{"id":1925,"date":"2018-08-05T14:19:19","date_gmt":"2018-08-05T13:19:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=1925"},"modified":"2018-08-05T14:20:52","modified_gmt":"2018-08-05T13:20:52","slug":"cinque-fasi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/cinque-fasi\/","title":{"rendered":"\u0412\u041e\u0419\u041d\u0410: CINQUE FASI"},"content":{"rendered":"<p><em>&#8211; Non capisco Monna Celina&#8230; Sta l\u00ec, fa il suo dovere, ma \u00e8 come se non fosse davvero qui&#8230; da quando la squadra \u00e8 tornata una settimana fa ha questo sguardo vuoto, distante, non la riconosco pi\u00f9!<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Capo Barnim&#8230;<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Ma sar\u00e0 per via di Hernando? Non \u00e8 mica il primo che abbiamo perso, e di certo non sar\u00e0 l&#8217;ultimo!<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Capo Barnim&#8230; les morts ne sont pas tous egaux.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Come?<\/em><br \/>\n<em>&#8211; I morti non sono tutti uguali.<\/em><\/p>\n<blockquote>\n<h5><em>1. NEGAZIONE\/RIFIUTO<\/em><br \/>\n(in principio si nega il lutto come naturale meccanismo di difesa)<\/h5>\n<\/blockquote>\n<p><em>NO!<\/em><br \/>\nUn grido e l&#8217;arma raffazzonata di Eliot vol\u00f2 verso la balaustra del castello, impattando contro il terreno senza alcuna eleganza. Come quella ridicola giornata. Come la morte. La morte non \u00e8 mai elegante.<\/p>\n<p>Non era andata cos\u00ec, era un trucco, un modo per sfuggire a quei fastidiosi assassini che li avevano tormentati tutto il giorno, un espediente astuto che solo lei, la sorprendente Zoya poteva aver escogitato. S\u00ec, ma certo! Sotto quel copricapo eccezionalmente e inutilmente grande pulsava un cervello raffinato e geniale, era tutta una meravigliosa sciarada e &#8211; <em>ovvio no?<\/em> &#8211; a loro non era stato detto nulla perch\u00e9 in nessun altro modo si poteva assicurare &#8211; <em>gran donna, nevvero?<\/em> &#8211; un dolore genuino e credibile nei presenti! Brillantissimo piano! Perch\u00e9 non pu\u00f2 essere nient&#8217;altro, giusto? <em>Non<\/em> esiste, <em>n\u00e9 ora n\u00e9 mai, che quello sia un corpo svuotato di ogni vita, non esiste che Yagosh non ne sappia qualcosa, piccolo paraculo che non \u00e8 altro, non esiste che questa sia la conclusione di questa giornata, non esiste perch\u00e9 se cos\u00ec fosse niente, NIENTE avrebbe senso! Quindi la rivedremo, oh s\u00ec che la rivedremo, e allora ne rideremo, ne rideremo selvaggiamente, perch\u00e9 se cos\u00ec non fosse&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Eliot guard\u00f2 ostentatamente verso le luci indistinte delle abitazioni intorno a Gigaspasch, piccole fiaccole fastidiose che non volevano saperne di spengersi e morire e che invece si ostinavano a brillare, indifferenti come l&#8217;universo.<\/p>\n<blockquote>\n<h5><em>2. RABBIA<\/em><br \/>\n(quando si realizza la perdita, subentra un enorme carico di dolore che provoca una grande rabbia alle volte rivolta verso se stessi o persone vicine o, in molti casi, verso la stessa persona defunta)<\/h5>\n<\/blockquote>\n<p><em>Non serve a niente niente niente niente niente niente niente<\/em><br \/>\nIl muretto di pietra sotto l&#8217;immenso albero solitario che con le sue radici abbracciava tutta Khartas &#8211; pfui! che superstizione assurda &#8211; era ancora caldo nonostante fosse notte inoltrata. La schiena di Eliot ne avrebbe beneficiato enormemente, se solo il resto del corpo non fosse stato rigido, completamente svuotato di ogni voglia di muoversi e collaborare.