa incerta, riuscendo a farle tirar fuori tutte le sue debolezze, tutto ciò che riteneva superfluo, che in anni e anni aveva racchiuso in quel suo piccolo usbergo gelido. Un rifugio che pian piano si era sciolto. Riusciva a destare in lei sentimenti così intensi da sorprenderla ogni volta, che fosse rabbia, astio, amore. Alla fine aveva deciso di fidarsi, di aprirsi a lui; e come aveva ricambiato lui? In che modo lo sforzo di Miralys era stato ricambiato da quel giovane del Myrburg, da quel circense dalla parlantina sciolta e dalla fervida immaginazione?
Miralys fece un piccolo sospiro, mentre gli occhi si fecero impercettibilmente lucidi.
Come aveva ricambiato?

Alehandro osservava la giovane, che niente sembrava far trasparire. Anche quella dolcezza di prima, pian piano sembrava essere stata celata o semplicemente, era svanita. Oh, era bravissima a nascondere i suoi pensieri quando voleva, ma aveva creduto che nei suoi confronti avrebbe cessato di farlo. Eccola lì, invece. Diffidente come un lupo, con gli occhi fissi ed inquisitori su di lui, solo un mezzo sorriso sembrava mostrare un poca di umanità….oh, anche lei sarebbe stata una perfetta attrice; come era brava a dissimulare ogni turbamento, allo stesso modo poteva essere diretta e glaciale. Così sarebbe stata con lui. Oh beh, poteva sopportalo. Doveva, sopportarlo. In fondo, era stato lui a creare questa situazione! Stava andando tutto alla grande, alla grandissima e lui cosa si va ad inventare? Qualcosa che avrebbe fatto imbestialire la giovane. Che stupido, era stato. In quella sua finzione perfetta, in quel sotterfugio reso a regola d’arte non aveva calcolato una sola incognita: di poter ferire la persona che amava e di poterla perdere per sempre per quel suo stupido gioco. Forse così sarebbe stato ed in fondo se lo sarebbe meritato. Che rabbia, al pensare che avrebbe potuto risolvere la faccenda solo spiegando chiaramente cosa voleva fare!! Ma lui nooo, voleva rendere la cosa più interessante, voleva fare una sorpresa alla giovane…e ora?
Miralys annuì lievemente per poi avanzare, sciogliendo le braccia dalla posa rigida, con sguardo indecifrabile e piccoli passi leggeri, facendo strusciare la veste sul pavimento freddo al tatto dei piedi nudi, andando a sedersi su uno dei braccioli consunti della poltrona. Gli occhi della sacerdotessa non facevano trapelare nulla, così ogni muscolo del viso era teso a non mostrare ciò che realmente provava. Lo stesso Alehandro manteneva un’espressione seria, sforzandosi di guardare dritto in quegli occhi impenetrabili.

Allora? hai deciso cosa fare, Miralys? –

La voce solitamente chiara del bardo ora era a mezza voce spezzata forse dalla rabbia, dalla delusione. La sacerdotessa ben sentiva quel leggero fremito di incertezza, di paura. La mano sinistra si levò tremante verso il viso del giovane bardo in uno scatto, per poi ritrarsi senza aver adempiuto ciò che sembrava essere il volere della arathiana. Avrebbe dovuto rifiutarlo, in fondo, aveva colpito nell’orgoglio la fanciulla.
Ma…
Era troppo bello, tutto questo. Tutto ciò che aveva architettato per depistarla, solo per farle una sorpresa l’aveva lasciata di stucco. Certo, era stata furiosa di come era stata ingannata dal giovane, ma alla fin fine, era stato davvero… geniale. Non voleva una vita tranquilla e di sicuro Alehandro non gliela avrebbe data. In più si era deciso: voleva condividere la cosa più preziosa che aveva, la sua libertà e l’avrebbe condivisa con lei e quel carro ne era la dimostrazione.

