{"id":117,"date":"2008-04-15T12:45:00","date_gmt":"2008-04-15T12:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=109"},"modified":"2008-04-15T12:45:00","modified_gmt":"2008-04-15T12:45:00","slug":"locanda-dei-tre-boccali-vi-giorno-luna-di-eltrhai-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/locanda-dei-tre-boccali-vi-giorno-luna-di-eltrhai-1\/","title":{"rendered":"Locanda dei Tre Boccali, VI giorno, luna di Eltrhai. #1"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Georgia\" color=\"#cc6633\">Con questo post inizia un piccolo <strong><font color=\"#cc0033\">ciclo di racconti<\/font> <\/strong>in cui alcuni personaggi si ritrovano nella stessa locanda e finiscono per raccontare cose diverse accadute in quella stessa sera&#8230; i brani sono praticamente concatenati, e fanno parte sia di questo &quot;microcosmo&quot; legato alla locanda sia al ciclo delle storie legate alle nostre amate vittime letterarie. <br \/>\nUn racconto che su questo blog non comparir&agrave; ma che &egrave; strettamente legato alle vicende di questa stessa serata potete leggerlo <font color=\"#cc0033\"><strong><a href=\"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/index.php?option=com_myblog&amp;show=Colui-che-piange-in-silenzio.html&amp;Itemid=106\" target=\"_blank\"><u>QUI<\/u><\/a><\/strong><\/font>, e riguarda il nostro amato capitano <font color=\"#cc0033\"><strong>Marek di Tuskgar<\/strong><\/font>, che ogni tanto citiamo qua e l&agrave;.<br \/>\nQuello che invece state per leggere si colloca pi&ugrave; o meno alla fine della serata&#8230; \ud83d\ude42<br \/>\n<em><strong><font color=\"#cc0033\">Buon divertimento!<\/p>\n<p>\n<\/font><\/strong><\/em><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"center\">*&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/p>\n<p>\n<\/div>\n<p>&#8211; Che ci fai qui al bancone da sola, Mela?<br \/>\n&#8211; Non te lo so dire di preciso&hellip; <br \/>\nAlehandro si piazz&ograve; a sedere vicino all&rsquo;amica, scoccandole un&rsquo;occhiata sorniona e complice al tempo stesso. <br \/>\n&#8211; Scommetti che lo so? Li riconosco, ormai, i tuoi attacchi di misantropia&hellip; stai troppo poco in mezzo alla gente! Fai poca vita sociale! Eppure te l&rsquo;ho sempre detto che ti fa male star sempre da sola&#8230;<br \/>\nMelisenda abbozz&ograve; un mezzo sorriso, scuotendo la testa, ma non rispose.<br \/>\n<em>E invece lo so davvero a cosa stai pensando<\/em>, avrebbe voluto dirle. <em>La tua mente &egrave; lontana mille miglia nello spazio, e pi&ugrave; di vent&rsquo;anni nel tempo&hellip; e ne avresti, di cose da dire, se solo&#8230; <\/em>Ma lo tenne per s&eacute;. Una lunga parentesi d&#8217;odio e incertezza si era finalmente chiusa in fondo al cuore della sua amica. Kasumoto era finalmente libero, ormai, ricongiunto a colei che non sarebbe mai andata da nessuna parte senza di lui. La loro amatissima (davvero) figliola ne era assolutamente certa, e non v&rsquo;era alcun buon motivo per mettersi a discutere le sue convinzioni in merito.<br \/>\nPer tutta la sera la veggente era rimasta silenziosa, anche se si era evidentemente sforzata di mantenere un vago sorriso per supportare gli sforzi di Alehandro di tener allegra tutta la compagnia. Dopo aver piluccato qualcosa dalla grossa scodella di stufato che le avevano portato dinanzi, si era limitata a scambiare qualche occhiata significativa con Marek, a osservare di sottecchi i movimenti di Xaladh e a porre alcune lapidarie domande a Miralys, alla quale il vino aveva decisamente sciolto la lingua. Era evidentemente esausta. Aveva i suoi buoni motivi per esserlo, dopotutto. <br \/>\nAlehandro strizz&ograve; leggermente gli occhi: adesso che la osservava con attenzione, not&ograve; che la sua vecchia amica sembrava improvvisamente diversa da come se la ricordava e da come l&rsquo;aveva ritrovata un anno dopo averla vista per l&rsquo;ultima volta. Molto diversa, in verit&agrave;. Per un attimo, ebbe l&#8217;impressione di non riconoscerla.