{"id":1390,"date":"2014-10-17T22:35:03","date_gmt":"2014-10-17T21:35:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=1390"},"modified":"2014-10-17T22:35:03","modified_gmt":"2014-10-17T21:35:03","slug":"donne-senza-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/donne-senza-uomini\/","title":{"rendered":"Donne senza uomini"},"content":{"rendered":"<p>Stava giocherellando ossessivamente con un nastro blu che le serpeggiava sinuoso tra buona parte delle dita della mano manca: era cos\u00ec distratta che la sorella dovette alzare la voce per ottenere la sua attenzione.<br \/>\n&#8220;Willy! Per gli Astri ma cos&#8217;hai?&#8221; Gertrude l&#8217;ammon\u00ec offesa, lo sguardo curioso e la bocca arricciata all&#8217;ins\u00f9.<br \/>\nStava per rispondere se non che fu un altra a farlo al suo posto &#8220;Secondo me la questione non deve in alcun modo interferire con i pensieri che gi\u00e0 distraggono la nostra famiglia&#8221;, disse Ophelia, risoluta.<br \/>\nParlavano di Lord Frederich e del modo, quantomeno avventato, con cui si era guadagnato le ire del padre, e non solo.<br \/>\n&#8220;Mi permetto di dissentire di te, mia cara&#8221; la voce di Inge risuon\u00f2 perentoria &#8220;Qvesto tipico di Steiner, io crede. Finalmente sua vera natura divenuta palese anche di delegati esteri&#8221;.<br \/>\n&#8220;Considera, tuttavia, che molti hanno seguito di lui, forse divenuto perfino eroe per stolti che accompagnato. Io domanda di lui se in qualche modo rende conto di sue azioni&#8230; Perzone seguono sue cesta, possibile che non riesca a mettere madrepatria innanzi zuoi egoistici interessi?&#8221; Raquel rimase per un po&#8217; immersa nei suoi pensieri, come se ne sentisse il peso.<br \/>\nWilhelmina si ritrov\u00f2 a fissarla, senza quasi rendersene conto: apr\u00ec bocca come per dire qualcosa per\u00f2 non profer\u00ec parola.<br \/>\n&#8220;Sorelle, possibile che non possiamo goderci un t\u00e8 senza che i drammi ci travolgano? Suvvia, si sta freddando anche lo strudel!&#8221; Romilda richiam\u00f2 a se l&#8217;attenzione e senza aggiungere altro tutte e sei le Sorelle afferrarono la tazza innanzi a loro, sorbendone un generoso sorso. Simultaneamente poi, riappoggiarono il recipiente nel piattino, producendo un rumore secco e breve.<br \/>\nScoppiarono in una fragorosa risata, tutte meno Wilhelmina che, nuovamente assorta nei suoi pensieri, fissava un uccellino, un pettirosso, cinguettare nel davanzale dell&#8217;unica finestra presente nella sala.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p>La fredda spelonca che l&#8217;ospitava quella notte grondava di umidit\u00e0 da ogni pertugio, ma per un essere nelle sue condizioni ci\u00f2 non era affatto un problema: se ne stava seduta a fissare la notte oltre la soglia, silenziosa e assorta.<br \/>\nPensava ai giorni trascorsi, al parto cui suo malgrado aveva assistito: le urla della madre che si confondono con quelle del figlio appena nato, i timori e le apprensioni per una nuova fragile vita venuta al mondo.<br \/>\nAveva proteso le mani, diafane e inconsistenti, verso la madre impaurita, percependo tutta l&#8217;inquietudine che quel parto complesso le stava procurando: se l&#8217;avesse toccato poi&#8230; E invece l&#8217;avevano trattata come la pi\u00f9 squallida delle ladre, sottraendole a gran velocit\u00e0 il pargolo dalla vista.<br \/>\nSe avesse avuto una coscienza, probabilmente avrebbe dovuto perpetrare una strage, non foss&#8217;altro per l&#8217;insulto alla sua pur nota intelligenza: e invece aveva continuato a proporre il suo aiuto, certo non per nulla in cambio ma fornendo altres\u00ec una garanzia che solo il Magus dello Spirito avrebbe potuto assicurare loro.<br \/>\nAleggiava, spettrale ed inquieta verso quella fonte insidiosa nella speranza di instillare quantomeno la stessa fiducia di un marchingegno di pi\u00f9 che dubbia provenienza: ma non ci riusc\u00ec. Lei che pi\u00f9 di tutti aveva patito il dolo del tradimento era dunque indegna dell&#8217;altrui fiducia: ironico, quantomeno. Ma non rise, perch\u00e9 d&#8217;un botto torn\u00f2 la Signora dei Luciferi e fece ci\u00f2 che pi\u00f9 le era familiare: mise a disposizione di un gruppo di stolti il suo intelletto portentoso, quell&#8217;abilit\u00e0 di ordinare in modo razionale e produttivo tutti dati in suo possesso, quel peculiare intuito analitico che l&#8217;avevano consacrata a Signora del Pentamalo.