{"id":108,"date":"2008-03-04T14:47:00","date_gmt":"2008-03-04T14:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=100"},"modified":"2008-03-04T14:47:00","modified_gmt":"2008-03-04T14:47:00","slug":"ricovero-anno-xx-mese-di-kainus-yano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/ricovero-anno-xx-mese-di-kainus-yano\/","title":{"rendered":"Ricovero.  anno XX, mese di Kainus Yano"},"content":{"rendered":"<p>\nLa stanza era cupa, appena illuminata dalla tenue luce rossa del camino e a stento si intravedevano le pareti di pietra, spoglie di ogni decorazione. I mobili erano addossati alle pareti; una libreria, un cassettone, alcune sedie e vicino al camino una grande e logora poltrona, con accanto un piccolo tavolo. Mikhal Rockraven era proprio seduto su quella poltrona, scaldandosi al piccolo fuoco, mentre sopra il piccolo tavolo era posata una tazza con accanto una bottiglia quasi vuota. A tratti sorseggiava dal recipiente, aggrottando le sopracciglia ad ogni sorso. La giornata era stata abbastanza tranquilla, lavoro buono non le solite vittime, ma veri e propri delinquenti giustamente processati e giustamente condannati a morte, o pi&ugrave; semplicemente al taglio della mano o di qualche altro arto. Lavori svelti, precisi e veloci; niente spettacoli in quegli ultimi tempi, al momento la sua occupazione principale era la tortura, soprattutto quella psicologica. Come gli piaceva far credere a quei sudici delinquenti quali orrori gli avrebbe fatto, se non avessero parlato!!! E pensare che nemmeno c&#8217;erano i Troll, in quella stagione! Ormai lo capiva solo dallo sguardo se erano colpevoli o no e come si vedeva! Niente gli poteva essere celato da quei figli di buona donna, da quei figli del demonio&hellip; ne aveva visti troppi perch&eacute; si potesse sbagliare. Nonostante sembrasse che il mondo stesse andando in malora in Arath qualcosa era migliorato. Era proprio vero che il Lupo Nero era un ottimo conte. Alz&ograve; La tazza verso l&rsquo;alto, facendo un sorriso storto:<\/p>\n<p><em> &#8211; Al grande Emanuel Kebellion, Il Lupo Nero, che possa vivere una lunga vita!!  &#8211;<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\nIn un sol fiato bevve tutto il liquido, mandando poi un lungo sospiro. L&rsquo;occhio sano era lucido e l&rsquo;espressione era abbacchiata. Riemp&igrave; di nuovo la tazza col liquido ambrato e quasi in un sospiro uscirono le ultime parole.<\/p>\n<p>&#8211; <em>E che il Lupo Nero possa trattar bene la mia figlioletta&hellip;. &#8211;  <\/em><\/p>\n<p>Un giorno la sua piccola Mira era arrivata dopo mesi di girovagare con la compagnia d&rsquo;arme delle Zanne. Ricordava bene quel giorno, sua figlia aveva fatto un sorriso storto e con voce pimpante gli aveva comunicato che era entrata a corte del Lupo Nero. Tra tanti aveva scelto lei. Chiss&agrave; come se la passava&hellip; era mesi che non la vedeva, nemmeno una lettera. Nevyn gli aveva detto di non preoccuparsi, che sarebbe stata bene e che gli impegni di corte  sicuramente l&rsquo;avevano impegnata a lungo. Ciononostante un padre &egrave; sempre un padre, e le mancava il sorriso storto di Mira, gli occhi cos&igrave; uguali a quelli della sua amata Isolde. Si accasci&ograve; sulla sedia, sfinito, triste e solo.<\/p>\n<p>&#8211; <em>I figli scelgono il loro destino. E i loro vecchi possono solo sperare di vederli vivere mentre loro imbiancano e a poco a poco si spengono&hellip; &#8211; <\/em><\/p>\n<p>La bocca si strinse, piegata in una espressione pensierosa. Aveva sperato che Mira prendesse il negozio di erbe di Nevyn. Ma l&rsquo;anziano sacerdote gli aveva spiegato che il destino di un sacerdote di Sirio &egrave; la conoscenza e che solo girando il mondo si pu&ograve; acquisire ci&ograve; che la sua fede vuole. Ma il mondo era pericoloso, in giro si parlava di demoni, di angeli belligeranti e di barbari sanguinari. La sua piccina, come poteva scampare ai pericoli?