Il cambiamento.

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Bradwein camminava per il borgo con passo svelto, gli occhi luccicavano di una ferita ancora aperta, possibile che fosse così arrabbiato per quello che era successo?

Possibile che, dopo le tante donne che aveva avuto, quella fosse la giusta?

Scuote dalla testa quei pensieri malsani, il modo in cui era stata uccisa, il mondo in cui l’avevano deturpata… sentiva una rabbia animalesca salire in lui, avrebbe fatto volentieri a pezzi qualsiasi persona gli avrebbe anche solamente rivolto la parola.

Entrò all’interno della taverna, chiese a l’oste una stanza per riposare e pensare all’accaduto, ignorava tutti quelli che erano all’interno dell’edificio e sembrava che loro facessero altrettanto.

Passarono minuti? Ore? Il mercenario sembrava non essersene accorto mentre girava il bicchiere e il liquido che lo riempiva tra le sue mani; un’ombra, una cupa ombra aleggiava nella mente del Thersiano. Vendetta.

Possibile che per un episodio  insignificante, o almeno è questo che avrebbe pensato qualche giorno prima, il suo animo fosse cambiato?

Cercava di togliersi dalla testa quella scena raccapricciante, guardò l’anello che adesso portava al dito sinistro e sentiva ancora la voce e le risate della donna.

Alzò lo sguardo e dalla porta della taverna parve entrare lei, sfiorava il terreno mentre si avvicinava al mercenario, puntava il dito su di lui, la sua faccia era tornata bella come qualche giorno prima.

Bradwein si alzò di scatto, era un sogno? Oppure la realtà?

La figura si avvicinò a lui, la voce era spettrale mentre il dito dove portava l’anello lo puntò:

-Vendetta… Uccidili tutti, diventa ciò che hanno scelto tu sia… io ti aspetterò…

Il mercenario rimase senza parole… si guardava intorno ma vedeva il resto dei commensali continuare le loro conversazioni mentre alcuni di questi lo osservavano perplessi.

-Vendetta… usa la collera per divenire più forte, uccidili tutti…

-Uccidili…tutti…

Le parole risuonavano nella testa del thersiano, senza accorgersene rovesciò il tavolo e quando qualcuno cercò di ostacolare la sua folle distruzione il mercenario lo ridusse ad un cumulo di lividi e ossa rotte.

 

Uscì dalla taverna con le lacrime agli occhi, lacrime di un’ira funesta.

Adesso sapeva cosa fare, sapeva che nessun uomo o donna si sarebbe salvato dalla sua collera.

La morte stava arrivando e portava il nome di un Thersiano che fino a qualche giorno prima era indifferente a tutto.

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