{"id":1468,"date":"2015-03-11T01:27:34","date_gmt":"2015-03-10T23:27:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=1468"},"modified":"2023-09-28T16:14:58","modified_gmt":"2023-09-28T14:14:58","slug":"ouroboros","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/ouroboros\/","title":{"rendered":"Ouroboros."},"content":{"rendered":"<p>Il turbante scarlatto si sciolse, ed un nastro di garza fin\u00ec sul naso del bimbo. Infastidito tent\u00f2 frettolosamente di sistemarlo, senza emettere un suono, nel timore\u00a0di perdersi anche solo una parola di quella strana donna dall&#8217;accento straniero.<\/p>\n<p>&#8220;Non \u00e8 vero! Non pu\u00f2 esistere un muro tanto grande!&#8221; Si lament\u00f2 la bambina accanto a lui, con una striminzita camicina damascata, mentre incrociava le braccia sul petto, in segno di protesta per quell&#8217;attentato alla sua intelligenza.<\/p>\n<p>&#8220;Shhh!&#8221; Protest\u00f2 il bambino che lottava con la garza del suo turbante &#8220;Lasciala finire, no?&#8221; A lui piacevano le storie, e voleva sentire il resto.<\/p>\n<p>&#8220;Un muro del genere affonderebbe nella sabbia, razza di credulone!&#8221; Ribatt\u00e8 con saccenza un altro ragazzino, che con la sua tunichina scura, seduto un po&#8217; in disparte, sfoggiava con orgoglio un cappello a tesa larga, di un paio di misure pi\u00f9 grande del suo cranio irto di capelli castani.<\/p>\n<p>Urania rise, seduta all&#8217;ombra della palma, mentre il brusio nel gruppo di bambini assiepati sulle stuoie cresceva. Sir Vael, seduto poco distante, assapor\u00f2 cos\u00ec la prima risata sincera dopo due giorni.<br \/>\nDopo che la sera precedente, alla locanda, l&#8217;aveva vista mangiare in punta di forchetta lo stretto necessario per non apparire scortese. Sempre per lo stesso motivo l&#8217;aveva vista titubante allungare le dita nella grande ciotola comune, dove i commensali si servivano con le mani di piccole polpette di cereali cotti.<br \/>\nAveva provato a rifiutare, ma Vael aveva fatto leva sullo scambio di tradizioni, quarto cardine equestre, e nello stesso modo l&#8217;aveva convinta a saggiare il liquore di latte di cammello, e persino a battere le mani ai ritmi liquidi dell&#8217;esotica musica Athariana.<br \/>\nUrania era stata un&#8217;ospite cortese, aveva sorriso quando era il caso, mostrato interesse e rispetto per ogni peculiarit\u00e0 di quell&#8217;angolo di Athar che Sir Vael, con<br \/>\norgoglio, le illustrava. Mai una parola fuori posto, mai un gesto sopra le righe.<\/p>\n<p>Ma ora se la rideva di gusto, davanti a quei bambini.<br \/>\n&#8220;Ma no! Non esiste la sabbia a Thersa!&#8221; disse la donna, divertita.<br \/>\nImmediatamente cadde il silenzio tra i fanciulli, persino quello pi\u00f9 piccolo, che sinora era sembrato concentrato solo sui biscotti portati dalla donna, smise di masticare e la fiss\u00f2 incredulo con i grandi occhi blu, sotto una zazzera di capelli color miele. Il biscotto gli cadde dalle labbra socchiuse di stupore, spargendone il ripieno di marmellata alle mele sulla tunica azzurra.<\/p>\n<p>Diverse paia di occhi sgranati si fissarono allora su Sir Vael, in cerca di una smentita autorevole a quella che appariva una fandonia bell&#8217;e buona.<br \/>\n&#8220;E&#8217; vero!&#8221; Conferm\u00f2 invece l&#8217;errante &#8220;Non c&#8217;\u00e8 la sabbia a Thersa, io ci sono stato.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Va bene, va bene&#8221; interloqu\u00ec sbrigativo un tipetto biondo e dal colorito poco sano, che cadeva letteralmente dentro ai suoi pantaloni di cotone nero &#8220;Dicevi di questo muro, no?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Si&#8221; riprese la donna &#8220;Si chiama Est-val-lo&#8221; scand\u00ec bene, soprattutto a beneficio di una bimba dal folto caschetto nero e dagli occhi intelligenti, che parevano fatti di cioccolato fuso, che se la rideva di gusto al suono di ogni parola straniera, pronunciata nell&#8217;idioma severo della Torre Scarlatta.