{"id":1296,"date":"2014-06-23T08:39:00","date_gmt":"2014-06-23T07:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=1296"},"modified":"2014-06-23T08:39:00","modified_gmt":"2014-06-23T07:39:00","slug":"un-primo-passo-oltre-la-linea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/un-primo-passo-oltre-la-linea\/","title":{"rendered":"Un primo passo oltre la linea"},"content":{"rendered":"<p>Mani sconosciute mi afferrano le caviglie, braccia possenti avvolgono il mio collo fino a quasi togliermi il respiro. Mi colpiscono pi\u00f9 volte alla testa per farmi perdere conoscenza. Credo che la chiamino anestesia; non basta a farmi perdere i sensi ma solo a lasciarmi in uno stato di semi-incoscienza. Vorrebbero tenermi fermo mentre fanno il loro lavoro; hanno paura che qualcosa possa andare storto o che possa succedere qualcosa che non deve. Li vedo agitarsi attorno al tavolo di legno su cui sono costretto, le loro voci sono confuse ma sento chiaramente il tintinnare metallico dei sottili strumenti che presto useranno su di me.<\/p>\n<p>Un colpo secco e sordo, una fitta lancinante. Le membra si contraggono in un unico spasmo, il cuore pompa e l&#8217;adrenalina schizza alle stelle. Poi il corpo si rilassa e rimane solo un brivido gelido.<br \/>\nNon \u00e8 raro che una lama oltrepassi la mia pelle, anzi, succede spesso ma di solito lo fa con una certa dose di poesia, tutta sua; questa volta \u00e8 diverso: non c&#8217;\u00e8 il sapore della terra e del sudore, non tremano le gambe della tensione e non dolgono le braccia per i numerosi fendenti sferrati. C&#8217;\u00e8 solo il freddo, un muro intonacato di bianco ed un braccio che mi blocca il respiro.<br \/>\nPer la prima volta mi pare di combattere ma di non avere la mia vita nelle mie mani.<br \/>\nMi affido all&#8217;Angelo Nero, sar\u00e0 quello che deve essere. Le sottili mani dei cerusici iniziano ad ispezionarmi con movimenti frenetici e delicati le viscere, contenti loro. Stanno cercando qualcosa dentro me, una parte di me, chiss\u00e0 come finita l\u00ec dentro.<\/p>\n<p>Per sfuggire il dolore, la mente corre a quanto successo pochi attimi prima. Quella donna minuta, seduta accanto a me, fissava con i suoi occhi penetranti la mia figura, sgretolando ad uno ad uno ogni singolo strato di ferro e carne che ho laboriosamente costruito per difendermi, per difendere il ragazzo morto anni fa. Con candore e pacatezza mi sfiora il ventre; sostiene che l\u00ec dentro c&#8217;\u00e8 qualcosa che non nasce dagli uomini.<\/p>\n<p>E come diavolo c&#8217;\u00e8 finita, mi chiedo.<\/p>\n<p>Lei mi invita a riportare alla mente i ricordi passati: mio padre, mia madre, i miei fratelli, la mia vecchia casa. Sebbene alcuni particolari siano chiari e nitidi, non riesco a mettere a fuoco i loro visi, le loro voci non mi suonano familiari. Era molto tempo che non esploravo i luoghi del passato ma non credevo che il tempo potesse essere cos\u00ec crudele, cos\u00ec inclemente.<br \/>\nNeppure le lune passate in quella umida fossa, dove \u00e8 nato l&#8217;uomo che sono oggi, hanno pi\u00f9 dei contorni netti.<\/p>\n<p>Cosa stava succedendo?<\/p>\n<p>Eppure lei continua, mi dice che questo mio oblio potrebbe non essere naturale, qualcuno potrebbe aver ritoccato i miei ricordi, manipolato la mia mente. Ma quando? E sopratutto perch\u00e9?<br \/>\nLa donna dei Colli di Giada mi mette a nudo, percepisce la paura che non riesco pi\u00f9 a trattenere. Mi tranquillizza ma oramai le sue parole hanno travolto le alte mura che proteggono il me morto anni fa e che decisi di chiamare Vjodlav.<\/p>\n<p>Sento i cerusici che agganciano qualcosa, tirano con decisa delicatezza e alla fine li sento esultare. Hanno raggiunto il loro scopo, hanno estratto quella fiala dai miei intestini. Con dovuta perizia iniziano a ricucirmi con ago e filo e cospargono sulla ferita balsami curativi al sandalo ed eucalipto.<br \/>\nIl dolore scema gradualmente. Mastro Nicholas e lady Maike, i due cerusici, mi passano dei sali sotto le narici per farmi riprendere: l&#8217;operazione \u00e8 terminat. Le prese attorno agli arti si allentano e posso mettermi seduto. Controllo la ferita, un&#8217;altra cicatrice da aggiungere alla collezione; no, questa volta \u00e8 diverso, \u00e8 molto pi\u00f9 profonda.<br \/>\nUna volta alzato, la mia attenzione va subito alla ciotola di rame che mi ritrovo davanti; all&#8217;interno, immersa in una miscela di sangue e acqua, galleggia una piccola ampolla ricolma di uno strano fluido e rimango a fissarla per alcuni interminabili istanti. Lo scatto repentino dei due thersiani mi riporta alla realt\u00e0 e mentre li vedo uscire dalla stanza una sola domanda mi rimbomba in testa: quanto di me \u00e8 rimasto e quanto di Vjodlav se ne sta andando con quella piccola ampolla?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mani sconosciute mi afferrano le caviglie, braccia possenti avvolgono il mio collo fino a quasi togliermi il respiro. Mi colpiscono pi\u00f9 volte alla testa per farmi perdere conoscenza. 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