Vivere o Morire – Atto II

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Dimenticato è il passato, incerto è il futuro,

Solo del presente il corvo è sicuro.

Niente si muove; tutto è fermo, immobile… anche la mia anima avvezza ad essere costantemente in movimento, adesso è bloccata come una lama riposta nel fodero. Ma non una di quelle spade che oramai hanno fatto il loro tempo e dopo anni di onorato servizio sono giunte alla fine dei loro ardenti scontri; semplicemente bloccata, come se il destino avesse deciso che dal quel momento quella spada avesse compiuto quello per cui era stata forgiata.

Passa del tempo…

Anni?

Mesi?

Giorni?

Ore?

Non riesco a capire, mi sento perso…

Non riesco a pensare a nulla…

Cosa mi è successo, cosa cazzo ci faccio qui?

Dove cazzo sono?

Attorno a me c’è solamente oscurità: il mio corpo è avvolto dalla tenebra che come acqua si insinua attorno ad ogni cosa; piano piano scivola in bocca e mi toglierebbe anche il respiro… se solo ne avessi.

Perché non respiro?

Perché non vedo?

Mi sento sprofondare… o forse sto salendo? difficile da dire… orribili ricordi cominciano a farsi avanti; ogni singolo attimo doloroso della mia vita riaffiora e così le immagini cominciano a riempire il nero mare che mi circonda. Si bloccano attorno a me come macabri dipinti; più passa il tempo e più l’oscurità viene sostituita dalle immagini, fino a che il dipinto di un essere che pianta la sua ascia sulla mia schiena mi fa tornare alla memoria il più terrificante degli eventi:

Sono morto!

e la mia morte ha fatto soffrire i miei compagni, i miei brat e sestre… sento il loro dolore, le loro lacrime lavavano il sangue che si è rattrappito attorno alle mie mani.

Alzati maledizione!

Alzati e digli che va tutto bene!

SU MUOVITI STUPIDO CORPO!

BASTA! SMETTETELA DI PIANGERE PER ME!

Vi prego smettetela!

La morte fa parte della vita, non disperatevi!

Il fato ha deciso che doveva andare cosi!

Rassegnatevi, la mia ora è giunta ed io non posso farci nulla…

Il vuoto dentro di me comincia come una bestia affamata a divorare tutto quello che trova: ogni sensazione viene fagocitata, la bestia comincia a prendere forma, ad ingrossarsi; divora tutti i quadri che costellano l’ambiente attorno a me, finiti quelli si lecca i baffi e ancora bramosa di cibo si getta verso l’ultimo boccone rimasto…

Guardo la fine che incede senza pietà verso di me, le mie ultime parole sono per Urama e per tutti i miei amici…

Chiudo gli occhi ed attendo la fine, alcune parole risuonano nella mia mente, avverto una nuova presenza, un’energia smisurata permea l’aria… apro gli occhi: un’ imponente armatura si trova innanzi a me, con un singolo gesto spazza via la bestia per poi voltarsi e sedermisi di fronte a gambe incrociate.

Una voce fuoriesce dall’armatura, una voce mai sentita, roca, straziante:

Cosa stavi facendo?

Attendevo quello che il fato aveva in serbo per me…

Dunque credi che sia questo il tuo fato?

La mia ora è giunta e io non posso farci niente, questo è quello che credo!

AH AH AH... dunque tu saresti questo? Tu accetti cosi di buon grado la tua fine?

Non posso farci niente! Alhazhar ha voluto chiamarmi a se ed io lo accetto…

Cazzate! se tu volessi, combatteresti anche adesso, con ogni tua forza cercheresti di andare avanti per la Grande Via! … ma evidentemente sei uno di quelli che alla prima difficoltà molla tutto... bhè peccato mi ero sbagliato su di te... e poi

E POI UN CAZZO!! COSA NE SAI TU SU QUELLO CHE VOGLIO E NON VOGLIO FARE?!?!

VORREI FARLI SMETTERE DI PIANGERE! VORREI RASSICURARLI, PROTEGGERLI, COMBATTERE AL LORO FIANCO MA ORA CHE NON RIESCO A FARE NIENTE NEMENNO A PROVARE NIENTE…

Provare niente? Non mi sembra...

Non potevo vedere il suo volto ma sono sicuro che in quel momento stesse sorridendo…

Bhe caro il mio corvetto scopri da solo quello che il fato ha in serbo per te... ci rivedremo presto!

L’armatura si alza e dopo con un passo si sposta di lato; alle sue spalle compare una porta, mi indica di entrare tendendo un braccio e subito dopo scompare nell’oscurità.

Con passo incerto varco la soglia e nello stesso momento il silenzio viene infranto da una voce femminile:

Il vento del fato soffierà nel tuo animo e ne sarai per sempre avvolto;

che in esso o contro di esso tu trovi compimento.

 

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