{"id":1395,"date":"2014-10-18T09:34:50","date_gmt":"2014-10-18T08:34:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=1395"},"modified":"2014-10-21T00:58:49","modified_gmt":"2014-10-20T23:58:49","slug":"in-morte-del-frenhin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/in-morte-del-frenhin\/","title":{"rendered":"In morte del Frenhin"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right\"><strong>OPHELIA<\/strong><\/p>\n<p>Fu la prima ad alzarsi dalla panca su cui era rigidamente seduta, accanto ai suoi tre figli, e al nipote Garreth. Si diresse con passo fermo fino in cima alla navata, per tenere il tanto atteso discorso. Doveva farlo, anche se detestava essere al centro dell\u2019attenzione. Ophelia si avvicin\u00f2 piano al feretro del marito, aspettando che la folla, raccolta in lutto, prestasse attenzione. Il suo sguardo si sofferm\u00f2, ancora una volta sul volto dell\u2019uomo, che aveva acquistato, ormai, quel pallore vitreo che la donna aveva imparato a riconoscere sui visi di amici e conoscenti, ormai andati.<\/p>\n<p>Piano, col dorso della mano, accarezz\u00f2 la barba scura, sorridendo appena. Poi, voltandosi verso gli astanti, sospir\u00f2; guard\u00f2 prima la sua famiglia, in prima fila, poi tutti gli altri, e con voce ben chiara, inizi\u00f2 a parlare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCosa potrei mai dire su Erik Mac Dussel, che voi non abbiate gi\u00e0 sentito, o visto? Quali altre mirabili gesta dell\u2019Orso potrei mai raccontarvi, che potrebbero ancora suscitare clamore e stupirvi? Credo nessuna.<\/p>\n<p>Per chi ha solo udito delle sue gesta, Erik \u00e8 un grande.<\/p>\n<p>Per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, Erik \u00e8 l\u2019eroe di Gardan.<\/p>\n<p>Per i pochi, che hanno avuto l\u2019onore di dividere la vita con lui, Erik \u00e8 un padre.<\/p>\n<p>In quanti pezzi si pu\u00f2 dividere il cuore di un uomo? Erik era riuscito a trovare nel proprio un posto per ognuno di noi: per i suoi figli, per sua moglie e per il suo popolo; per tutti quelli che oggi, qui, non mi vergogno di chiamare <em>famiglia<\/em>.<\/p>\n<p>Se siamo qui, tutti insieme a rendere omaggio all\u2019Orso di Gardan, \u00e8 proprio perch\u00e9 le sue gesta ci hanno permesso di sopravvivere e di far continuare a far prosperare la nostra amata patria.<\/p>\n<p>Noi siamo la prova vivente che Erik non morir\u00e0 mai: il suo cuore si \u00e8 fermato, ma il cuore di Gardan continuer\u00e0 a battere!\u201d<\/p>\n<p>La donna chin\u00f2 un attimo la testa, si asciug\u00f2 una lacrima furtiva con il dorso della mano e poi riprese pi\u00f9 sicura di s\u00e8.<\/p>\n<p>\u201cTroppe lacrime ho gi\u00e0 versato ad Hellbron\u2026non voglio versarne pi\u00f9. Voglio che i miei occhi siano asciutti quando guardo voi.. \u2013 si sofferm\u00f2 prima su Logan, Erika e Cameron in prima fila, su Garreth e poi su tutti gli altri &#8211; \u2026 figli miei; perch\u00e9 senza vergogna posso dirvi che ci\u00f2 che mi riempie il cuore adesso non \u00e8 dolore\u2026ma orgoglio!\u201d<\/p>\n<p>Ophelia continu\u00f2 per un po\u2019 a parlare; terminato il discorso si accost\u00f2 al feretro e lasci\u00f2 sopra il petto dell\u2019uomo, all\u2019altezza del cuore, tre ciocche di capelli intrecciati, ognuna appartenente ad uno dei figli.<\/p>\n<p>Tornata a sedere, Cameron, il figlio pi\u00f9 piccolo, le si avvicin\u00f2 all\u2019orecchio e sussur\u00f2 \u2013 Mamma, perdonami\u2026mi dici quand\u2019\u00e8 che hai deciso di sposare pap\u00e0? &#8211;<\/p>\n<p>Ophelia sorrise, cingendo il ragazzino con un braccio, mentre il ricordo le tornava veloce alla memoria\u2026<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>-Guardati, bimba mia, sei raggiante!<\/p>\n<p>La madre di Ophelia danzava letteralmente intorno alla figlia, intanto che le sue mani volteggiavano piene di nastrini e perle. Con gli occhi lucidi e gonfi di orgoglio, guardava con amore la ragazza, ferma immobile, davanti allo specchio della stanza da letto.<\/p>\n<p>Orribile. Era stata una giornata ORRIBILE.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ophelia era stata svegliata all\u2019alba da Ailay, la tuttofare di sua madre, che urlando come un fagiano rincorso dai cani, l\u2019aveva tirata gi\u00f9 dal letto!<\/p>\n<p>-In piedi signorina in piedi! E\u2019 un giorno importante!!!<\/p>\n<p>Ophelia era ancora intontita dal sonno quando fu presa per le braccia e lanciata in mezzo al tappeto, con pochissima grazia (Ailay era un donnone nerboruto che aveva tirato su praticamente tutti bambini delle catacombe, sapeva come essere persuasiva). Un giorno importante? \u2013 pens\u00f2- che giorno importante poteva essere\u2026 oh no! Se n\u2019era quasi dimenticata! Il Banchetto della Vittoria!<\/p>\n<p>Due giorni prima, la U-Halwyrer aveva avuto ragione su un gruppo di mercenari falconiti che avevano occupato l\u2019avamposto pi\u00f9 a Nord delle cime Guardiane. Era stata una battaglia dura, ma alla fine Erik MacDussel e i suoi uomini erano riusciti a trionfare! E Ophelia era l\u00ec con loro! Ah che sensazione divina aveva provato! Finalmente aveva potuto sfoggiare la sua nuova arma, Spaccatenebra l\u2019aveva chiamata! Era un regalo di David, e, decisamente, il giorno dell\u2019assedio gli aveva dato la giusta inaugurazione! Aveva diviso in due la testa di uno sgherro, rotto la cassa toracica ad almeno altri tre, e uno sarebbe tornato a casa senza la mascella con la lingua che penzolava dai denti come un pezzo di carne secca!\u00a0\u00a0 Che soddisfazione! Poteva ancora sentire il braccio vibrare quando il colpo aveva colpito l\u2019osso e\u2026<\/p>\n<p>-Su su bellezza! Comincia a farti un bel bagno e poi corri a fare le prove per la cena nelle cucine!! &#8211;<\/p>\n<p>\u2026e poi c\u2019era il banchetto. Era uso a Gardan, festeggiare le grandi vittorie con le giuste celebrazioni goliardiche i giorni seguenti. E questa era una cosa buona ma\u2026ma stavolta no. Stavolta sarebbe stata una tortura!<\/p>\n<p>Niente canti scurrili, niente birra a fiumi che scendeva sull\u2019armatura ancora zuppa di sangue e terra, niente risate sguaiate su battute sconce. No.<\/p>\n<p>Senza ribattere, Ophelia si stiracchi\u00f2 un attimo e si avvi\u00f2 strascicando i piedi verso la sala da bagno. Era inutile discutere, avrebbe solo prolungato l\u2019agonia. Nulla poteva fare per combattere il sommo volere\u2026di sua madre!<\/p>\n<p>Con lo sguardo triste, lanci\u00f2 un\u2019occhiata a Spaccatenebra, appoggiata vicino alla testiera dl letto. <em>Niente allenamenti oggi, amica mia\u2026 oggi devo\u2026lavarmi<\/em>.<\/p>\n<p>Tra le altre cose. Si perch\u00e9 sua madre aveva deciso che quella sera sua figlia sarebbe dovuta essere una vera donna.<\/p>\n<p>&#8211; Ormai sei grande, Ophelia! Lascia stare tutte quelle scorribande con quei pazzi furiosi e capisci bene come si comporta una vera madre di famiglia! Devi cominciare a pensare alle cose importanti! Come la famiglia, i figli e\u2026-<\/p>\n<p>Erik. Sinceramente non riusciva a pensare ad altro negli ultimi tempi.<\/p>\n<p>Ripensava al primo momento che l\u2019aveva incontrato.<\/p>\n<p>Una sera di qualche mese prima, aveva seguito David ad un raduno degli U-Halwyrer senza farsi vedere, e ci sarebbe anche riuscita se non fosse stato per quell\u2019elfo scarmigliato. L\u2019aveva notata subito e addio copertura. David si era infuriato talmente tanto che aveva fatto finta di non conoscerla per tutto il tempo! Ma ormai era tardi, erano quasi arrivati all\u2019accampamento e sarebbe stato pericoloso rimandarla indietro da sola. E cos\u00ec ce la fece. Vide lui. Erik McDussel.<\/p>\n<p>Com\u2019era bello! E forte! E sudicio!<\/p>\n<p>La scena al campo era surreale: Erik circondato dai suoi compari, che battevano le mani e lo incitavano, si stava rotolando per terra, tentando di bloccare a mani nude un montone di dimensioni epiche. Il ragazzo lo stava tenendo fermo per le corna, con una mano intorno alla gola mentre con l\u2019altra stava cercando di bloccargli le zampe. La lotta dur\u00f2 un po\u2019, la bestiola era riottosa e non aveva voglia di farsi sottomettere, poi la cosa divertiva gli astanti quindi, perch\u00e9 fermarsi. Poi a un certo punto, il montone con un ultimo sforzo riusc\u00ec a liberarsi e prov\u00f2 a caricare puntando allo stomaco di Erik\u2026che non la prese bene. Stanco di giocare, gli affibbi\u00f2 un cazzotto a mani unite talmente forte sulla testa da far cadere la bestia a terra priva di sensi.<\/p>\n<p>Boato. La folla in festa.<\/p>\n<p>Ophelia era estasiata.<\/p>\n<p>&#8211; Congratulazioni Erik!\u00a0 &#8211; disse Sir Nathan, l\u2019elfo con gli occhi lunghi.<\/p>\n<p>&#8211; Bel lavoro mio signore\u2026se vi piacciono le zuffe da ragazzini! \u2013 lo apostrof\u00f2 una donna bellissima, Yara si faceva chiamare<\/p>\n<p>&#8211; Ben fatto, amico! Anche se io ci avrei messo met\u00e0 del tempo! \u2013 disse quello che si sarebbe rivelato Alan, con un ghigno di scherno.<\/p>\n<p>&#8211; Beh allora la prossima volta manderemo te a cercare un bel montone grasso, peccato che l\u2019ultima volta dentro le tue fottute buche non ci sia caduta che una misera lepre sciancata! Ah ah! \u2013 Erik lo schern\u00ec con un pacca sulla spalla, poi si gir\u00f2 verso David \u2013 Hey giovane Kerr, chi \u00e8 questa bambolina? Mi hai portato il premio per la vittoria?<\/p>\n<p>&#8211; Beh \u00e8 carina davvero\u2026- Alan aggiunse squadrandola dalla testa ai piedi<\/p>\n<p>&#8211; Fatti indietro Alan, sai che non mi piace dividere la roba-<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>STUD!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le mani di Ophelia si mossero da sole, per colpire le spalle forti di Erik che, preso alla sprovvista dallo spintone, si ritrov\u00f2 a battere una sana schienata a terra.<\/p>\n<p>-Mi chiamo Ophelia. E sono qui per combattere. Non sono la roba di nessuno.<\/p>\n<p>Tutti si ammutolirono e guardarono in direzione di Erik, che, esplodendo in una risata, si alz\u00f2 e spolver\u00f2 via un po\u2019 di fango dai calzoni gi\u00e0 luridi.