{"id":2230,"date":"2019-09-06T19:54:28","date_gmt":"2019-09-06T18:54:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=2230"},"modified":"2019-09-06T19:55:47","modified_gmt":"2019-09-06T18:55:47","slug":"sogni-di-una-notte-di-mezzestate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/sogni-di-una-notte-di-mezzestate\/","title":{"rendered":"Sogni di una notte di mezz&#8217;estate"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando una secchiata di acqua gelida la invest\u00ec in pieno petto, Eliot spalanc\u00f2 gli occhi, peggiorando ulteriormente la situazione poich\u00e9 l&#8217;acqua era dannatamente salata. Dolorante, annasp\u00f2 cercando qualcosa a cui aggrapparsi e sbatt\u00e9 violentemente contro una parete morbida e prorompente. <br \/>\n&#8211; Eliot! Che il Pelagra te porti, levate immantinente dal mio balcone! <br \/>\n Quando finalmente riusc\u00ec ad aprire gli occhi, Eliot si rese conto di trovarsi su di una maestosa nave nuova di zecca, pi\u00f9 precisamente su un ponte tirato a lucido, in particolare fra le braccia del capitano Lorelai. <br \/>\n&#8211; Acc&#8230; mi dispiace Capitano! &#8211; si scus\u00f2 confusamente &#8211; Non mi aspettavo di trovarmi qui sulla&#8230; ehm&#8230; su questa stupenda nave&#8230;<br \/>\n&#8211; Magnifica, vero? &#8211; Lorelai piazz\u00f2 le mani sui fianchi, orgogliosa. &#8211; Non so ancora se chiamarla L&#8217;Indomabile Strega Salmastra, o L&#8217;Unicornessa Fremente, o la Maldida Cagna do Mar, o&#8230;<br \/>\n&#8211; Capitanoooooo&#8230; &#8211; L\u00e9on sfrecci\u00f2 oltre le due donne come un bufalo infoiato, brandendo una lancia lunga almeno tre volte la sua statura. <br \/>\n&#8211; Il calamaro giganteeeeeee&#8230; &#8211; ulul\u00f2 Ivan dalla coffa, scagliando frecce grosse quanto travi portanti verso la prua della nave. <br \/>\n&#8211; Arrivaaaaaa&#8230; &#8211; conferm\u00f2 Miko, pattinando con grazia su e gi\u00f9 per le vele. <br \/>\n&#8211; Credo che sia il momento dell&#8217;attacco finale &#8211; constat\u00f2 Alma scostando elegantemente gli spruzzi d&#8217;acqua con un ventaglio grosso quanto una coda di pavone.<br \/>\n&#8211; Eh, un attimo, arrivo, ARRIVO! &#8211; stronfi\u00f2 Lorelai, sistemandosi il tricorno sui capelli perfetti. Davanti alla nave troneggiava un gigantesco calamaro con millemila tentacoli, agonizzante e in netto svantaggio rispetto al gagliardo equipaggio che, grazie allo sprezzo del pericolo e all&#8217;irriducibile abnegazione nei confronti del suo Capitano, aveva perfettamente il controllo del campo di battaglia.<br \/>\n&#8211; Allora &#8211; comment\u00f2 Lorelai &#8211; ti piace il mio sogno? <br \/>\nAhhh, ora si spiega tutto, pens\u00f2 Eliot. E certo, che altro poteva essere?<br \/>\n&#8211; Puoi restare, se vuoi! &#8211; e cos\u00ec dicendo dette una sonora pacca sulle spalle di Eliot, che sput\u00f2 un gotto d&#8217;acqua a sei passi di distanza &#8211; Qua \u00e8 tutto grandioso, leggendario,  epico all&#8217;ennesima potenza! <br \/>\n&#8211; Lo vedo! \u00c8 davvero un gran bel sogn-OMMISERIALADRA&#8230;<br \/>\n&#8211; MA CHE MIERDA \u00c8 QUELL&#8217;ABOMINIO?