{"id":129,"date":"2008-08-05T13:01:00","date_gmt":"2008-08-05T13:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=121"},"modified":"2008-08-05T13:01:00","modified_gmt":"2008-08-05T13:01:00","slug":"anno-xxi-mese-di-sirio-risposta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/anno-xxi-mese-di-sirio-risposta\/","title":{"rendered":"Anno XXI, Mese di Sirio &#8211; Risposta"},"content":{"rendered":"<p>\nGli occhi nocciola erano fissi su Alehandro. Osservava quello sguardo insicuro, quegli occhi chiari su di lei che attendevano una risposta, timorosi; forse si era reso conto di averle fatto un torto, di averle fatto pi&ugrave; male che bene, che forse l&rsquo;aveva persa per sempre per quello che aveva fatto. Miralys rimase silente, ascoltando lo scoppiettio del fuoco per qualche istante, pensierosa. Socchiuse gli occhi, ripensando al carro parcheggiato davanti alla casa, mentre un lieve sorriso si disegn&ograve; appena sulle labbra per poi riaprire gli occhi, aggrottando leggermente la fronte. Non vi era rabbia a montare in lei, quella ormai era si era dissipata alla vista di Alehandro e si era esaurita nel lancio continuo degli oggetti nella sua borsa e dei pugni levati contro di lui. Quello che le aveva fatto&hellip;l&rsquo;aveva raggirata, le aveva mentito, depistandola completamente da dove lui era. Per una cosa del genere, Miralys aveva troncato rapporti con pi&ugrave; e pi&ugrave; persone. Non si tradisce la fiducia di Miralys, no, non si fa. Per colpa sua aveva negato anni e anni della sua vita, passati nello sforzo di non provare alcun sentimento. Alehandro con quel suo modo di fare allegro e sicuro, quel suo vivere la propria libert&agrave; pienamente, quella sua presenza carismatica l&rsquo;aveva confusa, resa incerta, riuscendo a farle tirar fuori tutte le sue debolezze, tutto ci&ograve; che riteneva superfluo, che in anni e anni aveva racchiuso in quel suo piccolo usbergo gelido. Un rifugio che pian piano si era sciolto. Riusciva a destare in lei sentimenti cos&igrave; intensi da sorprenderla ogni volta, che fosse rabbia, astio, amore. Alla fine aveva deciso di fidarsi, di aprirsi a lui; e come aveva ricambiato lui? In che modo lo sforzo di Miralys era stato ricambiato da quel giovane del Myrburg, da quel circense dalla parlantina sciolta e dalla fervida immaginazione?<br \/>\nMiralys fece un piccolo sospiro, mentre gli occhi si fecero impercettibilmente lucidi.<br \/>\nCome aveva ricambiato?<\/p>\n<p>\nAlehandro osservava la giovane, che niente sembrava far trasparire. Anche quella dolcezza di prima, pian piano sembrava essere stata celata o semplicemente, era svanita. Oh, era bravissima a nascondere i suoi pensieri quando voleva, ma aveva creduto che nei suoi confronti avrebbe cessato di farlo. Eccola l&igrave;, invece. Diffidente come un lupo, con gli occhi fissi ed inquisitori su di lui, solo un mezzo sorriso sembrava mostrare un poca di umanit&agrave;&hellip;.oh, anche lei sarebbe stata una perfetta attrice; come era brava a dissimulare ogni turbamento, allo stesso modo poteva essere diretta e glaciale. Cos&igrave; sarebbe stata con lui. Oh beh, poteva sopportalo. Doveva, sopportarlo. In fondo, era stato lui a creare questa situazione! Stava andando tutto alla grande, alla grandissima e lui cosa si va ad inventare? Qualcosa che avrebbe fatto imbestialire la giovane. Che stupido, era stato. In quella sua finzione perfetta, in quel sotterfugio reso a regola d&rsquo;arte non aveva calcolato una sola incognita: di poter ferire la persona che amava e di poterla perdere per sempre per quel suo stupido gioco. Forse cos&igrave; sarebbe stato ed in fondo se lo sarebbe meritato. Che rabbia, al pensare che avrebbe potuto risolvere la faccenda solo spiegando chiaramente cosa voleva fare!! Ma lui nooo, voleva rendere la cosa pi&ugrave; interessante, voleva fare una sorpresa alla giovane&hellip;e ora?<br \/>\nMiralys annu&igrave; lievemente per poi avanzare, sciogliendo le braccia dalla posa rigida, con sguardo indecifrabile e piccoli passi leggeri, facendo strusciare la veste sul pavimento freddo al tatto dei piedi nudi, andando a sedersi su uno dei braccioli consunti della poltrona. Gli occhi della sacerdotessa non  facevano trapelare nulla, cos&igrave; ogni muscolo del viso era teso a non mostrare ci&ograve; che realmente provava. Lo stesso Alehandro manteneva un&rsquo;espressione seria, sforzandosi di guardare dritto in quegli occhi impenetrabili. <\/p>\n<p>&#8211;<em> Allora? hai deciso cosa fare, Miralys?  &#8211; <\/em><\/p>\n<p>La voce solitamente chiara del bardo ora era a mezza voce spezzata forse dalla rabbia, dalla delusione. La sacerdotessa ben sentiva quel leggero fremito di incertezza, di paura. La mano sinistra si lev&ograve; tremante verso il viso del giovane bardo in uno scatto, per poi ritrarsi senza aver adempiuto ci&ograve; che sembrava essere il volere della arathiana. Avrebbe dovuto rifiutarlo, in fondo, aveva colpito nell&rsquo;orgoglio la fanciulla.<br \/>\nMa&hellip;<br \/>\nEra troppo bello, tutto questo. Tutto ci&ograve; che aveva architettato per depistarla, solo per farle una sorpresa l&rsquo;aveva lasciata di stucco. Certo, era stata furiosa di come era stata ingannata dal giovane, ma alla fin fine, era stato davvero&hellip; geniale. Non voleva una vita tranquilla e di sicuro Alehandro non gliela avrebbe data. In pi&ugrave; si era deciso: voleva condividere la cosa pi&ugrave; preziosa che aveva, la sua libert&agrave; e l&rsquo;avrebbe condivisa con lei e quel carro ne era la dimostrazione. <\/p>\n<p>Miralys fece un piccolo sospiro, mentre il mezzo sorriso sulla bocca della fanciulla divenne pi&ugrave; dolce. Si accost&ograve; ad Alehandro, ponendo le mani sul suo petto, cos&igrave; la testa dai capelli castani, in gesti timidi e un po&rsquo; rigidi, di chi non &egrave; abituato a fare simili atti. Pian  piano Alehandro si rilass&ograve; un poco, cingendo le spalle della giovane mentre la sacerdotessa manteneva lo sguardo in tralice verso il fuoco.<\/p>\n<p>&#8211;<em> Il rosso &egrave; vistoso.<\/p>\n<p>&#8211; Gi&agrave;<\/p>\n<p>&#8211; E il corvo ripulisce le carogne, potrebbe essere preso come un simbolo di sventura.<\/p>\n<p>&#8211; Eh beh, vuol dire che impareranno ad  apprezzarlo, no?<\/p>\n<p>&#8211; Ballonzola quando si muove, non riuscir&ograve; a scrivere.<\/p>\n<p>&#8211; Non poi cos&igrave; tanto, assicuro! Poi ci fermeremo tutte le volte che vorrai<\/p>\n<p>&#8211; Ho un lavoro, importante.<\/p>\n<p>&#8211; Ah&hellip;<\/em> <\/p>\n<p>Delusione. Aveva rovinato tutto.<br \/>\nAlehandro spalanc&ograve; un attimo gli occhi, per poi abbassare lo sguardo, facendo un piccolo sospiro. Doveva immaginarlo&hellip;una donna come Miralys, che aveva lottato tanto per farsi rispettare, per non essere&nbsp; considerata debole. Che stupido era stato a pensare che potesse sacrificare un poco di tutto questo. Magari prima delle sue azioni si, ma ora? Il giovane ritrasse la braccia dalle spalle della giovane in parte certo delle prossime parole, senza accorgersi dell&rsquo;espressione divertita della sacerdotessa. Una piccola vendetta, in fondo. La not&ograve; umettarsi le labbra, esordendo con voce tranquilla e pacata.<\/p>\n<p>&#8211; <em>Dopodomani, eh? domani dovr&ograve; mettere ben in riga quei topi di biblioteca. Se no sai che guai combineranno, durante i miei lunghi mesi o anni di assenza&hellip; non credi?<\/p>\n<p>&#8211; Gi&agrave;&hellip;cosa??  &#8211; <\/em><\/p>\n<p>a voce di Alehandro, da mesta, parve farsi pi&ugrave; suonante, mentre la giovane alz&ograve; il capo rivelando uno sguardo diverso dal solito, pi&ugrave; caldo e partecipe.<\/p>\n<p>&#8211; <em>In fondo&hellip; mi avevi avvertita, no? Non mi avresti  mai fatto morire di noia. &#8211; <\/em><\/p>\n<p>Ridacchi&ograve;, per poi scrollare il capo, mentre il giovane circense era stupito&hellip;non l&rsquo;aveva persa? Allung&ograve; le braccia circondandole le spalle, mentre di nuovo Miralys si rifugi&ograve; nel suo abbraccio, rimanendo qualche istante a crogiolarsi tra il tepore del camino e le braccia del giovane, pian piano rilassandosi. <\/p>\n<p><em>&#8211; Alehandro&hellip;<\/p>\n<p>&#8211; Si?<\/p>\n<p>&#8211; Non riprovare a fare una cosa del genere.<\/p>\n<p>-Ah no?<\/p>\n<p>&#8211; No.<\/p>\n<p>&#8211; Scusami&hellip;non volevo.<\/p>\n<p>&#8211; Forse, ma non credere di averla passata liscia&hellip;dovrai pagare, prima o poi.<\/p>\n<p>&#8211; E come?<br \/>\n<\/em><br \/>\nIl tono era scherzoso ma il circense abbass&ograve; di poco il capo verso la sacerdotessa. I visi erano talmente vicini da quasi toccarsi. Gli occhi di Mira parevano seri, mentre le guance si colorirono di una tonalit&agrave; rossastra.<\/p>\n<p><em>&#8211; Io una idea l&rsquo;avrei&hellip;come era quel discorso di oggi?<\/em><\/p>\n<p>Alehandro port&ograve; gli occhi verso il soffitto, pensieroso, piegando le labbra in un&rsquo;espressione concentrata mentre cercava di ricordare quale discorso&hellip;<\/p>\n<p>&#8211;<em> Quale, Mira? <\/p>\n<p>&#8211; Quello sulle ore piccole&hellip;<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli occhi nocciola erano fissi su Alehandro. 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