<\/p>\n<p>-Per\u00f2, che carattere la signorina! Hai visto Nathan? Impara qualcosa va\u2026-<\/p>\n<p>Il ragazzo si allontan\u00f2 scrollando il capo, avviandosi verso il montone, che sarebbe poi diventato la cena.<\/p>\n<p>Gli altri lo seguirono, facendo strada ad Ofelia verso il fal\u00f2.<\/p>\n<p>Era dentro! E mai aveva desiderato qualcuno come in quel momento&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>-\u2026e poi ci sono gli obblighi verso il clan, \u00e8 qui che si vede una vera signora, quando anche in un momento buio come questo riesce a mantenere la fermezza e il decoro che sono obbligatori\u2026-<\/p>\n<p>Sua madre aveva continuato ad assillarla per tutta la giornata; aveva parlato talmente tanto, che alla fine Ophelia aveva detto si. Si, va bene. Sarebbe andata al banchetto come una vera signora. Si sarebbe vestita da signora, e si sarebbe comportata da signora. Bastava finisse quella lagna.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, dopo un pomeriggio travagliato, fatto di bagni, cambi d\u2019abito, galateo a tavola e trecce\u2026infinite trecce, si ritrovava l\u00ec, vestita di tutto punto con sua madre che la infiocchettava come un pacco regalo.<\/p>\n<p>-Tesoro, sei cos\u00ec bella! Perch\u00e9 non ti vesti sempre cos\u00ec?<\/p>\n<p>-Perch\u00e9 non posso spodestare Falcon in gonnella mamma\u2026<\/p>\n<p>-Ancora??!! E lasciala spodestare agli uomini! Dobbiamo pensare al tuo futuro cara!<\/p>\n<p>-Ci penso al mio futuro maledizione! Come penso a quello di tutti! Dobbiamo smettere di nasconderci se vogliamo annientare-<\/p>\n<p>-Annientare, annientare, annientare! Non sono parole adatte ad una lady queste! Devi cercare di comportarti un po\u2019 meglio, ragazzina!<\/p>\n<p>&#8211; Non sono una ragazzina mamma! Mi alleno ogni santo giorno da anni, ho partecipato anche io a quella battaglia, \u00e8 grazie anche a me se stasera festeggiamo! E tu mi infioretti come se fossi una principessa del caz-!<\/p>\n<p>La madre la fulmin\u00f2 con lo sguardo. \u2013 Far\u00f2 finta di non aver sentito. Non voglio un\u2019altra parola su questa storia. E stai dritta con la schiena. &#8211;<\/p>\n<p>-Le tue scarpe sono piccole, mi fanno male i piedi. &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; Non sto ascoltando\u2026- La donna si allontan\u00f2 con passo svelto. Ophelia si guard\u00f2 per un\u2019ultima volta allo specchio.<\/p>\n<p>Effettivamente, non stava poi cos\u00ec male. Il lungo vestito verde con le maniche bianche le donava luce al viso, e riprendeva il colore degli occhi, appena truccati. I capelli raccolti in trecce, un ciondolo d\u2019oro al collo.<\/p>\n<p>Si sentiva bella. Peccato per il bustino che le spaccava le costole, le scarpe ricamate di sua madre pi\u00f9 piccole dei suoi piedi e delle forcine per tirare su i capelli, che le trapassavano il cranio.<\/p>\n<p>Pazienza. Sarebbe stata impassibile. E perfetta.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se Erik l\u2019avrebbe notata\u2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 trafelata davanti al portone che divideva le sale del banchetto dal resto degli ambienti. Si asciug\u00f2 il sudore dalla fronte con una manica e inspir\u00f2 profondamente. Poi Ophelia si fece coraggio, e apr\u00ec la porta.<\/p>\n<p>La sala era gremita di invitati, che avevano gi\u00e0 preso posto a sedere, nei rispettivi tavoli. Deschi immensi, ricoperti di vivande di ogni tipo ingombravano i due lati della sala. Un piccolo gruppo orchestrale, in un angolo, stava gi\u00e0 suonando una jiga, e qualcuno si era azzardato a muovere i primi passi di danza in mezzo alla sala. Eh si, aveva fatto tardi.<\/p>\n<p>Sua madre sedeva vicino al resto della famiglia, con sguardo decisamente accigliato, osservando la figlia che avanzava lenta verso il suo posto a sedere. Arrivata al tavolo, Ophelia salut\u00f2 cortesemente, con un inchino sgraziato e si mise a sedere.<\/p>\n<p>&#8211; Mi hai fatto fare una figura indicibile con tutto il clan, continuavamo a chiedermi dove fossi, sciagurata! &#8211;\u00a0 Le bisbigli\u00f2 la madre all\u2019orecchio.<\/p>\n<p>&#8211; Perdonatemi madre, ho avuto un\u2026contrattempo. &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; Che devo fare con te? Sei senza speranza! Siediti dritta almeno, ti ho visto che zoppicavi un po\u2019 mentre arrivavi. Cos\u2019\u00e8, sei caduta per le scale per caso? &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; Si! Si esattamente sono caduta! Sai la gonna\u2026non sono abituata\u2026-<\/p>\n<p>&#8211; Bah\u2026vedi di comportarti a modo almeno per stasera\u2026 &#8211;<\/p>\n<p>Ophelia alz\u00f2 appena gli occhi al cielo e cominci\u00f2 a guardarsi intorno. Era circondata da tutti i parenti, meno che suo fratello. David, infatti, era seduto al tavolo dedicato alla U-Halwyrer, al lato opposto del suo e da l\u00ec provenivano canti di gloria e schiamazzi sguaiati. Ah come avrebbe voluto essere l\u00ec anche lei! Accanto a suo fratello e Erik\u2026se l\u2019era meritato! Maledetto l\u2019Impero, aveva anche imparato tutte le peggiori canzoni da taverna che c\u2019erano! Avrebbe fatto un figurone a quel tavolo!<\/p>\n<p>E invece no. Si riemp\u00ec il boccale di birra e incroci\u00f2 lo sguardo di David per un breve brindisi, prima di spostare gli occhi su Erik, che sedeva al centro del tavolo.<\/p>\n<p>Era cos\u00ec\u2026imponente.<\/p>\n<p>La cresta rossa spiccava in mezzo al pelo bianco del mantello, un boccale di birra in mano e quella ragazza avvenente sulle ginocchia\u2026<\/p>\n<p>Aspetta un attimo.<\/p>\n<p><em>Chi era quella?<\/em><\/p>\n<p>Ophelia appoggi\u00f2 il bicchiere dove stava bevendo con un tonfo. Lo stava tenendo talmente forte che le nocche le erano diventate bianche.<\/p>\n<p>Erik stava ridendo, circondato dai sui amici e con una bella ragazza in braccio. Bene. Quale era il problema? Dopotutto mica era una cosa che le doveva importare\u2026<\/p>\n<p><em>La ragazza era davvero bella comunque. E davvero avvinghiata a Erik &#8211; <\/em>\u00a0pens\u00f2.<\/p>\n<p><em>Ah ah. Menomale che a lei non importava.<\/em><\/p>\n<p>La ragazza scambi\u00f2 due parole con Nathan e Alan, poi si mise a ridere gettando indietro la testa e scoprendo il collo magro.<\/p>\n<p>Ophelia guardava.<\/p>\n<p>La ragazza mi se le braccia intorno al collo di Erik.<\/p>\n<p><em>Nessun problema, Ophelia era una signora. Sapeva come comportarsi.<\/em><\/p>\n<p>La ragazza mise praticamente in faccia a Erik la scollatura generosa.<\/p>\n<p>La ragazza baci\u00f2 Erik sulla guancia e si stava pericolosamente avvicinando verso la sua bocca.<\/p>\n<p><em>EH NO!<\/em><\/p>\n<p>Battendo le mani sul tavolo, Ophelia si alz\u00f2 di scatto, facendo cadere la sedia indietro e rovesciando piatti e bicchieri. Poi, tirandosi su la gonna, tir\u00f2 fuori Spaccatenebra, che aveva legato alla coscia e salt\u00f2 prima sul tavolo, poi sul pavimento davanti, scansando a malapena il cranio di un suo prozio agitando la mazza.<\/p>\n<p>Si avvicin\u00f2 pesantemente al tavolo dei compagni, prese la ragazza per un braccio facendola rotolare a terra e, sbattendo la mazza sul tavolo con tono deciso disse &#8211; NESSUNO. TOCCA. LA MIA. ROBA.<\/p>\n<p>Poi si chin\u00f2, tir\u00f2 a s\u00e9 Erik e lo baci\u00f2 davanti agli occhi basiti del resto della sala.<\/p>\n<p>Silenzio.<\/p>\n<p>Sua madre svenne.<\/p>\n<p>David applaud\u00ec ridendo.<\/p>\n<p>Erik non la lasci\u00f2 mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Ophelia scosse un attimo la testa, prima di rispondere al figlio \u2013 Te lo racconto un\u2019altra volta va bene? Non \u00e8 il momento\u2026-<\/p>\n<p>-Va bene\u2026 Ah mamma? &#8211;<\/p>\n<p>-Dimmi. &#8211;<\/p>\n<p>-Hai regalato i nostri capelli a pap\u00e0 perch\u00e9 era diventato pelato? &#8211;<\/p>\n<p>Ophelia riusc\u00ec a trattenere a stento una piccola risata, mentre si sentiva gli sguardi addosso di chi aveva intorno. Baci\u00f2 il figlio sulla testa e si mise a cantare insieme agli altri, mentre alti, i salmi di preghiera, si alzavano nell\u2019aria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">\n<p style=\"text-align: right\">\n<p style=\"text-align: right\"><strong>FLOKI<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0Era rimasto per tutto il tempo all\u2019ombra della candela dritta, a fianco del feretro, aiutando via via Alan a riempire i boccali degli avventori sopraggiunti. Non voleva parlare ai presenti, non era tra le sue migliori qualit\u00e0, e cos\u00ec non disse molto in quei giorni: giunse alfine il tempo di seppellire il compianto defunto, e allora si limit\u00f2 a lasciargli accanto un vecchio boccale finemente cesellato e a pensare, fra se e se, quando poteva aver capito che <em>quella<\/em> sarebbe diventata la sua esistenza.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>\u201cOste, servi ancora qualcosa al Giovane Orso, tutto questo parlare deve avergli messo sete!\u201d<\/p>\n<p>La locanda del Vecchio era sicuramente uno dei pochi posti dove potersi riferire a lord Erik a quel modo, visto che molti tra gli sgherri imperiali avevano gi\u00e0 cominciato ad apostrofarlo cos\u00ec, nel corso delle loro rappresaglie.<\/p>\n<p>\u201cBevi con me Floki, ed unisciti alla mia causa!\u201d gli indirizz\u00f2 contro un boccale finemente cesellato ricolmo di liquido ambrato, nella speranza che, corrispondendogli il gesto, entrasse a far parte della sua novella compagine, gli U-Halwyrer. Solo Alan, al momento, era stato cos\u00ec assurdamente incauto da farlo.<\/p>\n<p>Floki conosceva bene il Giovane Orso, nonostante le sue origini tutt\u2019altro che rimarchevoli, seppur esser nato figlio del lattaio gli avesse portato comunque numerosi vantaggi: erano cresciuti insieme nelle Catacombe e sempre insieme avevano cominciato ad esplorare il territorio gardanita quando le notizie che giungevano dal famigerato Fanciullo Guerriero avevano cominciato a farsi pi\u00f9 insistenti. Nel mezzo per\u00f2, il giovane Floki si era innamorato ed aveva preso moglie, Helga: ella era gravida attualmente, incinta al sesto mese mentre parlavano nella locanda del Vecchio, e cos\u00ec i suoi sogni di gloria erano stati riposti in un angolo remoto della sua mente. Dopotutto, avrebbe potuto provvedere alla sua famiglia anche sotto il giogo imperiale: le scorribande gli erano piaciute ma la cosa cominciava a farsi seria, da ambo le parti, e non poteva tenere il piede in due staffe, o almeno cos\u00ec credeva, ingenuamente.