Ritorno a Lencoe

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“Signore… anf.. anf… chiedo il permesso… anf…  di riferire.”

Chiese l’uomo ormai sul limite di svenire dalla fatica e con il fiatone che gonfiava il suo petto a cadenza irregolare e violenta. La scalata su quel crinale era stata dura, ma il Maresciallo Lothar Hendricks Kerr era addestrato ad ogni evenienza.

“Parla. E trova un ottimo motivo per non aver obbedito agli ordini che io stesso ho dato.”

La frase era uscita dalla bocca quasi serrata dell’alto graduato, ancora di spalle e con un tono evidentemente seccato, ma quasi recitato, come se fosse inusuale per lui adottarlo.

“Signore… Notizie da Herem…”

“Se sei venuto fin qua per fare rapporto su altri attacchi di berserker impazziti, temo che tu abbia fatto strada inutile. La zona è presidiata e non ci sono…”

“IL DUCA È VIVO! Il padre di Sua Grazia Logan è stato ritrovato!”

L’alto graduato si voltò e con sguardo serio prese per il bavero il maresciallo fino ad alzarlo di peso assieme alla sua armatura di maglia.

“Non è divertente. AFFATTO! Se ti manda qualcuno per convincermi a scendere da qui, hai sbagliato motivazioni.”

“Signore… coff.. c’è un rapporto ufficiale… coff coff… Sua Grazia il Duca Erik MacDussel è in vita ed ha riabbracciato coff… sua figlia…”

Le mani dell’uomo si aprirono e lasciarono cadere quasi distrattamente il sottufficiale, mentre voltandosi lasciava intravedere alcune gocce argentee che solcavano le sue guance e la sua barba incolta.

“Golem o no, non posso più rimanere qua per proteggere i miei cari da un eventuale attacco di quel coso. Devo tornare alla Capitale. Ora.”

Poi guardò l’uomo che ancora si massaggiava il collo.

“Maresciallo. Andiamo al primo distaccamento. Dovrò trovare un cavallo. E scusami se ti ho fatto del male. Non era mia intenzione.”

“Non preoccupatevi, non è nulla. Molto meglio di un colpo di spada, Lord Garreth.”

 

 

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