<\/p>\n<p>&#8211;<em> Zanne insanguinate, Lupo Nero&hellip;pregate che mia figlia sopravviva a tutto ci&ograve;&hellip;.o io pregher&ograve; che la fine che raggiunger&agrave; lei, la raggiungiate anche voi&hellip;. &ndash; <\/p>\n<p><\/em>Mentre borbottava tra s&eacute;, con la bocca impastata dal sonno, sent&igrave; dei forti colpi alla porta. Alz&ograve; un sopracciglio, sorpreso. Chi poteva essere a quell&rsquo;ora? Sent&igrave; altri colpi battere contro la porta, sempre pi&ugrave; insistenti e si alz&ograve; dalla poltrona, avviandosi con passo pesante, sbuffando irritato.<\/p>\n<p>&#8211;<em> Arrivo, arrivo&hellip; &#8211; <\/em><\/p>\n<p>Apr&igrave; la porta e rimase inebetito per qualche secondo. Davanti a lui vide un giovane guerriero. Nonostante la poca luce intravide un volto conosciuto, quello di Aral, il giovane che anni prima Mira aveva salvato. Accanto a lui, appoggiata pesantemente ad un bastone, c&rsquo;era una figura incappucciata che ansimava sibilando. Alz&ograve; di poco il capo e un sorriso storto si fece largo nel viso e due occhi arrossati lo guardarono quasi dolcemente. Alcune macchie di sangue secco coloravano il viso pallido.<\/p>\n<p><em>&#8211; Padre&hellip;cosa c&rsquo;&egrave;, non riconosci la tua stessa figlia? &ndash; <\/em><\/p>\n<p>La voce era roca e cominci&ograve; a tossire fortemente mentre Mikhal la guardava. <br \/>\n<em><br \/>\n&#8211; Signor Rockraven, mi spiace l&rsquo;ora tarda, ma stava troppo male&hellip;io gli avevo detto&hellip; &#8211; <\/p>\n<p><\/em>Mikhal oltrepass&ograve; senza ascoltare il giovane guerriero. Di colpo, con facilit&agrave;, prese sua figlia in collo e la port&ograve; dentro casa.<\/p>\n<p>&#8211;<em> Tu, giovanotto, vai a chiamare Nevyn, sai dove abita. E poi vieni a riscaldarti accanto al fuoco.  &ndash; <\/em><\/p>\n<p>Il boia port&ograve; lo sguardo verso il giovane, uno sguardo cos&igrave; freddo, accusatorio e terrificante che  avrebbe spaventato chiunque non ne avesse conosciuto l&#8217;idole bonaria.<\/p>\n<p>&#8211; <em>Poi mi racconterai per filo e per segno cosa le &egrave; successo. &ndash; <\/em><\/p>\n<p>Il giovane rispose allo sguardo freddo senza battere ciglio. Poi obbed&igrave; all&rsquo;ordine che gli era stato dato.<\/p>\n<p>&#8211; <em>Su pap&agrave;, non trattare cos&igrave; Aral&hellip;si &egrave; occupato fino ad ora che non finissi dentro qualche buca, con tutto <br \/>\nquesto buio. &ndash; <br \/>\n<\/em><br \/>\nIl boia guard&ograve; la figlia con sguardo severo. Non le rispose ma si avvicin&ograve; all&rsquo;unica poltrona comoda in cui pochi minuti prima era seduto e pos&ograve; delicatamente la figlia su di essa. Le prese una coperta e dei cuscini, cercando di farla stare comoda. Sent&igrave; un piccolo gemito provenire da Miralys mentre una smorfia di dolore le pervadeva il viso. Mikhal si color&igrave; di rosso, fin in cima alle orecchie, mentre la voce si fece quasi ringhiante.<\/p>\n<p>&#8211; <em>Bene, grandioso, direi, proprio grandioso!!!  Sei alla corte del nostro Conte, vai in giro per il mondo in mezzo a demoni, angeli e porcherie varie, non ti fai sentire per mesi e torni da me in questo stato? E io che mi aspettavo di vederti abbigliata in sete e velluti, alla corte di un Conte. &ndash; <br \/>\n<\/em><br \/>\nMiralys port&ograve; il suo sguardo stanco sul padre facendo un altro sorriso storto gorgogliando una risata sarcastica.