<\/p>\n<p>Cinque armigeri entrarono in quel momento, impettiti e boriosi come solo i pi\u00f9 fanatici tra gli imperiali sapevano essere: riuscirono a rendere inospitale la stamberga con la loro mera presenza, facendo volatilizzare i pi\u00f9 timorosi tra gli avventori. Si avvicinarono al banco, arroganti dentro le loro corazze brunite: uno di essi, forse il pi\u00f9 altro in grado, Floki non riusciva a rammentarlo, prese a fissare lord Erik, i suoi lineamenti cos\u00ec nobili e fieri, la cresta aggressiva che lo aveva reso cos\u00ec celebre&#8230;<\/p>\n<p>\u201cTu&#8230; tu caprone, mi ricordi qualcuno, la tua faccia mi \u00e8 familiare&#8230;\u201d gli armigeri si voltarono all\u2019unisono, posando gli occhi sul Giovane Orso e poi sull\u2019avviso di taglia dietro le sue spalle: forse lo avevano dipinto un po\u2019 pi\u00f9 bruto di quel che non fosse ma la somiglianza era cos\u00ec evidente da mandare nel panico perfino il gelido Floki.<\/p>\n<p>Non sapeva che fare e cos\u00ec gli salt\u00f2 addosso, dopo che da principio aveva finto di non conoscerlo, quando le guardie erano entrate: all\u2019urlo di \u201cVILE TRADITORE!!\u201d lo fece cadere dal suo sgabello, cominciando a rifilargli una serie indefinita di pugni. Ovviamente non aveva intenzione di ucciderlo, anzi, vista la sua esperienza in materia di arte cerusica, voleva solo metterlo fuori combattimento, quel tanto che serviva per far abbassare la guardia agli armigeri ed evitare una strage: ma Erik era dannatamente forte e possente e solo infilargli un coltello nella pancia avrebbe convinto gli imperiali che non erano tutti dalla stessa parte&#8230;<\/p>\n<p>Mentre pensava, Erik riusc\u00ec a ribaltare la situazione, caricando a testa bassa l\u2019amico e spingendolo contro il muro, solo pochi passi pi\u00f9 in la rispetto agli armigeri: era davvero una brutta situazione, non potevano assaltarli senza che almeno uno di loro riuscisse a scappare e allo stesso tempo Floki non voleva andare a far compagnia al brutto faccione di Erik nell\u2019avviso di taglia, con tutti i rischi che potevano conseguirne per la sua giovane moglie&#8230;<\/p>\n<p>\u201cAmmazzami&#8230;\u201d gli disse risoluto mentre lo teneva saldamente per il collo \u201cTu continuerai nella tua causa ed io salver\u00f2 la mia famiglia&#8230;\u201d. Erik caric\u00f2 un pugno possente, di quelli che lasciano il segno nel muro, se non si \u00e8 sufficientemente attenti: Floki vide la vita scorrergli innanzi e si sent\u00ec quasi sollevato nel non esser stato costretto a negare il suo supporto all\u2019amico, dopotutto.<\/p>\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 salvezza nella schiavit\u00f9!\u201d Erik parl\u00f2 a denti stretti e lanci\u00f2 Floki oltre il bancone: scaravent\u00f2 un paio di sedie sugli armigeri, i quali si erano limitati ad osservare la situazione, divertiti. Impatt\u00f2 contro di loro, poi, come un macigno che rotola da una montagna: con due pugni ben assestati, i due nella prima linea rovinarono al suolo quasi istantaneamente, mentre un terzo venne scaraventato sulla soglia con un poderoso calcio da fermo nello stomaco. Rimenavano il graduato ed un tizio accanto a lui dalla faccia tanto famelica quanto imprevedibile: avevano avuto modo di sfoderare le armi, rendendo la situazione un tantino pi\u00f9 complessa per il Giovane Orso. \u201cNon lo seguir\u00f2\u201d pens\u00f2 Floki \u201cma non posso nemmeno lasciarlo morire&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>Salt\u00f2 di la dal bancone e pur rimediando qualche ferita, riusc\u00ec nel suo intento: combatterono insieme, \u201cper l\u2019ultima volta\u201d si disse fra s\u00e9 e s\u00e9, come quando avevano cominciato a fronteggiare nemici di quella risma qualche anno prima. Floki con i suoi pugnali ed Erik armato di qualunque attrezzo gli capitasse sotto tiro, mandarono i due dritti nella Spirale: il graduato sorrise in punto di morte, mentre beffardo indicava quello tra loro spinto verso la soglia, che pian piano aveva guadagnato la via della fuga. \u201c Siete spacciati, cani riottosi: per noi cinque, venti verranno a far sprofondare questo posto sotto terra&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Helga sulla soglia, armata di un bel sasso e della sua enorme panciona, sferr\u00f2 un colpo letale sulla nuca del fuggiasco, sporcandosi solo un poco le mani di fango: si gir\u00f2 verso Floki, evidentemente su di giri, e gli disse, divertita \u201cSapevo di trovarti qui..\u201d. Sorrise con tutti i denti che aveva in bocca, forse ancora troppo eccitata dalla situazione per capirne veramente la pericolosit\u00e0: Floki invece realizz\u00f2 d\u2019un lampo quanto si era sbagliato pocanzi.<\/p>\n<p>Non era questione n\u00e9 di piedi n\u00e9 di staffe, non esisteva fazione, non esisteva il dubbio: unirsi agli U-Halwyrer era il solo modo che aveva per dare un futuro alla sua famiglia. Erik gli don\u00f2 il suo boccale cesellato per siglare la loro alleanza e da l\u00ec in poi furono inseparabili.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Il ricordo della moglie scomparsa e del figlio mai nato gett\u00f2 nuova tristezza nel vecchio cuore di Floki: mai tuttavia si era pentito della decisione che aveva preso quella sera di molti anni fa nella ruvida locanda del Vecchio.<\/p>\n<p>Questo avrebbe voluto dire al suo amato compagno defunto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>YARA<\/strong><\/p>\n<p>Erik MacDussel non mi \u00e8 mai piaciuto, neanche all&#8217;inizio. Sospettavo sempre che lui e la sua compagnia di &#8220;ribelli&#8221; male in arnese, ambissero in realt\u00e0 a mettere le loro mani sulla Valle.<\/p>\n<p>Figuriamoci &#8230; non c&#8217;era riuscito l&#8217;Impero in 4000 anni, a tirarci fuori di li e ad occuparla, non avrei mai permesso che ci riuscisse qualcun altro, non fino a che un Mattisenmaki era in vita.<\/p>\n<p>Certo che per\u00f2 eravamo ridotti male, io e la mia gente, decimati e stremati, potevamo sostentarci solo con in nostro orgoglio.<\/p>\n<p>L&#8217;orso lo sapeva, vecchio bastardo, che gli Spiriti lo guidino, e si present\u00f2 disarmato all&#8217;accampamento, solo, con la carcassa di un giovane cervo di traverso sulle spalle.<\/p>\n<p>Allora ero molto giovane, pi\u00f9 arruffata delle pelli che portavo addosso, ma lo stesso lo fronteggiai quando le sentinelle lo portarono, con le lame puntate alla schiena, fino al fuoco da campo.<\/p>\n<p>Lui sorrideva, con l&#8217;incoscienza della giovinezza.<\/p>\n<p>&#8220;Lady Yara Irvonen Mattisenmaki &#8230;&#8221; disse con quello che voleva essere ossequio, ma che in quella situazione disperata mi parve offensivo.<\/p>\n<p>&#8220;Vallo a dire alle dame vestite di seta della valle, quando cerchi di montartele.&#8221; Dissi con astio, mentre gli strappavo la preda dalla spalla e l&#8217;affidavo a Thaor per farlo arrostire alla svelta, prima che qualcun altro morisse di fame.<\/p>\n<p>&#8220;Questo ce lo teniamo, in cambio di 5 giri di clessidra prima di ammazzarti. Usali bene e inizia a dirmi chi cazzo sei e cosa ci fai qui.&#8221;<\/p>\n<p>Tutto mi sarei aspettata tranne la fragorosa risata con cui mi rispose. Risuon\u00f2 per tutta la valle e, mio malgrado, mi fece retrocedere di un passo e mi fece venir voglia di tirargli fuori le budella.<\/p>\n<p>&#8220;Sono venuto nel posto giusto.&#8221; Disse spavaldo e cominci\u00f2 a spiegarmi.<\/p>\n<p>Trascorsero i giri di clessidra concessi, e in realt\u00e0 rimase con noi diverse ore, mentre intorno al fuoco parlammo della ribellione, dell&#8217;impero, di questo tale Kanzor che stava liberando una terra dopo l&#8217;altra.<\/p>\n<p>&#8220;Tu sei un pazzo.&#8221; Gli dissi &#8220;Qui ci abbiamo sempre pensato noi, non ho bisogno ne di te ne del tuo fanciullo nato da un uovo di drago. Una frittata bella grossa ci faremmo quass\u00f9, con quell&#8217;uovo&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;E tu sei una maledetta stronza&#8221; mi apostrof\u00f2 puntandomi l&#8217;indice sudicio davanti al naso &#8220;cos\u00ec preoccupata di non farti fregare il tuo prezioso segreto dell&#8217;acciaio da non capire che, una volta crepati questi quattro affamati che ti trascini dietro, sar\u00e0 perduto comunque!&#8221;<\/p>\n<p>Ovviamente finimmo alle mani.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe raccontare quale epico scontro videro i focolari del passo, in realt\u00e0 continuammo ad insultarci con epiteti che bucherebbero questa pergamena, se li mettessi per iscritto.<\/p>\n<p>&#8220;Date una spada a questa fottuta testa di cazzo!&#8221; Urlai. Con una certa riluttanza gli passarono uno spadone &#8220;Avanti, Erik MacDussel dei miei stivali, stringi in pugno un&#8217;arma decente per una volta, e fammi vedere come intenderesti far fuori quella fetida soldataglia imperiale laggi\u00f9. Sono 50 per ognuno di noi, riforniti di tutto punto, ognuno che ne ammazziamo due lo rimpiazzano, arrivi tu e ci liberi? Ma non farmi ridere &#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Sferrai l&#8217;attacco, quel bastardo di un orso lo par\u00f2 e mi mand\u00f2 a terra, con la testa vicina alle braci del fuoco, tanto che le pelli di lupo iniziarono a puzzare di bruciato.<\/p>\n<p>&#8220;Ah! E saresti tu allora che gli impedirai di prendere il passo? Tu e il tuo prezioso acciaio mistico? Se la faranno sotto dalla paura!&#8221; con un calcio fece schizzare via la spada dalla mia mano, ripose la sua arma e mi tese la mano, per farmi alzare prima che prendessi fuoco.<\/p>\n<p>Schiumavo di rabbia, e ancora adesso al solo ricordo stringo i pugni, cos\u00ec gliela presi, quella mano enorme e sporca, ma con l&#8217;altra afferrai una manciata di cenere rovente e gliela tirai in faccia.