{"id":2142,"date":"2019-03-23T18:40:00","date_gmt":"2019-03-23T17:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=2142"},"modified":"2019-05-03T14:41:25","modified_gmt":"2019-05-03T13:41:25","slug":"il-mattino-ha-lamaro-in-bocca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/il-mattino-ha-lamaro-in-bocca\/","title":{"rendered":"Il mattino ha l&#8217;amaro in bocca"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiudendo gli occhi era come se fosse di nuovo allo Huerto, sul prato a guardare lontano mentre Jean Claude le riversava addosso tutto quello che non aveva avuto il cuore dirle quando ancora portava il bracciale. Da principio, quando le aveva detto che ora non aveva pi\u00f9 il bracciale dovevano parlare, aveva temuto che intendesse scaricarla. <br \/>\nPer certi versi quello le aveva raccontato era molto peggio. A met\u00e0 del discorso si era dovuto sedere sull&#8217;erba per evitare di capitolare a terra come gli intestini di un soldato sulla Red.<br \/>\n\u201cDimmi che non hai fatto niente di eretico\u201d<br \/>\nLo aveva detto a cos\u00ec tante persone che ormai era diventato quasi un mantra. Ma la risposte non erano quelle che aveva sperato, specie quella di Jean Claude. Se i giorni avessero avuto un sottotitolo, quello di quella domenica sarebbe stato \u201cTi piacerebbe\u201d.<br \/>\nTi piacerebbe che nessuno avesse fatto qualcosa di eretico per \u201csalvarvi\u201d, <br \/>\nti piacerebbe aver saputo tutto dell\u2019uomo a cui hai affidato il cuore,<br \/>\nti piacerebbe aver capito cosa si celava dietro le gospodine,<br \/>\nti piacerebbe aver avuto una fede incrollabile.<br \/>\nE invece\u2026<br \/>\nE invece era tutto andato a puttane.<br \/>\nSOPRATTUTTO la fede incrollabile. Poteva continuare a fingere di ignorare quanto voleva, ma doveva ammetterlo: l\u2019unico motivo per cui il culto del primo cacciatore non \u00e8 considerato eretico per l\u2019impero \u00e8 perch\u00e9 non sanno COSA era il prima cacciatore e CHI lo ha reso tale.<br \/>\nAltro che Talnut.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cBevi\u201d aveva detto a Vivi quando le voci dei quattro si erano librate meravigliose e terribili nell\u2019aria per l\u2019ultima volta. Pensavano davvero fosse una condanna quella che stava per arrivare e invece era stata una grazia. <br \/>\nMa ormai Vivi aveva bevuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di nuovo, aveva preso una decisione di cui non conosceva le conseguenze, su cose di cui non aveva abbastanza informazioni. <br \/>\nCome diceva il dogma? Ah, s\u00ec:<br \/>\n\u201cImpegnati nello sciogliere ogni segreto o mistero<br \/>\nNon disperdere o cedere sapere senza che la tua conoscenza stessa possa trarne profitto\u201d.<br \/>\nSi era impegnata? No, si era solo fidata ciecamente.<br \/>\nAveva tenuto per s\u00e9 le conoscenze? No, anzi, si era opposta con tutte le sue forze al mantenimento dei famosi \u201csegreti di corte\u201d, convinta che un cervello in pi\u00f9 facesse sempre comodo. Anche se, pensandoci bene, non era sempre vero: come per quel povero ratto delle paludi. Non si era nemmeno risvegliato dopo l\u2019impianto del secondo cranio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E Iker? Colui che le aveva mostrato per la prima volta come usare il rimedio amaro ora non c\u2019era pi\u00f9. Che Tutti i suoi mentori fossero destinati alla morte violenta come il suo adoro \u201concle\u201d?<br \/>\nChe amarezza. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inspir\u00f2 profondamente. Avrebbe dovuto evitare di bruciare acidi mentre andavano in carrozza, specie dopo quella volta in cui dette fuoco al broccato della carrozza di Xiomara. Ma vi erano troppi lati positivi per rinunciarvi ora: il primo era che tenere le mani occupate le evitava la noia mortale delle conversazioni senza capo ne\u2019 coda tipici dei viaggi in carrozza. Per quanto amasse con tutto il cuore almeno uno dei passeggeri, e trovasse tremendamente sexy l\u2019altra, odiava profondamente le chiacchiere di circostanza e si limitava ad osservare gli interlocutori mentre discorrevano del pi\u00f9 e del meno. <br \/>\nIl secondo enorme vantaggio era che grazie all\u2019ambiente ristretto tutti potevano usufruire contemporaneamente degli effetti positivi senza attese, dispersioni o alterazioni dall\u2019esterno. Il miglior incenso ambientale di sempre. Rise. <br \/>\nPer un attimo la vista le venne meno e la sua testa fatic\u00f2 a rimaner dritta.