{"id":136,"date":"2009-02-16T12:00:00","date_gmt":"2009-02-16T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=127"},"modified":"2012-07-09T13:34:03","modified_gmt":"2012-07-09T12:34:03","slug":"morire-e-tremendo-peggio-e-morire-sapendo-di-non-aver-vissuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/morire-e-tremendo-peggio-e-morire-sapendo-di-non-aver-vissuto\/","title":{"rendered":"\u201cMorire \u00e8 tremendo, peggio \u00e8 morire sapendo di non aver vissuto\u2026\u201d"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n<div align=\"center\"><span style=\"color: #800080;\">Ecco come viene al mondo la sorellina pazza (come se l&#8217;altra fosse sana&#8230;uahauhauah!)<\/span>Anno1, Era del Regno. Luna di Kaynus Yano.<\/p>\n<\/div>\n<p>Per tutto il giorno la luce del sole era stata offuscata da pigre nubi che davano all\u2019aria una consistenza lattiginosa. Poco dopo il calar del sole, una fitta pioggia ghiacciata aveva iniziato a cadere insistente e ben presto, al sorgere della luna, si era trasformata in un violento temporale. Perfino nelle carovane pi\u00f9 moleste, abituate a far baldoria fino a tarda notte, le luci si erano spente. Gli animali abituati alla compagnia di musica e chiacchiere fino a tardi, erano irrequieti nel silenzio rotto solo dallo scrosciare della pioggia e rispondevano scattando ad ogni tuono e lampo. \u2013 Strano\u2026molto strano\u2026 &#8211; commentavano gli alemariti pi\u00f9 anziani, esperti conoscitori delle bizze del tempo \u2013 Abbiamo controllato per tutta la settimana. Non avrebbe dovuto piovere stanotte. \u2013 disse il capo carovana di una delle dromeja pi\u00f9 antiche- Proprio no. Ci rallenter\u00e0 il viaggio di qualche giorno\u2026 le ruote dei carri sono infangate fino a met\u00e0 cerchione\u2026 bah! Non promette nulla di buono\u2026e ho anche finito il vino! L\u2019uomo si allontan\u00f2 dalla finestra alla quale era stato affacciato per pi\u00f9 di un\u2019ora e si mise sotto le coperte, aspettando un sonno che non arrivava\u2026<br \/>\nSolo in uno dei vagon degli Oghareva sembrava regnare un\u2019atmosfera inquieta. Le candele ancora accese splendevano tremolanti al di l\u00e0 delle finestre. Il rumore del vento e il martellare continuo delle gocce sul tetto si univano al brusio delle voci che provenivano dal suo interno. Dentro la soba, stesa sul letto, Lhucretia Oghareva, moglie di Veliar, figlio della Grande Baba Josipina Oghareva, sopportava con fatica i dolori delle doglie e con ancor pi\u00f9 fatica l\u2019agitazione del marito. L\u2019uomo, rimasto al capezzale della moglie per tutto il tempo, si teneva le mani dietro la schiena, contorcendo le dita nervosamente, parlando tra s\u00e9 e s\u00e9 con aria trepidante. &#8211; Perch\u00e9 non nasce? Perch\u00e9 non si sbriga? Che cosa sta aspettando, che i folletti se lo vengano a prendere? La fronte dell\u2019uomo era imperlata di sudore e le flebili parole tranquillizzanti della moglie non avevano buon esito\u2026 &#8211; Calmati per gli dei! E\u2019 tutta la sera che stai facendo su e gi\u00f9 per questa stanza! Mi stai facendo impazzire! Gi\u00e0 \u00e8 abbastanza difficile cos\u00ec, se poi continui a mettermi pressione di certo non migliorer\u00e0 la cosa! Aaah!<br \/>\n&#8211; Eccolo! Eccolo! Sta uscendo vero? Sta nascendo ora! Si?!