<\/p>\n<p>Mentre lui inveiva per il dolore, con le mani al viso io feci finta di ignorare l&#8217;ustione che mi era costata quell&#8217;atto scorretto.<\/p>\n<p>&#8220;Presentati all&#8217;alba con i tuoi uomini, se ne hai qualcuno buono. Ti mostrer\u00f2 come accerchiarli, ti dar\u00f2 del buon acciaio e l&#8217;occasione di dimostrare al clan il vostro valore. Dammi una scusa per non ammazzarti, quando te la sarai guadagnata con il sangue e con il ferro, allora ci stringeremo la mano. E adesso vai, tutto il tuo ciarlare mi ha stancato.&#8221;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>La sera successiva potemmo accendere finalmente i fal\u00f2 all&#8217;altro capo del Passo. E gli strinsi la mano. Bevemmo, parecchio anche, conobbi la sua donna, Alan, persino l&#8217;elfo e il giovane Kerr. Ora sono tutti importanti, almeno quelli sopravvissuti, li ho visti coronati d&#8217;alloro, mi sono inchinata al loro cospetto, li ho chiamati Sir, Lady, Vostra Eccellenza, Vostra Grazia, e, credetemi, l&#8217;ho fatto volentieri. Anche ora che mi rigiro in mano questo prezioso braciere cesellato, che il Vecchio Orso mi ha lasciato in dono, non posso non pensare alla notte in cui ci prendemmo a pugni e lo mandai via con la faccia mezza bruciacchiata, sono certa che anche lui pensava alla stessa cosa quando ha voluto lasciarmi questo.<\/p>\n<p>Non mi sei mai andato a genio, razza di prepotente, e non mi costringerai a sprecare parole carine su di te solo perch\u00e9 mi hai preceduto nelle nebbie. Lascia che sia la storia a parlare, ti basti sapere che ti verr\u00f2 a scovare presto, dove non ci sono ne Lady, ne Sue Grazie, ne Maest\u00e0, e dove ce ne daremo di santa ragione se mi farai incazzare ancora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">\u00a0<strong>NATHAN<\/strong><\/p>\n<p>I miei passi risuonano lungo le gradinate del grande edifico.<\/p>\n<p>Avevo gi\u00e0 percorso quei gradini, era primavera allora e mi trovavo qui per l&#8217;investitura da Asso di Lady Logan, e mai avrei pensato di ripercorrerli se non per un altro lieto evento, ma cos\u00ec non era&#8230; Molti risalivano quelle stesse scale, silenziosi e con gli sguardi tristi.<\/p>\n<p>Ancora pochi passi, inizio ad intravedere i portoni tra la folla che si sta riunendo, non \u00e8 facile avvicinarsi, ma le mie insegne mi permettono di farmi cedere il passo, riconosco volti familiari, ma proseguo lungo la mia strada, varco l&#8217;ingresso e mi avvio lungo la navata centrale, un intenso odore agrodolce mi gratta in gola, ho sempre odiato l&#8217;odore dell&#8217;incenso, ma per questa occasione dovr\u00f2 mettere da parte ci\u00f2 che mi infastidisce.<\/p>\n<p>Mi metto in fila dietro una lunga processione che dal centro dell&#8217;edificio si sposta, lentamente, verso il suo fondo. Ecco, adesso riesco a vedere: vedo il Mio Signore. Una fitta al cuore arresta brevemente il mio passo, ma qualcuno alle mie spalle spinge avanti e continuo a camminare. Ecco adesso sono l\u00ec&#8230;adesso la vecchia compagnia \u00e8 finalmente riunita: Ophelia, Alan, Yara, Floki&#8230;David avrei voluto salutarti se solo ci fosse stato concesso qualcosa per cui piangerti.<\/p>\n<p>Ci scambiamo dei lunghi sguardi, ma non ci diciamo nulla, c&#8217;\u00e8 anche <em>lei<\/em> accanto ad Ophelia, cerco di non guardarla&#8230;. tzs, fallisco miseramente.<\/p>\n<p>La disapprovazione di Ophelia mi trafigge come una picca.<\/p>\n<p>Abbandono la processione e mi metto vicino ad Alan, lui mi guarda e mi poggia una mano sulla spalla, questa \u00e8 la prima volta da quando ho ricordo che ricevo un gesto gentile dal vecchio orso, sorrido e torno ad osservare i presenti.<\/p>\n<p>Dopo un po&#8217; uno alla volta porgono omaggi al Frenhin e tutti dicono qualcosa, chi brevi parole e chi invece, come noi che l&#8217;abbiamo conosciuto, si perde raccontando aneddoti della sua vita. Cerco di rimanere impassibile, ma all&#8217;ennesima storia non reggo e prontamente uso il bordo della manica per asciugarmi le lacrime&#8230;. Lei lo nota&#8230;<\/p>\n<p><em>&#8220;Avanti ragazzo, non vuoi dire due parole al tuo Frenin?&#8221;, <\/em>le parole di Alan mi riportano al presente.<\/p>\n<p><em>&#8220;No amico, non ho nulla da dire&#8230; Sono qui soltanto per portare omaggio al Sire dell&#8217;Orsa.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Ragazzo insolente che non sei altro!&#8221;<\/em>, lo sguardo di Ophelia ci trafigge.<\/p>\n<p><em>&#8220;Ahhh! Fai come ti pare, ingrato ragazzo.&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Mi avvicino al giaciglio dove \u00e8 stato adagiato il Duca, tutto intorno \u00e8 adornato dai doni che i presenti sono venuti a portare&#8230; non si accorger\u00e0 del mio, ma trovo doveroso che torni al suo legittimo proprietario. Mi abbasso su di lui, ha il volto rilassato di chi finalmente ha trovato riposo. Mi tolgo il sottile laccio di cuoio che tengo attorno al collo e glielo appoggio sul petto, il piccolo frammento d&#8217;Acciaio brilla e riflette la luce delle candele circostanti, la mente adesso viaggia lontana, lontana di anni, anni che avrei voluto dimenticare&#8230;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Il prolungato suono di un corno preannunciava il rientro di uno dei distaccamenti.<\/p>\n<p>La zona era un grande via vai di individui ed ormai il soffice letto innevato dell&#8217;accampamento si era trasformato in una poltiglia scura per colpa dei grandi carri che percorrevano le vie dell&#8217;avamposto. L&#8217;alta palizzata non lasciava vedere oltre il muro di pali acuminati e da lontano l&#8217;intera struttura poteva apparire come una creatura pulsate ed irta di aculei pronti a colpire. L&#8217;ampio cancello che nel frattempo veniva sollevato al passaggio del ennesimo gruppo sembrava una bocca ricoperta di letali denti affilati aperta nell&#8217;atto di divorarli.<\/p>\n<p>La vita dell&#8217;accampamento sembrava serrata al suo centro, dove schiere di armigeri erano intenti nel seguire le indicazioni dei loro superiori che urlando ordini li facevano correre da una parte all&#8217;altra del grande spiazzo di terra battuta. La grande tenda che si trovava montata al centro dell&#8217;avamposto era il luogo in cui si svolgevano i concili di guerra e l\u00ec, un giovane Frenhin, era in riunione con i suoi pi\u00f9 fedeli compagni:<\/p>\n<p>&#8220;<em>Signori, anche l&#8217;ultimo distaccamento del Toro ha infine fatto ritorno, sono circa la met\u00e0 di quanti erano partiti&#8230;&#8221; <\/em>Il Frenhin serr\u00f2 i pugni e li sbatt\u00e9 sul tavolo sotto di lui. La forte scossa fece cadere alcune pedine di ferro grezzo, che toccando il suolo stridettero in un fastidioso rumore metallico.<\/p>\n<p><em>&#8220;Che gli astri veglino sulle anime dei caduti.&#8221;<\/em> Concluse amareggiato.<\/p>\n<p><em>&#8220;Vostra Grazia&#8230;.&#8221;<\/em> adesso era un giovane uomo a prendere la parola: <em>&#8220;La morte di quegli uomini non \u00e8 stata vana e grazie a loro possediamo nuovamente un passo importante dei confini con le grandi cime&#8221;<\/em> e detto questo raccolse le pedine e le riposizion\u00f2 sulla carta sistemando una di esse sul nuovo terreno conquistato. <em>&#8220;&#8230;il passo dell&#8217;alleanza \u00e8 nuovamente nostro ed adesso le trib\u00f9 delle grandi cime non potranno ignorare il lamento che si leva dalle terre dell&#8217;Orsa e risponderanno, si uniranno a noi!&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Il Frenhin intanto si stava sistemando il pesante mantello di pelliccia sulle spalle mentre in silenzio continuava ad ascoltare il giovane. Entr\u00f2 un uomo .<\/p>\n<p><em>&#8220;Mio Signore, Sir Cathal Vi chiede udienza.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Fatelo entrare Alan, fatelo entrare&#8230;&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Scostati i drappi della tenda, fece il suo ingresso un uomo imponente e pesantemente armato, il quale mosse qualche passo in avanti e poi, lentamente, si tolse il grosso elmo cornuto dalla testa, rivelandone il volto: corti capelli neri, folti baffi e una piccola cicatrice sul sopracciglio che decorava un volto stanco e lungamente provato.<\/p>\n<p><em>&#8220;Sir Cathal, resoconto?&#8221; <\/em>Furono le parole del Duca al cavaliere che si genufletteva con rispetto<\/p>\n<p><em>&#8220;Vi prego alzatevi e siate celere.&#8221; <\/em>Il cavaliere barcollando si rimetteva in piedi, pronto a parlare:<\/p>\n<p><em>&#8220;Mio signore&#8230;&#8221; <\/em>La voce del cavaliere era affannata, ma trascorso qualche attimo prosegu\u00ec: <em>&#8221; Erano ben organizzati e gli affioramenti di pietra naturali che sorgono presso il passo gli hanno fornito una solida difesa contro i nostri assalti. Ho perso molti uomini oggi, ma alfine quei biechi usurpatori hanno chinato il capo e si sono dati alla fuga. Il passo adesso \u00e8 nuovamente nostro e il Lord protettore ci assicura il suo ausilio nei prossimi d\u00ec.&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Il Frenhin respir\u00f2 profondamente<em>: &#8220;Ringraziamo gli Astri signori perch\u00e9 quest&#8217;oggi iniziamo a vedere la fine di questa oscurit\u00e0. Pochi borghi ormai rimangono ancora sotto il giogo dell&#8217;impero, ma presto li libereremo perch\u00e9 il grido delle genti libere dei Ducati continua a levarsi sempre pi\u00f9 alto e\u00a0 chiede giustizia.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Il Duca si avvicin\u00f2 al cavaliere che ancora con lo sguardo fisso al suo signore rimaneva in attesa che questi proseguisse. Il Duca pos\u00f2 la mano sulla spalla del Sir e prosegu\u00ec:<\/p>\n<p><em>&#8220;Mi complimento con voi per ci\u00f2 che siete riuscito a compire quest&#8217;oggi&#8230; il Ducato tutto vi deve molto.&#8221; <\/em>Fece una pausa poi prosegu\u00ec: <em>&#8220;Voi e i vostri uomini vi siete meritati un po&#8217; di riposo, potete congedarvi Sir e che la notte vi porti ristoro&#8221; <\/em>Detto ci\u00f2 il cavaliere prese congedo, uscendo dagli alloggi del Duca.