Born to sleep.

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I quattro procedevano con passo lento verso la kampa, mentre lo sguardo mezzo addormentato del grasso bue scrutava quegli strani individui che si stavano avvicinando.
– E’ questa? Mi aspettavo qualcosa di più grande… – iniziò il ragazzo dalla cappa rossa.
-… io qualcosa di più rosso, beh più alemarita…- proseguì la ragazza dai due pugnali.
-… io speravo ci fosse almeno un paio di cavalli.
Terminò il più giovane dalla folta barba.
– Siete buoni solo a lamentarvi? Non credevo che un gruppo di ventura potesse essere così schizzinoso…- mentre Zadnja scuoteva la testa dai folti ricci.

Entrati dalla porta di legno, massello si ritrovarono di fronte ad un piccolo soggiorno al suo centro un tavolo e alcune sedie, vi erano, poi, due camere una a destra mentre l’altra a sinistra.
–    Ho solo due letti, e se per te Sedma va bene, le lascerei a Samuel e Izzie, poiché mi sembrano molto provati… soprattutto dopo l’ammutinamento dei maskirajuci.
–    Che???- Il giovane guerriero lo fissò con occhietti piccoli piccoli.
–    Vuol dire sathoriani Sed, in alemarita.- rispose la ragazza per lui.
–    Ahhh… e te Zadnja non puoi parlare potabile?? Si dai… mi sta bene- subito dopo lanciò un’occhiata di sfida verso Samuel.- Anche se un letto non mi dispiacerebbe…- E con un sorriso beffardo mise una mano sull’elsa della spada.
–    Oh oh! Pazzo di un alhazharita! Non ci provare, guarda che ho la mano calda eh!
Zadnja bloccò i due prendendoli per le braccia e stringendoli in una morsa di ferro.
–    Patti chiari e amicizia lunga, provate a danneggiare questo carro e ve la dovrete vedere con me.
–    Sedma te vai di là! Samuel, tu ed io divideremo la camera.
La voce della ragazza arrivò a degli acuti incredibili che per qualche attimo stordirono i tre per poi tornare più calma.
–    Comunque… grazie di tutto Zadnja.

–    Izzie sei sveglia?- Sussurrò lieve l’incantatore ma abbastanza forte da farsi sentire.
–    Si… questo tratto è troppo sconnesso perché dorma. Te come mai non dormi?
–    Mah… stavo pensando su Zadnja… è un tipo strano non trovi?
–    Se per strano intendi tutti quelli che sono in pratica uguali a Sedma, si allora è strano! Anche lui è un rissaiolo che nel campo di battaglia sa farsi rispettare, non come l’invincibile Isi, ma non è male!
–    Sicuramente hai ragione… pensa se invece fosse una spia sathoriana che lo stesso Willy gli ha ordinato di starci alle costole e di seguirci in ogni nostro movimento…
 Ci fu qualche secondo di silenzio, poi i due scoppiarono in una fragorosa risata.
Una buca un po’ più profonda fece sobbalzare nuovamente il carro, e dalla mensola sopra al letto cadde qualcosa che si adagiò perfettamente sopra il volto di Izzie, la quale ebbe come istinto incondizionato di alzarsi, facendo terminare così la caduta della maschera a intero volto.
–    Ma è una maschera!
–    Samuel, perché invece di dire ovvietà non guardi un attimo qua sopra?
Solo allora anche il giovane si rese conto della lunga fila di maschere appese alla parete, ve ne erano a decine.
Una seconda buca fece aprire un piccolo armadio e fuoriuscire un cassetto da un piccolo mobile dal quale fuoriuscì una moltitudine di corone con strane effigi lungo tutto il pavimento.
–    Izzie quelle le ho già viste cucite su vesti scarlatte! Sono come quelle di Viligelmo o Estrella! Sono quelle degli spadaccini della settima corona!
Lo sguardo della ragazza era stato attirato da stoffe volteggianti dai mille colori che erano cadute anch’esse al suolo. Vi erano sopra diverse araldiche: alcune con dadi, altre con monete o albatri neri, altre ancora con lupi o delfini e ve ne era anche una, forse la più rovinata, che raffigurava un giglio dorato.
I due udirono lenti passi che facevano scricchiolare le vecchie assi, e presi come da una frenesia cercarono di riporre tutto al suo stato abituale.
–    E’ tutto apposto? Ho sentito diversi rumori e mi ero preoccupato…
–    Fermo non un altro passo!
Samuel si mise davanti a Izzie come per farle da scudo, mentre dalla mano destra fuoriuscivano piccole scintille dei sette colori dell’arcobaleno.
–    Credo che tu ci debba delle spiegazioni Zadnja.- poi aggiunse lo stregone.
–    Credo che la cosa sia reciproca.