<br \/>\n&#8211; Mi dispiace darti torto, brat \u2013la balia, timidamente, tentava di far da paciere &#8211; Temo che dovrai aspettare ancora un po\u2019 prima di salutare il tuo bambino\u2026il piccolo non si decide a venire al mondo\u2026<br \/>\n&#8211; La piccola vorrai dire! E\u2019 una femmina, lo so\u2026 me l\u2019hanno detto le foglie di t\u00e8 \u2026. Sono mesi che me lo dicono\u2026 La voce di Lhucretia era ancora ferma e sicura, nonostante il dolore.<br \/>\n&#8211; Maschio, femmina che differenza fa! L\u2019importante \u00e8 che si muova! \u2013 gli occhi di Veliar con le pupille piccole come spilli facevano intuire quanto l\u2019uomo fosse seriamente preoccupato &#8211; Perch\u00e9? Perch\u00e9 proprio io tra tutti i padri devo subire questa sventura?<br \/>\nIntanto i tuoni fuori della finestra facevano tremare le pareti del carro e vibrare i numerosi orpelli che addobbavano la stanza che rispondevano con un tintinnare sinistro. I lampi che illuminavano il cielo viola rendevano l\u2019aria elettrica e inquietante.<br \/>\n&#8211; Proprio una bella notte si \u00e8 scelta questa creatura per venire al mondo\u2026eh davni? Anche il cielo si sta lamentando!<br \/>\n&#8211; Smettila di cianciare balia \u2013 sbott\u00f2 Veliar \u2013 e fa qualcosa! Non si decide! Mancano pochi minuti alla mezzanotte! Tra poco sar\u00e0 il primo giorno della Luna dei Morti! Non pu\u00f2 nascere per la Luna dei Morti! Gli occhi di Veliar erano sempre pi\u00f9 sgranati e fissavano fuori, verso il nulla.<br \/>\n&#8211; Finiscila di agitarti cos\u00ec! \u2013Luchretia era al limite della sopportazione &#8211; Cosa ci possiamo fare noi? Non pu\u00f2 mica nascere quando lo decidi tu! Nascer\u00e0 quando nascer\u00e0 e\u2026ngggaaahh\u2026 e quando lo vorranno gli dei! Ma cosa ho fatto per avere un magareci tale per marito?<br \/>\n&#8211; E quali dei? Kainus Yano, il dio dei morti? Eh? Vuoi che tuo figlio venga alla luce sotto la guida del dio dei morti? Come puoi volere questo?!<br \/>\n&#8211; Non c\u2019entra quello che voglio io! Non possiamo fare altrimenti dobbiamo aspettare quando \u00e8 il momento \u2026tz\u2026 babun\u2026<br \/>\nIl tempo passava e la notte si allungava fiacca tra i vagon silenziosi. Per molto tempo non si sent\u00ec che il rumore monotono dell\u2019acqua insistente, quando\u2026<br \/>\n&#8211; AAAAHHHHH!<br \/>\nPer l\u2019urlo, Veliar cadde dalla sedia sulla quale si era assopito e carponi raggiunse il letto dove si trovava la moglie \u2013 Che fa? Che fa? Mica nascer\u00e0 adesso! Non gli permetto di nascere adesso! \u2013 la voce dell\u2019uomo tremava per l\u2019agitazione.<br \/>\n&#8211; Allontanati Veliar non ho tempo di ascoltare le tue idiozie!<br \/>\n&#8211; Lascia fare a me sestra Lhucretia, vedrai che andr\u00e0 benissimo!<br \/>\n&#8211; Allora? E\u2019 vero? Sta nascendo ora? Dimmelo stupida balia!- La voce di Veliar era un misto tra sconcerto e disperazione.<br \/>\n&#8211; Modera i termini, giovane alemarita, quello che dovevi fare l\u2019hai fatto, quindi adesso alza i tacchi e lasciami lavorare in santa pace!<br \/>\n&#8211; Ma adesso \u00e8 tutto inutile! La mezzanotte \u00e8 gi\u00e0 passata! E\u2019 il primo giorno delle Calende Nere!<br \/>\n&#8211; VELIAR ESCI SUBITO! L\u2019uomo fu spinto fuori della stanza in malo modo mentre continua a sbraitare &#8211; Maledetta balia, \u00e8 mia moglie quella, ho il diritto di st\u2026<br \/>\nVeliar si blocc\u00f2 e si gir\u00f2 di scatto come se qualcuno lo avesse punto in mezzo alle scapole con un succhiello.