<\/p>\n<p><em>&#8220;Bene!&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Era sempre sua Grazia il Duca a parlare.<\/p>\n<p><em>\u201cDovremmo riorganizzare le forze, quest\u2019oggi i seguaci dell\u2019impero hanno ricevuto un duro colpo, ma potrebbero vendicare l\u2019onta subita e non possiamo certo permetterci che un altro avamposto cada, dobbiamo mantenere il vantaggio che abbiamo e cosa ancora pi\u00f9 importante dobbiamo proteggere la popolazione\u2026 Nathan!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Adesso l&#8217;attenzione del Duca era rivolta ad un giovane mezz&#8217;elfo che, seduto in disparte, continuava ad osservare le carte con le pedine.<\/p>\n<p><em>&#8220;S\u00ec Vostra Grazia?&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Non c&#8217;\u00e8 molto a cui pensare, vedete l&#8217;unico punto sulla carta non segnato? Beh, quello \u00e8 il nostro obbiettivo! Quando finalmente anche quel borgo sar\u00e0 nuovamente sotto i domini dell&#8217;Orsa allora, e solo allora potremo dire veramente che l&#8217;usurpatore ha abbandonato definitivamente le nostre terre!&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Perci\u00f2 sar\u00e0 con la battaglia sotto i ripidi pendii di Vargsten che sar\u00e0 infine sancita la fine della Guerra ed il nostro destino? Mi chiedo se avremo ancora la forza di combattere mio signore&#8230;&#8221;<\/em> rispose il giovane.<\/p>\n<p><em>&#8220;Ragazzo non \u00e8 questo il tempo delle indecisioni, voi vi fidate di me?&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;S\u00ec, mio Frenhin!&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Bene! Adesso pi\u00f9 che mai ho bisogno di uomini fidati e capaci come voi! Non abbandonatemi proprio ora, ora che siamo finalmente riusciti a vedere uno spiraglio di speranza&#8230;.&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Lo sguardo del Duca pass\u00f2 rapido sui presenti.<\/p>\n<p><em>&#8220;Noi non l&#8217;abbandoneremo!&#8221; <\/em>Furono le parole decise dei presenti.<\/p>\n<p><em>&#8220;\u00c8 solo che ho un brutto presentimento&#8230;.&#8221;<\/em> era nuovamente Nathan a prendere parola.<\/p>\n<p><em>&#8220;Abbiate fede! Siate vigile come gli Astri e non lasciate che il dubbio mai si impossessi di voi! Il concilio \u00e8 sciolto, siete congedati. Cercate di riposare questa notte domani ci attende una dura giornata&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Gli uomini si coricarono con la consapevolezza che l&#8217;indomani l&#8217;intero avamposto si sarebbe mosso e senza la certezza di farne ritorno. La nottata trascorse tranquilla, ma non priva di sonni agitati, fino a quando con i primi raggi del sole si lev\u00f2 nuovamente alto il suono del corno. Gli uomini conoscevano bene il significato di quei due brevi e ravvicinati suoni, l&#8217;adunata era stata chiamata. Poco tempo trascorse prima che i primi gruppi di militi uscissero dalle loro tende per incamminarsi, in riga, verso il centro dell&#8217;accampamento.<\/p>\n<p><em>&#8220;Signori,&#8221;<\/em> era la voce del Frenhin a levarsi sopra il brusio dei presenti <em>&#8220;stimati militi dell&#8217;Orifiamma, quest&#8217;oggi vedremo definitivamente scacciati gli usurpatori che per molto, troppo tempo hanno ammalato con il loro fiele le terre dell&#8217;Orsa, quest&#8217;oggi sotto gli irti pendii della valle di Vargsten vedremo la disfatta della vile serpe che porta il nome di &#8220;Impero&#8221;, la vedremo tornare a rintanarsi nell&#8217;oscura buca da dove ha sollevato il capo, quest&#8217;oggi, insieme, lasceremo un segno profondo nella storia!! GLORIA AI FIGLI DELL&#8217;ORSA! VIRTUTIS GLORIA MERCES! &#8230;e che gli Astri veglino sulla vita e la morte di tutti noi&#8221;<\/em> Queste ultime parole uscirono con un filo di voce dalla bocca del Frenhin.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>&#8220;VIRTUTIS GLORIA MERCES!&#8221; <\/em>Risposero all&#8217;unisono i presenti, iniziando a battere picche sul terreno, spade e mazze sugli scudi, generando una cacofonia di suoni indistinti. Il ruggito dell&#8217;ultimo avamposto libero adesso echeggiava alto nelle terre dell&#8217;Orsa e ben presto altri si sarebbero uniti al loro.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><em>&#8220;E quindi?&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cQuindi cosa?&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Cio\u00e8&#8230; ma finisce cos\u00ec la storia?&#8221;<\/em> Risposero delusi i presenti.<\/p>\n<p><em>&#8220;Beh diciamo che alla fine hanno vinto i buoni, contenti?&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0&#8220;Lei \u00e8 il peggior canta storie che abbia mai incontrato signore&#8230;&#8221;<\/em> era la giovane figlia del proprietario della locanda ad aver preso parola.<\/p>\n<p><em>&#8220;Ecco, vedi piccola, ho la gola secca&#8230;un&#8217;altra storia per un bel boccale di birra, che ne dici?&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Siete anche il peggior cavaliere che abbia mai incontrato, anzi siete il primo che incontro e lasciatevelo dire non \u00e8 che assomigliate proprio a quello delle illustrazioni del mio libro di fiabe.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Tu dici piccola?&#8221;<\/em> Nathan si fece un po&#8217; pi\u00f9 vicino per scrutare le illustrazione del libro della ragazzina.<\/p>\n<p><em>&#8220;S\u00ec, hai ragione, questo cavaliere \u00e8 sicuramente meglio vestito di come lo sono io, ma l&#8217;azzurro proprio non mi dona.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;E sicuramente quel cavaliere non puzza di birra come voi.&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Le orecchie del mezz&#8217;elfo si drizzarono udendo queste parole, pronunciate da qualcuno nella seconda fila.<\/p>\n<p><em>&#8220;Avete proprio ragione&#8230; Ma potreste essere un po&#8217; pi\u00f9 riconoscenti con chi vi ha aiutato ad abbattere quel grosso lupo che minacciava i vostri greggi.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;S\u00ec, vi siamo riconoscenti cavaliere, ma ormai, come possiamo dirvelo, \u00e8 da questa mattina che si ristora nel nostro borgo, e non \u00e8 che la vogliamo cacciare, sia mai&#8230;ma crediamo di avervi ripagato appieno non credete?&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Nathan intuendo dove voleva andare a parare il proprietario riprese rapidamente il discorso:<\/p>\n<p><em>\u201cSignori, dove eravamo rimasti? Ah s\u00ec, ora ricordo: Il ruggito dell&#8217;ultimo avamposto libero adesso echeggiava alto nelle terre dell&#8217;Orsa e ben presto altri si sarebbero uniti al loro.\u201d<\/em><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>La mattina arriv\u00f2 celere come era trascorsa la nottata: un cielo pieno di nubi lasciava presagire che di l\u00ec a poco una tempesta si sarebbe abbattuta sulle verdeggianti piane della terra dell&#8217;Orsa. Il grosso delle forze si stava muovendo alla volta del borgo di Vargsten e l\u00ec finalmente avrebbero incontrato il loro nemico: l&#8217;ultimo che adesso rimaneva entro i loro confini.<\/p>\n<p>Il Duca era alla guida del gruppo e i suoi pi\u00f9 fedeli compagni cavalcavano al suo fianco.<\/p>\n<p>Vi era il fiero Alan Marlour, comandante di un gruppo di individui che si facevano chiamare le <em>Zanne dell&#8217;Orsa<\/em> e fungevano da esploratori ed avanguardia dell&#8217;armata. Uomini valenti, ma Sua Grazia non condivideva sempre la loro linea di condotta. Il giovane mezz&#8217;elfo Nathan della nobile schiatta dei Kerr, era lo scudiero di Sua Grazia e durante il conflitto lo aveva accompagnato in ogni battaglia dimostrandosi un utile alleato ed un abile combattente: seguiva il Duca e cavalcava con i suoi cavalieri.<\/p>\n<p>Solitamente li accompagnava anche Lord David Kerr, ma in quell\u2019occasione era impegnato nella salvaguardia delle sue terre: era l&#8217;ultimo baluardo delle terre del suo Signore, era la persona di cui il Frenhin si fidava di pi\u00f9 in assoluto, dopo sua moglie. E poi c\u2019era Floki, cerusico personale di Sua Grazia, fidato amico nonch\u00e9 prezioso consigliere.<\/p>\n<p>Al tramonto l&#8217;armata del Frenhin giunse presso la valle di Vargsten. Sulle mura i vessilli imperiali garrivano al freddo vento della sera e piccoli fuochi iniziavano ad accendersi tra i merli.<\/p>\n<p>Il Frenhin dall&#8217;alto del suo destriero osservava la valle silenzioso fin a quando prese la parola:<\/p>\n<p><em>&#8220;Alan! Ho bisogno di un sopralluogo, vedi se vi sono possibili accessi o punti lungo il perimetro dove le loro difese sono pi\u00f9 deboli. Nathan, che sia mandato un messo con le nostre richieste e che gli sia riferito che se gli usurpatori lasceranno le nostre terre senza opporre resistenza gli sar\u00e0 risparmiata la vita, ma che se proveranno a ostacolarci conosceranno la furia dell&#8217;Orsa. &#8220;<\/em><\/p>\n<p>Entrambi si mossero rapidi chi a riferire l&#8217;ordine e chi invece ad incamminarsi alla volta della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il tempo sembrava non passare mai e lentamente sulla valle iniziava a scendere una lieve pioggia che colpendo le corazze dei militi produceva un rumore metallico e regolare.<\/p>\n<p>La pioggia continuava incessante e l&#8217;attesa del ritorno del messo tardava, quando nella pi\u00f9 totale oscurit\u00e0 un piccola sfera luminosa dall&#8217;interno delle mura si lev\u00f2 alta nel cielo notturno. Da prima impercettibile fino a che non atterr\u00f2 a un paio di metri dai presenti, che increduli poterono vedere la testa del messo data alle fiamme contorta in una smorfia di terrore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un grido si lev\u00f2 alto e la voce del Duca risuon\u00f2 nella valle. L&#8217;armata nella notte avanz\u00f2 decisa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I cavalieri furono i primi a separarsi del resto dell&#8217;armata, la schiera si riposizion\u00f2 assumendo una posizione a lancia, con al suo vertice il Duca. Lo scudiero era subito dietro di lui, lo osservava mentre cavalcava fiero verso il nemico. Era stranamente rilassato, dal suo volto erano scomparse paura ed indecisione, sembrava nato per combattere&#8230; L&#8217;Artiglio, l&#8217;arma del Frenhin, simbolo della sua reggenza, pendeva lungo il suo fianco, la sua mano era forte, le redini strette nell&#8217;altra. Il giovane mezz\u2019elfo preg\u00f2 per un attimo gli Astri, li preg\u00f2 affinch\u00e9 gli permettessero di rivedere ancora il volto di sua madre. Mancavano pochi metri e presto sarebbero stati uomo contro uomo, acciaio contro acciaio, tutti uniti in una danza mortale fino a che uno dei contendenti non avrebbe ceduto il passo al suo avversario.