§ Il messaggio mistico diffuso dall’Untrice tra le genti athariane, compresa la delegazione del Leone riunita presso Vencenslot, ha gettato scompiglio tra i presenti. La strega ha infatti imposto all’intero popolo di Athar un esecrabile ricatto, asserendo d’esser in grado di uccidere ogni nativo del Ducato. In particolare agli interpellati è stato richiesto di lasciare la propria nazione o di giurare lealtà all’Untrice versando il proprio sangue all’interno di ricettacoli profani chiamati “offertori”.

§ Il ricatto ha indotto gran parte delle genti athariane a migrare in massa presso le regioni occidentali di Gardan, sollevando così grave preoccupazione e scontento tra i Vassalli del Ducato dell’Orsa. Un’efficace azione diplomatica ha tuttavia permesso di moderare il clima di tensione e di elaborare adeguate misure volte a far fronte all’arduo scenario futuro.

§ Quanti hanno ceduto al ricatto, votandosi all’Untrice, sono stati indotti a compiere terribili crimini tra cui un attentato a danno della Gran Kal’Esir Jaina Intissar.

§ Infine la corte del Leone è riuscita nell’intento di liberare un vecchio passaggio del Sottomondo esteso tra Vencenslot e i sobborghi di Khanam. Questa via ha consentito al governo athariano di recuperare preziose risorse rimaste isolate in patria e di consentire agli esuli di spostarsi senza esporsi a gravi insidie. Infatti, solo durante la metà della luna del Mago la delegazione athariana ha potuto fare ritorno entro i lidi natali.

§ Anche le spoglie di Sua Grazia il defunto Rahis hanno ottenuto dai messi Inquisitori il benestare per rientrare in patria: dopo un'iniziale opposizione della Rosa Damoclis, la corte del Leone è riuscita ad allontanare dallo stimato estinto ogni responsabilità nel ritorno dell'esecrabile Untrice, facendo in modo che egli ottenesse dunque tutti gli onori del caso.