Lo Straniero e la Fanciulla – EPILOGO

Share Button

Jessenia sedeva silenziosamente sul giaciglio dell’infermeria. Nemmeno due lune prima, su quello stesso giaciglio aveva fronteggiato una sfida impari che l’aveva vista fallire. Aveva tentato di vincere il Fato. Aveva trovato e perso l’amore.

Hanan Lavanya Ben Tahar scivolò silenziosa oltre l’ingresso, scoprendo la fanciulla in uno stato di smarrimento totale. Le si avvicinò, con un’insolita sicurezza nel passo. Ormai non vedeva quasi più nulla, ma sentiva la presenza di Jessenia, e l’Occhio la guidava.

– Figlia mia, che cosa è successo? Perché te ne stai qui a rimuginare sull’accaduto? Hai fatto ciò che potevi per quello straniero… e gli hai sicuramente regalato gli ultimi momenti felici della sua vita…
Jessenia non si stupì delle parole della Prima Veggente. Niente poteva esserle nascosto di ciò che riguardava i membri della sua comunità. Alzò gli occhi verso di lei.
– Tu dici, Venerabile?
– Tu che ne pensi?
Jessenia rimuginò un po’, o almeno è ciò che provò a fare. Una lacrima rotolò lungo la sua guancia: ripensare al momento in cui lui se n’era andato le faceva così male. E poi, c’era qualcos’altro che le rodeva nel cuore. Lo disse in un soffio.
– Sono incinta, Venerabile.
– Sì, lo so.
Jessenia si disse che avrebbe dovuto immaginarlo.
– Sarà femmina, mio dolce fiore. E erediterà il Dono.

A queste parole, Jessenia sgranò gli occhi. Una figlia? Benedetta dall’Occhio di Talib? Figlia sua e di… dello Straniero? No… non poteva immaginarlo… era un privilegio, un onore, un… ma lui non sarebbe stato lì per goderselo…
– Venerabile… io… non so cosa dire…
– Non dire nulla, Jessenia. Il Dono di Talib passa alla vostra famiglia, finalmente… so che ne sarà degna…
– Ma, Venerabile, io..
– Tu hai fatto la cosa che ritenevi giusta, e hai agito bene. Altrimenti il divino Talib non ti avrebbe scelto come madre della sua sacerdotessa prediletta. Vedrai che tua figlia sarà all’altezza, così come tu lo sei.
Jessenia comprese quale fosse il vero significato delle caute affermazioni di Hanan. Lei non si era disonorata: tutt’altro. Si sentiva più serena, adesso, e riusciva di nuovo ad andare in giro a testa alta. Inoltre, la sua bambina le avrebbe ricordato il suo Straniero. In un certo qual modo, alla fine, era riuscita davvero a salvare la sua vita, perpetuandola nel sangue della loro progenie. Aveva vinto lei, quindi. L’aveva sottratto alla Morte.

Sì, aveva vinto.

***

– DANNATI IDIOTI! Come accidenti avete fatto a farvelo scappare?

Gaal era furibondo. Gli altri erano tornati tutti impolverati e quasi storditi dal calore del Grande Deserto e non avevano acchiappato la loro preda, che era andata a morirsene chissà dove fra le sabbie.
– Tutto il nostro lavoro… tutto il lavoro del Maestro… tutto perso, distrutto! IN NOME DI DHAZKA, COME AVETE OSATO RITORNARE A MANI VUOTE?
– Aspetta Gaal… calmati… abbiamo recuperato questo…

I sacerdoti porsero a Gaal, che fino a qualche settimana prima era stato l’entusiasta assistente di Manius, il genio, colui che aveva escogitato il modo di perfezionare le creature mortali e renderle ineffabili strumenti di morte e distruzione, un libro consunto, le cui pagine erano state rovinate dal sole e dalla sabbia.
Febbrilmente, iniziò a sfogliarlo, cercando invano di ricostruire mentalmente tutti i passaggi… ma pezzi di fogli mancavano all’appello e la fine, maledizione, le pagine finali dov’erano?

– Abbiamo trovato qualche pagina qua e là, sparsa nella piana di sabbia battuta dove ci siamo fermati… ma questo è tutto ciò che rimane del libro del Maestro… la cavia deve averle distrutte, ce ne sono un paio mangiucchiate, a quel che si direbbe…
– Sì, Gaal… noi lo abbiamo inseguito giorni e giorni, ma lui era già più potente di quanto pensavamo…
– Hai visto anche tu con che forza ha spintonato il Maestro…
– Abbiamo fatto ciò che potevamo…