<br \/>\nSi accorse solo di sfuggita di essersi bruciata malamente una falange sul fornelletto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal penultimo annuncio imperiale (\u201cSIA LODE AI QUATTRO!\u201d) si sentiva stanchissima per qualunque cosa. Un altro bel regalino da babbo Caliban. Aveva la stessa tempra di un bambinello di un paio d\u2019anni. <br \/>\nSi domand\u00f2 quale fosse la sua nuova soglia di resistenza agli allucinogeni.<br \/>\nApr\u00ec uno spiraglio nella finestrella della carrozza. Aveva anche ventilato la possibilit\u00e0 di smettere del tutto con intrugli di cui,in fondo, non sapeva nulla, ma ultimamente aveva sempre pi\u00f9 bisogno di annebbiare la mente per non pensare. Era una costante lotta interiore: sapeva che a lungo andare avrebbero fatto male, ma senza stava peggio <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Port\u00f2 meccanicamente la mano al collo dove un tempo stazionava imperituro il simbolo di Caliban. Togliendolo si sentiva di aver fatto contemporaneamente la cosa pi\u00f9 stupida, ma anche la pi\u00f9 intelligente che avesse mai fatto. Se solo fosse riuscita a mettersi d&#8217;accordo almeno con se stessa sarebbe stato tutto pi\u00f9 semplice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Espir\u00f2 e tir\u00f2 fuori dalla sacca due estratti di radice a caso e li butt\u00f2 sul fornelletto. Improvvisamente tutto prese un simpatico profumo di limone e menta. <br \/>\nSi divertiva a mettere cose inutili come estratto di radice liquirizia o un accento di cannella in ogni composto alchemico che produceva. Insegnamento di Capitan Cuoco, grande alchimista, sicuramente membro della Nassa, che metteva il peperoncino in polvere come \u201cfirma\u201d su ogni cosa che faceva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era in grado di produrre allucinogeni da sola e quindi doveva affidarsi a quelli che Candrana riusciva a recuperare dal mercato nero. I primi tempi, quando ancora non ne capiva nulla di alchimia era un terno al lotto: qualche volte aveva portato roba buona, ma pi\u00f9 di frequente sembrava fatta con sudore d\u2019ascella con retrogusto di piedi e lasciava quel tanfo di insoddisfazione belladonna da poco. Fortunatamente, l&#8217;Erigasiana aveva almeno imparato a riconoscere gli alchimisti bravi, negli ultimi anni. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finalmente tutta la cabina scomparve e rimase solo buio e silenzio. <br \/> In lontananza vide lui, come sempre, di spalle. Il suo imperatore divino Caliban.<br \/> come le altre volte Si aspettava che si girasse, che le sorridesse dolcemente e che le porgesse una copia autografa dell\u2019Anthologon, pronto a rivelargli i suoi pi\u00f9 meravigliosi segreti. Ma stavolta c&#8217;era qualcosa di diverso.<br \/>  quando si gir\u00f2, non c&#8217;era pi\u00f9 il viso severo che un tempo aveva tanto adorato: sopra il suo collo dondolava il volto di Jean-Claude. Ma ci\u00f2 che rendeva tutto quanto al contempo grottesco e molto divertente era il fatto che persino le altre faccine dell&#8217;imperatore avevano le piccoli volti di Jean-Claude, ognuna con una espressione diversa. Doveva ricordarsi di dire a Jean-Claude di non tingersi mai la barba di blu. O di farsi crescere altre faccine. <br \/> Qualcuno stava ridendo in lontananza. Era una risata metallica, fastidiosa. <br \/> Era la sua. Smise.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso era in una cucina a discorrere con un fattore. Ne conosceva il nome, ma adesso proprio le sfuggiva. Sapeva per\u00f2 che stava comprando qualcosa. Una capra? Un asino? Ne ignorava completamente il motivo.