{"id":118,"date":"2008-04-18T14:11:00","date_gmt":"2008-04-18T14:11:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=110"},"modified":"2008-04-18T14:11:00","modified_gmt":"2008-04-18T14:11:00","slug":"locanda-dei-tre-boccali-vi-giorno-luna-di-elthrai-2-il-conto-della-cena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/locanda-dei-tre-boccali-vi-giorno-luna-di-elthrai-2-il-conto-della-cena\/","title":{"rendered":"Locanda dei Tre Boccali, VI giorno, luna di Elthrai. #2- Il conto della cena"},"content":{"rendered":"<p><font color=\"#ff0000\"><strong>Questa &egrave; la fine della serata di un povero ubriaco&#8230;<\/p>\n<p><\/strong><\/font>La fiamma della lampada a olio trema debolmente, spargendo la sua luce soffusa sulle nude pareti della stanza; le ombre, impaurite, si rifugiano negli angoli in massa, formando un capannello scuro ed imperscrutabile che si agita nervosamente. Non mi interessa, saltino pure al collo ad azzannarmi, stasera sono tranquillo. Anelo solo arrivare al letto e sdraiarmi sopra le coperte; s&igrave;, sono piuttosto stanco anche per mettermi sotto le coperte. E forse ho anche bevuto un pochino. Un pochino tanto. Quasi tre bottiglie di rhum. C&#8217;&egrave; gente che ci muore, con tre bottiglie di rhum, ma Alehandro Maquin&#8217;daar &egrave; uomo di un&#8217;altra pasta. Voglio dire: sono sopravvissuto a quell&#8217;aborto infernale di Desmodar Sceleron, a quell&#8217;affarino incazzoso di Shobek l&#8217;assassino o come diavolo si fa chiamare ora, persino a quella leggenda vivente, quel turbine di lame mortali che tutti conoscono come Ma-jin , o Custode delle Spade. S&igrave;, lo conoscono con pi&ugrave; di un nome, quindi &egrave; cattivo sul serio. E, ribadisco, forse ho bevuto un tantino pi&ugrave; del necessario.<br \/>\n<em>Sbagliato. Hai bevuto un tantino meno del necessario. Questo era quello che bastava per farmi venire a galla.<\/em><br \/>\nMi butto sul letto. Ho chiesto il lusso ed ho ottenuto un magnifico materasso di piume, proprio come speravo. Se c&#8217;&egrave; una cosa che mi manca quando sono sulle vie di ventura &egrave; un buon letto. Non sono certo un tipo troppo raffinato; ho giaciuto su pagliericci umidi di liquidi di dubbia natura, appollaiato su un masso muscoso, mi sono lasciato beccheggiare nella mia amaca dentro il mio vecchio carro. Quando ho sonno dormo, cadesse il cielo, dormo, e non mi faccio certo problemi di dove sono. Solo che la sensazione di un letto morbido, rialzato da terra, &egrave; tutto un&#8217;altro discorso, tutta un&#8217;altra comodit&agrave;. E mi ci butto, su queste calde coperte con cui stasera former&ograve; il mio bozzolo, lasciandomi trasportare come un naufrago dalle onde calde dell&#8217;alcol che ho in corpo. Magnifico, davvero.<br \/>\nVia uno stivale, via anche l&#8217;altro. Amici stivali, da quanto mi accompagnate! Quanto avete passare sotto di voi mentre io camminavo innanzi? Quanti ostacoli mi avete aiutato a superare? Quante volte mi avete sostenuto?<br \/>\n<em>Parli con gli stivali, amico, sei alla frutta.<\/em><br \/>\nNon ti ascolto, caro mio. Sono in una stanza di locanda, dopo una giornata tutta da raccontare, e giuro su quanto ho di sacro che non ti presto orecchio neanche per un istante. Se voglio ascoltare qualcosa, preferisco concentrarmi sui tarli che stanno rodendo l&#8217;armadio, sui canti che ancora arrivano dal piano inferiore, sui gufi che si stupiscono fuori dalla mia finestra di fronte a tale marasma.<br \/>\n<em>E invece mi ascolterai. Quando il vento soffia nella testa sei costretto ad affrontarlo. Un solo filo di brezza in una gola rocciosa non ci mette molto a divenire una tempesta.<\/em><br \/>\nQuesta non l&#8217;ho capita granch&eacute;, ammetto, ma quando uno ha qualcosa che gli si agita dentro di solito farebbe bene ad ascoltarlo, prima che la voce diventi intrusiva. Allora parla, ti ascolto. Sei lo spirito della terza bottiglia di rhum, vero?