Il ritorno…e l’addio

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Pensava…

Il mercenario stava percorrendo la strada, erano quasi due anni che non tornava a casa, non si preoccupava cosa avessero pensato i suoi genitori ma voleva comunque rivederli.

Senza rendersene conto alzò lo sguardo e si accorse di essere davanti al cancello di casa, lo aprì e subito Degh iniziò ad abbagliare, appena l’animale riconobbe il padrone si avvicinò, annusò e si mise accucciato.

Bradwein posò la mano sulla testa dell’animale per trasmettergli il suo affetto, era talmente abituato a tenere i suoi sentimenti per sé che questo piccolo gesto lo sconcertò.

La madre, Agnes, aprì la porta allarmata dall’abbaiare del cane e alla vista del figlio sorrise :

Florin!! E’ tornato! Bradwein è tornato!!!

Lasciò cadere per terra quello che teneva in mano e andò di corsa ad abbracciare il figlio, lo strinse talmente forte che il mercenario non ebbe dubbio da chi avesse preso la sua forza.

-Madre… mi … state soffoc…soffocando!

Agnes si staccò dall’affettuoso abbraccio e con occhi pieni di amore guardò il figlio dritto negli occhi:

-Avevamo paura di non rivederti più, di non avere una tomba sù cui piangere…non hai fatto sapere nulla, cosa hai fatto? dove sei stato? E queste vesti? questa armatura? lancia? spada? Figliolo quasi non ti riconosco!

Bradwein non ebbe modo di rispondere alla madre, dato che venne sommerso da quelle innumerevoli domande, accennò un leggero sorriso e come aveva imparato già da tempo, doveva dare risposte semplici e non specificare nulla.

-Combattendo madre.

La madre lo guardò, ma nel frattempo il padre, Florin, fece capolino da dietro la casa, aveva il forcone in mano, mentre al fianco portava il suo solito pugnale.

Bradwein! Finalmente sei tornato, mascalzone, dove sei stato? nemmeno una lettera in due anni?!

Lasciò il forcone a terra e andò ad abbracciare il figlio.

Il mercenario preso tra due fuochi cercò di cambiare argomento :

-Posso entrare? E’ ancora casa mia? questa roba pesa…

Così dicendo scostò i genitori e sia avviò verso la porta, entrò e si diresse verso la sua vecchia stanza, ci vollero qualche decina di minuti per togliersi tutto l’armamentario e mettersi vestiti comodi. Non era più abituato a portarli, oramai la sua armatura era divenuta come una seconda pelle e privarsene era sempre difficile.

Si fece coraggio e scese al piano inferiore pronto ad essere investito dalle innumerevoli domande.

E così fù.

Iniziarono le solite domande di rito, dove sei stato, cosa hai fatto, sei riuscito ad entrare nell’esercito thersiano, hai gradi militari, una fidanzata, addirittura quella domanda, i  pensieri di Bradwein andarono alle innumerevoli donne che aveva avuto il piacere di conoscere al bordello e a stento trattenne una risata.

Rispose più o meno a tutte le domande, molto vagamente, non voleva che i suoi genitori si preoccupassero, tra tutte le persone, forse, erano quelle che amava di più e saperle in pensiero non gli avrebbe permesso di lavorare bene.

La sua facciata doveva essere ineccepibile, era divenuto oramai un mercenario senza molti scrupoli e se lo avesse rivelato Agnes e Florin avrebbero fatto di tutto perché il figlio lasciasse la Grinfia per fare richiesta come recluta dell’esercito regolare Thersiano.

La giornata passò velocemente, i genitori forse si accorsero che stavano pressando troppo il figlio e le domande diminuirono.

Dopo qualche ora Bradwein uscì di casa, prese la spada ad una mano e mezzo che portava sempre con sè  e si avviò lungo i campi; voleva assaporare il silenzio, il profumo della terra senza sangue, il suono del ruscello senza il clagore della armi, rilassarsi, questo era imperativo ora.

Come diceva sempre suo nonno, ” La terra si lava più facilmente del sangue e si lavora più facilmente delle ferite” .

Guardò il cielo, il suo villaggio non era distante da Grundorf solo due giorni di viaggio, stava pensando di fare visita a Cristine, la fabbra della grinfia che aveva conosciuto qualche luna prima.

Poi involontariamente abbassò lo sguardo sulla spada, ultimamente era più abituato ad usare la sua picca, ma quella spada aveva un significato importante, era di suo nonno, e Bradwein amava il ricordo di quella persona così ferrea e leale al suo ducato.

Non aveva mai usato in combattimento quel cimelio, forse per paura che si danneggiasse o per rispetto di suo nonno, forse un giorno lo avrebbe fatto chissà..