<br \/>\nMa non si perse d&#8217;animo: si era prefisso un risultato e intendeva raggiungerlo. Anni di esperienza e vita comune gli sussurrarono all&rsquo;orecchio il da farsi.<br \/>\n&#8211; Dai Mela, beviamoci su&hellip; non hai ancora toccato un goccio d&rsquo;alcol! Scoliamoci un bel boccale di birra nanica!<br \/>\n&#8211; Non mi piace la birra, lo sai.<br \/>\n&#8211; Allora che ne dici di una bella brocca di vino speziato bello caldo? Marek ne ha gi&agrave; steccolate due&hellip; e se beve Marek&hellip; voglio dire, MAREK&#8230;<br \/>\n&#8211; Stasera non sarei in grado di apprezzarlo, sono troppo stanca.<br \/>\n&#8211; Uffa, &#8211; sbuff&ograve; il circense punzecchiando con un dito il braccio della ragazza &#8211; devi bere qualcosa con me! Se non festeggi stasera&#8230; beh, quando diamine hai intenzione di festeggiare? Una cosa per volta, no?<br \/>\nLa veggente si prese la testa fra le mani, fingendo sincera esasperazione. &#8211; E va bene, va bene&#8230; &#8211; Aveva evidentemente deciso di arrendersi, e di stare al gioco del suo migliore amico, che tanto non l&#8217;avrebbe mai lasciata in pace. Alehandro gongol&ograve; fra s&eacute; e s&eacute;: si era ripromesso di fare in modo che tutti si rilassassero nonostante i loro pensieri e Melisenda era uno scoglio duro da far cedere. <br \/>\n&#8211; Oooh, cos&igrave; mi piaci!<br \/>\n&#8211; Per&ograve; permettimi di ordinare per tutti e due, a modo mio&hellip; <em>OSTE<\/em>! &#8211; sbott&ograve; con improvvisa energia sbattendo la mano aperta sul tavolo &#8211; Porta tutta la riserva speciale di rum! E non quella brodaglia che propini ai ragazzini ubriachi&hellip;&nbsp; Vogliamo quella che tieni nascosta in fondo alla dispensa, e che ti scoli da solo di nascosto a tua moglie!<br \/>\nLe sopracciglia di Alehandro sobbalzarono violentemente, ma mai quanto quelle dell&rsquo;oste che, strabuzzando gli occhi, fece per replicare qualcosa. Tuttavia, la sua lingua rimase evidentemente inchiodata al palato, fulminata dallo sguardo belligerante di Melisenda.<br \/>\n&#8211; Che&hellip; c-che mi venga un accidente&hellip; come fate a&hellip; <br \/>\n&#8211; Pensa a portare il rum &ndash; replic&ograve; lei, soave.<br \/>\nNel giro di pochi istanti, Alehandro si ritrov&ograve; davanti un bicchiere ricolmo di profumatissimo liquido ambrato. Un sorriso lo attravers&ograve; da orecchio a orecchio, ma non era finita l&igrave;.<br \/>\n&#8211; Stai scherzando, oste? Ho detto TUTTA la riserva&hellip; Porta tutte e cinque le bottiglie o vado in cucina a parlare con la tua robusta signora&hellip;<br \/>\n&#8211; <em>(Come accidenti fai a saperlo, maledetta arpia!)<\/em>&hellip; sarete subito servita, madamigella! (<em>spero che ti vada tutto di traverso!)<\/em><br \/>\nAlehandro si trattenne dallo scoppiare a ridere quando il pover&#8217;uomo, mugugnando, sbatt&eacute; dinanzi a loro altre quattro bottiglie del tutto uguali alla precedente. Si volt&ograve; verso Melisenda, con l&rsquo;intenzione di chiederle come accidenti aveva fatto, quando si accorse che la prima bottiglia era gi&agrave; stata quasi del tutto svuotata. Eppure, lui si era servito solo una volta, e il suo bicchiere era ancora a met&agrave;. La veggente, invece, si leccava le labbra, pensierosa.<br \/>\n&#8211; M-mela, ma hai bevuto tu il&hellip;<br \/>\n&#8211; Direi. <br \/>\nGrattandosi la testa, il bardo scol&ograve; rapidamente quel che rimaneva del suo rum e se ne vers&ograve; ancora, dando cos&igrave; l&rsquo;addio definitivo alla prima mandata. La sua amica aveva gi&agrave; attaccato la seconda bottiglia. <br \/>\n&#8211; Oh, e comunque un po&#8217; ho bleffato, sai. Mi &egrave; venuto cos&igrave;&#8230; un&#8217;intuizione&#8230; <br \/>\n&#8211; Aaaah, capisco, s&igrave;&#8230; un&#8217;intuizione&#8230; <br \/>\n&#8211; S&igrave;&#8230; e inoltre quell&#8217;idiota ha confabulato per tutta la sera con quel tizio laggi&ugrave; in fondo, vantandosi di quanto era stato furbo a farla in barba a sua moglie&#8230; non ci vuole un gran genio per fare due pi&ugrave; due&#8230; sono miope, dopotutto, mica sorda e stupida!