{"id":2339,"date":"2020-02-20T11:17:16","date_gmt":"2020-02-20T10:17:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=2339"},"modified":"2020-02-24T22:52:27","modified_gmt":"2020-02-24T21:52:27","slug":"2339-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/2339-2\/","title":{"rendered":"Inestimabile"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembrava una mattina come un&#8217;altra quella sorta sulla facenda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Larisse si era alzata e vestita come al solito, assorta nell&#8217;inerzia dell&#8217;abitudine, e posti sottobraccio i pochi versi che aveva composto qualche sera prima, aveva abbandonato la sua stanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come quasi tutte le mattine aveva lasciato quell\u2019ala spoglia della magione, rimasta cos\u00ec per suo gusto e noncuranza, ed aveva raggiunto l\u2019ampio corridoio illuminato da finestre ad arco, per finire davanti alla porta della sala. Era solita fare capolino, dargli un&#8217;occhiata ammonitrice ed andarsene salutando, come se sapesse che la propria presenza era superflua in quei momenti: Etienne era solito dire che lei era la sua mestizia, e da quando erano ad Erigas Larisse pensava che non avesse bisogno di ulteriore tristezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pos\u00f2 la mano sulla maniglia, pronta a dare il buongiorno al suo patrono. Poi si rese conto di quel gesto inutile, ma non ritir\u00f2 la mano: apr\u00ec la porta ed entr\u00f2&#8230; la stanza ovviamente era vuota. Eppure ci aveva provato, come se fosse esistita una qualsiasi probabilit\u00e0 di trovare homme Etienne, seduto al divanetto della colazione. Ma adesso non c&#8217;era nessuno da salutare e nessuno con cui incrociare lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso che nella stanza regnava quel silenzio sacro, soltanto gli oggetti restavano a raccontarne la storia. Forse era la prima volta che vedeva davvero quel divano, quelle stoffe, il modo con cui la luce baciava gli arabeschi, come disegnava linee limpide sul legno del tavolino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un nodo alla gola le imped\u00ec di respirare bene, aveva il viso caldo, le mani gelide. C&#8217;era soltanto il suono dei suoi passi che suonavano come rintocchi nel silenzio della sala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spost\u00f2 lo sguardo fuori dalla finestra, osservando i campi inverditi dai germogli rigogliosi; i contadini chini sui solchi curavano le pianticelle, qualche bambino giocava tra grasse oche color della cenere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Desider\u00f2, per un attimo, che tutto bruciasse all&#8217;istante. Che andasse alla malora, tutto quello a cui teneva! Perch\u00e9 darsi pena per averlo se poi perderlo era una pena ancor pi\u00f9 greve!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi finalmente&#8230; cedette al desiderio di sedersi e poggiare i fogli sul tavolino. Non nel suo posto, ma accanto, come se potesse tornare all&#8217;improvviso e presentarsi per la colazione. Non sarebbe tornato, lo sapeva. Era stanca. Eppure trov\u00f2 il coraggio di mettere quelle parole in fila, nella propria testa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&lt;i&gt;&#8221;Perch\u00e9&#8230;? Perch\u00e9 tutti i miei amici&#8230; si <em>suicidano<\/em>?\u201d&lt;\/i&gt;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando dame Isabeau si era uccisa, non le aveva detto niente. N\u00e9 prima, n\u00e9 dopo, n\u00e9 mai, e ancora Larisse si domandava per quale fortuito caso fosse venuta a sapere quella verit\u00e0 per la quale non aveva potuto che perdonarle tutto. Ma quanta rabbia! Quanta rabbia aveva provato, quanta ingiustizia, quanto amaro aveva ingoiato, e altrettanto ne aveva sputato, senza una vera ragione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stavolta invece, aveva visto tutto ed aveva capito tutto. Ma questo non aveva reso le cose pi\u00f9 facili, n\u00e9 le aveva dato il potere di cambiarle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Io non voglio tornare&#8221;<\/em>, le aveva detto homme Etienne. Lei non aveva risposto. Non c&#8217;era niente che potesse dire, perch\u00e9 le cose stavano come stavano e lei non era il tipo di persona che indorava i fatti di parole, o che distoglieva lo sguardo. Non aveva parole per indorare quella realt\u00e0\u2026 ma avrebbe voluto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva visto la morte tante volte, ormai sapeva gi\u00e0 come funzionava, sapeva quanto avrebbe sofferto, cosa avrebbe risvegliato il dolore, cosa lo avrebbe allontanato per un po&#8217;. Ne sapeva cos\u00ec tanto da poter decidere di non piangere &#8211; non ancora, non di nuovo -; perch\u00e9 non aveva le forze di disperarsi e non avrebbe pianto le lacrime che altri si rifiutavano di cacciare fuori. O perch\u00e9 semplicemente, non era il momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella notte, quando entrando nella mensa dove l\u2019aveva perso di vista, quando l&#8217;aveva cercato, quando aveva oltrepassato il guscio a guardia della porta, quando aveva vagato nel buio della stanza sapendo gi\u00e0 cos&#8217;avrebbe trovato, quando aveva comunque provato a guarirlo, quando aveva corso e urlato per richiamare Jean-Claude&#8230; per tutto quel tempo, aveva aspettato. Poi finalmente, terminato il suo compito, si era seduta. Solo allora era stato il momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se ci pensava, poteva arrabbiarcisi ancora: lui lo sapeva, lo sapeva che avrebbe fatto tutto come doveva. Ma peggio ancora, lui si era fidato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Sai che a te dico tutto.