LICENZA PARTE I

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I due si erano intrufolati fino alle stanze padronali.
Lì avevano fatto man bassa di tutto ciò che poteva essere loro utile per il viaggio che si apprestavano a compiere.
Non potevano certo prelevare quanto si erano prefissi. Ci sarebbero voluti almeno due bauli per stipare quanto gli occorreva.
Ma sarebbe bastato.
La priorità era essere rapidi e silenziosi. A quell’ora della notte non avrebbero trovato nessuno sulla loro strada e una volta fuori, sarebbero usciti dalle mura in un paio di giri di clessidra.
In effetti, la strada fino al carro era stata totalmente sgombra, nemmeno un passante o un ubriaco fuori dalla taverna.
Ormai intravedevano le porte della fortificazione. Un cappuccio ben calato sulla testa, per difendersi dalle ultime note gelide delle notti del Sud e finalmente sarebbero stati liberi di proseguire. Lontano.

Ma all’improvviso, l’inaspettato ordine di un milite di guardia:
“Altolà! Fermatevi e scendete dal carro!” Intimò l’armato.
L’uomo rispose senza mostrarsi alla torcia indagatoria:
“Dobbiamo solo uscire… Non abbiamo che abiti e provviste….”
“La Signora di questi luoghi ha richiesto il vostro fermo. Mi spiace…”
“La Duchessa ha chiesto il fermo di un viandante?”
“No. Lady Lorna Kerr. La Lady Castellana … Vostra madre, Lord Garreth..”
Le ultime parole quasi morirono in bocca al malcapitato e solerte caporale, mentre altre tre guardie si avvicinavano.
L’uomo che aveva innanzi, si levo il manto e scoprì il suo volto, molto conosciuto da quelle parti.
Subito un applauso scoppiò alle sue spalle.
Una donna lo squadrava da un cornicione a circa quattro metri di altezza, ammantata di una pelliccia marrone scura.
“Bravo figlio mio. C’eri quasi riuscito… Si vede che sei cresciuto in questi luoghi e ne conosci ogni vincolo. Ma ricorda che io e tuo padre lo abbiamo ricostruito dalle sue rovine e tanti dei pertugi che hai usato tu e il tuo complice, sono di mia invenzione.”
“A dire il vero è UNA complice, madre….E… Sarebbe mia moglie….”
La donna si voltò e parve sparire nel buio, quasi inghiottita dalle ombre.

Il capannello di guardie appena radunatosi, guardò in direzione del carro. La metà di loro cercando di vedere la moglie del proprio Bunaìdh, l’altra metà, cercando di vedere se il Colonnello stesse proferendo improperi verso gli Astri…
La giovane sposa, rimasta fino a quel momento sul retro coperto del carro, si sentì improvvisamente toccare la spalla e quasi trasalì.
Poi vide che la stessa donna che fino a qualche istante prima li aveva fermati, adesso le porgeva la mano per aiutarla a scendere:
“Perdonatemi. Mio figlio non è stato educato così… “e il suo sguardo bucò il buio fino alla figura imponente dell’uomo
“… Solitamente avrebbe dovuto portare i suoi omaggi alla madre e quanto meno portarla a conoscenza del fatto che stava per sposarsi. E non che si era già sposato… Ma se avete accettato di dar lui la vostra mano, probabilmente sapete che non è un tipo facilmente prevedibile…. ”
Altra occhiata che illuminò a giorno il carro.
“Spero vogliate rimanere per una notte di riposo e un pranzo per conoscerci un pò megl… Beh, conoscerci un pò, almeno…”
“Ne sarò lieta” furono le uniche parole pronunciate dalla giovane quella sera.

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