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Re e Pedoni

La società dei Vichi è articolata su tre figure fondamentali:

Altomastro

L’Altomastro è la guida “de facto” per il proprio Vico: è stato difatti quest’individuo a investire per primo le risorse necessarie per rifondarlo e difenderlo dalle insidie della Scacchiera. La sua autorità è assoluta e raramente i suoi poteri sono vincolati a leggi costituite, bensì governa fintanto che mantiene la fiducia della propria comunità. Si occupa della ripartizione dei beni fondamentali (es. cibarie, fonti d’acqua, mulini, opifici, etc.) entro le borgate, affidate ai Quartiermastri. Comunque, a lui spetta l’ultima parola in ogni decisione riguardante la gestione del Vico. Dato che non può essere dappertutto, i Quartiermastri sono i suoi occhi e le sue mani nelle borgate e durante i concili stagionali gli riportano tutti i fatti e le risoluzioni da loro intraprese durante il loro mandato, che può essere revocato in qualunque momento nel caso in cui l’Altomastro ritenga che il loro operato sia stato insoddisfacente.

Ogni Altomastro è fondatore e capo della Camarilla locale, ossia il Magistro che per primo ha imparato a sfruttare le occulte energie degli Insonni. Egli fa da mentore a ogni membro della sua Camarilla e detiene il più alto sapere, nonché il più alto grado, all’interno della stessa.

Gli Altomastri sono inoltre la voce del Vico nei rapporti con gli altri insediamenti e con le Masnade, impiegate per la difesa dei confini e per la conquista di nuove caselle nella Scacchiera e delle relative risorse. Gli Altomastri offrono agli Alfieri delle Masnade delle vere e proprie commissioni e, dato che non possono lasciare il Vico senza guida, sono disposti a pagare profumatamente quanti combattono per loro, ed eventualmente concedere ai più dotati o assetati di conoscenza il privilegio di far parte della loro Camarilla.


Quartiermastri

I Quartiermastri sono uomini fidati del Vico che dedicano la loro vita alla sua comunità. Ricoprono la funzione di consiglieri e araldi dell’Altomastro con ruolo di amministratori e difensori dei beni del Vico. A ognuno di loro, l’Altomastro ha affidato una borgata o un ruolo specifico all’interno della comunità: ci sono i Quartiermastri addetti alle riserve idriche, all’edilizia, all’erario, all’annona (cioè al vettovagliamento) e al giudizio. Inoltre, in ogni Vico è presente un Quartiermastro, detto Vicario, che può far le veci dell’Altomastro all’interno della rispettiva Camarilla, anche se ogni decisione nell’ambito della stessa è prerogativa insindacabile dell’Altomastro stesso.


Bifolchi

I bifolchi sono invece pionieri che, giunti nell’ovest in cerca di fortuna, si sono stabiliti nei Vichi. Sono uomini e donne di qualsivoglia estrazione sociale, in quanto i vecchi titoli dell’Impero o del Regno hanno ben poco valore oltre la frontiera. Ricoprono un ruolo ordinario nella comunità, portando avanti i loro mestieri all’interno delle varie borgate, costruendo edifici, coltivando i campi, allevando il bestiame. I bifolchi, pur non rivestendo alcuna carica formale né capacità decisionali all’interno del Vico, possono comunque formare comitati per riportare le proprie beghe nonché bisogni ai Quartiermastri. In genere i comitati sono animati da motivi concreti, come il “comitato per il pristino dei terrapieni”, mentre talvolta sorgono per motivi futili, come il “comitato per il decoro dei bordelli”.

Note in itinere: Un personaggio privo di cittadinanza presso i Vichi in genere può ottenerla per concessione dell’Altomastro o di uno dei comitati locali.