Incertezze

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La maCamp-fireno dal palmo aperto, le poche luci del fuoco che creavano gentili figure d’ombra tra le linee spaccate della pelle, mentre Khalid osservava malinconico quel piccolo oggetto, di un metallo brunito, che non attraeva luce nel modo più consono.

Così tanti significati, in pochi millimetri di materia incantata. Attorno ad esso vorticavano voci, pensieri e storie. Perdono e sofferenza, passato e presente. Promesse.

Quella sera anche il signore delle fiamme era in silenzio. Come fosse l’amabile atteggiamento di una madre comprensiva, quasi l’intimità creata con quella fantasiosa salamandra desse vita a definiti paletti in certe situazioni.

Un sospiro, forte, nella semi oscurità. L’ormai comune scoppiettio del fuoco. Khalid ripose nuovamente quel dono nella scarzella di morbida pelle lavorata, poi passò l’altra mano sulla guancia, dove la trattenne per alcuni secondi. Un lieve alone rosso colorò d’intensa timidezza le gote del giovane. Ma era troppo buio, perchè si potesse notare.

Khalid Nadim Ibn Hamza. L’importanza del nome. Nascondeva il carettere e l’appartenenza del giovane. Una lingua così colorita, che definiva i contorni dell’anima anche solo dagli appellativi. Ma cos’era realmente?
Il cammino fatto negli ultimi anni, aveva incrementato la confusione, invece di donargli sicurezze. Le grasse risate provenienti dal fuoco e dall’amica salamandra non avevano aiutato a rassicurarlo. Molto aveva imparato, molto ancora doveva imparare. Forse non era un Leone. O quantomeno non un Leone della Corte di Athar. Questo era quanto gli era stato sputato in faccia, con freddezza, da Sir Yashir. Forse non era un vero guerriero. Mancava della giusta sicurezza e del coraggio, sarebbe dovuto diventare più deciso, più certo di se e delle proprie capacità. Questo era quanto gli aveva ricordato senza esitazione Lady Jaina.
Di sicuro non era un sapiente, ne un interessato ascoltatore. Questo era decisamente apparso alla gioviale Matriarca e Cavaliera dal forte accento Thersiano, che non aveva fatto segreto delle sue impressioni.
Di certo non era nemmeno un Sacerdote nel vero senso del termine. La salamandra glielo ricordava spesso, se non altro.
Che cos’era, allora, veramente Khalid?

Il ragazzo scosse la testa, come per allontanare tanta confusione. Cercò nella sua mente, nella sua anima e poi nel suo cuore.
Ed alla fine trovò la risposta.

Poteva essere quell’uomo. Quell’uomo che la sua amata non aveva mai conosciuto. L’uomo che avrebbe donato calore umano senza voler ricevere nulla in cambio. L’uomo deciso dei suoi sentimenti e gentile nell’esporli. L’uomo paziente e disposto a donare sorrisi. L’uomo innamorato di quel volto, di quegli occhi capaci di tristezza infinita e di gioia triviale.

Sarebbe stato quell’uomo, più di ogni altra cosa. Almeno ci avrebbe provato con tutto se stesso.

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