<\/p>\n<p>Non aveva paura. L&#8217;Artiglio adesso era alto sopra la testa del suo Signore, tutti sollevavano i loro ferri, ed il giovane mezz\u2019elfo teneva ben salda la sua picca.<\/p>\n<p>ARRIVAVANO.<\/p>\n<p>Ecco, adesso anch\u2019egli aveva paura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualcosa di umido e caldo col\u00f2 in breve lungo la sua tempia, fino dentro la bocca: aveva il sapore del ferro&#8230;<\/p>\n<p>Chiuse gli occhi un attimo e riaprendoli si ritrov\u00f2 nel centro del conflitto: ad ogni lato c\u2019erano uomini che combattevano e cadevano contro i colpi degli usurpatori. Dov&#8217;era il Duca? Lentamente il velo che copriva i suoi occhi era scompare e lo vide: era di fronte a lui, non era pi\u00f9 a cavallo e stava avanzando verso il cancello principale. Lo scudiero si rimise subito al suo posto, e torn\u00f2 nuovamente dietro di lui, al che il Frenhin si volt\u00f2 per un attimo e gli grid\u00f2 qualcosa:<\/p>\n<p><em>&#8220;Ragazzo non morire proprio adesso, proprio quando ho pi\u00f9 bisogno di&#8230;&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Schiv\u00f2 un fendente e torn\u00f2 a combattere, ne incass\u00f2 un altro, ma le sue vestigia evitarono al colpo di arrivare alle sue carni. Continuavano ad avanzare e quando la situazione si fece pi\u00f9 ostica arrivarono i rinforzi: adesso lo scudiero poteva vedere il battaglione del Toro Sir Cathal Kerr ingaggiare battaglia, mentre al lato manco Alan incalzava con le sue Zanne l&#8217;armata colta alla sprovvista. Si alz\u00f2 alfine un grido alle loro spalle: Yara, la figlia del Lord protettore, alla guida dei fieri Clan delle Cime era accorsa in loro soccorso. Tutti coloro che avevano giurato fedelt\u00e0 al Frenhin erano l\u00ec, combattevano per lui ed erano disposti a dar in pegno anche la loro stessa vita per la salvezza delle loro terre.<\/p>\n<p>Finalmente lo scudiero del Frenhin riprense possesso del suo corpo e torn\u00f2 a combattere con ritrovato ardore. Ormai erano vicini, vedevano perfino i cancelli: strali neri come la notte li tempestarono, ma essi non cedettero, non si piegarono, trovarono bens\u00ec riparo dietro le file dei poderosi scudi dell\u2019armata del Toro e avanzarono, come un solo uomo. Erano vicini, sempre di pi\u00f9&#8230;mancava poco e le schiere nemiche ormai in rotta cominciavano a darsi alla macchia.<\/p>\n<p>Il Frenhin alz\u00f2 nuovamente l&#8217;artiglio ed intim\u00f2 ai presenti di non seguirli. La tempesta di strali li lasci\u00f2 finalmente in pace e prima che gli uomini del Duca potessero predisporre l&#8217;ariete contro le porte, queste si spalancarono e nuovamente l\u2019avanguardia si ritrov\u00f2 a fronteggiare un fiume di nemici. Erano su di loro. Colui che era alla loro guida indic\u00f2 con la punta della lama il Frenhin: era imponente e la sua corazza brunita ne celava completamente il volto, come un oscuro demone vomitato dalla piaga che con una rabbia disumana si abbatt\u00e9 rapidamente contro il fiero Erik.<\/p>\n<p>Lo scudiero prov\u00f2 ad avvicinarsi, ma questi lo ammon\u00ec e lo ricacci\u00f2 via&#8230; Schiv\u00f2 uno, due, forse tre colpi, la truppa era allo stremo, ma ancora in vantaggio. Not\u00f2 un milite al suo fianco, un colpo di una pesante mazza gli fece saltare l&#8217;elmo e lunghe ciocche di capelli ramati gli ricaddero sulle spalle&#8230;. Spaesato, riconobbe subito i lineamenti serrati di lady Ophelia, la quale croll\u00f2 in ginocchio sotto il poderoso colpo dell&#8217;invasore: doveva intervenire&#8230;.subito!<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><em>&#8220;Ohhhhh signore, ma \u00e8 bellissima questa storia.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Shhhhh! La storia non \u00e8 ancora finita.&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Il mezze&#8217;elfo mentre riprendeva il suo racconto non si era accorto del solenne silenzio che si era venuto a creare nella locanda e che gli sguardi di tutti erano puntati adesso su di lui.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Nathan percep\u00ec qualcosa di morbido cedere sotto la punta della sua picca, riusc\u00ec a sentire il rumore delle ossa che scricchiolavano sotto l&#8217;acciaio fino a quando nessuna resistenza gli si oppose pi\u00f9: aveva trovato un varco o era stata la sua lama a ricavarselo? Dopo sent\u00ec solo un gorgoglio indistinto e l&#8217;uomo che gli si parava innanzi croll\u00f2 al suolo mentre una piccola chiazza di sangue sotto di lui inizia ad espandersi: il giovane scudiero cadde in ginocchio davanti alla lady, ed ella aveva gli occhi ricolmi di lacrime, ma non era disperazione, odio piuttosto.<\/p>\n<p><em>&#8220;Mia Signora state bene?&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Le porse la mano e questa l&#8217;afferr\u00f2 titubante: il colpo doveva essere arrivato particolarmente violento perch\u00e9 si appoggiava a lui senza riserve. Nathan afferr\u00f2 nuovamente la picca e aiutandosi con essa cerc\u00f2 di trovare un luogo sicuro dove farla riposare: intanto osservava Sua Grazia che stava fronteggiando la montagna di ferro che era uscita dal cancello. Si scambiarono una serie di poderosi colpi, poi la punta della spada del demone affond\u00f2 nella spalla del suo avversario, il Duca afferr\u00f2 la lama e con una secca torsione spezza la punta.<\/p>\n<p>Il sangue sgorg\u00f2 copioso dall\u2019arto ferito del Frenhin, ancora qualche scambio e finalmente il suo avversario cadde in ginocchio. Alla fine l&#8217;Artiglio si abbatt\u00e9 con violenza sul collo dell&#8217;usurpatore: la sua testa rotol\u00f2 lontano mentre il corpo si accasciava al suolo, esanime&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec venne sancita la fine della battaglia. L&#8217;esercito nemico ormai in rotta abbandon\u00f2 gli irti pendii della valle e i pochi superstiti adesso potevano definitivamente esultare per la vittoria, amara, che avevano ottenuto. Contarono i caduti e i cerusici iniziavano a prestare i primi, inutili, soccorsi a quanti non avrebbero visto l&#8217;alba di un nuovo giorno.<\/p>\n<p><em>&#8220;Mia signora \u00e8 finita, riuscite a rialzarvi? Avete bisogno di aiuto?&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Non sono ferita posso farcela benissimo anche da so&#8230;&#8221;\u00a0 <\/em>Una smorfia di dolore si dipinse sul volto della lady e questa immediatamente si poggi\u00f2 una mano sul ventre.<\/p>\n<p><em>&#8220;Certo, mia signora, ma vi prego permettetemi almeno di aiutarVi ad alzarvi.&#8221;<\/em> Nathan porse ancora la mano alla donna, aiutandola a rialzarsi.<\/p>\n<p><em>&#8220;Andiamo, vostro marito sar\u00e0 in pena per voi.&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Si incamminarono lungo la distesa di corpi e uomini doloranti che adornavano le strade del borgo fino ad arrivare al cancello, ormai aperto, del maniero. Il Duca era seduto con il suo fidato cerusico che gli prestava soccorso e non appena not\u00f2 la consorte sorretta dal compagno si alz\u00f2 prima ancora che Floki potesse terminare le fasciature.<\/p>\n<p><em>&#8220;Moglie mia!! Ophelia! Cosa diamine ci fai qui? dovresti essere all&#8217;accampamento e non tra i miei uomini.&#8221; <\/em>Le parole di Sua Grazia erano cariche d&#8217;ira, ma il vedere la consorte sana e salva lo tranquillizzava.<em> &#8220;Cosa ti aveva detto Floki? Nessuno sforzo&#8230;e ti ritrovo qui a rischiare la vita.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Volevo fare la mia parte! Sono anch\u2019io una figlia di Gardan, una guerriera! Non potevo stare a guardare il mio popolo soffrire! il mio posto \u00e8 al tuo fianco&#8230;in pace ed in guerra.&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Il Duca prese d&#8217;impulso la moglie ed entrambi si strinsero in un lungo e caloroso abbraccio.<\/p>\n<p><em>&#8220;Floki vieni qui! Assicurati che mia moglie e il figlio che porta in grembo stiamo bene.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Con&#8230;congratulazioni, mio Signore, non ero a conoscenza della lieta notizia.&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Il Duca afferr\u00f2 con entrambe le mani le spalle di Nathan serrando la presa.<\/p>\n<p><em>&#8220;Chiedetemi ci\u00f2 che volete, sar\u00e0 vostro. Lo so non \u00e8 molto, ma \u00e8 l&#8217;unica cosa che posso offrirvi per aver salvato la vita della mia testarda Ophelia.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Mio Frenhin, vi prego, ho fatto solo il mio dovere&#8230;&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Non \u00e8 vero, voi avete fatto ben altro ragazzo, vi sono debitore.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Vostra moglie sta bene, Vostra Grazia, e vostro figlio \u00e8 un vero guerriero. Sapete cosa si dice dei figli che nascono dalle battaglie? Che abbiano l\u2019ardore a scorrer nelle loro vene!&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Floki inizi\u00f2 a ridere dopo che furono pronunciate queste parole e in quel momento il volto del Frenhin si fece sereno e Nathan colse l&#8217;occasione per liberarsi dalla presa del suo Sire.<\/p>\n<p><em>&#8220;Signore con il vostro permesso andrei a farmi dare una controllata anch&#8217;io&#8221;<\/em> sorridendogli prima di incamminarsi.<\/p>\n<p><em>\u201cRagazzo! Prendi, \u00e8 tua!