Falsa partenza

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– HARIIIIIIIIII… sei arrivato! Era ora, ma lo sai che ore sono? No? Boh, nemmeno io! Ma hanno chiuso le cucine! Ma noi ti abbiamo tenuto da parte del maiale, solo che poi Eliot aveva ancora fame e ne ha mangiato mezzo, e poi anche io perché mi faceva gola, quindi in pratica è rimasto del pane col sughino, solo che poi non arrivavi e insomma c’è della frutta secca! Vieni che ti porto nella nostra stanza! Poi credo ci sia ancora la frutta perché non so se…

Viktorya investì il fratello con un turbine di abbracci e parole a cui non era oggettivamente possibile rispondere; inoltre, il viaggio fino a Port Anchor era durato una mezza eternità e ancora non aveva capito come mai avessero preferito alloggiare in una locanda piuttosto che a casa loro, nei loro comodi letti, invece che in una topaia qualunq…
– Woooooaaa Viktorya! Ma non possiamo permetterci tutta questa roba!
Nonostante l’appartenenza alla nobile schiatta dei Von Khratos, di certo la loro dimora non era lussuosa nemmeno la metà di quella stanza: letti a baldacchino, legno pregiato sotto i piedi e sulle pareti, cassettoni intarsiati e un caminetto di marmo levigato in cui avrebbe potuto entrare comodamente un bue in vena di rotoloni sul prato… e una latrina privata che profumava di pura lavanda valdemarita! Le gambe di Hari cominciavano già a perdere nuovamente tutto il loro vigore al pensiero dei piatti che avrebbero dovuto lavare per l’eternità, ma Viktorya gonfiò il petto con orgoglio.
– Tutto pagato fratellone! Vedi prima eravamo di sotto a mangiare e Eliot ha visto tre tizi e mi ha detto “Vivi vai a giocare con loro” e io le ho detto “Ma se poi perdiamo i soldi Hari mi sgrida” e lei ha detto “Vivi quelli te li mangi a colazione, vai e spennali di brutto” e li ho spennati di brutto davvero perché sono un genio dei Fati e loro non avevano di che pagare e ci hanno lasciato la stanza e sono andati a dormire nella stalla e quindi un punto per… no, TRE punti per Vivi!

Hari rimase a bocca aperta e stava per rispondere qualcosa quando sopra un canterano decorato in foglia d’oro vicino al letto della sorella vide un volume rilegato in pelle che riconobbe immediatamente come qualcosa di gran pregio che non avrebbe mai e poi mai potuto e dovuto trovarsi in una locanda.
– Ma quello è… quello è… il “De luce et umbra intra vetera culta”… perché… come… che…
– Ah, quello! Quello ci serviva tanto ma l’archivista non ce lo voleva far leggere allora Eliot è andata a parlare con Josipina la cuoca e poi mi ha detto “Non ti preoccupare Vivi, andiamo a prendere le noci e il miele e l’uva zuccherina” e abbiamo fatto una torta e allora ci ha dato il libro e ha detto di non dirlo a nessuno e che glielo dobbiamo riportare sano e salvo prima della fine della stagione sennò ci ammazza, ma è un libro interessantissimissimo!
Hari palpeggiò incredulo la copertina dell’antico volume, con gli occhi sempre più sgranati, poi ebbe una mezza illuminazione.

– Giusto… e in tutto questo… dov’è Eliot?
-Ah, giusto, te lo stavo per dire, è tutta…
Come fosse stata evocata, la porta della stanza si aprì con un leggero cigolio e fece il suo ingresso una figura intabarrata in una cappa di lana grezza fino alle orecchie.
– Ben arrivato Hari! Hai fatto tardi, peccato! L’arrosto era proprio buono, abbiamo dovuto mangiarlo perché non si rovinasse, mi spiace.
– Eliot, cosa… HIIIIII!!!! MA CHE CAVOLO E’ SUCCESSO ALLA TUA FACCIAAAAA?
La donna si era tolta la cappa, rivelando una sinfonia di chiazze multicolore sul viso… e sulle mani, sul collo, sulle orecchie, sotto i capelli, praticamente ovunque si vedesse pelle. Tuttavia, non sembrava particolarmente colpita.
– Te lo stavo dicendo, fratellone, Eliot è tutta colorata! Credo abbia mangiato qualcosa di strano al porto stamani, e oggi pomeriggio, e anche stasera prima di cena, però dice che non le fa male quindi va bene, no?
– No che non va bene! – ululò Hari esasperato.
– Sì che va bene! – insistette Viktorya.
– Non credo vada bene. – aggiunse tranquilla Eliot.
Hari scoccò uno sguardo trionfante alla sorella e sentenziò con tono definitivo.
– Eliot, tu domani rimani qui al calduccio in locanda. Vivi, guarda se trovi qualche medicamento per accelerare la guarigione. E…

Hari strinse il pugno scagliandolo in aria.
-… UN PUNTO PER HARI!

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