{"id":113,"date":"2008-03-28T18:16:00","date_gmt":"2008-03-28T17:16:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=105"},"modified":"2012-07-09T16:07:54","modified_gmt":"2012-07-09T15:07:54","slug":"casquet-presso-il-fuilteach-cloch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/casquet-presso-il-fuilteach-cloch\/","title":{"rendered":"Casquet  &#8211; Presso il Fuilteach Cloch"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0;\">Il tempo di andarsene, ad un certo punto, come sempre, arriva.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">E&#8217; esattamente il momento in fondo alla giornata, il momento in cui fai un po&#8217; di resoconto di quello che ti \u00e8 capitato, verifichi di avere ancora tutti gli arti attaccati al corpo, tutti efficienti e in perfetta salute.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Guardi le persone in faccia, dritto negli occhi, condividi il dolore, le ferite, la stanchezza e oggi anche il freddo. Guardi bene quelli che chiami compagni, guardi bene anche quelli che non sopporti e cerchi tutti gli sguardi che nelle ultime ore ti sono stati attorno.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Serve per tornare ad una qualche normalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Serve a far s\u00ec che quando te ne ritorni in una situazione pi\u00f9 semplice, come una birreria, un bordello, una taverna, nessuno ti scambi per un pazzo furioso in preda ad un qualsivoglia maleficio.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Oggi per\u00f2 non serve.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Nihal \u00e8 morta e questo, sorprendentemente, mi inquieta.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Ne ho visti di morti, in molte varianti, per i pi\u00f9 disparati motivi, e nessuno di loro ha mai toccato, neppure sfiorato da lontano, il mio animo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Fremo per la battaglia, bramo lo scontro fisico, vivo per la guerra, non mi posso certo permettere tentennamenti di natura sentimentale&#8230; io vivo per seminare la morte.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Per Nihal, per\u00f2, non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Lei era una consorella e non era decisamente ancora il tempo di morire. Non perch\u00e9 fosse una femmina n\u00e9 tanto meno perch\u00e9 fosse troppo giovane, o troppo minuta. Lei doveva vivere per portarsene via ancora. La sua lama aveva visto ancora troppo poco sangue per essere riposta.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Mi accingo a prendere il suo corpo per caricarmelo sulle spalle con la precisa idea di portarlo fino al Fuilteach Cloch che, se \u00e8 dove penso, non dovrebbe essere troppo distante.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Sono di un umore pessimo, non ho la bench\u00e9 pi\u00f9 lontana voglia di compagnia, vorrei solo che i miei pensieri mi scivolassero sopra, come acqua, per liberarmene. Invece l&#8217;unica cosa liquida che mi scorre sulle mani \u00e8 il sangue di Nihal, un rivolo piccolo esce dalla sua bocca: sembra inchiostro, di un colore scintillante e vivo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Mi fermo un istante per sentire sulla mano le ultime gocce che cadono lente e finisco di caricarmela sopra.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">La ragazza non \u00e8 pesante, credo, cos\u00ec a spanne direi tra le 110 e le 130 libbre ma il quantitativo di ferro che si porta appresso \u00e8 decisamente imponente. Credo che la sola spada possa tranquillamente eguagliare il suo peso. La traversata con un peso morto simile sulle spalle non \u00e8 una passeggiata, ma dopotutto sono io che mi sono offerto, quindi non c&#8217;\u00e8 posto per i ripensamenti, di alcun tipo. Inutile anche pensare che qualcuno possa darmi il cambio: la donna, oltre che minuta, \u00e8 cieca e l&#8217;uomo&#8230; l&#8217;uomo non ha decisamente il fisico adatto a questo genere di passeggiate.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Poco pi\u00f9 di due giorni, avevano detto, quindi a questo punto sono vicino alla meta. La schiena fa male, sento ogni singolo pezzo della sua armatura ancora dentro le mie spalle, come se fosse parte di me. Sono stanco, mi tiro dietro a fatica, cerco di spostare il corpo per cercare una maniera meno faticosa e me la ritrovo in braccio. La testa pende all&#8217;indietro, inerte e le sue gambe dondolano al ritmo dei miei passi quando finalmente non troppo lontano qualcosa appare.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Sembra un obelisco di pietra rugoso, simile al granito: alto, imponente e completamente inciso. Nomi, iniziali, gradi militari&#8230; la pietra \u00e8 completamente ricoperta di lettere che in qualche modo dovrebbero ricordare persone che non troppo tempo fa caddero in una sanguinosa guerra.