Saluska

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Saluska, Cupa tana, Terra nostra,
a te ritorniamo con il cuore gonfio e nuove cicatrici.

I due uomini camminavano silenziosi sui sentieri tracciati dai carri, di ritorno dalla terra alemarita, il tempo, come sempre inclemente da quelle parti, riversava  torrenti d’acqua sulle loro teste. Non avevano bisogno di parlare, erano abituati a capirsi con uno sguardo, e gli eventi degli ultimi giorni avevano appesantito ulteriormente il cuore di Marzio:  essere entrato nella malabolgia, aver perso la vita ed essersi dovuto mutilare da solo era stato duro, ma il giovane si era ripreso abbastanza da intraprendere il viaggio.
Dopo l’ennesima curva davanti a loro si presentò una scena abbastanza comune, un carro era rovsciato con numerose frecce piantate sul cassone ed un uomo a terra accanto ad esso; con circospezione i due uomini si avvicinarono al carro e la reazione fu simultanea: Baol si diresse a destra, Marzio prese la sinistra, inoltrandosi nella boscaglia. Avanzarono silenziosi nella vegetazione senza aver bisogno di seguire alcuna traccia, da lontano giungeva ovattato il suono di numerose voci che festeggiavano; era un gruppetto di quattro individui, il più vecchio avrà avuto ventanni, che si spartivano un magro bottino di scaglie d’argento, non si erano accorti di niente.
Baol si fuse con le piante circostanti, avvolgendosi nel suo mantello di foglie, fino a portarsi a pochi metri dietro le spalle dei briganti, marzio li prese dal davanti uscendo dalla vegetazione e piazzandosi con spavalderia di fronte a loro con la spada sguainata; i gaglioffi si lanciarono su di lui all’unisono, ma uno si ritrovo con una freccia piantata nel piede che lo inchiodava a terra, gli altri vennero disarmati ed abbattuti rapidamente dall’altro riportando solo qualche livido.
Li legarono pronti a consegnarli al più vicino corpo di guardia quando lo sguardo gli cadde su un bando che doveva esser tra gli averi del malcapitato carrettiere:
UDITE UDITE! Con nostro sommo rammarico constatiamo come l’intera iurefrangia di Saluska giaccia attualmente preda di una dissennata insurrezione popolare. L’augusta Reggenza dell’Albatro Nero oggi respinge e condanna con strenuo vigore le pulsioni sediziose diffuse dall’alleanza ribelle che milita sotto lo pseudonimo del Cardo. Pertanto, per sommo decreto di Sua Signoria Eberardo Caniscalchi, si richiede il commissariamento dell’intero governatorato di Saluska. Legge marziale e coprifuoco notturno saranno applicati in ogni borgo secondo i nostri codici e il comando dell’intera operazione spetterà al Gran Siniscalco Isadora Strichetti.
Giacché si sospetta l’esistenza di un illecito sodalizio stipulato tra ribelli e criminali della costa, le autorità falsimite sollecitano l’intervento della regia milizia e l’ausilio delle vicine Podestà. La contrada marittima di Almedy, per la sua posizione strategica, rappresenta il luogo ove avrà principio il transito dei nostri armati. Qui, all’alba della novella Luna d’Elthrai, convochiamo i delegati e gli uomini d’arme di Falsim, Sathor ed Alemar per dar luogo ad una scrupolosa perlustrazione. 

La Passariva sparita era un colpo gravissimo per il fragile equilibrio di quei luoghi. La prima cosa da fare era presentarsi al corpo di guardia, successivamente intrufolarsi tra i gaglioffi per carpire informazioni e battere le foreste palmo a palmo. I due uomini si separarono con una pacca sulla spalla e una muta promessa negli occhi, da li a venti giorni si sarebbero rivisti agli ordini di Isadora per fare il punto della situazione.

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