Piccole Riflessioni. Mese di Elios anno XX°

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L’intera Arath era in estate. Il mese di Elios era stato generoso con le terre del Meridione e con la contea del Lupo Nero non era stato di meno. Sulle colline tutto si era tinto di un verde brillante con le viti cariche dei primi piccoli acini d’uva mentre a valle tutto era colorato d’oro; il grano e l’orzo crescevano rigogliosi e le spighe vibravano ad ogni folata di vento. Sembrava quasi una altra contea vista in inverno, sempre buia e scura, la terra sterile, le colline spoglie e brulle. Ma dalla primavera in poi tutto sembrava risvegliarsi e in estate era all’apice della sua calda e generosa bellezza. Anche il maniero di Wulf held sembrava risentire del tepore del sole, che aveva sostituito la flebile luce del camino con quella luminosa e quasi accecante del disco Solare. La sala dove solitamente riposavano e parlavano i cortigiani del Lupo Nero era decorata con arazzi rappresentanti cacce, battaglie e alcuni trofei erano appesi alle pareti. Nella grande portone di legno si aprì un piccolo spiraglio, appena sufficiente per far passare una fanciulla minuta. Passi sicuri, leggeri calpestarono la grigia pietra. Due occhi color nocciola cominciarono a esaminare la sala, lentamente, a piccoli colpi d’occhio, fino a giungere all’ariosa finestra dal grande davanzale. Pian piano si avvicinò ad esso, toccandone la calda e liscia pietra. Gli occhi guardavano pensierosi quelle pietre, ripensando a una giovane elfa dagli occhi di zaffiro che sempre si sedeva sopra quel davanzale, con una mano sotto il mento, una poggiata a sostegno e con una delle gambe lasciata a penzolare libera con un oscillare che produceva sempre lievi rumori metallici. Una presenza costante in quegli ultimi mesi. Come anche i litigi, le voci quasi ringhianti del Conte e della guerriera rimbombavano nella sala. Ma ora non si sarebbe sentito risuonare quei suoni così abituali. Anghra Bitterfang se ne era andata.

Finalmente un po’ di pace…-

Disse quelle parole, ma sentiva che erano false. Ripensò a quei momenti, avvenuti nel mese di Spica. Quando Aveva visto Anghra svenuta a terra e lei l’aveva raggiunta cercando di svegliarla rabbiosamente per chiederle spiegazioni. Poi, vedendo gli occhi così pieni di consapevolezza dell’elfa se ne era momentaneamente allontanata, pensierosa. Aveva lasciato gli altri con lei. Miralys doveva pensare. Li aveva traditi? No…non gli aveva fatto del male…aveva solo reso le cose più semplici al Nigredo. Perché? Perché? chi era quella persona davanti a lei? Confusa si era riavvicinata alla guerriera Alhazharita, chiedendole un semplice eppur così complicato:

<<perché?>>

Appena Mirlays l’aveva ascoltata. Di impulso, vedendo il gelo nell’elfa, quell’aria quasi di minaccia, l’aveva abbracciata. Non l’aveva mai fatto. Aveva abbracciato solo suo padre in quegli ultimi undici anni della sua vita. Ma…Non riconosceva più la persona davanti a lei e quello era un disperato tentativo di trarre a sé una briciola di quel poco che conosceva della compagna di ventura. Per lunghi secondi cercò di trattenerla mentre lei dopo lunghe e ripetute richieste di lasciarla, si era liberata di Miralys con forza, scaraventandola a terra dove aveva cominciato a tossire ferocemente. Aveva già altre ferite e anche se la spinta era stata trattenuta, la giovane sacerdotessa non potè trattenere il malessere. Appena intravide l’espressione sorpresa e al contempo turbata di Anghra. Il viaggio di ritorno era stato privo di  parole e solo i suoni delle corazze che tintinnavano pezzo contro pezzo ne rompevano il soffocante silenzio, fatto di occhi diffidenti che si guardavano l’un con l’altro.
Poi…erano tornati a corte. Lì il Conte sembrava sapere cosa era successo e quasi sorrideva all’idea. Era inutile mentire. Così Miralys aveva raccontato ciò che era successo. Non se ne era pentita. Neanche in quel momento, osservando il bruno e innaturale seggio vuoto. Aveva avuto quasi l’impulso di richiamare l’alhazharita, ma si era fermata prima. Aveva compreso il perché Anghra aveva fatto ciò che aveva fatto. Gli occhi del Nigredo…quelle ali così nere. Come poteva una Alhazarita non esserne rapita?! Come avevano potuto considerare solo l’idea che Anghra si mettesse contro la cosa più vicina alla rappresentazione del suo Dio? Ma c’era un’unica cosa che irrazionalmente Miralys recriminava all’elfa. Il fatto di non averne parlato. Di non aver reso evidente con l’uso delle parole il suo più grande desiderio. Invece, aveva preferito palesare il tutto con un solo ed unico gesto…
Sotto un certo punto di vista, riflettendo, quel luogo fatto di calce e pietre, di rigida disciplina, non era luogo per un animo ribelle e belligerante come quello dell’elfa. In parte, era stata la sua salvezza essersi allontanata da lì.
Una folata di vento portò sul davanzale della finestra piccole e nigre piume per poi, sotto il capriccio del vento inquieto, ricominciare a errare, superficialmente senza meta.

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Commenti

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13 commenti

  1. Ma allora anche nel Trio Inquietudine c’è un cuore… (c’è solo da chiedersi se sia uno in tre…)
    Mira Mira, imparerai anche te che con gli Alhazhariti ci sono pochi modi di parlare, e la minima parte di essi passa attraverso le parole…

  2. Dahal: orsù, non esageriamo 😀 o ai prossimi due pezzi che ho scritto penserete che sia miss bontà!!!

    Noctulis: io credo ce ne siano tre….quello di Mela si è indurito recentemente, quello di Miralys l’hanno appena messo fuori dal congelatore e quello di Nihal ormai se l’è preso il Nigredo 😀
    in più credo anche io che gli Alhazhariti siano gli unici che possono squartare le parole solo con un piccolo movimento della mano.:D

  3. La cosa figa è che per scongelare il cuore di Miralys c’è voluta una bricia ancor più fredda!!! 😀 :PPPPP

    Ricordate che per dialogare efficacemente con un seguace di Alhazhar nel frattempo o si beve o ci si mena…

    E poi sappiate che a furia di indurirsi e riaddolcirsi il cuore di Mela si sta imporrendo come un pollo di gomma… che rottura di palle, fra demoni, samurai, circensi e consorelle!

  4. Lipsak: eeeee, almeno la gomma ci mette un pò a imporrirsi….se tu scongeli qualcosa e poi riprovi a ricongelarlo puoi farlo…ma dopo se riprovi a scongelarlo un è mica tanto buono… one shot, one kill!!

    Noctulis: oooh ma sentitelo… fa l’offeso!! 😉

  5. Infatti…. circensI, leggete fra le righe!!!!

    Ma la cosa peggio è congelare qualcosa, scongelarlo, ricongelarlo e poi pretendere di mangiarlo senza morire di qualche atroce malanno tra ululati di dolore…

    Evviva Miralys! (così, gratuitamente)

  6. Cito dalla Lastrina: “Ricordate che per dialogare efficacemente con un seguace di Alhazhar nel frattempo o si beve o ci si mena… ”
    ecco, considera che Nihal è astemia :)!

    per Myra:
    Graaaazie :D, un raccontino tutto per la dolce Nihal :P.

    per Tutti:
    ma che è ‘sta storia dei circensi?

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