&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Il Duca lanci\u00f2 qualcosa al giovane che prontamente l&#8217;afferr\u00f2: era una piccola punta spezzata di una lama. Nathan osserv\u00f2 per un attimo il frammento metallico non capendo, poi il Duca si indic\u00f2 la tempia e Nathan passandosi la mano dove gli aveva indicato il Duca cap\u00ec&#8230;<\/p>\n<p><em>&#8220;Il valore si accresce intorno ad una ferita, porta con onore ogni segno sua tua pelle ragazzo, soprattutto questo.&#8221;<\/em> Il giovane sorrise mentre osservava il Duca allontanarsi, e strinse con ancora pi\u00f9 forza il piccolo pezzo di metallo quasi ferendosi.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><em>\u201cVir..Vresc\u2026Virescit, Vulne.. Vulnere, Vi\u2026 Ahhhh non so come si pronuncia, ma siete voi signore, lo scudiero della storia? E siete amico del Frenhin?&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Lo sono stato una volta piccola&#8230;adesso LUI non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 e tanto avrei voluto dirgli addio.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Ma voi siete un eroe, una leggenda come i personaggi del mio libro.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Lo vorrei tanto piccola, ma le leggende presto o tardi muoiono o semplicemente vengono dimenticate.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Non \u00e8 vero! Io me ne ricorder\u00f2 e lo far\u00f2 sempre, capito!&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Il mezz&#8217;elfo sorridendo si alz\u00f2 e si diresse verso il bancone.<\/p>\n<p><em>&#8220;Ecco a voi buon uomo, ecco quello che vi dovevo.&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Un pasto per una buona storia cavaliere.&#8221;<\/em> L&#8217;oste sorrise e Nathan ringrazi\u00f2.<\/p>\n<p><em>&#8220;Vi auguro una buona giornata e se avrete bisogno nuovamente di me non dovrete far altro che chiamare, io arriver\u00f2.&#8221;<\/em> Il giovane si diresse verso l&#8217;uscita mentre ancora i presenti erano silenziosi, quando una melodia attir\u00f2 la sua attenzione&#8230;.<\/p>\n<p><em>\u201cLogan orsa bianca<\/em><\/p>\n<p><em>Logan orsa bianca<\/em><\/p>\n<p><em>Il fato prende il fato da e te nel mito porter\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma l\u2019unica certezza mia, sei tu Frehines mia.<\/em><\/p>\n<p><em>Tu sei l\u2019asso delle spine e al tuo ardore mai vi \u00e8 fine.<\/em><\/p>\n<p><em>Di Gardan tu sei incoronata per sempre tu sarai ricordata.<\/em><\/p>\n<p><em>Del ducato tu sei la guida superando ogni sfida.<\/em><\/p>\n<p><em>La spada tua impugnerai e la tua leggenda scriverai.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cPiccola dove hai sentito queste parole?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa cantano tutti da un po\u2019 di giorni signore, \u00e8 bella non trovate?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cMolto\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Nathan sorridendo, si tir\u00f2 dietro la porta dirigendosi verso le stalle e l\u00ec, mentre sellava Rohuad ripens\u00f2 alla canzone che aveva appena sentito.<\/p>\n<p><em>&#8220;Logan orsa bianca&#8230;&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Canticchi\u00f2 il cavaliere mentre con un colpo di speroni riprendeva il suo cammino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>ALAN<\/strong><\/p>\n<p>La salma era disposta l\u00ec, al centro della grande navata, l\u2019uomo era coperto da una panoplia d\u2019arme ben lavorata e cingeva tra le mani uno spadone, sembrava quasi stesse dormendo. \u00a0La sala era gremita di gente; oli ed incensi appesantivano l\u2019aria, canti funebri rimbombavano in tutta la stanza. Era cos\u00ec, che il possente Erik MacDussel, \u201cl\u2019Orso\u201d, veniva compianto dai familiari e dagli amici pi\u00f9 stretti.<\/p>\n<p>Ad uno ad uno i \u201cvecchi\u201d amici e compagni dell\u2019uomo, i membri del glorioso U-Alwyrer, si erano avvicinati al pulpito, e avevano parlato del compianto amico, prima la moglie Ophelia, poi la lady protettrice Yara Jrvonen ed infine il Cavaliere sir Natan Kerr; ognuno, a modo suo, aveva parlato di un evento, un momento o un fatto che ai loro occhi aveva fatto grande Erik MacDussel &#8230;. Tutti Tranne uno. Alan Marlour Kerr mancava, non si era ancora presentato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D\u2019un tratto, il pesante portone di quercia della cattedrale aveva cigolato in maniera tetra all\u2019entrata di una figura pesantemente corazzata; Alan faceva cos\u00ec la sua entrata nella sala. Calcava il pesante elmo in testa, e portava la solita armatura di cuoio indurito di sempre,\u00a0 al fianco cingeva le due inseparabili asce e si poteva notare subito come fosse sporco di terra, sudato e con ferite lievi che avevano macchiato i vestiti. Nella mano sinistra portava un fiasco di birra, dalla tinta scura, e con la mano destra trascinava un pesante sacco di iuta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019uomo, senza badare ai convenevoli, salutando solo con un cenno della testa i pochi amici e e Logan, era arrivato fino al pulpito, aveva appoggiato su di esso il fiasco e si era tolto l\u2019elmo.<\/p>\n<p>Come suo solito, prima di prendere la parola, aveva trafitto con lo sguardo tutti i presenti ed in molti avevano sentito quel timore reverenziale che da sempre il comandante delle zanne \u00a0instillava nei suoi nemici\u2026e non.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<em>Mi hanno chiesto di venire qui e portare alle vostre orecchie un mio aneddoto su Erik, in modo da far ricordare, a modo mio come egli era\u2026 non ho mai pensato che potessi arrivare a tanto\u2026. Non sono proprio un oratore, spero che la mia storia non vi annoi. Prima di iniziare per\u00f2 ecco un mio personale dono al mio compagno: la speciale birra Marlour, con whisky delle Cime! Possa, Erik, accompagnarti nel tuo viaggio\u2026.\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019uomo aveva poi alzato la mano come ad iniziare una bella storia\u2026.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Correvano le ultime decadi dell\u2019Era imperiale, in molti si stavano radunando sotto i vessilli ribelli e preparandosi, tramite scaramucce in ogni dove, a quello che sarebbe stato il glorioso assedio di Falcon.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giovane Alan aveva formato un gruppo suo e, come altri, faceva quello che sapeva fare meglio: pianificava imboscate ai danni dell\u2019impero. A volte attaccava carovane dei vettovagliamenti, a volte rubava armi o dava la caccia a piccoli gruppi di soldati imperiali che si erano persi nei grandi boschi di Gardan\u2026 I suoi metodi non erano sempre onorevoli, ma sicuramente portavano a grandi risultati.<\/p>\n<p>Alan non si era mai voluto unire ad altri gruppi, voleva mantenere una sua identit\u00e0 e un suo modo di fare, e successe alfine che, in un momento di difficolt\u00e0, quando lui e i suoi compagni erano accerchiati e soverchiati dagli sgherri imperiali, qualcuno dovette giungere in soccorso. Fu cos\u00ec che tutti vennero salvati da un altro gruppo capeggiato proprio da Erik MacDussel. E come riconoscenza, Alan ed i suoi uomini rimasero per molto tempo al campo di Erik, imparando a conoscere e rispettare ogni membro di quel gruppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nello specifico, all\u2019arrivo nel gruppo di Lady Ophelia Kerr, una donna guerriera che ben incarnava la donna Gardanita, forte, fiera e bella, Alan si accorse di voler instaurare con lei un legame ben pi\u00f9 forte del mero rispetto e amicizia.<\/p>\n<p>Col passare del tempo, fece di tutto per tentare di coltivarlo; combattendo a fianco di Erik, arrivando a grandi vittorie e formando un esercito, riuscendo ad unire sotto lo stendardo lacero dell\u2019Orsa bianca, quasi tutti i patrioti Gardaniti che incontravano nel cammino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Purtroppo, per\u00f2, non sempre le cose vanno come si vuole, e Alan\u00a0 scopr\u00ec suo malgrado, che la giovane Ophelia aveva occhi solo per il possente cavaliere e probabilmente, presto o tardi anch\u2019egli avrebbe ricambiato quelle attenzioni.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo non era avvezzo a perdere una sfida, ma nemmeno a covare risentimento per chi lo aveva salvato e che riteneva amico. Decise di parlare quindi con il cavaliere; un giorno quindi port\u00f2 Erik in una piana e prese la parola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<em>Amico mio, so che in questo momento, ora che manca cos\u00ec poco a radunare tutta Gardan sotto il vessillo dell &#8216;Orsa bianca, non si dovrebbe pensare ad altro\u2026 ma sono giorni, mesi che non penso che a lei&#8230; Qual&#8217;\u00e8 il tuo rapporto con Lady Ophelia? C\u2019\u00e8 qualcosa fra voi che ancora non conosco?\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Erik alle parole dell&#8217;amico rimase in prima battuta stupito, poi, cercando di recuperare il sangue freddo, rispose:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cAlan, mi spiace molto per questa situazione, ma gi\u00e0 da tempo ho intenzione di unire il mio cammino a quello di Ophelia \u2026non nascondo che voglio chiederle, quando tutto sar\u00e0 finito, di costruire una famiglia insieme&#8230; Nondimeno posso capire cosa provi, non voglio perdere una persona della tua risma ma non posso assolutamente cederti quello che vuoi. Siamo in uno stallo da cui non riusciremo ad uscirne, ti propongo quindi una cosa: due uomini arrivati a questo punto possono risolvere la questione solo ed esclusivamente con un duello, duello che decider\u00e0 tutto. So che se ne parlassimo con Ophelia lei ci metterebbe a tacere a schiaffi, ma voglio, amico mio, che tu sia in tutto sereno con te stesso, voglio darti questa possibilit\u00e0&#8230; ognuno combatter\u00e0 con le proprie armi a te spetta solo scegliere dove e quando\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Alan alle parole del compagno era totalmente sbiancato, eppure in cuor suo sapeva che il buon Erik stava facendo tutto ci\u00f2 per lui, per dargli una possibilit\u00e0, per permettergli di rimanere amici&#8230; A-M-I-C-I, quella parola Alan l&#8217;aveva compresa solo con Erik, da quando si erano incontrati a quel momento, Alan per lui avrebbe marciato anche all&#8217;inferno eppure non poteva passare sopra questa cosa, sapeva che se non ci provava la loro amicizia sarebbe finita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cBene, dunque. Domani all&#8217;alba, in questa radura, combattimento all&#8217;ultimo sangue, senza regole, chi vince prende tutto; a chi perde spetta solo il gelido abbraccio della terra\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Avrebbe voluto dire altre mille cose, eppure ancora una volta non riusciva ad esternare i propri sentimenti, troppo fiero dell&#8217;amicizia ed il rispetto che provava per il compagno.