<br \/>\nIl fatto di non poter controllare appieno quello che stava facendo la metteva in uno stato di grazia senza precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva freddo. Tir\u00f2 a se le coperte e le sent\u00ec diverse dal solito. Pelliccia folta. La testa girava in maniera incontrollata. <br \/>\nCerc\u00f2 con lo sguardo le tre clessidre. <br \/>\nQuella \u201cpiccola\u201d, delle ore era finita da un pezzo e quella di mezzo, dei giorni, era finita anch\u2019essa. Quella delle settimane invece scorreva ancora. Dovevano essere passati nemmeno 2 giorni.<br \/>\nRiusciva a  non si dimenticarsi mai di mettere le clessidre prima di perdere completamente la lucidit\u00e0.<br \/>\nSia lode a Cal\u2026 a se stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ripass\u00f2 mentalmente la lista delle provviste: un sacco grande di yerba Mate, 5 litri di assenzio nero, due boccette di allucinogeno abbastanza concentrato da far vedere i Quattro persino a un migliaio di seguaci degli astri, sali corroboranti come se piovesse e un rimedio amaro. <br \/>\nQuello di dover preparare ogni mattina quello stupido rimedio era proprio una cosa che le faceva tantissima fatica, ma era talmente tanto volatile che\u2026 Aveva troppo mal di testa per pensare a una analogia efficace.<br \/>\nUna schiena muscolosa si  stagliava contro la finestra. Vi si leggevano sopra ferite ricucite di recente.<br \/>\nCerc\u00f2 di scivolare silenziosamente in cucina, avvolta dalla pelliccia, come si legge in quei libelli romantici per signore sole che vanno tanto di moda a Valdemar, quando scivol\u00f2 sulla voluttuosa sottoveste di seta lanciata a terra la sera prima.<br \/>\nImprec\u00f2 Caliban.<br \/>\nAnche un po\u2019 Talnut, gi\u00e0 che c\u2019era. Avrebbe aggiunto volentieri pure Shiva e gli altri dei apocrifi, ma non voleva far pi\u00f9 rumore di quanto non ne avesse gi\u00e0 fatto.<br \/>\nI dorsali scolpiti stavano ancora girati verso il lago e sembrava che la chioma fulva fosse ancora profondamente addormentata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si riavvolse nelle coperte e prese la via della porta.<br \/>\nCRASH!<br \/>\nDoveva essersi impigliata nel table de chevet alla rustica posto vicino al letto tirandosi dietro le due clessidre piccole. Rimise a posto quella grande, anche se ormai aveva perso il conteggio del tempo passato.<br \/>\nBestemmi\u00f2 pure gli dei eretici, giusto per non far torto a nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La chioma fulva si mosse nel sonno.<br \/>\nLa \u201cstatua di marmo\u201d alla finestra, invece, rimase immobile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIn fondo, sono una donna di scienza, mica una tizia qualunque da romanzo rosa.\u201d <br \/>\nSi liber\u00f2 dell\u2019enorme coltre sventagliandola con grazia. <br \/>\nPure la terza clessidra giunse quindi alla fine dei suoi giorni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cProprio vero che il tempo si ferma quando si ama.\u201d pens\u00f2. E corse con solo gli stivali ai piedi in cerca della cucina per preparare un po\u2019 di Mate caldo corretto per tutti.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Big-bear-1024x768.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2143\" data-link=\"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?attachment_id=2143\" class=\"wp-image-2143\" srcset=\"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Big-bear.jpg 1024w, https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Big-bear-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Big-bear-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Big-bear-600x450.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiudendo gli occhi era come se fosse di nuovo allo Huerto, sul prato a guardare lontano mentre Jean Claude le riversava addosso tutto quello che non aveva avuto il cuore dirle quando ancora portava il bracciale. 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