<\/p>\n<p>&#8220;B\u00e8, tutta qui la grande potenza thersiana? Un muro di sassi?&#8221; la sfid\u00f2 un fanciullo dinoccolato e dalla voce sottile, che pareva non separarsi mai da un ramo ripulito che fungeva da spada, e con il quale tracciava disegni sulla terra, in foggia di &#8230; galline? Tacchini? Difficile da dire.<\/p>\n<p>Urania rispose con pazienza &#8220;Certamente! Anche perch\u00e8 quel colossale muro \u00e8 il terreno di battaglia dei pi\u00f9 grandi eroi delle nostre terre.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Ioioioio lo so chi sono!&#8221; alz\u00f2 la mano un bimbo vivacissimo, il volto tondo illuminato dai grandi occhi dorati e da un sorriso contagioso, sotto il turbante candido.<br \/>\nOttenuta l&#8217;attenzione generale il bimbo, forte della sua passione per le storie dei cavalieri dell&#8217;Orifiamma, enunci\u00f2 &#8220;Allora, per primo c&#8217;\u00e8 di sicuro il vostro Duca, giusto? Gaspar, no Kaspar Vionessel, che ha un occhio solo, e uno scudo graaaande come quella porta!&#8221;<\/p>\n<p>Urania applaud\u00ec all&#8217;entusiasmo del bimbo &#8220;Bravissimo! Sua Grazia Kaspar Von Hassel \u00e8 un grande eroe di Thersa, noi lo chiamiamo Oberstfurer&#8221;.<br \/>\nUna risatina argentea si lev\u00f2 dalla bimba dai capelli scuri, Urania le strizz\u00f2 l&#8217;occhio e prosegu\u00ec &#8220;Ma non \u00e8 lui il valoroso di cui volevo parlarvi&#8221;<\/p>\n<p>A quel punto i bimbi lo presero per un indovinello, alz\u00f2 la mano il fanciullo che litigava ancora con il suo turbante rosso, e che, nel tanto che ascoltava, tentava di piantarvi in cima una piccola piuma rossa. &#8220;Il capo dei Cavalieri Templari allora, Lady! Si dev&#8217;essere Guiglielmina della Rosa Nera! Si dice che sia forte quanto bella e che abbia lunghi capelli color del sole!&#8221;<\/p>\n<p>Urania, per par condicio, rivolse un applauso anche a lui &#8220;Bravo! Lady Wilhelmina Schwartzrose &#8230;&#8221; La piccola bimba mora ormai si rotolava reggendosi la pancia &#8220;&#8230; \u00e8<br \/>\ndi sicuro una delle lame pi\u00f9 formidabili, nonch\u00e8 una delle donne pi\u00f9 belle del nostro Ducato, e su di lei ci sarebbero mille venture da raccontare, ma non \u00e8 neanche di lei che vi voglio narrare oggi.&#8221;<\/p>\n<p>Urania non aveva i capelli color del sole, come la sua augusta parente, erano piuttosto di un indefinito color biondo cenere e persino Sir Vael, non avvezzo a notare<br \/>\ncose del genere, si era accorto di come la Lady avesse imbrigliato ogni forma di femminilit\u00e0 di quei boccoli in una lunga ed austera treccia.<br \/>\nInoltre, ligia alla tradizione equestre, dopo la sua investitura si era cinta la fronte, ed aveva scelto un semplice cerchio di ottone, stretto come l&#8217;anello di una catena, che pareva volerne contenere ogni singolo stato d&#8217;animo.<br \/>\nIl Cavaliere non sembrava apprezzare tali cambiamenti, ma per rispetto non aveva commentato.<\/p>\n<p>Di nuovo una voce infantile si lev\u00f2 sopra le altre &#8220;Forse lo so io allora &#8230;&#8221; Urania quasi sobbalz\u00f2, perch\u00e9 le parole provenivano da dietro il tronco su cui era poggiata. Fece capolino un bimbo magrissimo, dal naso appuntito e dallo sguardo castano. Aveva un fare quasi insinuante e la donna avrebbe giurato di fronte agli Astri di non averlo mai visto dal suo arrivo all&#8217;Orfanotrofio. &#8220;Ti riferisci a Lady Logan la Rossa, non \u00e8 vero?&#8221;<\/p>\n<p>Prima che Urania potesse replicare sbott\u00f2 spazientito il bimbo ombroso dal cappello a tese larghe &#8220;Gardan, santo cielo! Gardan! Lady Logan \u00e8 la duchessa di Gardan, non<br \/>\n\u00e8 di Thersa &#8230;&#8221; concluse chiudendosi nel suo rammarico per l&#8217;altrui ignoranza e volt\u00f2 le spalle alla donna e al suo racconto, ma ascoltava ugualmente.