{"id":121,"date":"2008-05-12T00:10:00","date_gmt":"2008-05-12T00:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=113"},"modified":"2008-05-12T00:10:00","modified_gmt":"2008-05-12T00:10:00","slug":"valle-del-myr-mese-di-nhea-meriggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/valle-del-myr-mese-di-nhea-meriggio\/","title":{"rendered":"Valle del Myr, mese di Nhea. Meriggio."},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">Dodici corone per un buon cavallo. <em>Mai soldi furono spesi meglio<\/em>, continuava a ripetersi mentre galoppava a gran velocit&agrave; lungo la strada maestra. Non sapeva decisamente cavalcare come un&rsquo;amazzone, ma dopotutto un cavallo non era poi tanto diverso da un cammello. E poi non aveva importanza. La frenesia si era impadronita di lei, e in questi momenti si sentiva in grado di fare qualsiasi cosa e affrontare qualsiasi prova. <em>Meglio approfittarne finch&eacute; si pu&ograve;, no?<\/em><\/p>\n<p>Non vedeva l&rsquo;ora di giungere presso le calme acque del lago Isalmyr e sentiva il braccio sinistro prudere come poche volte aveva fatto in precedenza. Ma stavolta non per avvertirla che stava perdendo tempo prezioso in chiacchiere inutili, ma per spronarla, perch&eacute; la sete di vendetta ribollisse sempre pi&ugrave; violenta dentro di lei. Era ormai completamente ebbra dal desiderio di esser lei a portare avanti l&rsquo;ultima stoccata vincente che avrebbe concluso definitivamente il duello l&rsquo;usurpatore del corpo di suo figlio.<\/p>\n<p>Oh, s&igrave;. Coscientemente e razionalmente sapeva che molti, no, <em>tutti <\/em>avevano ben giustificati motivi di rivalsa nei confronti di Desmodar Sceleron. Le sue ragioni personali erano solo un po&rsquo; pi&ugrave; intime, dopotutto: la minaccia dell&rsquo;arcinemico era una sfida per tutti quanti, dai nobili seduti nei loro scranni ai poveracci intenti a spezzare i sassi delle loro aride terre. Per non parlare della compagnia di cui lei stessa faceva parte e nella quale poteva dir di annoverare molti cari amici: ognuno di loro aveva perso qualcosa o subito un&rsquo;umiliazione che meritava di esser vendicata ma, ne era fermamente convinta, ci&ograve; che era accaduto a lei batteva qualsiasi altro smacco subito da altri. Se non ne fosse venuta a capo era certa che sarebbe impazzita. Lo sentiva. Doveva fare qualcosa, avere parte attiva nell&rsquo;ultimo scacco al re, o non si sarebbe mai data pace. Senza contare che l&rsquo;Oyg Mazel l&rsquo;avrebbe tormentata tutta la vita come una figlia rinnegata, indegna del sottile soffio divino che aveva ricevuto per portare a termine il suo compito.<br \/>\nNo, no, poche storie. Ognuno avrebbe avuto la sua parte, perch&eacute; cos&igrave; era giusto che fosse. Ma lei avrebbe fatto il possibile per tenersi stretta la <em>sua<\/em>, quale che fosse stata. <br \/>\nE la maratona finale iniziava <em>adesso<\/em>. <\/p>\n<p>\nNon aveva salutato praticamente nessuno, al termine del giorno precedente. Aveva sentito crescere dentro di s&eacute; un&rsquo;ansia inedita, una frenesia incontenibile che l&rsquo;aveva costretta a limitarsi a un bacio frettoloso a Hak&ugrave; e uno scambio rapido di informazioni con Miralys. Dopodich&eacute; non ce l&rsquo;aveva fatta pi&ugrave; ed era scappata via a procurarsi un buon cavallo. In poche manciate di minuti, la sua mente aveva liquidato qualsiasi altra questione che non fosse scoprire in che modo i giochi di Desmodar ruotassero intorno a Enkidor e che rapporto ci fosse fra i due&hellip; <em>usarlo