<br \/>\nSia Eliot che la Ciurma rivolsero uno sguardo orripilato al calamaro gigante, che aveva subito un&#8217;agghiacciante mutazione: in fondo a ognuno dei tentacoli era spuntata la faccia stravolta del giovane Jagosh, in pieno delirio ormonale, che fischiava come un rondone invocando (in ordine sparso) Malenki, il Temno, Vivi, il coitus interruptus, l&#8217;allegra compagine di Villegnac e le mutande di Lucien. Una scena talmente terrificante che Miko scivol\u00f2 dalle sartie finendo a faccia in gi\u00f9 sul ponte, Ivan venne denudato da una folata di vento e si nascose piangendo dietro il parapetto della coffa, L\u00e9on si aggrovigli\u00f2 con la lancia a una cima e fin\u00ec schiacciato da un cannone in retromarcia, mentre Alma si immerse nella composizione di una tristissima &#8220;Ode del marinaio spiaggiato male&#8221; e sembrava produrre solo amari singhiozzi. <br \/>\n&#8211; NOOOOOOO, IL MIO SOGNOOOOOO!!! &#8211; Lorelai era fuori di s\u00e9 dalla disperazione, ma soprattutto dal disgusto.<br \/>\nImprovvisamente, Eliot ebbe un&#8217;intuizione. &#8211; Capitano, forse sono io che interferisco! Meglio che me ne vada dal tuo sogno&#8230; <br \/>\n&#8211; Dici che potrebbe&#8230; &#8211; Lorelai fece per togliersi il tricorno, ma al suo posto trov\u00f2 un colbacco di pelo arancione. &#8211; VAI, VAI SUBITO! ADELANTEEEE!<br \/>\nEliot non se lo fece ripetere due volte e si precipit\u00f2 oltre una bella porta intarsiata miracolosamente apparsa sul ponte proprio davanti ai suoi occhi. \n<\/p>\n***\n<p><\/p>\n<p>Aggraziati cicisbei e vezzose fanciulle valdemarite danzavano leggiadri in uno dei saloni pi\u00f9 sfarzosi che Eliot avesse mai visto, mentre stormi di valletti e cameriere in crinoline servivano preziosi liquori e prelibate leccornie su vassoi tempestati di gemme variopinte. In fondo alla gigantesca stanza da ballo troneggiava un buffet pantagruelico che nessuno sembrava prendere in considerazione&#8230; tranne due figure, una agghindata con trine e merletti apparentemente raffazzonati a caso e l&#8217;altra avviluppata in una marsina finemente ricamata di buone intenzioni e pessimo gusto. <br \/>\n&#8211; Ehi Eliot! &#8211; la chiam\u00f2 Val\u00e9rie agitando un fazzolettino di seta dorata.<br \/>\n&#8211; Vieni qua con noi che c&#8217;\u00e8 un sacco di roba da mangiare! &#8211; la invit\u00f2 Diego brandendo una coscia di pavoncella. <br \/>\n&#8211; Oh, ciao ragazzi! Siete gentili, ma forse sarebbe il caso che me ne andassi&#8230; <br \/>\n&#8211; Ma che dici! Sei appena arrivata! &#8211; Val\u00e9rie le mise fra le mani quello che sembrava un delizioso uovo-gelato con scaglie di cioccolato alla violetta. <br \/>\n&#8211; Sappiate che amo questo sogno e vorrei davvero fermarmi, ma \u00e8 meglio se&#8230; &#8211; Eliot tent\u00f2 di restituirle l&#8217;uovo, ma questo inizi\u00f2 a dischiudersi. &#8211; Accidenti, troppo tardi&#8230;<br \/>\n&#8211; Ah, esto se pasa spesso, non preoccuparte&#8230; &#8211; minimizz\u00f2 Diego &#8211; Nell&#8217;ultimo \u00e8 uscito un drago di bistecca al sangue, muy bueno!