<\/p>\n<p><em>A niente \u00e8 servito, ci agitiamo come babbei per niente niente niente niente niente<\/em><br \/>\nSolo i piedi erano ancora sul sentiero di guerra, desiderosi di attenzioni che non avrebbero avuto. Tutte quelle scale&#8230;<\/p>\n<p><em>Scale scale scale umiliazioni scale umiliazioni e per cosa? Per cosa ci sbattiamo? Che stiamo a fare qui che tutti sono sempre un passo avanti a noi? Anche il tizio che rade i peli del culo dell&#8217;ultimo stronzo della Nassa ne sa pi\u00f9 di noi, arriva un idiota qualunque e lei muore<\/em><br \/>\nSe solo fosse stata pi\u00f9 presente a se stessa, Eliot si sarebbe accorta che anche il suo stomaco stava reclamando la sua fetta di considerazione: era talmente gonfio di succhi acidi che era sulla via dell&#8217;autodigestione.<br \/>\n<em>Ma perch\u00e9 siete voluta morire? Pensavate che non ci saremmo spremuti fino all&#8217;ultima goccia di sangue per voi? Anche voi, bella \u00a3$%&amp; che siete! Accogliete la gente, la fate sentire apprezzata e a casa sua e poi non le date neanche la possibilit\u00e0 di fare UNA COSA QUALUNQUE per salvarvi la vita! La vostra preziosa vita! Zoya! Come avete potuto-<\/em><br \/>\nViktoriya si era seduta davanti a Eliot e con gli occhi gonfi di lacrime le aveva preso le mani stringendole.<\/p>\n<p><em>Vivi come vorrei poterti dire che non c&#8217;\u00e8 niente che tu possa fare per me<\/em><br \/>\n<em>Vorrei poterti dire che non me ne importa pi\u00f9 niente di questo posto<\/em><br \/>\n<em>Che ci\u00f2 che ti oggi ti riempie il cuore \u00e8 destinato a fartelo scoppiare<\/em><br \/>\n<em>Che non sono venuta qui per farmi coinvolgere<\/em><br \/>\n<em>Se volevo morte e frustrazione potevo stare a casa, ormai ci avevo fatto l&#8217;abitudine<\/em><br \/>\n<em>Dopo Hernando tutte le morti erano uguali<\/em><br \/>\n<em>Ma non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec<\/em><br \/>\n<em>Come posso dirti che odio tutto questo e vorrei andarmene e non dovermi preoccupare di perdere anche te<\/em><br \/>\n<em>e Hari e Lucien e Val\u00e9rie e Malenki e Iker<\/em><br \/>\n<em>e Aleksej<\/em><br \/>\n<em>e tutti quelli che amo<\/em><br \/>\nNon disse nulla e cerc\u00f2 disperatamente di forzare un sorriso, una lacrima, qualunque cosa per tranquillizzare Vivi, per non tenerla a distanza. Qualcosa che facesse pensare a Vivi che stessero condividendo lo stesso dolore.<br \/>\nMa non era vero. Ognuno si portava dentro il suo dolore. Il suo, Eliot non voleva condividerlo con nessuno.<\/p>\n<blockquote><p><em>3. Negoziazione<\/em><br \/>\n(si tenta di reagire all\u2019impotenza cercando delle risposte o trovando soluzioni per spiegare o analizzare l\u2019accaduto)<\/p><\/blockquote>\n<p>Si dice che la notte porta consiglio, ma non \u00e8 cos\u00ec. Non se rimani con gli occhi spalancati ad ascoltare il respiro &#8211; loro <em>ancora<\/em> respirano! &#8211; affannato di chi sta avendo gli incubi, o di chi si \u00e8 addormentato piangendo. Peggio ancora se le lacrime si seccano dentro la gola, appannando la voce e la capacit\u00e0 di ragionare al buio.<br \/>\nBuio come una cripta dove uno zar vampiro perde la testa, perch\u00e9 tanto ormai l&#8217;anima \u00e8 andata da un pezzo. Buio come Khartas e i suoi angoli, dove nessuno sembra voler guardare davvero. Buio come il destino degli uomini. Buio come il cuore di chi non sa darsi una spiegazione.<\/p>\n<p><em>Magari \u00e8 qualcosa che non sappiamo. Ci deve essere una motivazione. Magari torner\u00e0 e sar\u00e0 una vampira. Ma non \u00e8 un problema, no. \u00c8 risolvibile, certo.<\/em><br \/>\nEra buio e il cervello di Eliot cercava disperatamente di funzionare sotto uno strato pensieri confusi e di emozioni contrastanti, senza molto successo.<\/p>\n<p><em>Yagosh! Yagosh lo sa senz&#8217;altro. Domani glielo chiedo. \u00c8 cos\u00ec semplice, no? Basta parlare. Basta intendersi. C&#8217;\u00e8 una spiegazione a tutto. Certo certo. Zoya sa&#8230; sapeva&#8230; sa sempre come affrontare le cose. \u00c8 una donna davvero temibile, figuriamoci se non ha un asso nella manica, se tutto questo non ha un senso&#8230; C&#8217;\u00e8 un senso, c&#8217;\u00e8 sempre un senso.<\/em><br \/>\nPer tutta la notte Eliot cerc\u00f2 da qualche parte fra le pieghe del suo cervello quel senso a cui stava cercando disperatamente di aggrapparsi, ma evidentemente, se mai c&#8217;era stato, si era dissolto fra le piume del cuscino in un torrente di sudore febbrile.