{"id":15,"date":"2006-10-09T15:43:00","date_gmt":"2006-10-09T15:43:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=7"},"modified":"2006-10-09T15:43:00","modified_gmt":"2006-10-09T15:43:00","slug":"lo-straniero-e-la-fanciulla-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/lo-straniero-e-la-fanciulla-i\/","title":{"rendered":"Lo straniero e la fanciulla &#8211; I"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\"><em>Apr&igrave; gli occhi. Gli cost&ograve; uno sforzo indicibile, farlo. Una luce sottile impregnava la stanza, ma la testa gli martellava troppo perch&eacute; potesse rendersi conto di dove si trovasse. Gli sembrava di avere centinaia di migliaia di aghi conficcati nel cervello e&hellip; o era stato due giorni fa? O sette? O cento?<br \/>\nNon se lo ricordava minimamente. Non riusciva nemmeno a muoversi. Non era sicuro di poterlo ancora fare. Gli sembrava di essere avvolto in un cunicolo foderato di stoffa, calda e avvolgente, ma non era sicuro di rendersene conto. Accanto a lui pass&ograve; un&rsquo;ombra, come un refolo di vento, e poi un&rsquo;altra ombra, e poi un&rsquo;altra ancora&hellip; ma forse era sempre la stessa?<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La fanciulla si muoveva leggera nella piccola tenda che aveva tutta l&rsquo;aria di essere un&rsquo;infermeria. Le sue mani, delicate seppur di pelle scura, abituata al picchiare incessante del sole, si muovevano con attenzione mentre maneggiavano erbe essiccate e sminuzzate, piccole fiale, pezze intrise di liquido dall&rsquo;odore molto forte. Di tanto in tanto gettava un occhio preoccupato al suo assistito, un uomo dall&rsquo;et&agrave; indefinibile che doveva aver visto la morte in faccia molto pi&ugrave; di una sola volta nell&rsquo;arco dell&#8217;ultima luna: denutrito eppur ben scolpito, dagli occhi incavati come quelli di un cadavere ma di un azzurro meraviglioso, quasi completamente reso calvo da chiss&agrave; quale dolore e solcato da profonde cicatrici, ma con denti incredibilmente sani, leggermente appuntiti, quasi perfetti. E sembrava ci fosse qualcosa in lui che&hellip;<br \/>\nSi accorse finalmente che il suo paziente si era svegliato. Roteava gli occhi con evidente sforzo, pens&ograve; la ragazza. Era bene tranquillizzarlo subito, o poteva agitarsi e gli sarebbe stato letale.<br \/>\nIn un comune piuttosto approssimativo e dall&rsquo;accento esotico si rivolse a lui, avvicinandosi lentamente.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&ldquo;Ben svegliato, straniero. Non aver timore. Sei nostro ospite, e da noi l&rsquo;ospite &egrave; sacro, quindi nessuno ti far&agrave; alcun male.&rdquo; Sorrise.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>Cos&rsquo;era quel suono? Che cosa gli ricordava? Ma gli ricordava qualcosa?<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>No, erano solo stridi, ghigni, urla grottesche e strazianti quelle che riusciva a richiamare alla sua mente, ma sentiva che qualcosa gli sfuggiva, nella sua memoria. Erano grossi spilloni che si conficcavano nella sua carne e le sue stesse urla che rimbombavano in una caverna come questa&hellip; no, aspetta, non si trovava in una caverna&hellip; no, qui era caldo, e l&rsquo;odore non era sgradevole&hellip; odore? Quale odore? Com&rsquo;&egrave; che il suo naso si arricciava di piacere? Chi gli aveva comandato di farlo?<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Si avvicin&ograve; ancora all&rsquo;uomo, mettendosi in modo che lui potesse vederla bene in faccia.<br \/>\n&ldquo;Stiamo cercando di curarti&hellip; il Grande Deserto per&ograve; non perdona gli sprovveduti&hellip;&rdquo;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>Ancora una maschera distorta e ghignante si abbassava su di lui&hellip; NO! NON VOGLIO, NON MI AVRAI MALEDETTO! DEVO MUOVERMI, MUOVERMI, MUOVERMI!!! Ma non ci riusciva, e il suo respiro si faceva sempre pi&ugrave; affannoso. Ma c&rsquo;era qualcosa che gli sfuggiva. C&rsquo;era qualcosa di diverso. Forse un&rsquo;altra malia, forse un altro esperimento, forse&hellip; <\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&ldquo;Eri coperto dalla polvere, e deliravi. Ti abbiamo trovato due giorni fa, e non hai mai ripreso conoscenza, fino ad adesso&hellip;&rdquo;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>Non sapeva come fosse possibile, eppure piano piano capiva il significato dei suoni che percepiva. Il respiro si fece di nuovo pi&ugrave; lento, concentrato com&rsquo;era sull&rsquo;idea nuova dell&rsquo;atto del comprendere. Era disorientato. Ma forse stava riprendendo un minimo di lucidit&agrave;. Forse ora ricordava&hellip;<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&ldquo;Devi averne passate di tutti i colori&hellip;&rdquo;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>Ma s&igrave;, certo. I ricordi per un attimo diventarono nitidi. Ricordava di esser scappato. Ma lui non l&rsquo;aveva inseguito. Gli altri s&igrave; e lui no. E poi? E poi non si ricordava. Ma lui chi? Lui cosa?<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&ldquo;Comunque sia ti prometto che non mi allontaner&ograve; da te nemmeno per un secondo e far&ograve; quanto &egrave; in mio potere per curare le tue ferite&hellip;&rdquo;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>No, adesso non capiva. Adesso tornava nel buio. Per&ograve; aveva capito che era altrove. Ma chi era questa maschera distorta che aleggiava sopra di lui? Uno spirito malefico? Un demone? Un angelo della Morte? Che cosa&hellip;<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&ldquo;Riesci a parlare? Puoi sentirmi?&rdquo;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>No, non riusciva a parlare. Non poteva nemmeno muoversi. Non era sicuro di saperlo fare. Non poteva far altro che rivolgere il suo sguardo alla maschera, implorandola di non colpirlo pi&ugrave;, di non tormentarlo pi&ugrave; con quei lunghi aghi, di non fargli pi&ugrave; ingerire misture vomitevoli che a stento lo lasciavano vivo&hellip; di lasciarlo quindi morire in pace, perch&eacute; non ne poteva pi&ugrave; e sentiva nuovamente le forze mancargli.<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La fanciulla osserv&ograve; preoccupata i lineamenti dell&rsquo;uomo, contorti in una smorfia di supplica e di terrore e sospir&ograve; lievemente. Regalandogli uno dei suoi migliori sorrisi, socchiuse le palpebre e sussurr&ograve;:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&ldquo;Dormi adesso, ospite gradito&hellip; sia che tu possa andartene con le tue gambe su queste terre mortali, sia che tu venga preso per mano dagli spiriti dei tuoi avi, sar&ograve; il tuo angelo custode finch&eacute; non sarai in grado di andartene dal Grande Deserto&hellip; e, a proposito, il mio nome &egrave; Jessenia&hellip; Jessenia Tensh&rsquo;Elijh.&rdquo;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">L&rsquo;uomo perse nuovamente i sensi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apr&igrave; gli occhi. Gli cost&ograve; uno sforzo indicibile, farlo. Una luce sottile impregnava la stanza, ma la testa gli martellava troppo perch&eacute; potesse rendersi conto di dove si trovasse. 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