<br \/>\nL&#8217;aver vomitato la sua cruda verit\u00e0 addosso a quegli spavaldi incoscienti faceva di lei un mostro? No, era la non morte a renderla raccapricciante, per giunta avvelenata da quel bisogno di vendetta che attanagliva i suoi resti mortali.<br \/>\nQuell&#8217;attacco d&#8217;ira incontrollato innanzi all&#8217;offesa del suo intelletto e allo sconsiderato impiego del libero arbitrio, quella era pura Alice Becker.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p>Sentiva le urla di Kinsalth fin dentro la sua tenda: sbraitava e gridava come un pazzo, come solo quando l&#8217;Arciduce in persona gli diceva di fare!<br \/>\nDa dove venivano quegli stolti invasori, forse non sapevano che Hobgar in persona presidiava l&#8217;accampamento??<br \/>\nSent\u00ec il corno della chiamata e cap\u00ec che era arrivato anche per lei il momento della battaglia.<br \/>\nSi prepar\u00f2 nei pressi del trabucco, la corta lama infilata alla bene e meglio nella cinta: nel giro di qualche attimo era fuori, nel gelo della steppa a trascinare innanzi al cancello dell&#8217;altare di Echaton le macchine da guerra.<br \/>\nFeccia umana si stava asseragliando dietro le lunghe inferriate, la stessa feccia che componeva buona parte della carne da macello dell\u2018esercito del Guercio!<br \/>\nAvanz\u00f2 al suo meglio mentre il trabucco traballava ad ogni scossa: la donna che l&#8217;aiutava sembra anche pi\u00f9 impaurita di lei, come se fosse possibile!<br \/>\nDalle retrovie sent\u00ec i passi pesanti dell&#8217;Arciduce incedere, mentre il suo fidato Araldo, Kinsalth, ne elogiava le gesta: avrebbe voluto voltarsi ma prefer\u00ec restare concentrata sul suo compito.<br \/>\nGrid\u00f2 contro le podest\u00e0 dell&#8217;Orfiamma, i loro Dei e gli stolti piani che li avevano portati in bocca nientemeno che dell&#8217;Arciduce della Tirannia.<br \/>\nIn breve le parole lasciarono il posto alla schermaglia: per primo cadde il cancello, e fu solo grazie al suo trabucco caricato a dovere! Ma nessun merito le fu riconosciuto anzi il suo premio era la battaglia: fu ordinato l&#8217;assalto frontale e la schiera, di cui faceva parte, obbed\u00ec senza esitazione.<br \/>\nSi ritrov\u00f2 trascinata dentro il piazzale dell&#8217;altare quasi senza muoversi, la corta lama sguainata al meglio delle sue possibilit\u00e0: ma non era un hob, era carne da macello, e ben presto la prima fila avversaria la mise fuori combattimento. Si ritrov\u00f2 a terra, grata d&#8217;esser stata utile alla casua della Tirannia, perch\u00e9 se non crepavano in battaglia un destino peggiore della morte attendeva gli inutili scarti dell&#8217;esercito di Hobgar, ovvero gli uomini. Aveva visto torturare tanti di quegli stolti che avevano mal servito l&#8217;Arciduce da aver capito alla perfezione la differenza tra un soldato buono ed uno inutile.<br \/>\nSi accasci\u00f2 al suolo quasi grata della fine del suo servizio ma quando la morte stessa stava per ghermirla qualcosa la strapp\u00f2 via al trapasso: un uomo dalle molte cicatrici sul volto la risvegli\u00f2, forse sanando parte delle numerose ferite che la piagavano. Sbraitava qualcosa di assurdo con la sua voce roca ma quando si accorse di essere tra le file nemiche aveva perso la sua attenzione: &#8220;MEGLIO LA MORTE! MEGLIO LA MORTE CHE TORNARE NELLA TIRANNIA COME UN TRADITORE!!&#8221;.<br \/>\nQuando vide che l&#8217;uomo non la considerava affatto, si mise a scalciare e mordere come un animale selvaggio: avrebbe saggiato i suoi denti se non aveva intenzione di ascoltarla!<br \/>\nD&#8217;improvviso, vide che quel pazzo veniva colpito dai suoi stessi compagni ed il suo tentativo di calmarla and\u00f2 definitivamente in malora: al contempo, nuove ferite si aprivano nelle sue carni e allora cap\u00ec che alfine la morte sarebbe giunta presto a ghermirla.<br \/>\nO a liberarla, finalmemte.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p>Erano passati ormai alcuni giorni dall&#8217;intervento ed era gi\u00e0 stata in grado sia di alzarsi che di fare qualche camminata ma soprattutto di vegliare la salma del padre scomparso.<br \/>\nAveva visto tanti di quei dignitari da farle venire la nausea: la sala che ospitava con il corpo esanime di Lord Erik Mac Dussel era talmente ricolma di doni ed omaggi che ormai solo pochi individui alla volta riuscivano effettivamente a portare il loro estremo saluto al Frenhin caduto.