<\/p>\n<blockquote><p><em>4. Depressione<\/em><br \/>\n(ci si arrende alla situazione razionalmente ed emotivamente)<\/p><\/blockquote>\n<p>La mattina arriva sempre troppo tardi, o troppo presto. Troppo tardi per evitare che il groviglio di emozioni e pensieri fagocitasse quel poco che rimaneva della capacit\u00e0 di giudizio di Eliot, troppo presto perch\u00e9 giungesse l&#8217;oblio del sonno.<br \/>\n<em>&#8230; Forse.<\/em><br \/>\nSi sentiva talmente piena che era convinta di essere vuota. In realt\u00e0, le emozioni si erano condensate fra loro in modo cos\u00ec compatto da non poter uscire dai rubinetti, ma Eliot non lo sapeva. Non ancora.<br \/>\n<em>&#8230; Forse.<\/em><br \/>\nDel resto le sembrava di muoversi in un mondo scolorito, qualunque parola sembrava senza significato e non le importava pi\u00f9 di nulla e di nessuno. La modalit\u00e0 autodifesa aveva anestetizzato le ferite. Eliot non poteva accorgersi che stavano ancora sanguinando abbondantemente.<\/p>\n<p><em>&#8230; Forse dovrei davvero andarmene da questo posto insalubre.<\/em><\/p>\n<p>Poi la cripta. Il corpo. Lo zar. Ma soprattutto il corpo. Lo zar era l\u00ec ma beh, tutta quella storia stava in un altro angolo della sua testa.<\/p>\n<p><em>&#8230;Zoya&#8230; ma perch\u00e9 siete morta proprio ora&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Tutti i presenti nella cripta, Arconte Vassilj e Zar inclusi, potevano andarsene affanculo con i loro rispettivi dolori. Le convenzioni sociali e il buon senso trattenevano Eliot dall&#8217;esplicitare i suoi pi\u00f9 profondi pensieri, ma dentro la sua mente la stanza era vuota e non c&#8217;era nessuno che parlava di cose che non riguardavano la forte, misteriosa, bellissima Zarina. Eliot si godeva il suo momento di puro egoismo: il resto del mondo finalmente si levava dai piedi e nell&#8217;universo rimanevano solo lei e Zoya.<\/p>\n<p><em>Anche se diventassi un vampiro immortale non mi basterebbe il tempo per dire quello che&#8230; e dire che sarebbe bastato farlo un giorno fa&#8230; che cos&#8217;hanno fatto di me queste terre? Sotterfugi, silenzi&#8230; non deve essere cos\u00ec&#8230; e adesso come faccio a fare ammenda con voi? Non so nemmeno perch\u00e9 siete morta&#8230; non vi ho nemmeno detto addio&#8230; non contavo niente, ma voi per me eravate importante, e non perch\u00e9 eravate la cavolo di Zarina&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Non ascolt\u00f2 una parola di quanto fu detto in quella cripta.<\/p>\n<p><em>Se solo potessimo parlare un&#8217;ultima volta, da donna a donna&#8230; quante cose&#8230; ci sono centinaia di cose che&#8230;<\/em><\/p>\n<p>I pochi istanti in cui pot\u00e9 sussurrare qualcosa all&#8217;orecchio della Zarina produssero solo parole goffe e soffocate. Avrebbe voluto rimanere a parlare con lei ancora e ancora. Tutte le parole che non le aveva mai detto, perch\u00e9 c&#8217;era sempre qualcos&#8217;altro a cui pensare. Tutto ci\u00f2 che pensava di lei. Tutto ci\u00f2 per cui le era grata. Tutto quello per cui la ammirava, la stimava, la rispettava, la temeva. Tutto quello per cui le voleva bene. Certo che si poteva voler bene alla Zarina. Qualcuno aveva qualche dubbio in proposito? No, certo che no.<br \/>\nAvrebbe dovuto dirglielo quando era in tempo.<br \/>\n<em>Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo&#8230; non possiamo avere pi\u00f9 tempo?<\/em><br \/>\nNo, non era possibile. Niente pi\u00f9 tempo per Zoya. Niente pi\u00f9 tempo per Hernando. Niente pi\u00f9 tempo.<br \/>\nSolo un vuoto terribile e spaventoso.<br \/>\nE il silenzio prima della battaglia.<\/p>\n<blockquote><p><em>5. Accettazione<\/em><br \/>\n(si accetta l\u2019accaduto, riappacificandosi con esso, spesso sperimentando fasi di depressione e rabbia di natura moderata, volte a riconciliarsi definitivamente con la realt\u00e0)<\/p><\/blockquote>\n<p>Forse, per come la conosceva, adesso Zoya le avrebbe detto di imparare la lezione, o di far tesoro di quanto aveva appreso. Anche il lutto era un&#8217;occasione d&#8217;oro per riflettere sulle proprie priorit\u00e0, no? <em>E andiamo.