<br \/>\n&#8211; Ma io temo che&#8230; <br \/>\n&#8211; Tranquilla, tranquilla &#8211; la rassicur\u00f2 Val\u00e9rie, orgogliosa &#8211; Diego ha detto che \u00e8 tutto pagato! Nei miei sogni paga sempre!<br \/>\n&#8211; Per\u00f2 prima \u00e8 successo che&#8230;<br \/>\n&#8211; Stai serena! Di che ti preoccupi? &#8211; la voce di Raul la colse da dietro le spalle, ma Eliot non era preparata a vederlo in livrea e guantini bianchi, con un vassoio di polpette in equilibrio sul palmo di una mano.<br \/>\n&#8211; Questo dettaglio non raccontarlo in giro, mi raccomando&#8230; &#8211; le sussurr\u00f2 Val\u00e9rie in un orecchio. <br \/>\n&#8211; Ragazzi, davvero, grazie dell&#8217;invito ma dovrei&#8230;  PORC MACOSADIAMINESEI? &#8211; L&#8217;uovo aveva finito di schiudersi e dal suo interno era uscita la testa dell&#8217;arconte Vassilij con otto minuscole manine atrofizzate attaccate al collo che piangeva come un neonato bisognoso di un cambio di pannolino. Diego cacci\u00f2 un urlo virile, Val\u00e9rie sfoder\u00f2 da sotto la gonna un&#8217;ascia a due mani in puro merletto, Raul estrasse un archibugio da un guanto e spar\u00f2 all&#8217;abominevole oggetto, che per tutta risposta inizi\u00f2 a ululare come un lupo stretto all&#8217;uscio. <br \/>\nDi colpo, tutti i presenti, nobili e servitori, si voltarono verso il buffet: inguainati nei loro abiti da gran gala, fossero bustini di pizzo, frac ricamati o uniformi impeccabili, centinaia di arconti Vassilij li osservavano lacrimosi e famelici, mormorando litanie inintelligibili. <br \/>\n&#8211; \u00c8proprioarrivatal&#8217;oradisalutarcibelsognoVal\u00e9rieciaoooo&#8230; &#8211; Con quattro salti, Eliot scomparve oltre una porta dai vividi colori comparsa provvidenzialmente oltre i vassoi di bignolini alle mille e una cremina. <\/p>\n***\n<p><\/p>\n<p>Decisamente quel sogno aveva troppi colori. Eliot non ne aveva mai visti cos\u00ec tanti tutti insieme, n\u00e9 tinte cos\u00ec eccessive. In effetti non vedeva un granch\u00e9, poich\u00e9 una densa nebbia fluorescente si estendeva su tutto l&#8217;ambiente circostante. Mentre cercava di orientarsi, sbatt\u00e9 una sonora ginocchiata contro lo spigolo di qualcosa che rovin\u00f2 a terra in un tripudio di vetri rotti e minuscoli fuochi d&#8217;artificio. <br \/>\n&#8211; Oh, fai attenzione! \u00c8 roba che macchia! &#8211; la voce di Artemisia era soave ed estatica e la raggiunse da un punto indistinto alla sua destra. &#8211; Che bello, Eliot! Quando sei entrata?<br \/>\n&#8211; Nel tuo sogno, intendi? <br \/>\n&#8211; No no, dico proprio a casa mia! Che hai assaggiato? I sali di litio purpureo, l&#8217;oppio indaco, il bombaliberatutti&#8230; &#8211; La nebbia si dirad\u00f2 quel che bastava a permettere una visibilit\u00e0 accettabile e Eliot riconobbe il boudoir-laboratorio dell&#8217;amica alchimista, di cui aveva usufruito anche lei un milione di secoli prima (come passava il tempo!). Artemisia si destreggiava fra ampolle e bollitori danzando come un&#8217;ondina e canticchiando una canzoncina del buonumore, mentre su un letto a cinque piazze si rotolavano sereni Jean Claude e Scarlet, in una scena idilliaca che aveva del familiare. <br \/>\n&#8211; Vuoi dire che questo sogno \u00e8&#8230;<br \/>\n&#8211; &#8230;indotto da sostanze alchemiche, s\u00ec! \u00c8 divertente, vedi?