<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; vero, e neanche di Lady Logan parleremo oggi, ma di eroi che per la nostra terra sono altrettanto grandi, nobili ed importanti.&#8221;<\/p>\n<p>I bimbi si zittirono nell&#8217;attesa, non avevano mai sentito di eroi pi\u00f9 importanti di quelli, e anche Sir Vael inclin\u00f2 la testa, curioso di capire dove Lady Urania volesse andare a parare.<\/p>\n<p>&#8220;I pi\u00f9 intrepidi e valorosi sono quelli come voi, si chiamano infatti Legione degli Orfani. Tra di loro vi sono cavalieri erranti, ma soprattutto uomini e donne talmente preparati e coraggiosi, da essere gli unici in grado di sopravvivere e combattere dietro le linee nemiche, oltre le mura dell&#8217;Estvallo, nelle lande desolate della Terra di Nessuno.<br \/>\nEssi non hanno grandi scudi e panoplie luccicanti, ma solo medaglie di ferro al collo, con una singola parola thersiana che diventa il loro nome ed il loro unico usbergo.<br \/>\nNon hanno capitani, non hanno marescialli o generali, ma sono tutti fratelli tra loro.<br \/>\nNon hanno statue nelle piazze, od onorificenze appuntate al petto, ma ogni thersiano sa bene che se di notte pu\u00f2 riposare sotto il proprio tetto, sulla sacra terra della Torre Scarlatta, lo deve alla Legione degli Orfani, che di quella stessa notte \u00e8 composta, che da quella stessa notte \u00e8 protetta e che in quella stessa notte far\u00e0 scempio dei malvagi che premono sui nostri confini.<br \/>\nSacrificano tutto per la loro battaglia, financo i loro ricordi pi\u00f9 cari, se necessario, senza bardi che ne cantano le gesta, o parenti che ne attendano il ritorno.<br \/>\nDunque non solo nobili Cavalieri, splendenti di fama, ma questi, bambini miei, sono i pi\u00f9 grandi eroi thersiani, nei cuori della gente luccicano le loro medaglie d&#8217;oro, in ogni cittadino di Thersa hanno genitori o figli, ed in ogni prece agli Astri vengono ricordati. A tutti noi, nobili o plebei, loro insegnano il vero Coraggio.&#8221;<\/p>\n<p>Il giovane auditorio taceva, la donna straniera si alz\u00f2 puntellandosi sulla sua alabarda e li lasci\u00f2 ai loro pensieri.<\/p>\n<p>Si diresse verso la volenterosa rettrice di quell&#8217;opera pia, Safyia, di cui Sir Vael le aveva parlato. Incontr\u00f2 i suoi occhi scuri, che ora la squadravano con una curiosit\u00e0 assai diversa, dalla gentile ospitalit\u00e0 con cui l&#8217;aveva accolta quella mattina al suo arrivo con Vael.<\/p>\n<p>Le porse la mano, Urania la prese per salutarla e Safyia le disse &#8220;Vael non faceva ritorno qui da quando Sir Ahmed non lo trascin\u00f2 via in lacrime, tanto tempo fa. Tra i singhiozzi mi promise che sarebbe tornato, un giorno, accompagnato da un vero Cavaliere e &#8230;&#8221;<br \/>\nUrania la interruppe con un sorriso &#8220;Ha mantenuto la sua promessa, e sono onorata di aver scortato quel &#8216;vero Cavaliere&#8217; qui oggi.&#8221;<br \/>\nIndic\u00f2 con lo sguardo Vael che, attorniato dai bambini di nuovo vivaci e turbolenti, mostrava loro mosse e contromosse sfidandoli con ramoscelli di ginestra.<\/p>\n<p>Urania non pot\u00e8 non pensare al giorno in cui lo conobbe, ormai anni prima, quando, durante la veglia di Lady Karoline, raccont\u00f2 di un pomeriggio felice della sua\u00a0infanzia, in cui lui e i suoi compagni, in quello stesso orfanotrofio, ascoltarono storie di cavalieri e mangiarono biscotti. La donna, guardando quella scena, ricord\u00f2\u00a0le esatte parole e la voce un po&#8217; commossa, con cui, quella notte, concluse il suo racconto: &#8216;&#8230; e quel giorno ci siamo proprio divertiti&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il turbante scarlatto si sciolse, ed un nastro di garza fin\u00ec sul naso del bimbo. Infastidito tent\u00f2 frettolosamente di sistemarlo, senza emettere un suono, nel timore\u00a0di perdersi anche solo una parola di quella strana donna dall&#8217;accento straniero. &#8220;Non \u00e8 vero! 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