<br \/>\n<em>All&#8217;incirca.<\/em><br \/>\nTi voglio bene, amico.<br \/>\n<em>Tu mi odi, perch&egrave; non sei ancora cos&igrave; ubriaco come vorresti. Lo spirito della prima bottiglia &egrave; un amico che ti tiene sottobraccio, che ride con te, discreto e timido. Lo spirito della seconda bottiglia &egrave; una bellissima donna, che ti fa assaggiare il suo corpo, che innalza il tuo spirito sin dove mai saresti arrivato, che scioglie le tue paure. Poi c&#8217;&egrave; lo spirito della quarta bottiglia, che canta le migliori melodie mai udite da vivente, e ti accompagna verso il sonno sostenendoti tra le sue braccia calde.<\/em><br \/>\nE lo spirito della quinta bottiglia?<br \/>\n<em>Tomba, il pi&ugrave; delle volte.<\/em><br \/>\nOh. Cavolo. Beh, allora tu&#8230;<br \/>\n<em>&#8230; io sono quello che parla. Il tuo confessore speciale.<\/em><br \/>\nNon ho niente da confessare. Sono pulito come un agnello. Un agnello preoccupato perch&egrave; c&#8217;&egrave; un&#8217;orda di demoni al giro, ma pur sempre un agnello.<br \/>\n<em>Tu un agnello?!? Scherzi, vero?<\/em><br \/>\nLo so che non sono un santo, anzi. Sono solo una persona coerente, con il suo codice personale, le sue motivazioni, che sa quello in cui crede e quello di cui se ne frega. Anch&#8217;io ho una sorta di bushido tutto mio, alla fine, come tutti, credo, non solo i samurai.<br \/>\n<em>Parli spezzettato e dici cose senza senso.<\/em><br \/>\nSono ubriaco, all&#8217;incirca, l&#8217;ho gia detto. Voglio solo stare comodo per i cavoli miei. Anzi, guarda, intanto incrocio le braccia dietro la testa e chiudo gli occhi, che questo soffitto buio mi ha stancato, ecco. E adesso buonanotte.<br \/>\n<em>Non &egrave; la tua vita il bene pi&ugrave; prezioso che hai?<\/em><br \/>\nCerto, l&#8217;ho sempre detto. Senza quella non posso fare niente, &egrave; logico. Una volta che l&#8217;hai persa, i giochi finiscono, le domande finiscono, tutto finisce.<br \/>\n<em>E allora che ci facevi tra quella donna e tutti i nemici che vi si sono parati di fronte?<\/em><br \/>\nScusa?<br \/>\n<em>Ti sei interposto a petto scoperto e ad arma sguainata tra la ragazza e quel diavolo di Silverion infuriato! Hai preso pi&ugrave; botte di un ciuco e hai portato a casa la pellaccia per il rotto della cuffia! Questo che vuol dire?<\/em><br \/>\nChe ero ubriaco anche stamattina?<br \/>\n<em>Eri sobrio come una sacerdotessa di Nhea.<\/em><br \/>\nNon vuol dire niente, caro mio. La vita &egrave; mia e ne dispongo come mi pare, bellezza. Ci sono persone a me care per cui la darei. Non &egrave; un gesto eroico, &egrave; solo l&#8217;affermazione che alla fine ci sono persone che vorrei vivessero ancora a lungo per poter portare a compimento i loro sogni.<br \/>\n<em>Tu ne hai?<\/em><br \/>\nDi sogni? Molti. Il mio lavoro, prima di tutto, &egrave; quello che ho desiderato per tutta la vita. Il lavoro del circense, se svolto bene, ti permette di vedere persone sorridenti, felici almeno per la durata del tuo spettacolo. Se gli puoi dare anche solo uno stralcio di serenit&agrave;, &egrave; gi&agrave; sufficiente. Io sono contento cos&igrave;. Eppure io ho visto anche i miei sogni distruggersi, infrangersi, finire in fumo letteralmente; sono stato per&ograve; cos&igrave; fortunato da avere una seconda possibilit&agrave; per ricostruire tutto, e l&#8217;ho sfruttata al massimo. Per questo vorrei che le persone a me care avessero questo tempo anche loro, a me gi&agrave; concesso, per vedere le loro speranze, i loro ideali avverati. La mia vita &egrave; lo strumento che uso per vivere e far vivere.<br \/>\n<em>Geniale. Sei ubriaco fuori d&#8217;ogni ragione, e questo mi soddisfa alquanto.<\/em><br \/>\nPerch&egrave;, scusa? Che ho detto?<br \/>\n<em>Ti sfugge il punto del discorso, mi pare. Segui il mio ragionamento.<\/em><br \/>\nParti, che ti sto dietro.