{"id":1853,"date":"2018-03-08T17:57:54","date_gmt":"2018-03-08T16:57:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=1853"},"modified":"2018-03-08T17:58:27","modified_gmt":"2018-03-08T16:58:27","slug":"gelo-del-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/gelo-del-ritorno\/","title":{"rendered":"Il gelo del ritorno"},"content":{"rendered":"<p>Era la seconda volta che tornava a Port Anchor negli ultimi due anni. Le prime due dopo trent\u2019anni di confino auto inflitto.<br \/>\nEra scappato da ragazzo e tornava da uomo maturo. Era fuggito da reietto ed era tornato come nobile di una terra straniera, ben visto dai Signori dell\u2019Indomito. Aveva giurato che mai pi\u00f9 avrebbe messo piede in quei vicoli che parevano non essere cambiati di una virgola.<br \/>\nLe persone, per\u00f2. Chi era un uomo nel fior degli anni, adesso era ingrigito e curvo. Chi gi\u00e0 contava gli inverni, pi\u00f9 che le primavere, ormai era al fianco di Volk\u2019ar.<br \/>\nQualcuno incroci\u00f2 lo sguardo e parve soffermarsi sulla sua figura per qualche istante in pi\u00f9. Magari erano le vesti straniere, forse un po\u2019 troppo leggere oppure era qualche compagno di giochi d\u2019infanzia che si domandava dove avesse gi\u00e0 visto quel volto.<\/p>\n<p>Presso le grandi Podest\u00e0 in cui aveva vissuto stabilmente, aveva imparato a comunicare con le genti cos\u00ec diverse da come era lui.<br \/>\nA Valdemar era riuscito ad apprendere solo un po\u2019 di quel vernacolo che non riusciva proprio a mandare gi\u00f9 e, pi\u00f9 che dalle parole che usava per il suo vecchio lavoro, era rimasto segnato dalle parole e dalle espressioni coniate dall\u2019antica nobilt\u00e0 del Pentarca, usate per descrivere in un nonnulla una concetto pi\u00f9 ampio e dalle sfaccettature nascoste.<br \/>\nUna di queste era \u201cD\u00e9j\u00e0 vu\u201d. Voleva dire, tradotto brutalmente, \u201cgi\u00e0 visto\u201d ma pi\u00f9 che un ricordo era una sensazione di ricordo. Era il credere di aver visto, senza che questo potesse essere accaduto. Essere stati senza esserlo, aver sperimentato senza aver provato nulla di pi\u00f9.<br \/>\nAdesso, in questi vicoli, lui si sentiva un D\u00e9j\u00e0 vu per quelli che incrociava, cos\u00ec come sentiva parimenti tutto ci\u00f2 che lo circondava, una sensazione provata da altri.<br \/>\nAd un tratto, quando arriv\u00f2 innanzi alla magione che conosceva a menadito, si ferm\u00f2 di scatto.<br \/>\nI suoi sensi, acuiti dalle ultime lune, avevano avvertito qualcosa che lo port\u00f2 a guardarsi indietro, oltre le orme lasciate sulla neve che stava cadendo, e cercare con gli occhi conferme di quanto aveva avvertito con le orecchie.<br \/>\nPresto si palesarono da dietro un angolo un gruppo di persone che poteva riconoscere da molto lontano. Eterogeneo come pochi.<br \/>\nErano alcuni suoi compagni di Ventura, che sicuramente stavano dirigendosi verso la magione Von Khratos per partecipare al cordoglio dei loro compagni. Volk Hari e Volka Viktorya.<br \/>\nLesto si butt\u00f2 in un vicoletto secondario e si volt\u00f2 spalle al muro. Il sole ormai destinato a morire all\u2019orizzonte e la dimensione del pertugio lo aiutarono a scomparire.<br \/>\nRapidi e molto pi\u00f9 silenziosi del solito, passarono quasi in rassegna una decina di armati e sapienti, fino ad arrivare al cancello di casa ed essere accolti dai padroni della stessa.<br \/>\nAnche Erigas aveva notato e apprezzato l\u2019uso di singoli termini per rappresentare qualcosa di pi\u00f9 ampio, ma al contrario con i termini degli Eredi, lo avevano impressionato quelli che venivano dal basso, dal Pueblo.<br \/>\n\u201cCondolencia\u201d voleva dire \u201ccordoglio\u201d tradotto in modo brutale. Ma il significato vero, secondo il suo modesto e illetterato punto di vista, era \u201ccon dolore\u201d, inteso non come \u201csto facendo la mia vita di tutti i giorni per\u00f2 sappi che provo\/ho provato dolore quando ho saputo dell\u2019accadimento\u201d ma inteso come \u201cho il dolore dentro di me\u201d. La differenza era una sfumatura indecifrabile. Quella stessa differenza che un nobile valdemarita poteva notare tra le sfumature papier de sucre, bleau clair e ciel bleau.<br \/>\nIn questo momento, gli Zakhody e i Grandi Randelli, stavano esprimendo la loro Condolencia ai loro cari amici, compagni e fratelli d\u2019arme. E al loro Padre.<br \/>\nDmitrij era riconoscibile anche a distanza di oltre trent\u2019anni. Il volto scolpito dalle avversit\u00e0 troneggiava fiero sullo sfondo della grande pira funeraria e il mezzo secolo di vita, inclemente come il cielo di quel gelido pomeriggio, pareva ora passargli innanzi agli occhi come una processione di spettri.<br \/>\nDalla distanza a cui si trovava, non riusc\u00ec a comprendere ci\u00f2 che venne detto, ma vide suo nipote accorrere da dentro la casa a cercare di portare via con s\u00e9 il padre, rimasto sotto la bufera. Ovviamente non riusc\u00ec a smuovere il vecchio Dmitrij da innanzi l\u2019ultima vista di sua moglie, ma lo affianc\u00f2 e attese con lui il momento giusto.<br \/>\nI suoi nipoti erano cresciuti. Molto.<br \/>\nForse grazie a loro, prima o poi sar\u00e0 possibile giungere alla \u201c\u043c\u0438\u0440\u201d \u201cpace\u201d.<br \/>\nEra il caso di andarsene. Diventare un vecchio congelato in un vicolo non era proprio la sua massima aspirazione.<br \/>\nE ancora non aveva nessuno che gli avrebbe preparato una pira funeraria.<br \/>\nMa magari un giorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era la seconda volta che tornava a Port Anchor negli ultimi due anni. Le prime due dopo trent\u2019anni di confino auto inflitto. Era scappato da ragazzo e tornava da uomo maturo. 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