Gli incubi del Colonnello

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La platea ormai era in fermento: tutti aspettavano l’inizio della competizione; alcuni sperando di aver puntato sul “cavallo vincente”, altri semplicemente immaginandosi, con sguardo sognante, cosa sarebbe accaduto…

Finalmente il suono di un gong risuonò in tutto l’ampio spazio e tra gli spettatori calò un silenzio carico di attesa: tutti i presenti, alcuni con maschere poste a coprire il volto, altri con trombette che fuoriuscivano per metà dal taschino ma tutti uniti come mai lo erano stati fino a quel momento; rivolsero lo sguardo verso il centro della sala, dove un enorme telo nero, sorretto ai quattro angoli da individui ammantati, celava il misterioso motivo di così tanta ansia…

Il silenzio già cominciava ad essere rotto da qualche commento ma nessuno si azzardava a scavalcare la voce di uno dei due uomini che fino a qualche attimo prima era seduto in una specie di panchetto d’onore e che adesso si era alzato: la maschera dorata con diamanti incastonati che di norma copriva interamente il suo volto, era stata modificata con l’aggiunta di un cono all’altezza della bocca con aveva lo scopo di amplificare la voce:

Signori, mi compiaccio del fatto che siete giunti in tal loco ‘si numerosi e mi auguro che le vostre aspettative non vengano deluse…
Ma adesso, come si suol dire, “bando alle ciance” ed iniziamo con le presentazioni… non che ce ne sia molto bisogno a dire il vero…

A queste parole, ognuno dei quattro individui ammantati lasciò l’angolo che stava sorreggendo e…

STONF!

Il pesante telo fece un rumore sordo cadendo a terra e mostrò a tutti i partecipanti… UN RING!
Due ragazze stavano agli angoli opposti di questo, a malapena coperte con dei costumi di pelle d’orso e separate da una distesa di fango che ricopriva l’intero pavimento del quadrato…

L’uomo con la maschera-amplificatore continuò il proprio discorso:

All’angolo destro, potete ammirare l’orgoglio delle Sette Corone, colei che si è ampiamente guadagnata il nomignolo di “Scavafossa”… la mia adorata nipote EEEEEESTRELLA LOOOOONGINI!!!

La Spadaccina se ne stava in piedi al suo angolo, facendo qualche piegamento sulle gambe per scaldarsi; il volto era interamente coperto, come tradizione voleva, da una maschera di fango ma questa di certo non riusciva a nascondere il fervore dei suoi occhi ed il beffardo sorrisetto all’angolo della bocca.

L’uomo che aveva fatto la presentazione fece quindi un cenno all’individuo che ancora sedeva nel panchetto d’onore, cedendogli parola mentre si riaccomodava.
Il secondo uomo si alzò ringraziando con un piccolo cenno il primo; poi prese il fez che aveva in testa e se lo mise davanti alla bocca: il copricapo era stato modificato in modo da assumere la forma di un cono aperto in cima ed in fondo, con lo scopo di amplificare la voce:

Signori, all’angolo sinistro potete ammirare la lama e la lingua più tagliente dell’intera Alemar, colei che farebbe tremare Bascath in persona… la mia amata consorte KAAAATRINALEA GOSKA!!!

La Contessa era all’angolo opposto intenta a fare qualche allungamento; le piume che solitamente adornavano la sua acconciatura erano state sostituite da foglie e rametti ed il tutto era tenuto insieme da abbondanti manciate di fango, tanto per rimanere in tema con la serata!

Così anche il secondo uomo si rimise a sedere e quindi fu dato un altro sonoro colpo al gong.

Eccolo: finalmente il segnale era stato dato!
Adesso le due ragazze avrebbero dovuto lottare tra di loro all’ultimo sangue e intanto tutti gli uomini cominciarono ad urlare e sbraitare tifando per la preferita… ovviamente le voci che più risuonavano tra la folla erano quelle dotate di amplificatore: i due conti ormai avevano perso la propria compostezza e, portandosi al bordo del ring, avevano cominciato a gridare come due bambini:

Forza Estrella! Falle vedere chi sei! Così impara a trattarmi male tutte le volte che si risveglia da un incubo!

Su Contessa! Ammazzi una volta per tutte questa nipote ingrata… così impara a voler sempre Il Castigo per se’… AH! Ma ora non lo prende più eh!!! E La Lancia col cavolo che gliela do!!