<br \/>\n&#8211; Cio\u00e8, mi vuoi dire che tu continui a sperimentare roba su te stessa e sugli altri anche mentre dormi?<br \/>\n&#8211; \u00c8 esatto! Vedi, lo sapevo che un po&#8217; di alchimia ti era entrata in testa&#8230; mi rendi fiera! Vieni, assaggia un po&#8217; di polvere di ragnostrello! &#8211; Artemisia veleggi\u00f2 verso un minuscolo calderone che espelleva ondate di vapori fosforescenti, ma Eliot si spost\u00f2 a sedere sul lettone.<br \/>\n&#8211; Scusami amica, credimi ma \u00e8 meglio se ci salutiamo qui&#8230; &#8211; Con la coda dell&#8217;occhio aveva notato che Jean Claude si stava gonfiando come una zampogna e riempiendo di peli superflui, mentre Scarlet aveva assunto una colorazione bluastra e una conformazione zannuta.<br \/>\n&#8211; Oh&#8230; te ne vai di gi\u00e0? &#8211; uggiol\u00f2 Artemisia, delusa, mentre un distillatore scintillante esplodeva alle sue spalle.<br \/>\n&#8211; Sniffate l&#8217;impossibile anche per me &#8211; furono le ultime parole di Eliot prima di sprofondare nella porta apparsa misteriosamente sul materasso sotto di lei.\n<\/p>\n***\n<p><\/p>\n\n<p>Eliot perse rapidamente il conto dei sogni che aveva attraversato, cercando di darsi alla fuga sempre pi\u00f9 velocemente per evitare che la sua presenza potesse portare altri devastanti elementi di disturbo negli scenari ideali e bucolici partoriti dalle menti dei suoi compagni d&#8217;avventura. Rimase quindi abbastanza sorpresa quando giunse su una scogliera squassata da vento e tempesta, letteralmente inondata di cadaveri. Al centro, una figura piegata dal dolore e dal pianto, con le mani artigliate intrise di sangue. <br \/>\n<i>Cos\u00ec \u00e8 questo l&#8217;incubo di Vivi&#8230;<\/i> <br \/>\nA quel punto c&#8217;erano due possibilit\u00e0: o Eliot cercava con tutte le sue forze di svegliarsi, irrompere nella stanza dell&#8217;amica e tirarla fuori da quell&#8217;inferno scuotendola dal sonno, oppure&#8230;<br \/>\n&#8211; Vivi, vieni con me.<br \/>\n&#8211; Eliot&#8230; non puoi essere viva&#8230; io ti ho uccisa&#8230; guarda&#8230; &#8211; gorgogli\u00f2 Vivi fra i singhiozzi. In effetti, ai suoi piedi c&#8217;era pure una Eliot con la gola squarciata e schizzi di sangue che si espandevano sulle vesti candide. <br \/>\n&#8211; No, vedi? Sono qui, &#8211; ribatt\u00e9 &#8211; seguimi, forza!<br \/>\nEliot trascin\u00f2 una riluttante Vivi oltre una porta piuttosto piccola e, una volta varcata la soglia, le due donne vennero investite da  un oceano di luce calda e avvolgente. Davanti a loro si schiudeva una spiaggia immersa in un radioso meriggio estivo, circondata dalla natura pi\u00f9 lussureggiante che si potesse immaginare, aperta su un mare cristallino in cui nuotavano pesci variopinti e dominata da un cielo limpido solcato da uccelli benedetti da ugole perfette. <br \/>\n&#8211; Ma cosa&#8230; &#8211; Gli abiti di Vivi erano tornati puliti e gli artigli erano scomparsi: non c&#8217;era pi\u00f9 nessuna traccia della tragedia che si era consumata pochi istanti prima. &#8211; Ma che posto \u00e8 questo?