<\/em><br \/>\nIl tempo. Il tempo era importante, perch\u00e9 non \u00e8 infinito.<br \/>\nIl cordoglio richiedeva tempo, ma non era un amante troppo esigente. Si poteva essere profondamente depressi e fare qualcosa nel frattempo.<br \/>\n<em>Punto primo: rimanere qui.<\/em><br \/>\nNon era la cosa pi\u00f9 semplice da fare, richiedeva di focalizzarsi costantemente sui motivi per rimanere.<br \/>\n<em>Lo devo alla Zarina. E non voglio abbandonare i miei amici. Caponord \u00e8 un inferno, non posso mollarli da soli.<\/em><br \/>\nNel momento in cui la massa indistinta nella sua testa inizi\u00f2 a sciogliersi e smise di spingere da dentro con violenza, fluendo invece con amara calma da ogni poro, Eliot ricominci\u00f2 a percepire il mondo intorno, il dolore degli altri e il lieve sollievo dato dalla condivisione.<br \/>\n<em>Punto secondo: dare una mano.<\/em><br \/>\nOgnuno portava la sua croce personale e Eliot non era tipo da immischiarsi nelle cose degli altri. Ma se qualcuno voleva condividerla con lei, ecco, sarebbe stata pronta.<br \/>\n<em>Punto terzo: non perdere tempo.<\/em><br \/>\nDoveva dare un taglio al solito vecchio errore. Basta con i rimpianti. Il tempo non sarebbe mai stato abbastanza. Intravide Aleksej con la coda dell&#8217;occhio, da solo. Proprio a fagiolo. Zoya, come vorrei potervi dire che se non fosse che mi fa pensare cos\u00ec tanto a&#8230;<br \/>\nE poi?<\/p>\n<p><em>Punto quarto: eliminare la spazzatura.<\/em><br \/>\nEra passato poco pi\u00f9 di un anno da quando aveva parlato insieme alla Zarina di Krasni Volk e di come presso la sua gente fosse sopravvissuta solo una parte del verbo originario. Eliot non aveva compreso pienamente il significato della parola vendetta fino a quando non era giunta a Caponord. Ne avevano parlato proprio la sera prima con la Profetessa del Rancore: non si fanno voti di vendetta a caldo. Era perfettamente d&#8217;accordo con questa linea di pensiero e prendendosi il giusto tempo era giunta a una conclusione che le sembrava inoppugnabile: non basta strappar via le foglie, ma va estirpata ogni pi\u00f9 piccola radice per evitare che la gramigna infesti i campi. Ergo, solo spezzando una ad una le ossa di tutti i colpevoli (i miserabili esecutori materiali non erano certo il vero problema) l&#8217;equilibrio sarebbe stato ripristinato. Ci sarebbe voluto del tempo, non era cosa da farsi di fretta o con poca cura. Papa Barnim lo diceva sempre: Krasni Volk sa essere paziente e inesorabile. E lei avrebbe fatto la sua parte per sgombrare la strada alla furia gelida del Lupo Scarlatto.<br \/>\n<em>Per voi, Zoya Von Khratos.<\/em><br \/>\n<em>Ma soprattutto per me.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Non capisco Monna Celina&#8230; Sta l\u00ec, fa il suo dovere, ma \u00e8 come se non fosse davvero qui&#8230; da quando la squadra \u00e8 tornata una settimana fa ha questo sguardo vuoto, distante, non la riconosco pi\u00f9! &#8211; Capo Barnim&#8230; &#8211; Ma sar\u00e0 per via<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1928,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66,69],"tags":[76,75,86,87],"class_list":["post-1925","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lande-di-caponord","category-saluti-da-khartas","tag-eliot","tag-khartas","tag-zarina","tag-87"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1925","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1925"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1925\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1929,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1925\/revisions\/1929"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1928"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1925"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1925"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1925"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}