<br \/>\nLa vecchia sorrideva leggermente. Veliar, ancora stordito dal chiasso della soba, guard\u00f2 prima lei e poi le altre due minute vecchiette alle sue spalle. Sedevano tutte intorno ad un braciere fuori della camera, mute ed immobili come se le travi del pavimento le avessero vomitate fuori dal nulla.<br \/>\n&#8211; Chi\u2026chi siete voi? Chi vi ha fatto entrare? Mia moglie sta partorendo non potete stare qui\u2026<br \/>\nLe tre vecchie erano avvolte in lerci mantelli neri, coperti di fango fino quasi a met\u00e0, come se avessero percorso un lungo tratto tra la melma per raggiungere la carovana. Si erano involtate nei manti fin sulla testa e i cappucci e la penombra le aiutavano a celare in parte i visi alla vista del giovane alemarita. Ci\u00f2 che inquietava maggiormente l\u2019uomo era che si portavano appresso uno strano odore di terra e foglie marce.<br \/>\nLa prima vecchia, che stava ancora sogghignando, si gir\u00f2 verso l\u2019uomo fissandolo con occhi piccoli e pungenti.<br \/>\n&#8211; Che modi sono questi, Veliar\u2026 non intendi dare ospitalit\u00e0 a delle vecchie baka infreddolite in una notte burrascosa come questa? La voce dell\u2019anziana donna era leggermente gracchiante e si sforzava di mantenere un tono di cordialit\u00e0.<br \/>\n&#8211; Io\u2026come conoscete il mio nome? Siete le sestre di divinazione di mia madre? Non vi ho mai viste\u2026Perch\u00e9 lei non \u00e8 qui con voi?<br \/>\nIl giovane alemarita mostr\u00f2 un sorriso a mezza bocca che nulla aveva d\u2019allegro e che faceva trapelare la sua insicurezza\u2026<br \/>\n&#8211; Tua madre ci ha mandate a controllare l\u2019esito del parto\u2026a scongiurare perch\u00e9 vada tutto bene\u2026sai non se la sentiva di venire di persona ad assistere alla condanna di uno sventurato\u2026 Veliar si riprese per un momento colpito dalle parole pungenti. &#8211; Sventurato? Sventurato?! Ma come vi permettete! Non siete state invitate, non so nemmeno chi siete quindi uscite subito dal mio vagon!<br \/>\nL\u2019espressione sogghignate della baka resta immutata mentre la voce cambia diventando quasi un sibilo<br \/>\n&#8211; Come osi mancare di rispetto a tre baka anziane! Che penser\u00e0 di te la tua cara mammina?<br \/>\n&#8211; Certo che oso! Siete entrate senza permesso e avete anche il coraggio di offendere mio figlio\u2026<br \/>\nIl sorriso accennato della vecchia baka si trasform\u00f2 in una risata gracchiante che risuon\u00f2 per tutta la stanza trasformandole il volto in una maschera ghignante. Le due vecchie alle sue spalle l\u2019accompagnarono con risolini striduli.<br \/>\n&#8211; Ah povero sciocco\u2026sapevo che non avresti capito\u2026lo sventurato non \u00e8 tuo figlio\u2026 sei tu!<br \/>\nL\u2019odore di muschio e marciume aveva ormai permeato tutta la stanza ed era talmente forte che a Veliar pareva di non riuscire a respirare. L\u2019afrore gli stava facendo dolere la testa.<br \/>\n&#8211; Io? Stai delirando baka, non\u2026<br \/>\n&#8211; Non \u00e8 una nascita fortunata questa non trovi? Una notte da lupi\u2026acqua incessante\u2026per non parlare dei segni\u2026 La voce cantilenante della baka s\u2019insinuava nella testa di Veliar come l\u2019acqua insidiosa s\u2019infiltra tra i muri corrodendone le fondamenta. Il giovane cominciava a dar segno di debolezza\u2026Intanto le fiamme delle candele sembravano smorzarsi e nel carro la luce si faceva sempre pi\u00f9 tenue.<br \/>\n&#8211; Io\u2026segni? Di che parli?