<\/p>\n<p>&#8211; A<em>hah, oh, si, certo&#8230; I velluti sono certo adatti ad andare per boschi e selve a combattere al fianco del conte contro il Sole Nero. Soprattutto mi sarebbe servito un vestito sfarzoso a cambiare l&rsquo;opinione di Silverion da: voglio ammazzare quella meretrice di una sacerdotessa che ha osato prendermi per il bavero e umiliarmi in : oh, guarda, una fanciulla elegantemente vestita! Chiss&agrave; se con il suo animo riuscir&agrave; a redimermi? Si, certo, come no&hellip;. &ndash; <br \/>\n<\/em><br \/>\nLa voce era acida, frustrata e aveva portato le mani al petto in un gesto quasi plateale.<\/p>\n<p>&#8211; C<em>omunque&hellip;sono contenta anche io di rivederti.  &ndash; <\/em><\/p>\n<p>Il padre addolc&igrave; lo sguardo, quasi piangendo in cuor suo per le condizioni della figlia. Come sarebbe stato felice vederla lontano miglia e miglia e sposata a un brav&rsquo;uomo&hellip; l&rsquo;aprirsi della porta interruppe i suoi pensieri. Sulla soglia comparve il giovane guerriero con il vecchio Nevyn e una ragazza sui quindici anni dall&rsquo;aspetto sano. Miralys gir&ograve; appena la testa. Il suo maestro era un po&rsquo; curvato sul bastone, nel viso sembrava che le rughe fossero aumentate in maniera considerevole. Ciononostante le mani nodose tenevano con forza il bastone e gli occhi celesti erano sempre svegli e vigili come un tempo. Un largo sorriso si apr&igrave; tra le innumerevoli rughe del vecchio.<\/p>\n<p>&#8211; <em>Oh oh, allora avevo ben riconosciuto il giovane che mi ha svegliato ad un&rsquo;ora tale. Mira, non ti vedo in gran forma, eh? Vediamo come va&hellip; &ndash;<\/em><\/p>\n<p>Si avvicin&ograve; alla giovane mentre la giovinetta quasi intimorita teneva accostata al petto la valigetta del Maestro.<\/p>\n<p>&#8211; <em>Va meglio di alcuni e peggio di altri. Due notti di riposo e sar&ograve; a posto. Per le ferite non preoccuparti, sono cose all&rsquo;ordine del giorno, domani le far&ograve; rimarginare. &ndash;<br \/>\n<\/em><br \/>\n&#8211; <em>Beh, direi che intanto dovremmo pulirti dal sangue secco. Ma a questo ci penser&agrave; Ghertrude, &#8211; <\/p>\n<p><\/em>Si avvicin&ograve; a Miralys sussurrandole all&rsquo;orecchio:<\/p>\n<p>&lt;&lt;<em>Almeno le insegnerai come si fa ad accudire un ferito. Talvolta &egrave; di una goffaggine estrema!!&gt;&gt;  <br \/>\n<\/em> <br \/>\nMikhal strinse forte la mano della figlia,mentre Ghertrude timidamente puliva il viso e le ferite. Nonostante tutto era viva. Acciaccata ma viva. L&rsquo;avrebbe lasciata nelle mani di Nevyn.  Guard&ograve; l&rsquo;espressione dei presenti. Nevyn sembrava soddisfatto mentre visitava la fanciulla e questa le raccontava ci&ograve; che succedeva nel mondo, mentre Aral era rimasto in piedi, come solo un vero soldato Arathiano sa fare, osservando preoccupato Miralys. Il Boia si alz&ograve; dalla sedia e si avvi&ograve; nella stanza accanto rovistando nell&rsquo;armadio prendendo un&rsquo;altra coperta di lana pensante. La butt&ograve; sopra al giovane.<\/p>\n<p>&nbsp;<em>&#8211; Togliti quel ammasso di ferraglia ben fatto Aral. E siediti vicino al camino. Di certo stanotte non ti muoverai da qui. C&rsquo;&egrave; un letto laggi&ugrave; in quella stanza. Dovrebbe bastarti. &ndash; <\/em><\/p>\n<p>Gli occhi chiari di Aral non persero un movimento nello sguardo di Mikhal. Non profer&igrave; parola, ma accenn&ograve; un segno di assenso, sedendosi di fronte al camino con le mani intirizzite dal freddo pungente. Il boia ormai tranquillizzato prese un ceppo e lo mise sul fuoco morente del camino, cominciando a far luce nella stanza.  