<br \/>\n<em>Allora, &egrave; vero. Non &egrave; la prima volta che lo fai. Hai protetto Melisenda con il tuo corpo pi&ugrave; di una volta, ad esempio, te ne rendo atto.<\/em><br \/>\nCerto che l&#8217;ho fatto, e lo rifarei. Melisenda &egrave; la mia migliore amica, e lei ha ancora cos&igrave; tanto da fare. Per certi versi, deve ancora cominciare a vivere, secondo me, ma arriver&agrave; anche quel giorno.<br \/>\n<em>Melisenda &egrave; una donna, lo sai?<\/em><br \/>\nGrandissima scoperta! S&igrave;, Melisenda &egrave; donna, &egrave; donnissima, lo so. Fa le cose che fanno le donne in quanto tali, lo so per certo.<br \/>\n<em>Parli della storia dei panni bianchi?<\/em><br \/>\nNo, non ne parlo, non ne parler&ograve; mai pi&ugrave;.<br \/>\n<em>Stiamo divagando. Quello che volevo dire &egrave;: hai mai desiderato Mela accanto a te non solo come amica?<\/em><br \/>\nBella domanda. No, non credo. All&#8217;inizio mi sentivo il suo tutore, poi &egrave; diventata la mia consigliera, il mio buon senso, qualcosa di cui non mi potevo privare. Non c&#8217;&egrave; mai stato spazio per altro, e non credo che mi sia mai passato per l&#8217;anticamera del cervello.<br \/>\n<em>Con quest&#8217;altra, invece&#8230;<\/em><br \/>\nMostra un po&#8217; di rispetto o mi vedo costretto a svenire. Poi dopo con chi parli, con la spalliera del letto?<br \/>\n<em>Io non la chiamer&ograve; per nome finch&eacute; tu non ammetterai che verso di lei c&#8217;&egrave; qualcosa di diverso dal solito. Qualcosa che non &egrave; di Melisenda, qualcosa che non &egrave; di nessun&#8217;altra donna che hai incontrato.<\/em><br \/>\nHo preso tante di quelle fiammate durante i miei viaggi che neanche ne tengo pi&ugrave; il conto, ormai. So cosa si prova in quelle situazioni, quando il cuore scalpita, quando la vista ti si offusca, quando sudi freddo&#8230;<br \/>\n<em>Stai descrivendo una sbronza.<\/em><br \/>\nAll&#8217;incirca &egrave; simile sotto molti aspetti. Voglio dire, sei confuso e non ragioni bene, come quando hai bevuto sin oltre il tuo limite.<br \/>\n<em>E questa volte ti senti cos&igrave;?<\/em><br \/>\nNo.<br \/>\n<em>Bugiardo! Infame!<\/em><br \/>\nOh, ma se mi fai una domanda potr&ograve; risponderti liberamente? Ti ho detto quello che penso e nient&#8217;altro.<br \/>\n<em>Non ci credo, e neanche tu ci credi. Hai fatto cose cos&igrave; stupide, oggi, cos&igrave; rischiose, che non c&#8217;&egrave; altra spiegazione se non questa. Che lei ti interessa, ti piace, ti turba in qualche modo. Dico bene o parlo giusto?<\/em><br \/>\nCavolate. L&#8217;avrei fatto per chiunque.<br \/>\n<em>Ma non &egrave; vero! E lo sai, che non &egrave; vero! Sei solo un bugiardo!<\/em><br \/>\nDi questo te ne rendo merito. Sono bugiardo patologico. Niente, non ci riesco, la verit&agrave; mi piace infiocchettarla per farla piacere di pi&ugrave; anche agli altri.<br \/>\n<em>Che cosa brutta e stupida. Sei un falso. Inizi proprio con il piede giusto! Una bella fila di menzogne, gli hai detto!<\/em><br \/>\nNo, permetti, questo non lo accetto. Sono stato onesto in tutto e per tutto, non ho detto cazzate, ero Alehandro e nessun altro.<br \/>\n<em>Era facile essere onesti in una giornata come questa. Dovevi essere onesto con lei e con te stesso solo in un certo momento, e non l&#8217;hai fatto. Quando ti ha chiesto perch&egrave; le eri stato vicino tutto il giorno, perch&egrave; hai inventato quella bugia misera e miserevole?<\/em><br \/>\nNon &egrave; una bugia, &egrave; la verit&agrave;!<br \/>\n<em>Poteva esserlo all&#8217;inizio, la promessa del circense verso la sua benefattrice. Ma adesso c&#8217;&egrave; altro, e lo sai.<\/em><br \/>\nNon so niente, io.<br \/>\n<em>Vuoi che ti dico quel che penso?<\/em><br \/>\nChe poi &egrave; quel che penso io, giusto?<br \/>\n<em>No. &Egrave; quel che pensa la parte onesta di te con tre bottiglie di rhum in corpo. E pensa che tu non sia un bugiardo ma semplicemente un pavido, un pauroso, un coglione che ha paura di esporsi.