per ottenere quell&rsquo;immortalit&agrave; che proprio non riesce a togliersi dalla mente, certo, ma in che modo, esattamente? E come avr&agrave; intenzione di costringere un titano nero a piegarsi al suo volere? Sebbene sia un arcidemone corruttore di destini, non &egrave; che un ragazzino piagnucoloso, in confronto a un colosso antico come quello, giusto? <\/em><br \/>\nDoveva pensare, riflettere, mettere in ordine le idee. Se Galenus Oemoriskel fosse stato ancora in lutto per la nipote, ci avrebbe pensato lei a sottrarlo alle gramaglie. Basta con le superstizioni, basta con le svenevolezze e con i sospiri. <em>Dopo<\/em> ci sarebbe stato tempo anche per tornare alle vecchie abitudini e continuare a esser convinti che cercar informazioni su eventi o creature disgraziate possa portare solo sventura. Che diamine: se in quella biblioteca esisteva qualcosa di utile, andava trovato con ogni mezzo, e al diavolo i cinchischiamenti. Tanto, se Desmodar riusciva nella sua impresa, la bella isola dove dimoravano tanti artisti di stirpe elfica sarebbe diventata un lago di sangue e distruzione precisamente come tutto il resto dell&rsquo;Occaso e niente avrebbe pi&ugrave; avuto alcuna importanza.<\/p>\n<p>Sicuramente alla Corte Celeste tutti erano gi&agrave; in fibrillazione per le notizie ricevute e centinaia di piccole cellule grigie si erano gi&agrave; messe al lavoro, cercando febbrilmente di comprendere qualcosa degli oscuri piani del nemico. Probabilmente avrebbero contattato le grandi biblioteche di Whallia e avrebbero mobilitato ogni mente brillante per arrivare a qualche risultato&hellip; quindi per lei non sarebbe rimasto molto da fare, a parte unirsi alle loro elucubrazioni. Quindi non aveva fretta di tornare alla Corte. E non sapeva se avrebbe avuto interesse a rimanerci a lungo. <br \/>\nL&rsquo;esperienza le aveva insegnato che a volte le informazioni pi&ugrave; preziose sbucano fuori dagli anfratti pi&ugrave; inaspettati, quindi aveva deciso di non trascurare nessun luogo e nessuna possibile risorsa. <\/p>\n<p>Per questo correva e correva e non si era mai sentita cos&igrave; male e bene al tempo stesso. Violente scariche di adrenalina le attraversavano tutto il petto, mentre le viscere si erano attorcigliate in una morsa rabbiosa. Eppure sorrideva. Di traverso, ma sorrideva. Anzi, pi&ugrave; che altro, <em>ghignava<\/em>.<br \/>\nI suoi sospetti in merito alle piaghe si erano dimostrati esatti. Non poteva essere altrimenti, no? Ogni cosa facesse quell&rsquo;essere aveva sempre come minimo un duplice scopo. Per questo non osava gioire e non l&rsquo;avrebbe fatto finch&eacute; non fosse giunto il momento di affondare le mani in quel cuore nero e reciderne per sempre i vincoli che lo legavano a questo mondo. Solo <em>allora&hellip;<\/em><br \/>\nEppure adesso era euforica. <br \/>\nPer quanto la situazione fosse tragica, era letteralmente euforica. <br \/>\nEccola, la scintilla che cercava.<br \/>\nEccola. <br \/>\nFinalmente poteva mettersi alla ricerca di <em>qualcosa<\/em>. <\/p>\n<p><em>Il piano perfetto non esiste, bastardo che vivi nel corpo di mio figlio&#8230; Qualsiasi cosa tu abbia escogitato, troveremo la falla, perch&eacute; la falla c&rsquo;&egrave;&hellip; La troveremo, quant&rsquo;&egrave; vero che Hor-Yama ha tre occhi, tutti puntati su di te&hellip; e quanto, QUANTO sar&agrave; dolce, allora&hellip; quanto! QUANTO!!!<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dodici corone per un buon cavallo. 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