Cerc&ograve; di aggiustare come poteva la figlia, trasportando il letto dalla sua stanza al salone, dove il camino teneva caldo l&rsquo;ambiente. L&rsquo;appoggi&ograve; delicatamente facendola distendere, mentre Miralys protestava debolmente.<\/p>\n<p>&#8211;<em> Padre, posso alzarmi&hellip;.mettimi&hellip;.gi&ugrave;&hellip; &#8211;  <\/em><\/p>\n<p>Mikhal sorrise e si tranquillizz&ograve; un po&rsquo;. Se riusciva comunque a protestare voleva dire che ancora non stava malissimo. Vederla malata lo terrorizzava sempre. Da quella volta, in cui perse Isolde e stava per perdere pure lei&hellip; se non fosse stato per quella fanciulla, cosa sarebbe diventata la sua vita? Due fanciulle, due luci nella sua vita. Isolde, che l&rsquo;aveva amato nonostante tutti ne fossero terrorizzati&hellip; era stato un soldato Arathiano nell&rsquo;esercito regolare, congedato a causa di quella ferita.  Una ferita&#8230;quello era rimasto della sua famiglia, a ricordargli il dolore, la sua impotenza di fronte alla morte dei suoi cari&hellip;ma Isolde l&rsquo;aveva compreso, capito, aveva rimarginato quelle ferite;  poi quando Isolde mor&igrave; a consolarlo del vuoto che sentiva dentro rimase solo quel piccolo scricciolo. Sembrava proprio che gli dei esistessero, dopotutto. Tanto gli avevano tolto, ma sempre qualcosa gli avevano lasciato. La sua piccola Mira, il suo scricciolo coraggioso e pungente, come una piccola pianta di rovi. Era talmente assorto nei suoi pensieri che appena sent&igrave; la mano di Nevyn posarsi sulla sua spalla.<\/p>\n<p>&#8211;<em> Bene Mikhal, direi che tua figlia &egrave; una pellaccia. Qualche giorno e si riprender&agrave;. Tienila al caldo. Io torner&ograve; domani mattina per controllare come sta e &hellip; &#8211; <br \/>\n<\/em><br \/>\nNevyn aggrott&ograve; la fronte e con una agilit&agrave; inaspettata si port&ograve; vicino ad Aral  posandogli una mano sul collo. Il giovane stava tremando e si teneva la testa tra le mani  mentre gli occhi erano spalancati dal dolore. Nevyn aggrott&ograve; le sopracciglia,  e gli pos&ograve; una mano sulla fronte.<\/p>\n<p><em>&#8211; Uhm&hellip;non passer&agrave; facilmente. Stanotte tu vieni con me&hellip; Ad Aral ci penso io Mikhal. Tu pensa a tua figlia.  &ndash;<\/em><\/p>\n<p>Mikhal annu&igrave; serio in volto tenendosi accanto al letto della figlia che ormai, sfinita, appena teneva aperti gli occhi. Uscirono con calma, con Aral ancora nel bel mezzo di una crisi. Chiss&agrave; cosa gli era successo&hellip;<\/p>\n<p>&#8211; <em>La spirale delle anime. Sembra che quando si torni da l&agrave;, ci si porti con s&eacute; qualcos&rsquo;altro&hellip;o qualcun altro&hellip;Il Nigredo non c&rsquo;&egrave; e nessuno guida le anime&#8230; &ndash; <\/em><\/p>\n<p>Il boia guard&ograve; la figlia, annuendo, continuando ad accarezzarle la fronte. <\/p>\n<p>&#8211; <em>Gi&agrave;&hellip;ma ora riposa. Non ci saranno n&eacute; angeli n&eacute; demoni stanotte. Non questa notte.  &ndash;<\/em><\/p>\n<p>Miralys spalanc&ograve; gli occhi per un momento e dagli occhi lucidi usc&igrave; una piccola ed unica lacrima, che percorse timidamente tutto viso fino ad arrivare al cuscino.  Miralys sorrise, un sorriso intero, fatto con gli occhi e con la bocca. Un vero autentico sorriso. <\/p>\n<p>&#8211;<em> Gi&agrave;&hellip;stanotte non ve ne saranno. &ndash;<\/em> <\/p>\n<p>Chiuse gli occhi, portando la mano del padre sulla sua guancia. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La stanza era cupa, appena illuminata dalla tenue luce rossa del camino e a stento si intravedevano le pareti di pietra, spoglie di ogni decorazione. 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