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Man mano che mi avvicino il corpo di Nihal diventa sempre pi\u00f9 pesante e le mie gambe sempre pi\u00f9 deboli, ci deve essere qualcosa che non va e allora mi guardo attorno e percepisco solo silenzio. Vedo le bocche delle due persone che dividono con me il viaggio muoversi senza emettere alcun suono, vedo frasche muoversi frustate dal vento che non producono alcun rumore, poi ad un tratto sento grida e intorno a me il paesaggio muta. L&#8217;obelisco di pietra \u00e8 scomparso e case in fiamme mi si parano innanzi, donne che scappano con i loro figli, uomini che cercano in ogni modo di difendersi soccombendo ad altri uomini meglio armati e meglio addestrati.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">I ducati bruciano davanti ai miei occhi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Adesso vedo tutto, vedo me stesso, senza armatura, simbolo e spada ma con una tunica semplice, di un artigiano forse. Sono parte di tutta questa carneficina, parte di tutto questo dolore. in braccio non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 lo scricciolo biondo ma un&#8217;altra persona che ho paura di guardare.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Lunghi capelli rossi, occhi smeraldo e labbra rubino, un corpo sinuoso, generoso nelle forme e delicato nella fisionomia. Non vorrei ma non posso fare a meno di guardarla.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Miranda.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Fata benedetta e strega maledetta insieme, compagna di uno squarcio di vita durato decisamente troppo poco, amica a cui confessare i pi\u00f9 profondi segreti e amante di cui non raccontare i pi\u00f9 celati vizi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Piano piano tutto torna al suo posto: le visioni ben chiuse dentro la testa, i ricordi ben nascosti nel cuore e la stele due o tre passi davanti a me. Sdraio il cadavere lentamente e mi taglio un lembo di stoffa: con un gesso ci scrivo il suo nome, Nihal, e glielo lego intorno al polso sinistro. Questo sar\u00e0 un viaggio che non dimenticher\u00e0 e alcuni dei prossimi attimi saranno pi\u00f9 lenti dei secoli. Ma passeranno. In fondo tutto passa.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Il tempo passa, anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera disuguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Intorno a me adesso c&#8217;\u00e8 un capannello e non sono dell&#8217;umore adatto per stare in compagnia. Di nuovo. Senza salutare nessuno me ne vado per la mia strada guardando per l&#8217;ultima volta il sangue di Nihal rappreso sulle mie mani. Adesso \u00e8 diventato di un colore pi\u00f9 scuro, quasi nero e non ricorda neppure il colore scintillante e vitale dei primi attimi. Adesso ricorda solo la morte.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Questa sera nasconder\u00f2 i gradi, trover\u00f2 un locale di pessima fama, comprer\u00f2 alcool e donne oppure cercher\u00f2 di infiltrarmi in una rissa. Qualunque cosa possa in qualsiasi modo mandare in fuga i miei pensieri.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Divino nume della guerra, fa s\u00ec che presto possa di nuovo confrontarmi in battaglia per dare sfogo alla mia ira. Fai che il mio fendente porti appresso la mia rabbia e fai che la mia lama canti il mio dolore. Alhazar, benedicimi con un&#8217;altra guerra.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Il volto di Miranda vale l&#8217;ultimo ricordo della giornata.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Il tempo passa, anche quando sembra impossibile.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0;\">Persino per me.<\/p>\n<hr size=\"2\" width=\"100%\" \/>\n<p><strong><span style=\"color: #339966;\">Il seguito, invece, l&#8217;ho scritto io che non riuscir\u00f2 mai a scrivere in prima persona temo<\/span> <\/strong>\u00a0\ud83d\ude41<\/p>\n<hr size=\"2\" width=\"100%\" \/>\n<p class=\"MsoNormal\">Candida ed evanescente fluttuava in un silenzio senza spazio e senza tempo. Nessun pensiero, nessun ricordo \u2026 solo terrore e rabbia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Una voce \u2026 lontana, l\u2019eco di parole solenni che recitavano un rito. Fastidio.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La voce si avvicina, diventa pi\u00f9 forte: &lt;chi oserebbe mai interrompere la mia rabbia eterna?&gt; Eppure quella voce era li per lei: \u201cPer il potere divino\u201d &lt;\u2026 miseri mortali&gt; \u201crisvegliati dalla spirale delle anime, torna alle calde terre dei viventi\u201d &lt;non oserete!!