Alzò di nuovo lo sguardo verso il cielo per osservarlo e si accorse che nubi scure stavano incombendo ad ovest, fece dietrofront e tornò verso casa, aveva preso troppa acqua e neve per prenderne ancora, soprattutto a casa… sarebbe stato sciocco e insensato.

Entrò nell’abitazione :

-Madre, sapete, ho visitato la vostra terra natia ultimamente, Gardan e i suoi abitanti sono veramente straordinari, ottimi combattenti e ancor più ottimi bevitori.

Agnes sorrise :

-Figliolo per metà è anche la tua terra, siamo venuti a vivere a Thersa perchè tuo padre possedeva questo pezzo di terra e tuo nonno ci vietò di spostarci altrove.

Il mercenario guardò distrattamente intorno a sé.

-Mi fermerò qualche giorno se per voi non è un problema?

La madre sorrise scuotento la testa, facendo così intuire al figlio la sua risposta, il padre era rimasto in silenzio a guardare il figlio e solo allora si decise a parlare :

-Bradwein puoi venire un’attimo di sopra con me?

Il mercenario già sapeva che quella frase avrebbe portato guai, seguì suo padre ed entrò nella stanza.

-Allora? Cosa succede? Sono felice di vederti, ma non sono così sciocco come può essere tua madre, dove hai preso tutta quell’oggettistica? Armi bagnate nell’argento, lancia di fattura eccelsa, armi e pugnali…armature… vestiti…

Il figlio guardò il padre :

-Hai aspettato tutto questo tempo perché non avevi il coraggio di chiedermelo oppure solo per farmi godere un pò di tranquillità? Ti risponderò come ho fatto con nostra madre. Combattendo. Non sono tornato per avere il terzo grado, padre, sono tornato per staccare dalla vita che ho avuto questi due anni e se le vostre insinuazioni devono essere costanti farò le valige molto presto.

Florin strinse leggermente la mascella :

-Non dare ordini in casa mia, ricorda chi è il capofamiglia e poi da quando in qua hai questo linguaggio così raffinato.

Bradwein assottigliò lo sguardo :

-Da quando frequento gente raffinata.

Così dicendo uscì dalla stanza e si avviò verso la parte bassa della casa, il padre iniziò a sbraitare al piano di sopra, infierendo sul comportamento appena avuto dal figlio, il furore nelle sue parole era talmente grande che pure per un mercenario come lui, avvezzo alle offese, fù una pugnalata al cuore sentirsi dire :

-Allora è vero! sei morto due anni fa! Per me lo sei, non ti riconosco più!

Agnes ascoltò la sfuriata del marito guardando il figlio e poi spostando lo sguardo verso Florin, non sapeva quello che dire, sapeva che suo figlio in qualche modo era cambiato ma era altrettanto vero che non voleva domandare più del necessario, forse con il tempo lui si sarebbe aperto da solo senza nessun tipo di pressione, ma questo piano fù annientato da suo marito.

Il mercenario senza ribadire si diresse di nuovo verso il secondo piano della casa, si chiuse nella sua stanza e dopo un’ora uscì, armato, vestito e con lo zaino da viaggio in spalla, scese le scale e si diresse verso la porta di uscita.

La madre strabuzzò gli occhi vedendo il figlio :

-Piccolo mio, cosa fai, sai che tuo padre non pensa davvero quello che ha detto, è solo preoccupato che tu non ti sia cacciato in qualche guaio.

Bradwein volse lo sguardo :

-La terra si lava meglio del sangue e si lavora più facilmente delle ferite… ma non sempre. Madre vi ringrazio per la vostra premura, non c’è più nulla per me qui, adesso ne ho la certezza… ero passato solo per vedere se stavate bene.

Così dicendo le passò una spada di modeste dimensioni :

-Ha già assaggiato il sangue, ve la lascio come mio regalo, custoditela e datela a mio cugino quando avrà l’età giusta per impugnarla, dovrà imparare presto a difendersi e così voi.

Uscì.

Si avviò verso Grundorf, aveva una persona che voleva rivedere da quelle parti.

Non uno sguardo, nessun tipo di movimento che tradisse quello che pensava, continuò dritto, solo i duri, solo i più forti sopravvivevano, il suo cuore stava piangendo ma il suo volto era impassibile… avrebbe voluto dire addio a sua madre, far capire tutto a suo padre… ma aveva rinunciato a questo quando aveva accettato la richiesta che gli era stata fatta. Un giorno, forse un giorno, il sole sarebbe tornato a splendere anche sulla sua famiglia.

 

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Commenti

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3 commenti

  1. Yep, un lato del mercenario che nessuno conosce, ora si è dato completamente al lato oscuLo della forza!

  2. Un po’ ha smusato anche stavolta, invece, e senza nemmeno dover tirare fuori la spada 😀
    Grande Bradwein!
    Lastrina

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