<br \/>\n&#8211; I segni\u2026i segni di mala sorte\u2026 Molti segni hanno preannunciato la nascita sventurata di tuo figlio, Veliar\u2026. Stamani ho visto un cane nero che si aggirava intorno alla carovana\u2026<br \/>\n&#8211; Un cane, un brutto cane nero! Con occhi rossi e denti appuntiti! Le due baka che prima stavano intorno al braciere si erano avvicinate alla terza sorella e dalle sue spalle si alternavano con i chiacchiericci lamentosi.<br \/>\n&#8211; Ne abbiamo molti di cani qua intorno, non significa che\u2026<br \/>\n&#8211; L\u2019ho sventrato e ho letto le sue viscere\u2026Parlavano di sventura Veliar\u2026dicevano che stanotte non \u00e8 una buona notte per venire al mondo. E i fondi del t\u00e8. E le stelle. E gli uccelli! Abbiamo visto una civetta appollaiata sulla nostra finestra per sette giorni, vero sestre? E\u2019 un brutto presagio, le civette sono i messaggeri degli spiriti maligni\u2026<br \/>\n&#8211; Si sestra \u00e8 vero! I volti delle vecchie fattucchiere erano animati da ghigni e strane smorfie e fissavano Veliar che sembrava sempre pi\u00f9 intimorito\u2026<br \/>\n&#8211; Io&#8230;non \u2026non vi credo\u2026<br \/>\n&#8211; Ah lui non crede! Non crede!<br \/>\n&#8211; Ma non eri tu che non volevi che tuo figlio nascesse ora? Che non sopportavi di vederlo guidato dal dio dei morti? Non avresti preferito\u2026altro? La voce della piccola baka era diventata suadente e cominciava a far breccia nella testa confusa di Veliar\u2026<br \/>\n&#8211; S\u00ec ma\u2026<br \/>\n&#8211; Io ti conosco bene Veliar\u2026 tu non sei un tipo da famiglia\u2026tu sei un giramondo\u2026ami le feste e le belle donne\u2026ti sei sposato in fretta, accecato dal desiderio\u2026 ma non avevi pensato ad un figlio \u2026 sei sicuro di riuscire ad affrontare tutto questo? Di saper essere un buon padre? Il padre di uno sciagurato?<br \/>\n&#8211; Sciagurato! Sciagura! Sciagura! Il coro delle due fattucchiere si ripeteva e ripeteva\u2026<br \/>\nLe tre vecchie si avvicinavano sempre di pi\u00f9 all\u2019uomo puntandogli contro le dita ossute e spingendolo verso la parete alle sue spalle\u2026Il temporale fuori infuriava ma nonostante questo qualcosa era cambiato nell\u2019aria, sembrava come se il tempo si fosse fermato. Veliar non riusciva a capire cosa fosse finch\u00e9 non si accorse che le vecchie avevano smesso di cantilenare in coro e ora lo stavano fissando tutte con sorrisi candidi che per\u00f2 nulla avevano di benevolo.<br \/>\n&#8211; Il bambino! Il bambino \u00e8 sfortunato, Veliar! E\u2019 maledetto! Nascer\u00e0 pazzo! O storpio! O peggio! Vuoi questo? Eh? Vuoi essere padre di un mostro? Sembrava che la vecchia si trattenesse a stento dall\u2019urlare.<br \/>\n&#8211; No! No, non voglio! Lasciatemi stare! Andate via! L\u2019uomo era soggiogato dalla voce ammaliante e si era rannicchiato nell\u2019angolo con le mani sulla testa. Nel suo cervello una voce martellante ripeteva \u201cMostro\u201d.<br \/>\n&#8211; Povero ometto smarrito\u2026Non possiamo lasciarti solo in questa situazione incresciosa! Siamo qui per questo! Noi\u2026vogliamo solo\u2026aiutarti\u2026<br \/>\n&#8211; \u2026A &#8211; Aiutarmi? E come?<br \/>\n&#8211; Liberandoti da questo enorme peso\u2026da una responsabilit\u00e0 che non sei pronto ad avere e che non meriti!<br \/>\n&#8211; Si\u2026si \u2026non la merito\u2026<br \/>\n&#8211; Dallo a noi.<br \/>\n&#8211; C &#8211; come?