<br \/>\n&#8211; \u00c8 il mio sogno speciale &#8211; spieg\u00f2 Eliot con dolcezza. &#8211; Te lo presto per questa notte, tanto sono mesi che non lo uso&#8230; Qui i cattivi pensieri non possono arrivare, si disintegrano se solo provi a evocarli.<br \/>\n&#8211; Come \u00e8 possibile&#8230; &#8211; Vivi era incredula, ma il suo volto si era gi\u00e0 fatto pi\u00f9 disteso.<br \/>\n&#8211; Che ti importa di come \u00e8 possibile? &#8211; Eliot la spinse verso il mare, ridendo &#8211; Adesso vai e popolalo come ti pare! <br \/>\nDopo pochi istanti, la spiaggia si era riempita di persone e di grida gioiose: tutti coloro che erano morti nello scenario precedente adesso non solo erano vivi, vegeti e pieni di allegria, ma sembravano anche pi\u00f9 belli. Eliot osserv\u00f2 con tenerezza un&#8217;altra se stessa correre leggera nell&#8217;acqua bassa con le mani colme di stelle marine e conchiglie: era un po&#8217; pi\u00f9 magra, un po&#8217; pi\u00f9 alta, un po&#8217; pi\u00f9 giovane e decisamente pi\u00f9 avvenente di come si vedeva allo specchio. Dunque era cos\u00ec che Vivi percepiva i suoi amici? <br \/>\nContinu\u00f2 a osservare la scena come da dietro una finestra, lieta di aver garantito almeno una notte di serenit\u00e0 alla sua amica&#8230; poich\u00e9 non dubitava nemmeno per un istante di aver davvero attraversato i sogni degli altri. Non era forse la notte di mezz&#8217;estate? E non accadevano forse le cose pi\u00f9 bizzarre durante quella magica notte? <\/p>\n<p>\n&#8211; Molto bene, saggia decisione e nobile gesto&#8230; ma non credi che sia arrivato il momento di tornare al tuo sogno?\n<\/p><p>\nIl respiro le si gel\u00f2 in gola. Lentamente si volt\u00f2 e incontr\u00f2 lo sguardo severo della Zarina. Non aveva un&#8217;espressione spietata, anzi: sembrava quasi dispiaciuta per averla dovuta richiamare all&#8217;ordine. <br \/>\nEliot abbass\u00f2 lo sguardo, mordendosi le labbra. <br \/>\n&#8211; Devo, non \u00e8 vero?<br \/>\nZoya le appoggi\u00f2 una mano sulla spalla con inaspettata delicatezza. &#8211; Credimi, mi dispiace. <br \/>\nEliot le credeva. Sfior\u00f2 appena la manica della Zarina e si volt\u00f2 tremando verso l&#8217;ennesima porta, l&#8217;ultima che avrebbe varcato per quella notte. <br \/>\nNel momento in cui le dita di Eliot strinsero la maniglia, un grido di dolore furibondo lacer\u00f2 l&#8217;aria e un rivolo di sangue inizi\u00f2 a scorrere da sotto la porta, inzuppandole i piedi nudi. \n<\/p><p>\nUn brivido rovente le percorse la schiena.<br \/> \nChiuse gli occhi trattenendo le lacrime.<br \/>\nGir\u00f2 la maniglia e entr\u00f2.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando una secchiata di acqua gelida la invest\u00ec in pieno petto, Eliot spalanc\u00f2 gli occhi, peggiorando ulteriormente la situazione poich\u00e9 l&#8217;acqua era dannatamente salata. Dolorante, annasp\u00f2 cercando qualcosa a cui aggrapparsi e sbatt\u00e9 violentemente contro una parete morbida e prorompente. &#8211; Eliot! 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