Miralys fece un piccolo sospiro, mentre il mezzo sorriso sulla bocca della fanciulla divenne più dolce. Si accostò ad Alehandro, ponendo le mani sul suo petto, così la testa dai capelli castani, in gesti timidi e un po’ rigidi, di chi non è abituato a fare simili atti. Pian piano Alehandro si rilassò un poco, cingendo le spalle della giovane mentre la sacerdotessa manteneva lo sguardo in tralice verso il fuoco.

Il rosso è vistoso.

– Già

– E il corvo ripulisce le carogne, potrebbe essere preso come un simbolo di sventura.

– Eh beh, vuol dire che impareranno ad apprezzarlo, no?

– Ballonzola quando si muove, non riuscirò a scrivere.

– Non poi così tanto, assicuro! Poi ci fermeremo tutte le volte che vorrai

– Ho un lavoro, importante.

– Ah…

Delusione. Aveva rovinato tutto.
Alehandro spalancò un attimo gli occhi, per poi abbassare lo sguardo, facendo un piccolo sospiro. Doveva immaginarlo…una donna come Miralys, che aveva lottato tanto per farsi rispettare, per non essere  considerata debole. Che stupido era stato a pensare che potesse sacrificare un poco di tutto questo. Magari prima delle sue azioni si, ma ora? Il giovane ritrasse la braccia dalle spalle della giovane in parte certo delle prossime parole, senza accorgersi dell’espressione divertita della sacerdotessa. Una piccola vendetta, in fondo. La notò umettarsi le labbra, esordendo con voce tranquilla e pacata.

Dopodomani, eh? domani dovrò mettere ben in riga quei topi di biblioteca. Se no sai che guai combineranno, durante i miei lunghi mesi o anni di assenza… non credi?

– Già…cosa?? –

a voce di Alehandro, da mesta, parve farsi più suonante, mentre la giovane alzò il capo rivelando uno sguardo diverso dal solito, più caldo e partecipe.

In fondo… mi avevi avvertita, no? Non mi avresti mai fatto morire di noia. –

Ridacchiò, per poi scrollare il capo, mentre il giovane circense era stupito…non l’aveva persa? Allungò le braccia circondandole le spalle, mentre di nuovo Miralys si rifugiò nel suo abbraccio, rimanendo qualche istante a crogiolarsi tra il tepore del camino e le braccia del giovane, pian piano rilassandosi.

– Alehandro…

– Si?

– Non riprovare a fare una cosa del genere.

-Ah no?

– No.

– Scusami…non volevo.

– Forse, ma non credere di averla passata liscia…dovrai pagare, prima o poi.

– E come?

Il tono era scherzoso ma il circense abbassò di poco il capo verso la sacerdotessa. I visi erano talmente vicini da quasi toccarsi. Gli occhi di Mira parevano seri, mentre le guance si colorirono di una tonalità rossastra.

– Io una idea l’avrei…come era quel discorso di oggi?

Alehandro portò gli occhi verso il soffitto, pensieroso, piegando le labbra in un’espressione concentrata mentre cercava di ricordare quale discorso…

Quale, Mira?

– Quello sulle ore piccole….

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5 commenti

  1. Sono riuscita a leggerlo tutto senza che il gézz mi chiamasse a sé!!!

    Ahahahahaha, allora non solo la cecata inutile ha subito uno sghiacciamento incontrovertibile grazie all’opera del circense della malora… è proprio vero che, ovunque vada Alehandro, incomprensibilmente sboccino fiori insapettati 🙂

    (prima o poi scriverò anche io qualcosa a questo proposito… :PPP)

    Nice work!

  2. ihihi

    Il circense da strapazzo!!! (dai su che gli vogliamo bene ad Alehandruccio)

    Come ho già detto, oggi gli è andata così…
    Ma ricordate che la vendetta è un piatto che va consumato freddo! bwahahahahaha 😛

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