Nessuna regola nessun rimorso

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Il mercenario era seduto come consuetudine al solito tavolo, nella solita taverna e con il solito tipo di birra, sorseggiava distrattamente quel liquido che così gli era amico, specie dopo gli scontri nelle bische clandestine, serviva soprattutto ad alleviare il dolore delle ferite che ogni volta gli venivano inferte.

Era arrivato a quota sette, sette incontri vinti, le corone che vinceva spesso e volentieri finivano nelle tasche di Aila o Danica al bordello, ma a lui andava bene così.

Amare, uccidere, era contento.

Lo sguardo fisso sulla birra, di tanto in tanto lo alzava per guardarsi intorno, la taverna poteva essere un luogo pericoloso per un uomo leggermente sbronzo.

 

-Arold un altro boccale!

 

Bradwein sei già al terzo, non credi che sia il caso…

 

Arold chi cazzo sei mia madre? Altra birra o giuro sul Dio che veneri che vengo lì e ti stacco la testa dal collo con le mie mani.

Il taverniere sospirando, soprattutto perchè sapeva che caratteraccio poteva avere Bradwein soprattutto da sbronzo, riempì il boccale e chiese alla cameriera di portarlo al tavolo.

Il mercenario guardava la fanciulla ancheggiare mentre si avvicinava al suo tavolo, lo sguardo era scrutatorio, quasi divertito mentre lei si avvicinava facendo attenzione a non versare nemmeno una goccia a terra.

-Grazie cara 

Così dicendo prese il boccale e ne buttò giù un sorso.

La cameriera tornò indietro in direzione del bancone dove l’oste aveva già preparato altri boccali e piatti per gli altri ospiti della taverna.

 

-Così tu sei il “famoso” Bradwein

Sorridendo un ragazzo si sedette al tavolo.

Il thersiano alzò lo sguardo :

-Famoso non direi e togliti quel sorriso ebete dalla faccia Giulius prima che te lo tolga io.

-Non sei proprio cambiato eh? Credevo che frequentando la corte thersiana i tuoi modi fossero migliorati, ma denoto un certo impoverimento dei tuoi tratti fisici…

Indicò le varie ferite sul volto.

 

-Cosa vuoi  parla semplice e alla svelta odio le frasi lunghe quando sono sbronzo.

Il ragazzo sorrise.

-Un altro incontro Brad, solo uno e avrai abbastanza soldi per allontanarti da Thersa per un pò, le tue “vicende” hanno destato interesse a chi non doveva e ora vogliono sapere come hai fatto a vincere quegli incontri, capisci? Credono tu faccia uso di sostanze alchemiche, sai che l’unico regolamento che c’è è quello di non ingerire o usare sostanze che possono modificare la prestanza fisica, vero?

Bradwein smise di bere e guardò il ragazzo:

-Mi sono fermato a quando mi hai dato del baro

Così dicendo afferrò il ragazzo per la testa e gliela schiacciò sul tavolo:

Forse non ti è chiaro, mingherlino, la mia forza non proviene ne da sostanze ne da divinità, me la sono costruita sudando ogni giorno.

Giulius cercava di arrancare sotto la forza possente del Thersiano:

Ti..ti..pr..prego lasc..lasciami mi stai spezzando il.. co..collo!

Il mercenario allentò la presa e il ragazzo tossì vistosamente mentre l’oste stava guardando già preoccupato la scena.

Avverti chi dice queste sciocchezze che se hanno le palle al posto giusto di venire  in prima persona a dirmi queste falsità, in faccia.

Ora vattene prima che ti stacchi la testa dal collo e ci decori la stanza dei maiali di qualche contadino.

 

Il ragazzo inciampando tra le sedie si allontanò di gran carriera, aveva provato la forza del Thersiano e ora poteva riferire a chi di dovere che l’uomo non faceva uso di sostanze alchemiche prima dei combattimenti, anche perchè non si aspettava ne il suo arrivo ne aveva uno scontro nei prossimi giorni.

Maledisse Kurt per la sua malelingua nei confronti di Bradwein; questo incontro gli avrebbe causato un doloroso mal di testa per diverse ore.

 

Il mercenario si alzò dal tavolo, era l’ora di tornare al quartiere della grinfia, voleva sapere se ci fossero contratti disponibili, lasciò qualche scaglia sul tavolo e si avviò verso la porta.

 

 

 

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