Vita da maggiordomi

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“Nella vita vi sono tre tipi di persone: i servi, i padroni e coloro che sono indispensabili per comandare”

Malachia, il vecchio maggiordomo di casa Malinverni, stava portando fuori per l’ennesima volta la “spazzatura”, troppo spesso qualche incoscente osava insultare il suo signore , Gustav Malinverni, davanti a lui,  percorreva i corridoi di pietra mentre il sacco sulle sue spalle rimbalzava pesantemente sulla sua schiena, pensando a suo figlio Alfred che non riusciva a trovare da nessuna parte.
Trasportò il cadavere verso il solito boschetto di salici piangenti, accanto a quello di molti atri stolti, quando suoni stridenti di metallo giunsero alle sue orecchie, scivolò tra le ombre silenzioso come la morte che portava al fianco, sino a sporgere oltre il limite degli alberi in una picola radura; quello che vide lo pietrificò: suo figlio stava attaccando senza sosta il signorino Lograin da tutte le angolazioni mentre quello deviava per un soffio le stoccate
mortali dirette al suo cuore ed alla sua testa.
Malachia indurì il suo cuore, impugnando la daga pronto a porre fine alla vita del suo indegno figlio, si spostò lungo il limitare degli alberi, così da arrivare alle spalle del ragazzo, quando l’assalto furioso s’interruppe istantaneamente; i due ragazzi si guardavano negi occhi, ansimanti per lo sforzo, con il sudore che scorreva dalle loro mani sul terreno, suo figlio fu il primo a rompere il silenzio:

<<Siete migiorato tantissimo Signorino Lograin, sono pochi i ragazzi della Sua età che possono eguagliare la Sua maestria. Padron Gustav sarà fiero dei Suoi progressi>>

<<Lascia perdere mio padre Alfred, faccio tutto questo per me; Mi pare di averti detto di piantarla di chiamarmi signorino, o con altri titoli, quando siamo soli. Tu sei uno dei pochi che mi conosce davvero quindi piantala di essere così formale! Ci stiamo allenando per un motivo preciso: un giorno io sarò molto più importante di mio padre ed il mio braccio destro dovrà essere il miglior facttotum di tutta Casa Malinverni.>>

Alfred rimase un secondo in silenzio pensando alle parole del suo signore, poi abbassando la testa rispose:

<<La mia fedeltà è prima di tutto nei Suoi confronti Sig… nei tuoi confronti Lograin, in secondo luogo alla casata Malinverni; cercherò di esserti di aiuto come mio padre lo
è di Padron Gustav, speriamo che questo non ci distrugga entrambi.>>

Malachia si allontanò felice e preoccupato allo stesso modo, la strada che aveva scelto suo figlio combaciava con quella scelta da lui molti anni prima, e, come lui, avrebbe presto imparato la difficoltà della sua decisione: la differenza sociale non poteva essere sorpassata da una promessa tra ragazzi, davanti al mondo sarebbero stati sempre Padrone e servo.
Nascose un sorriso sotto la mano e si diresse a completare l’ ultima dimora dello stolto paladino, lasciando le stelle come unici testimoni di quel patto assurdo.

 

Stimatissimo Lougrain,
ti scrivo perchè tuo padre mi ha ordinato di raggiungerti sulle vie di ventura per assicurarmi che tu non corra eccessivi pericoli e non metta a rischio la posizione dei Malinverni davanti alla corte Longini.
Dovrei arrivare prima che tu parta per Alemar, ti dico che le mie “capacità” sono orientate verso le tradizioni di famiglia e farò di tutto per coadiuvarti nel tuo percorso.
Il tuo fedele
Alfred

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