<br \/>\nAlehandro scoppi&ograve; a ridere, quasi soffocando per il rum che gli era andato a traverso, mentre Melisenda, dopo avergli rivolto un debole sorriso, continu&ograve; a mandar gi&ugrave; mezzini su mezzini in un solo sorso, rimanendo silenziosa, lo sguardo perfettamente lucido. Sembrava stesse bevendo acqua di sorgente. Il circense non sapeva se sentirsi affascinato, sbalordito o semplicemente confuso da una tale presenza di spirito e velocit&agrave; nell&#8217;ingurgitare rum, insospettabile in una donna praticamente allergica ai vizi come lei.<br \/>\n&#8211; Nel Deserto, o per lo meno nella regione delle sabbie, che io sappia nessuno fa mai uso di alcolici. Io stessa non avevo mai provato finch&eacute; non sono arrivata a Mordian.<br \/>\n&#8211; Nessuno beve?<br \/>\n&#8211; Naturale, Alehandro. Il caldo ti ucciderebbe, se tu ci provassi.<br \/>\n&#8211; E quindi com&rsquo;&egrave; che quasi fatico a starti dietro?<br \/>\n&#8211; Oh, beh, non ne ho idea. <br \/>\n&#8211; E com&rsquo;&egrave; che non mi sembri affatto ubriaca, e siamo gi&agrave; alla terza bottiglia?<br \/>\n&#8211; Che posso dirti? Non lo so. Ma &egrave; cos&igrave;.<br \/>\n&#8211; Accidenti, ma ti godi qualcosa di quel che bevi? <br \/>\n&#8211; Certo che s&igrave;. Ti ho osservato a lungo, sai? Qualcosa avr&ograve; pur imparato dalla tua tecnica imbattibile&#8230;<br \/>\n&#8211; Ma io&hellip; non&#8230; &#8211; Alehandro si arrese. Nonostante avrebbe potuto andare avanti a bere quell&rsquo;ottimo rum ancora per molto, molto tempo, cercar di capire i ragionamenti di Melisenda lo faceva sentire vagamente annebbiato.<br \/>\n&#8211; Non capisco bene di che stai parlando&hellip; ma senti&hellip; prima di attaccarci alla quarta&hellip;<br \/>\n&#8211; Intendi quella che ho gi&agrave; aperto?<br \/>\n&#8211; Ah, s-s&igrave;, preciso quella! Dicevo, prima di finire la quarta bottiglia, volevo chiederti&hellip; &egrave; vero quel che mi hai detto a proposito di&hellip; cosa fare dopo?<br \/>\n&#8211; Perch&eacute; avrei dovuto mentirti?<br \/>\n&#8211; Non so&hellip; &#8211; Il bardo si puntell&ograve; al bancone, poggiandosi con la guancia sul dorso della mano. La osserv&ograve; gravemente, mentre lei si scolava l&rsquo;ennesimo mezzo bicchiere di rum senza battere ciglio. Solo, not&ograve; Alehandro, il suo volto si era decisamente imporporato, e lo sguardo, bench&eacute; sempre perso nei suoi pensieri, si era stranamente addolcito. <br \/>\n&#8211; Il fatto &egrave; che&#8230; come posso spiegarti&#8230; ci&ograve; che &egrave; accaduto oggi&hellip; nessuno, forse nemmeno Hak&ugrave; si render&agrave; mai pienamente conto di cosa abbia significato per me&hellip; ho un vuoto dentro&hellip; ma &egrave; un vuoto stranamente piacevole, anche se davvero doloroso&hellip; &egrave; stato come&hellip; <em>cancellare&hellip; <\/em>ogni singolo istante vissuto per odiarlo&hellip; e cos&igrave; facendo, in fondo alla memoria sono rimasti davvero solo i pochi anni di felicit&agrave; che mi ha donato&hellip; e questo&#8230; vedi&#8230; cambia di molto le cose&#8230; le cambia davvero <em>tanto<\/em>&#8230; finalmente.<br \/>\nI due amici osservarono entrambi silenziosamente il contenuto dell&rsquo;ennesimo mezzo bicchiere, prima di svuotarlo in sol sorso, all&rsquo;unisono.<br \/>\n&#8211; Verr&ograve; con te a <em>comesichiama&hellip; <\/em><br \/>\n&#8211; Al-Math.<br \/>\n&#8211; Ecco. Verr&ograve; con te, Mela. Quando vuoi.