<\/p>\n<p>La notte, Alan la pass\u00f2 in bianco a \u201cLAVORARE\u201d ad una strategia per vincere contro il possente Erik, sapeva che sarebbe stato uno scontro difficile ed in ogni momento, anche un piccolo sbaglio lo avrebbe portato alla morte. Il suo avversario era superiore a lui in forza ma peccava in agilit\u00e0; avrebbe combattuto con ascia e martello; un colpo di martello ben assestato \u2026 mentre l&#8217;ascia \u00e8 l&#8217;arma giusta per tagliare e squarciare le pesanti armature. Tutto questo unito al \u201cLAVORO\u201d che aveva fatto quella notte sarebbe stata la carta vincente&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mattina seguente entrambi i combattenti si erano trovati alla radura, Alan era gi\u00e0 nel mezzo dello steccato, era equipaggiato con un giustacuore di cuoio indurito, un&#8217;ascia, un martello e aveva alla cintura quattro pugnali da lancio.<\/p>\n<p>Erik, dal canto suo aveva una corazza completa da fante, un elmo e uno spadone. Appena giunto in loco il cavaliere aveva notato dei piccoli cambiamenti nel terreno del luogo, terra smossa, delle foglie che il giorno prima non c&#8217;erano, dei piccoli sassi impilati, e sapeva bene che Alan sovente preparava i luoghi dove combattere per sfruttare al meglio le sue capacit\u00e0; in quel duello si sarebbe aspettato anche un fossato con un coccodrillo!<\/p>\n<p>I due compagni si salutarono, e lo scontro ebbe inizio. Erik caric\u00f2 a testa bassa, facendo in modo di evitare la terra smossa e le pile di sassi, non accorgendosi che era proprio quello che Alan voleva! L\u2019altro, come prima cosa gett\u00f2 della sabbia negli occhi del compagno per accecarlo, poi lanci\u00f2 un coltello nel mezzo di una delle pile, facendo scattare la trappola che aveva architettato!<\/p>\n<p>Una parte di terreno dove Erik si era fermato era franata, rivelando una buca profonda e irta di pali di legno che avevano ferito le gambe dell\u2019uomo. Mentre Alan aspettava che l\u2019uomo si facesse forza per uscire aveva proferito solo poche parole:<\/p>\n<p><em>\u201dIn una guerra non c\u2019\u00e8 onore, non c\u2019\u00e8 amicizia e soprattutto la morte non guarda in faccia nessuno\u2026.\u201d <\/em><\/p>\n<p>Avrebbe potuto finire il compagno l\u00ec, invece attese che Erik uscisse dalla buca e, vedendo le pesanti ferite che l\u2019uomo aveva alle gambe, si spost\u00f2 rapidamente sull\u2019altro lato dello steccato, aspettando l\u2019arrivo dell\u2019Orso.<\/p>\n<p>Erik dal canto suo non poteva far altro che inseguire l\u2019uomo cercando di portarlo a tiro del suo spadone; ogni volta che riusciva ad avvicinarsi per\u00f2 Alan usava qualche strano mezzo per ferirlo e scappare dall\u2019altro lato dello steccato; un vero attacco mordi e fuggi.<\/p>\n<p>Ormai erano diversi minuti che lo scontro andava avanti cos\u00ec, ed Erik era ferito e stanco, ancora poco avrebbe potuto andare avanti in quella maniera; Alan lo sapeva e fu per questo che sferr\u00f2 il suo primo vero attacco, deciso, letale: affond\u00f2 una poderosa martellata nel fianco di Erik, piegando in dentro la corazza ed impedendogli di fare movimenti con tutto il lato destro del corpo!<\/p>\n<p>Fatto questo abbass\u00f2 le armi e prese la parola:<\/p>\n<p>\u201c<em>Erik, indubbiamente sei un guerriero migliore di me, mai riuscirei a resistere a tutte queste ferite\u2026 nondimeno, la mia tattica \u00e8 vincente e il prossimo colpo sar\u00e0 letale, finiamola qui; concedimi quello che mi hai promesso\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In tutta risposta, il cavaliere afferr\u00f2 un lembo dell\u2019armatura con la mano trappandosela di dosso, rompendo le cinghie che la tenevano\u2026<\/p>\n<p><em>\u201cNon credere, Alan, che bastino questi graffi per fermarmi! Lo scontro inizia ora, avresti fatto meglio ad uccidermi quando potevi! Ora ti dimostrer\u00f2 che l\u2019Orso \u00e8 implacabile con le proprie prede\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Ancora una volta ci furono un fendente di spadone e una parata a due armi di Alan, lo scontro and\u00f2 avanti cos\u00ec per diverso tempo, con Erik che ormai aveva il fiatone per la stanchezza e le ferite, e Alan ancora fresco come una rosa. Infine, stremato, Erik decise di assalire l\u2019uomo con colpi possenti, finalmente mandando in frantumi l\u2019ascia e in seguito spezzando il martello. Quando sembrava che lo scontro fosse finito, Alan estrasse i due pugnali anche se ormai sapeva che non ce l\u2019avrebbe fatta.<\/p>\n<p><em>\u201cNon hai pi\u00f9 speranze Alan, fermati ora e ti risparmier\u00f2 la vita! Osa andare\u2026 avanti e troverai la morte\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Alan, con sguardo fiero, lanciando un pugnale in un\u2019altra pila di sassi replic\u00f2 con fare beffardo<\/p>\n<p>\u201c<em>Ancora hai da affrontare il coccodrillo che ho appena liberato Erik, non cantar vittoria troppo presto\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Ecco \u2013 Pens\u00f2 Erik -Il coccodrillo. Lo sapeva! Sapeva che lo teneva da qualche parte come asso nella manica, ne aveva catturato uno pochi mesi prima per usarlo contro gli imperiali ma ancora non ne aveva avuto la possibilit\u00e0\u2026 e mentre Erik era disorientato e si guardava intorno per scorgere la creatura erano giunte due pugnalate, una alle gambe e una al braccio, impedendo cos\u00ec la possibilit\u00e0 di usare il grosso spadone\u2026<\/p>\n<p><em>\u201cBugia, amico mio, ti volevo solo distrarre! Tranquillo, in questo duello siamo solo io e te\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Quello che ne venne dopo fu un corpo a corpo senza armi che port\u00f2 allo stremo i due pretendenti; Erik era gi\u00e0 ferito e quasi senza forze, quindi la sua proverbiale forza stava scemando, Alan era stanco e aveva preso gi\u00e0 diversi pugni in piena faccia\u2026 Il prossimo scambio sarebbe stato forse l\u2019ultimo.<\/p>\n<p>Erik placc\u00f2 Alan con una solida \u201cPresa dell\u2019Orso\u201d, tecnica di cui si vantava spesso, immobilizzandolo. Alan schiumava per il dolore, non riuscendo a respirare e non poteva far altro che dare testate nel volto al proprio avversario\u2026<\/p>\n<p>Purtroppo non tutto va come si pianifica, Alan lo sapeva bene, come sapeva che non sarebbe riuscito ad abbattere il compagno, per lo meno senza cercare di ucciderlo! Anche se l\u00ec per l\u00ec la tentazione era forte\u2026alla fine cadde svenuto, tra le possenti braccia dell\u2019Orso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alan si svegli\u00f2 con un gran mal di testa e stupito di essere ancora vivo! Non riusciva a capacitarsi del perch\u00e9 \u2026 Le regole erano chiare: a chi vince spetta tutto!!!<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 Lontano Erik ,in piedi, aspettava che l\u2019amico si riprendesse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cNon so chi diavolo ti abbia insegnato a combattere Alan, ma sicuramente \u00e8 un cavolo di demone! Sei un fottuto stronzo\u2026 Ciononostante, come da regola, chi vince ha tutto: quello che voglio da te, \u00e8 il tuo apporto in questa cerca. In qualit\u00e0 di vincitore, esigo che tu creda in Gardan, che tu creda in me, e che tu serva per sempre la nostra patria\u2026 Solo questo sar\u00e0 il tuo amore!!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>***<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Erano diversi giri di clessidra che Alan se ne stava zitto sul pulpito, quasi stesse ricordando qualcosa, quasi paralizzato, prima di proferire queste poche semplici parole\u2026<\/p>\n<p><em>\u201cChe tu serva per sempre la nostra patria, solo quello sar\u00e0 il tuo amore\u2026 Addio Erik, amico mio, spero che dove andrai ci saranno tante battaglie da combattere\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Tutti, nella stanza, allungarono gli occhi, per vedere se almeno una piccola lacrima sarebbe scesa dal volto di Alan. Nessuno la vide, il comandante delle zanne le aveva consumate tutte molti anni addietro, quando decise di rinunciare a tutto per Gardan\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<em>Con questo mi accingo a modificare in parte quello che ho sempre detto sul chiunque voglia prendere il mio posto di comandante delle zanne: esigo che mi sia portato un premio per poter principiare il duello, lo stesso premio che io, oggi, porto al defunto Erik MacDussel per rinsaldare la promessa che un tempo gli feci\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo l\u2019uomo sleg\u00f2 il grande sacco che portava con s\u00e8\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cQui dentro ci sono 10 teste di Hobgoblin, che io stesso ho strappato dai corpi di quelle abbiette creature! Chiunque voglia il mio posto, dovr\u00e0 per lo meno fare altrettanto! Erik mi ha dato la possibilit\u00e0 di decidere come gestire le zanne, questa \u00e8 la mia risposta, in sua memoria\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OPHELIA Fu la prima ad alzarsi dalla panca su cui era rigidamente seduta, accanto ai suoi tre figli, e al nipote Garreth. Si diresse con passo fermo fino in cima alla navata, per tenere il tanto atteso discorso. 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