<br \/>\n&#8211; Dallo a noi il bambino. Una volta nato non porter\u00e0 che sventure nella tua famiglia. Nella nostra carovana! Venire al mondo per le Calende Nere\u2026 non hai idea di quante nefandezze dovr\u00e0 sopportare! Perch\u00e9 non lasci che le vecchie baka ti aiutino a liberarti da questo fardello\u2026 a liberare il piccolo da una vita di stenti! \u2026Potr\u00e0 essere molto utile a tutti se ce lo consegnerai!<br \/>\n&#8211; Gi\u00e0 utile! Utile a tutti! Ribatterono le altre due sottovoce.<br \/>\n&#8211; Sai, i cani e gli uccelli funzionano, ma niente \u00e8 pi\u00f9 potente e sicuro per scrutare la sorte delle calde e pure viscere di un pargolo nato sotto i raggi della luna dei morti, e sono cos\u00ec rari\u2026da trovare, cos\u00ec rari\u2026<br \/>\nVeliar fissava con occhi sgranati la bocca della vecchia che si muoveva incessante ripetendo le parole che non riusciva pi\u00f9 ad udire, e anche se solo per una attimo, gli parve che i denti giallastri della donna fossero diventati piccoli e appuntiti.<br \/>\nVeliar stava per parlare quando la porta si apr\u00ec d\u2019improvviso facendo entrare vento e pioggia gelida. Una figura imponente apparve davanti all\u2019entrata e chiudendosi la porta alle spalle si avvicin\u00f2 a Veliar. Era la Grande Baba Josipina. Le tre vecchie indietreggiarono intimorite. La donna rivolse uno sguardo minaccioso al figlio che la osservava inebetito e dopo avergli dato uno schiaffo sonoro, chiese &#8211; Non vai da tua figlia? In quell\u2019istante il pianto di un bambino riemp\u00ec l\u2019aria, allentando la tensione creatasi durante la lunga attesa.<br \/>\n&#8211; Madre! Ma le baka\u2026 mi hanno detto che\u2026<br \/>\nVeliar si volt\u00f2. Le tre vecchie erano scomparse.<\/p>\n<p>Dentro la soba, Lhucretia, sfinita dallo sforzo ma felice, aspettava con la bambina in braccio. Il marito le si avvicin\u00f2 timidamente\u2026<br \/>\n&#8211; Hai visto? Avevo ragione io\u2026\u00e8 una bambina bellissima\u2026<br \/>\n&#8211; Gi\u00e0\u2026 &#8211; rispose Veliar &#8211; \u2026 hai sempre ragione tu\u2026<br \/>\nL\u2019uomo prese in braccio la piccola che rimase tranquilla e sonnacchiosa sul petto del padre. La Grande Baba gli si avvicin\u00f2 con un\u2019espressione dolce sul viso\u2026 &#8211; E\u2019 questa dunque la nuova stella nel cielo di stanotte?<br \/>\n&#8211; Sembra di si\u2026\u00e8 cos\u00ec bella\u2026<br \/>\n&#8211; Avete gi\u00e0 deciso un nome?<br \/>\n&#8211; Non ancora\u2026<br \/>\n&#8211; Va bene dunque. Josipina sceglier\u00e0 per voi. Si chiamer\u00e0 Malusha. Il suo nome caccer\u00e0 la mala sorte. Veliar si avvicin\u00f2 alla finestra. La mattina era pronta ad arrivare. L\u2019aria era limpida e pulita e aveva smesso di piovere da tempo.<br \/>\n&#8211; Le ore prima del sole sono le pi\u00f9 belle secondo me \u2013 la voce della grande Baba era quasi un sussurro &#8211; Ti invitano ad aspettare qualcosa di splendido. Sii felice figlio mio. Malusha \u00e8 una bimba fortunata. I temporali notturni portano bene, non lo sai?<br \/>\nDetto questo la vecchia fattucchiera si allontan\u00f2 sorridendo. Veliar rimase ancora un po\u2019 con la bambina in braccio a guardare sorgere il sole. Il primo sole del primo giorno della Luna dei Morti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco come viene al mondo la sorellina pazza (come se l&#8217;altra fosse sana&#8230;uahauhauah!)Anno1, Era del Regno. Luna di Kaynus Yano. Per tutto il giorno la luce del sole era stata offuscata da pigre nubi che davano all\u2019aria una consistenza lattiginosa. 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