–    … e dopo aver viaggiato con questo gruppo di alemariti per un breve periodo, mi hanno indicato la via per andare al convivio che si è tenuto presso le lande sathoriane, dove, se non sbaglio, vi ho visto per la prima volta, e poi ho seguito questo gruppo mercenario. E questo è tutto, sempre se credete ancora alle mie parole.
–    E allora tutta questa roba come la spieghi?
La ragazza indicava alcune di quelle strane “reliquie” che avevano visto prima più altre che invece avevano trovato in seguito nella camera di Sedma, tra cui vari stemmi di albatri neri, kefie multicolori e simboli di testuggine draconica.
–    E’ tutta finta… probabilmente questa kampa serviva da “magazzino” per un wagon più grande. Sempre quegli alemariti mi hanno detto che la vendita di finti trofei è un mercato molto remunerativo.
–    E allora perché non li butti via?- L’assonnato Sedma riuscì a terminare per poi fare un grosso sbadiglio.
–    Perché… è come se fossi legato a questa paccottiglia… vi sembrerò stupido forse…
–    Mah…- Izzie si alzò in piedi e s’indirizzò vero la camera, dove prima riposava.
Balbettò incerto sul da farsi Samuel, mentre con la coda dell’occhio osservò i movimenti di Izzie.
–    Credo… che ti dovremmo delle scuse…
Poi Sedma sembrò svegliarsi completamente dal torpore:
–    Io non ho mai dubitato di te… ho sempre pensato che fossimo simili, anche se te tendi a essere più protettivo e meno iroso.
–    Mi sembrate i primi a preoccuparvi per il sottoscritto, poi parte delle colpe dipendono da me, vi avrei dovuto avvisare. – Zadnja guardò i due con un sorriso rassicurante.

–    Sei triste?
Con un sorriso sornione Zadnja percorse con un dito il collo della ragazza che non lo aveva sentito arrivare, fino ad arrivare al mento.
La ragazza dapprima sorpresa della visita inaspettata divenne rapidamente più acida colpendo ripetutamente il petto del guerriero con le mani, senza che lui reagisse.
–    NON CI PROVARE MAI PIU’!
–    Almeno non pensi più a ciò che ti fa stare male. – ridacchiò lui.
–    E chi ti dice che io sto male?
–    Mia cara indovina, non ci vuole un genio per vedere che c’è qualcosa che non va… Ancora non sei sicura delle mie parole?
–    No… non è quello, stavo solo riflettendo che nonostante le nostre differenze, il nostro passato è uguale…
–    Ovvero? Zero assoluto anche per te?
–    Esatto.
–    E allora ti tormenta così il passato? Se vivrai pensando sempre a chi sei stata, non vivrai mai veramente. Ma perché t’importa tanto, scusa?
–    Perché… ho paura possa far crollare le mie poche certezze che ho al momento.
–    Ricordati… se incontri un dio, uccidilo; se incontri un tuo antenato, uccidilo; non avere costrizioni. Non essere schiavo di nessuno. Vivi semplicemente per la tua vita.
La voce di Samuel arrivò limpida nella camera, dove i due stavano parlando, mentre sentivano il carro arrestare la sua avanzata.
–    Siamo arrivati!

 

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