&gt; \u201cgodi dei frutti della vita lontano dalla desolazione dei trapassati\u201d &lt; non sapete! Non capite!!!&gt; \u201cVITA EX MORTE CLAMO!!\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">***<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Ma cos\u2019era questa sensazione? Dolore. Dolore straziante da ogni singola fibra del corpo. Era stesa su una specie di roccia ed un sacerdote barbuto, imponente ed austero, la osservava cupo portando al collo l\u2019effigie di<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u201c\u2026 Alhazhar\u201d pronunci\u00f2 Nihal a fior di labbra.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Guard\u00f2 sopra di se dove troneggiava un nero drappo da cui occhi di ghiaccio la fissavano, denti digrignavano, e l\u2019espressione rabbiosa del dio riemp\u00ec il suo cuore di terrore.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La vista ancora sfocata scorse altri volti chini su di lei, sussurravano tra loro parole incomprensibili. Ignorando i crampi che le artigliavano i muscoli scatt\u00f2 accovacciata sulla roccia, come una bestia selvatica. Un essere dagli strani occhi tondi e neri cerc\u00f2 di toccarle una mano, Nihal non riusciva a capire chi fosse e graffi\u00f2 il suo arto teso, retrocedeva per allontanarsi facendo stridere le unghie sul rozzo altare butterato.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u201cTu calma, Nihal, vedo che sei ben viva, ma ora calma!\u201d non distingueva bene i tratti dell\u2019uomo che improvvisamente parl\u00f2 da destra, ma ne riconobbe la voce e l\u2019accento. Amico? Nemico? Non avrebbe saputo dirlo, ma era ancora abbastanza distante, cos\u00ec spicc\u00f2 un piccolo salto, atterrando al riparo di una specie di monolito ritto accanto all\u2019altare.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Quanti erano? Tre, no quattro \u2026 forse pi\u00f9. La sua spada, dov\u2019era la sua spada?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Si rizz\u00f2 in piedi, ma una fitta terribile la fulmin\u00f2 trapassandole la testa da una tempia all\u2019altra<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&lt; \u2026 la Vita&gt;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">addoss\u00f2 le spalle alla roccia per sorreggersi<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&lt;\u2026 podest\u00e0 sulla morte \u2026&gt;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u201cNo\u201d sussurr\u00f2, e poi url\u00f2 ancora \u201cNo!!\u201d scivolando in basso.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Evgheny, Melisenda e Victor la trovarono ai piedi della roccia, con le ginocchia strette al petto e le braccia a proteggere la testa. Un tremore incontrollato la scuoteva, potevano sentire i suoi denti battere, ed il suo respiro reso corto ed affannato dai singhiozzi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Era l\u2019immagine del terrore.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Provarono ad avvicinarsi, ma lei non reagiva pi\u00f9, come assorbita dalle sue terrificanti visioni. Giaceva completamente indifesa, l\u2019animo sconfitto, lo spirito prostrato da un indicibile tormento. Con cautela la chiamarono per nome, e dopo lunghi istanti smise di tremare.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Senza sollevare lo sguardo da terra si lev\u00f2 in piedi, lenta, ma nuovamente salda. Infine alz\u00f2 la testa incontrando ad uno ad uno lo sguardo dei presenti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Di nuovo limpida, di nuovo padrona di se stessa allung\u00f2 l\u2019avambraccio destro verso di loro con il palmo in su.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u201cLa mia spada.\u201d Chiese calma e perentoria.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Gliela offrirono e se la ripose dietro la schiena, pass\u00f2 in mezzo a loro e si posizion\u00f2 di fronte all\u2019oscuro arazzo raffigurante Alhazar che poco prima l\u2019aveva totalmente terrorizzata; stette in silenzio alcuni istanti. Mentre fissava l\u2019icona gradualmente i suoi occhi si colmarono di odio, le mani si chiusero a pugno ed i tratti del suo volto declinarono il suo aspetto al ferino. Rabbia consapevole, risentimento assolutamente gelido.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Gir\u00f2 i tacchi e, senza proferire verbo, usc\u00ec con il passo deciso di chi ha ben chiaro il proprio obbiettivo e con l\u2019espressione feroce di chi \u00e8 disposto a tutto per ottenerlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tempo di andarsene, ad un certo punto, come sempre, arriva. 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