<br \/>\nGiungevano da ogni dove, con chiss\u00e0 quante ore di viaggio senza sosta sulle spalle, tutti con un boccale in mano: Alan Marlour e mastro Floki si occupavano sia di spillare la birra ad ogni nuovo venuto che di cambiare il fusto con regolarit\u00e0, cos\u00ec che nessuno pat\u00ec mai la sete. Regalavano inoltre aneddoti preziosi sul loro vecchio compagno di ventura e alla fine, pur senza tristezza, una lacrima solcava anche i volti dei pi\u00f9 preparati.<br \/>\nLa madre ed i fratelli non se ne erano mai andati, anche mentre lei indugiava ancora nel suo letto di recupero: lady Yara aveva provveduto alla vecchia amica ed ai suoi figli, fornendo loro sempre una storia interessante da ascoltare o una qualche cerca improbabile nei luoghi pi\u00f9 remoti del palazzo di Lencoe. Mancavano solo sir Nathan e lord David, il padre di Garreth, la cui ignota fine era una cicatrice che ancora doleva nel cuore della sua vecchia compagine.<br \/>\nQuando alfine lady Olivia le diede il permesso di alzarsi da letto, si precipit\u00f2 a fare il suo dovere: accanton\u00f2 temporaneamente la questione del testamento, per quanto assurdo gli fosse sembrato alla prima lettura. Voleva vederci chiaro, ma a mente lucida, con calma: adesso voleva solo stare con la sua famiglia.<br \/>\nErano trascorsi quasi dieci giorni e ancora la calca non accennava a diminuire: solo la notte si ritrovavano a vegliare in pochi intimi. Quella sera, mentre Floki ed Alan andavano a recuperare l&#8217;ennesimo barile e la madre con lady Yara portava a letto il piccolo Cameron, esausto, c&#8217;era solo lei, seduta contro il muro, a vegliare il padre morto.<br \/>\nPercorse il viale dei ricordi, nella speranza di piangere a dovere, come se le lacrime fossero un tributo dovuto, nonostante tutto: non ci riusc\u00ec, anzi, a pi\u00f9 riprese, si ritrov\u00f2 a ridere da sola, come un&#8217;isterica. Non poteva farci niente: era stato severo, soprattutto con lei, ma mai arido e con l&#8217;allargarsi della famiglia aveva scoperto una serenit\u00e0 che nel corso di quella vita piena di avventure non aveva mai assaporato.<br \/>\nD&#8217;improvviso sent\u00ec dei passi leggeri avvicinarsi e dalla penombra riconobbe immediatamente i lineamenti delicati della piccola Erika, sua sorella minore: le si sedette accanto, prendendola per mano.<br \/>\n&#8220;Come stai?&#8221; le chiese decisa, indicando la sua nuova gamba.<br \/>\n&#8220;Bene, direi. Ogni tanto s&#8217;inceppa, ma immagino di potermi accontentare&#8221; le rispose sorridendo.<br \/>\n&#8220;E allora perch\u00e9 sei triste?&#8221; era identica a sua madre: pochi giri di parole, subito al nocciolo della questione.<br \/>\n&#8220;Mm, ti direi per pap\u00e0?&#8221; le chiese titubante.<br \/>\n&#8220;Ma smetti, sappiamo entrambe che sarebbe successo, esattamente cos\u00ec, con lui che accidentalmente finiva tra le grinfie di un brutto ceffo per salvare qualche incompetente&#8230; &#8221;<br \/>\n&#8220;Magari non proprio accidentalmente&#8230; Diciamo che potrei avergli accennato i piani thersiani sul portale e gli attacchi che avrebbero potuto conseguirne&#8230; Sai, mi aveva detto che non voleva morire a letto&#8230; Per\u00f2&#8230;&#8221; fiss\u00f2 suo padre, come a cercare la sua approvazione, inutile dire che non si mosse.<br \/>\nErika rimugin\u00f2 un attimo, quasi a cercare le parole giuste: alfine riprese parola. &#8220;Mamma \u00e8 troppo dura con te: la capisco ma proprio non ce n&#8217;\u00e8 motivo. Sai fare la cosa giusta per coloro che ami, al di l\u00e0 delle conseguenze. Pap\u00e0 sarebbe fiero di te.&#8221;<br \/>\nEccola la lacrima che aspettava: era una sola ma bruciava come il fuoco.<br \/>\n&#8220;Bene, senti un po&#8217;, ti andrebbe di ascoltare una canzone? \u00c8 una variante di quella che ti cantava pap\u00e0: l&#8217;ho sentita circolare a palazzo e sono sicura ti far\u00e0 stare meglio&#8221; le disse Erika, gli occhi appena un po&#8217; lucidi.<br \/>\n&#8220;Volentieri&#8221;.<br \/>\nLa ragazzina le si sistem\u00f2 accanto e quando ebbe trovato la posizione giusta inton\u00f2 una canzone meravigliosa.<br \/>\nQuando ebbe terminato, la strinse forte a s\u00e9, finch\u00e9 non si addormentarono entrambe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stava giocherellando ossessivamente con un nastro blu che le serpeggiava sinuoso tra buona parte delle dita della mano manca: era cos\u00ec distratta che la sorella dovette alzare la voce per ottenere la sua attenzione. &#8220;Willy! 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