<br \/>\nLa quinta bottiglia era agli sgoccioli. Presto non avrebbero saputo come continuare. Melisenda alz&ograve; debolmente un braccio e lo spinse sul bancone finch&eacute; la sua mano non incontr&ograve; le dita del bardo. <br \/>\n&#8211; Non te ne pentirai, Alehandro&#8230; e ti prometto che quando metterai piede fuori dalle sabbie dorate del Grande Padre, ti porterai sulle spalle un tale carico di leggende meravigliose e antiche quanto il mondo stesso che non ti baster&agrave; tutta la vita per raccontarle a chi incontri&hellip; e una di queste storie sar&agrave; la mia&hellip; finalmente potr&ograve; raccontartela&hellip; finalmente la conoscer&ograve; anche io fino in fondo&hellip;<br \/>\nLa voce della veggente si affievol&igrave; quasi del tutto e si spense in un vago sorriso. <br \/>\nNon era il rum che stava avendo la meglio su di lei. La tensione era svanita. La seppur formidabile forza di volont&agrave; che teneva sveglio quel corpo si era finalmente lasciata convincere a cedere il trono almeno per un po&rsquo;. <br \/>\nMelisenda chiuse gli occhi con dolcezza, reclinando il capo sul tavolo, la sua mano sempre appoggiata a quella della persona che le era in assoluto pi&ugrave; cara. Sembrava quasi serena. Alehandro non pot&eacute; fare a meno di notarlo: adesso quella ragazza addormentata e indifesa assomigliava davvero alla &ldquo;sua&rdquo; Mela, la stessa che attaccava i picchetti dei tendoni alle code dei muli pensando fossero corde. Quella persona dolce, miope e smemorata che aveva imparato a conoscere, ad apprezzare, a proteggere al meglio, ad amare come e pi&ugrave; di una sorella&#8230; sotto strati e strati di amarezza, di odio, di dure sconfitte e umiliazioni, nonostante ormai i giorni della spensieratezza per lei fossero finiti da un pezzo, cancellati dalla follia e dalla crudelt&agrave; del Fato, nonostante i duri colpi che le erano stati inflitti e la lucida freddezza che le aveva gelato l&#8217;anima, quella creatura cos&igrave; mite, che aveva un estremo bisogno di dare e di ricevere affetto e comprensione esisteva ancora, da qualche parte, e di tanto in tanto riaffiorava lungo la piega delle labbra, per poi tuffarsi di nuovo nel suo rifugio sicuro, al calduccio, in attesa di un&#8217;occasione per mostrarsi nuovamente.<br \/>\nIl circense rimase a fissarla ancora per un po&rsquo;, leggermente stordito dai fumi dell&rsquo;alcol che iniziavano a esigere il loro tributo di lucidit&agrave;. Senza un motivo apparente, le pass&ograve; un dito lungo tutto il naso, dandole poi un colpetto secco sul mento col polpastrello. Lei non si croll&ograve; di un millimetro. <br \/>\nSorrise, attaccandosi all&rsquo;ultima bottiglia per scolarla ben bene. <br \/>\n&#8211; Alla tua salute, amica mia, &ndash; dichiar&ograve; solennemente &ndash; e a tutti i passi che ancora abbiamo da percorrere fianco a fianco&hellip;<br \/>\nForse fu un&rsquo;impressione da ebbrezza incontrollabile, ma gli sembr&ograve; come di sentir una voce sussurrar nella sua testa.<br \/>\n<em>&hellip;e saranno molti pi&ugrave; di quanto sarete mai in grado di contarne, giovane bardo!<\/em><br \/>\nAlehandro si guard&ograve; attorno disorientato, poi scosse violentemente la testa, cercando di riprendere il controllo di se stesso. Forse, dopotutto, era davvero molto pi&ugrave; ubriaco di quel che pensava.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo post inizia un piccolo ciclo di racconti in cui alcuni personaggi si ritrovano nella stessa locanda e finiscono per raccontare cose diverse accadute in quella stessa sera&#8230; i brani sono praticamente concatenati, e fanno parte sia di questo &quot;microcosmo&quot; legato alla locanda sia<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,8],"tags":[],"class_list":["post-117","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arabesques","category-scene-da-una-locanda"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=117"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=117"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=117"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=117"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}