Gaal rimuginava fra sé. In effetti i novizi erano troppo stupidi per essere pienamente colpevoli. Manius stesso aveva sottovalutato il frutto del suo lavoro. Ma adesso mancava solo un passaggio, solo uno… e non avrebbero mai potuto ricominciare. nemmeno lui, fedele fino alla fine al suo Maestro, insostituibile braccio per la mente di un genio: come poteva una creatura misera e inadeguata come lui sperare di avere l’ingegno necessario per comprendere come ricreare la complessa serie di esperimenti in grado di trasformare completamente un semplice maniscalco in una creatura demoniaca e assetata di sangue?
No, no, via, bisognava attendere, e cercare di comprender qualcosa…

Il sacerdote si mise a sfogliare il libro. Pagine mancanti a parte, non ci avrebbe capito granché lo stesso. Però, pensa e ripensa, alla fine comprese qualcosa di importante. Gaal era uno che guardava avanti. Si avvicinò a un grande scaffale pieno di boccette contenenti liquidi per nulla incoraggiati, frammenti di carne, interi vasi sanguigni arrotolati su se stessi, e ne cavò fuori una fialetta trasparente contenente un liquido rosso vivo, intenso, che ribolliva leggermente. La scosse lievemente e il liquido si rimescolò, emettendo un debole rumore gorgogliante. Gaal sogghignò, di colpo più calmo.

– Allora ascoltatemi bene, brutti idioti: nessuno di noi sa come ricreare il processo messo a punto dal Maestro, quindi dobbiamo interrompere qui gli esperimenti. Ma sappiate che il nostro uomo è ancora vivo: il sangue che è contenuto in questa fialetta, che non ci basterebbe mai per altri esperimenti, è l’ultimo campione prelevato dalle sue vene prima della sua fuga. Finché questo sangue rimane vivo com’è adesso, vorrà dire che la cavia o un suo discendente è ancora in vita. Perciò noi adesso la custodiremo gelosamente insieme al libro, visto che nessuno di noi ha una vaga idea di come ricominciare o di cosa fare anche qualora riuscissimo a riprenderci il nostro biondo Erik…

I novizi sghignazzarono. Ricordavano benissimo le torture inflitte a quel giovane adone tanto ricercato dalle donne, e che probabilmente non ne aveva mai amata nessuna… quell’idiota aveva smesso di fare il gradasso con il loro Maestro non appena gli avevano messo le mani addosso, e aveva urlato come un maiale scannato, oh se aveva urlato!
– Quindi – proseguì Gaal – da ora in avanti noi saremo i custodi di questo libro e di questa fiala, e viaggeremo e cercheremo qualcuno in grado di decifrare gli appunti del grande Manius… i Quattro ci darebbero sicuramente il loro appoggio, ma noi faremo tutto da soli perché queste reliquie sono roba nostra. Noi eravamo i prediletti del Maestro e noi troveremo qualcuno che sia degno di continuare la sua opera… è tutto chiaro?

Vi fu un gran vociare, ma il coro era unanime: sì, avrebbero cercato, frugato, interrogato e spezzato colli e dita, ma avrebbero trovato colui che cercavano. E, intanto, avrebbero controllato la fiala per esser certi che un discendente della loro cavia fosse rimasto in vita.
– Ricordate che probabilmente, se noi non dovessimo farcela, saranno coloro che raccoglieranno la nostra eredità a doversi occupare dell’impresa: in quel caso, vorrà dire che sarà passato del tempo e che la cavia potrebbe anche essere deceduta… noi non sappiamo se il suo discendente sarà come lui o il sangue infetto si sopirà, o si ripulirà nel tempo. Certo è che è resistente, e che cancellarlo del tutto è praticamente impossibile, per lo meno in tempi brevi. Ma, credo, tutto questo sarà premura dei nostri successori scoprirlo.
Gaal ripose la fiala e il libro in uno scrigno intagliato di ebano e lo chiuse a chiave. – E ora tornate a far qualcosa di utile, buoni a nulla. Andate a prelevare qualche bella fanciulla, devo rilassarmi un po’. Magari, proprio una delle pollastrelle che giravano intorno a quello stupido maniscalco.

I novizi partirono di gran carriera, gridando volgarità e insulti assortiti all’indirizzo dell’universo femminile. Gaal si servì da una bottiglia di idromele su un basso tavolino e si mise comodo, distendendosi su di un ampio triclinio.

– Alla tua salute, Erik Gaendess, cavia e futuro campione di Orione. Ti auguro una lunga, lunghissima esistenza.

Share Button

Commenti

commenti

7 comments

  1. Dhazka rules… e qui iniziò lo sommo et immenso casino di una casata di fenomeni… Good job Lastruccia!

    A proposito di job, indovina chi non ptrà postare per due settimane causa altro gravoso et oneroso lavoro pro torneo di gennaio?

  2. Ma vai a farti benedire, Noctulio di mxxxa!!! Mi stavo drogando con la tua roba…

    Mi toccherà postare a tutta randa, e anche io dovrei studiare come tutte le persone normali…

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.