Le due ragazze si studiarono qualche istante compiendo piccoli passi nella melma che copriva fino a metà i loro stinchi, poi fecero contemporaneamente un salto in avanti finendo a terra ed imbrattandosi completamente: non sembrarono curarsene, continuarono a colpirsi finché Katrinalea non si allontanò di qualche passo prendendo rincorsa e caricando a testa bassa Estrella… l’impatto fu inevitabile e le due ragazze si ritrovarono a sbattere contro le corde di un lato del ring… proprio il lato dal quale lo zio ed il consorte stavano facendo il tifo…

I due uomini sbiancarono quando si resero conto che le “lottatrici” stavano sorridendo guardandosi con complicità e non riuscirono ad evitare di essere afferrati dalle mani delle ragazze, che li trascinarono nel fango.

La spadaccina prese lo zio per il collo e cominciò a sbraitare mentre lo riempiva di botte:

E così io mi sarei guadagnata il nomignolo di “Scavafossa” eh?? Lo sai che lo odio quel nome bastardo!!
E poi non c’è bisogno che tu mi dia la Sandora perché se la voglio me la prendo da sola!… ma poi dico… come hai fatto a farti soffiare da sotto il naso Il Castigo? Lo sapevo che non te lo dovevo lasciare neanche per mezza giornata!!

Contemporaneamente anche la Contessa aveva bloccato il consorte con un ginocchio all’altezza del collo e menava sonori schiaffi imprecando contro di lui:

Ma che ho fatto di male ad Urama per avere un marito così? E ti lamenti perché dormo male la notte? Ma ti vedi: ringrazia che ancora non t’ho ammazzato del tutto!!

Tutti gli altri spettatori intanto cominciarono ad allontanarsi capendo che era meglio non infilarsi nelle “questioni familiari” ma le due ragazze guardarono uno ad uno i presenti con sguardo infuocato e cominciarono a berciare anche contro di loro:

E voi dove credete di andare?

Dissero quasi all’unisono. Poi prese la parola la Contessa:

Pensate forse che non ci ricorderemo le vostre facce?? Chi se ne va sappia che dovrà calarsi le braghe per far giocare a freccette me ed Estrella… spero di essere stata chiara!

Quindi prese la parola il Colonnello:

Tu!

Indicando un tizio mascherato che aveva ventagli che gli penzolavano da tutte le parti.

Va a prepararci un tè… e vedi di farlo buono!

L’uomo annuì a sgambettò verso le cucine con piccoli passi. Poi parlò di nuovo la Contessa.

E tu!

Indicando un altro tizio con un gilet metà bianco e metà rosso.

Prepara un tavolino al centro della sala… e prendi due sedie comode!

No, no! La interruppe Estrella, Le sedie so io quali usare…

Ci volle un po’ per ultimare i preparativi ma finalmente le due ragazze poterono godersi il loro tè; il servito di finissima porcellana era appoggiato su uno stupendo tavolino in ferro battuto e le sedie poi erano pezzi unici: i due conti, piegati a quattro zampe, offrivano le loro schiene alle due dame che si misero a conversare in mezzo alla moltitudine di uomini ammutoliti:

Hai avuto proprio una bella idea: con tutte le cose che abbiamo da raccontarci ci volevano delle sedie così comode!

Già, peccato per questo piccolo inconveniente del fango, altrimenti sarebbe stata proprio una bella serata!

AHAHAHAHAH!

Si misero entrambe a ridere di gusto…

———

Estrella! Estrella!

Il Colonnello si ritrovò nel proprio letto con un individuo accanto che la stava scuotendo dolcemente e cominciò ad aprire piano piano i propri occhi

Estrella! Vi stavate agitando nel sonno!

Quando riuscì finalmente a mettere a fuoco chi gli stava innanzi, le ritornò alla mente tutto l’incubo poiché anche quel tizio ne aveva fatto parte.
Sgranando gli occhi trascinò l’uomo fuori dal letto e, aprendo la porta della propria stanza, lo gettò nel corridoio sbraitando:

Lo sapevo! Lo sapevo! Mio zio riesce a rovinare sempre tutto!

Raccolse quindi i vestiti dell’uomo da terra e glieli gettò addosso puntandogli il dito dritto in faccia:

E tu vedi di chiamarmi COLONNELLO Estrella Longini d’ora in poi!

SBANG!

La porta si richiuse sonoramente e l’uomo non poté far altro che rivestirsi nel gelido corridoio, sperando di non beccarsi un malanno invernale…

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