<\/em><br \/>\nFaccio il circense, lavoro in pubblico, non posso aver paura di espormi!<br \/>\n<em>Facile parlare a tante persone, &egrave; come non parlare a nessuno. Parlare con una sola persona &egrave; molto pi&ugrave; difficile, ti mette a nudo, lascia che si aprano in te punti deboli esposti. Gli offriresti la gola. E poi hai paura di esporti con te stesso, mi sembra.<\/em><br \/>\nQuesta conversazione mi ha stancato.<br \/>\n<em>Hai appena ammesso tutto, lo sai, s&igrave;?<\/em><br \/>\nNo, non ammetto niente! Io sono Alehandro Maquin&#8217;daar, circense di professione, ubriaco questa sera, spirito libero tutta la vita e nient&#8217;altro!<br \/>\n<em>Ah, sei innamorato della tua libert&agrave;, e contemporaneamente la vorresti dividere con lei, giusto?<\/em><br \/>\nBuonanotte.<br \/>\n<em>Ci ho beccato di nuovo!<\/em><br \/>\nNon hai beccato niente. Buonanotte.<br \/>\n<em>Sei un&#8217;anima buia, amico mio! All&#8217;inizio &egrave; imperscrutabile, ma aspetta che gli occhi si adattino alla tenebra e diventa un velo trasparente! Ti si legge attraverso!<\/em><br \/>\nBen discorso davvero. Buonanotte.<br \/>\n<em>E pare a me o hai paura che l&#8217;occhio di Sirio ti legga di nuovo dentro? Melisenda l&#8217;ha gi&agrave; fatto, e anche lei potrebbe riuscirci, e questo ti spaventa!<\/em><br \/>\nBuonanotte.<br \/>\n<em>Accettati, amico mio, accettati! Non aver paura di mostrarti! Ci tieni e lo sai!<\/em><br \/>\nMi sono stancato davvero adesso. Ti affogo sotto un&#8217;altra bottiglia di rhum, me la vado a scolare subito. Ecco, vedi, mi sto alzando.<br \/>\n<em>Non c&#8217;&egrave; peggior sordo&#8230; Va bene, buonanotte.<\/em><br \/>\nLa buonanotte arriva come un macigno, anzi, un pugno tiepido dallo stomaco alla testa, un colpo devastante che mi stordisce. Tre bottiglie di rhum, e il grosso della sbronza arriva adesso a farmi svenire.<br \/>\nAlla buon&#8217;ora.<\/p>\n<p>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/p>\n<p>&#8211; Messer Alehandro, mi aveva detto che voleva essere svegliato a quest&#8217;ora e&#8230; <br \/>\n&#8211; Grazie mille.<br \/>\nL&#8217;oste si stup&igrave; della voce sonante che lo sorprese da dietro la porta. Il bizzarro individuo aveva lasciato precise disposizioni per essere svegliato un&#8217;ora dopo l&#8217;alba, ma vedendo quanto aveva bevuto la sera prima il padrone della locanda si era preparato a un lavoro lungo e inutile. Quando la porta si apr&igrave;, invece, si trov&ograve; davanti una persona sveglia e pimpante; i lunghi capelli ricadevano ancora disordinati sulle spalle, aveva appena un accenno di barba dal giorno precedente, ma gli occhi erano luminosi e vivi, svegli e pronti alla giornata.<br \/>\n&#8211; Potrei avere un po&#8217; di latte fresco per colazione, quando scendo? Ne avrei davvero voglia, grazie, prima di partire per Arath.<br \/>\nL&#8217;oste annu&igrave; lentamente, ancora stupito per la vitalit&agrave; dell&#8217;individuo, poi il circense gli chiuse delicatamente la porta in faccia salutandolo. Uno strano soggetto, senza dubbio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa &egrave; la fine della serata di un povero ubriaco&#8230; La fiamma della lampada a olio trema debolmente, spargendo la sua luce soffusa sulle nude pareti della stanza; le ombre, impaurite, si rifugiano negli angoli in massa, formando un capannello scuro ed imperscrutabile che si<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30,8],"tags":[],"class_list":["post-118","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-un-tendone","category-scene-da-una-locanda"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/118","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=118"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/118\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=118"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}