Una notte in taverna

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Era stato un viaggio faticoso, la serata nella locanda invece che ristorarla aveva solo aggiunto altre preoccupazioni nella mente dell’athariana e quando Ser Iago le si era avvicinato… L’indomani sarebbe dovuta essere più ferma e calma, si sopratutto calma.

Non era un comportamento degno di una Lady e nell’ultimo periodo aveva agito di testa sua fin troppo spesso.

La giovane iniziò a slegarsi i lacci del corpetto, si sfilò il sari e cinse il suo corpo in una morbida vestaglia di seta per preparasi alla notte…

“TOC TOC”

La falce della luna aveva già raggiunto il suo apice e non capiva chi potesse bussare alla sua stanza. Il pensiero andò subito a Sheeren: magari stava partorendo prima del tempo e così aprì senza indugio la porta:

Sir Iago?

Ed eccolo li, con in mano un fiasco di vino e due calici, stava appoggiato allo stipite della porta con un sorriso sardonico dipinto sul volto.

 “ Iago cosa ci fate qui?

La calma e la fermezza che si era ripromessa pochi giri di clessidra fa erano già state buttate alle ortiche una volta incrociati quegli occhi azzurri.

Sapete ho appena accompagnato Kilian in una delle stanze e mi domandavo se potessimo continuare la conversazione che stavamo avendo nella taverna.

Beh certo.. accomodatevi!

In realtà la stanza non offriva molti posti dove conversare con le dovute distanze e i due giovani furono costretti entrambi a sedersi sul letto utilizzando la toeletta per appoggiare il fiasco.

Scusate Iago, suppongo che il mio abbigliamento non sia proprio consono a ricevere visite.

La mano del leone le cinse la vita.

Per certi tipi di visite Rashida è anche troppo!

Sir ...“

Inutilmente sperava che il titolo potesse ristabilire una certa formalità nella conversazione.

siete stato davvero gentile a venire… cioè a passare a trovarmi questa sera.

Beh dopo che avete detto dove si trovasse la vostra stanza sarebbe stato ineducato non passare.

Si immagino che lo scopo… cioè l’intento fosse questo. Non mancate di essere impeccabile Iago. Il vostro precettore deve essere fiero di voi.

Molto bene, pensò la Lady, passiamo ai ricordi di infanzia e magari riusciamo a sbollire gli animi.

In verità io spererei di contrariarlo dopo questa notte…

Tentativo miseramente fallito.

Di solito si mostrava molto più spavalda ma il Malasir riusciva sempre a stordirla. La sua voce ormai si era affievolita parecchio.

Credo di aver già combinato abbastanza guai per questa primavera.

Quindi uno in più non dovrebbe fare molta differenza non trovate? Anche se in verità spero che la differenza la sentiate...”

 

Anche l’altra mano toccò la vita della ragazza sfiorando la cintola della vestaglia.

Rashida appoggiò le sue mani sugli avambracci di lui ma invece di esercitare un po’ di pressione per allontanarli li strinse ancora di più…

 

Le luci dell’alba trafissero le finestre troppo presto e colpirono il fiasco ancora intatto… Inutile dire che certe situazioni non hanno bisogno di essere incoraggiate.

 

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