\u201d<\/em> \u2026ricordava con quale sorriso Etienne aveva accompagnato quelle parole. Era vero, le aveva detto tutto, anche se non sempre in maniera aperta o palese; se solo si fermava, seguiva gli indizi e metteva insieme i pezzi, poteva intuire come stavano davvero le cose, ricostruire i percorsi e pensieri di quell&#8217;uomo\u2026 almeno fino a dove osava spingersi, persino nella solitudine dei propri pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non era questo il punto. Le prudeva la lingua, come il rimpianto di aver lasciato un discorso inconcluso, sebbene sapesse che anche il non-detto, tra loro, era stato inteso. Aveva letto tra le righe delle parole e del gesto di Etienne, ed aveva capito che non c\u2019era nient\u2019altro da dire. Forse era il fatto che per quanto ci avesse fatto il callo, non era mai del tutto pronta. Forse era triste, e basta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lentamente, tir\u00f2 a s\u00e9 i fogli che aveva abbandonato sul tavolino, e li rilesse.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201cE mentre noi giocavamo<\/p><p>Eroi soldatini ragazzi<\/p><p>A vivere a ogni costo<\/p><p>Per un ideale<\/p><p>C\u2019erano i lasciati indietro<\/p><p>Che morivano per noi<\/p><p>E ci lasciavano indietro<\/p><p>Andavano oltre<\/p><p>Dove non sapevamo seguirli.<\/p><p><\/p><p>Chi ha vinto<\/p><p>E chi ha solo giocato?\u201d<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella era la prima poesia. Le aveva cercato un titolo, ma non l\u2019aveva trovato. C\u2019era solo quel punto interrogativo, sospeso e vasto come il vuoto nel suo stomaco. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi c\u2019era l\u2019altra, nata dalla discussione che aveva avuto con Etienne in carrozza, durante quel fatidico ultimo viaggio. Una discussione che aveva chiuso lui, definitivamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Larisse aveva scritto solo allora la propria risposta, senza giudizio, senza resistere a quella logica che il giovane si era imposto ed aveva rispettato.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Appartieni a ci\u00f2 che \u00e8 tuo<\/p><p>Perch\u00e9 sei tu<\/p><p>Che gli hai dato un prezzo.<\/p><p><\/p><p>L\u2019ha voluto pagare<\/p><p>Col sangue e con la vita,<\/p><p>Hai pesato il valore<\/p><p>Di ci\u00f2 che \u00e8 inestimabile.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva scritto perch\u00e9 a volte era l\u2019unica cosa che sapeva fare per tenersi compagnia; l\u2019unico modo di ascoltarsi e toccare quello che aveva dentro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, per quanto facesse male, quel dolore era prezioso. Perch\u00e9 era il prezzo da pagare per ci\u00f2 che aveva avuto. Era il prezzo da pagare per trovare quelle parole. Ed era inestimabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dei passi veloci e precisi nel corridoio, Larisse sospir\u00f2 profondamente riscuotendosi dai suoi pensieri. Avrebbe fatto finta di nulla se necessario; ma i passi sfiorarono la porta e proseguirono oltre, seguiti da altri pi\u00f9 pesanti. Rimase in ascolto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; Che c\u2019\u00e8 Artemisia, che hai cos\u00ec agitata..? &#8211;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riconobbe la voce, ma avrebbe dovuto capirlo subito. Chi altro avrebbe potuto essere ad animare quella magione, se non Jean-Claude e Rododendro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; Non trovo Fey, non so dov\u2019\u00e8 andata e in camera sua non c\u2019\u00e8! &#8211;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; Ma sar\u00e0 da qualche parte, l\u2019hai visto com\u2019\u00e8\u2026 magari \u00e8 qui in un angolo che ci ascolta e non ti dice niente e se la ride! &#8211;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Jean-Claude aveva ragione, quello s\u00ec, la fece sorridere. Nemmeno in quel momento, poteva essere diversa da se stessa. Come non lo era stato Etienne, d\u2019altronde.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; S\u00ec s\u00ec lo so\u2026 ma dopo quello che \u00e8 successo, non riesco a non darmi pensiero quando qualcuno sparisce! &#8211;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poteva capirla. Poteva capire tutti, era questo il suo problema: capire non era condividere, e tante volte aveva capito, ma era comunque passata oltre perch\u00e9 non interessata. Ma Homme Etienne l\u2019aveva fermata. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo aveva fatto molti passi ed altrettante scelte, ma per quanto volesse credere di aver scelto da sola, in fondo sapeva che il merito era pi\u00f9 altro suo, d\u2019averle trovato un posto tra quelle persone che adesso amava: chi altro gli aveva spiegato cosa stava succedendo nelle situazioni pi\u00f9 assurde, o in quelle apparentemente pi\u00f9 lineari ma che in realt\u00e0 nascondevano tutt\u2019altro? Chi le aveva detto tutto con un\u2019occhiata nel momento pi\u00f9 opportuno? Ora lui se n\u2019era andato, ma lei era rimasta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ormai strappata alle sue riflessioni, si mosse all\u2019improvviso come una statua che prende vita, e raggiunse la porta. Non la porta da cui era arrivata, ma quella dal lato opposto, per sgattaiolare via senza disturbare. O senza doverli incontrare, a seconda dei punti di vista\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I campi. La facenda, o come la chiamava home Etienne, la piccola Valdemar. Guard\u00f2 quelle terre brune, punteggiate di germogli verdeggianti. Cosa mai c\u2019era stato da amare in Valdemar: poteva essere bello viverci, per alcuni, ma da amare? Gi\u00e0\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; Tienes panel senorita? Puedes leer?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Volt\u00f2 il capo, abbass\u00f2 lo sguardo sul bambino, si strinse la pergamena addosso per nasconderne lo scritto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; Certo che so leggere. E tu?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; No puedo leer! Qu\u00e9 est\u00e1 leyendo? Un cuento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; Veramente sto\u2026 sto\u2026 eh s\u00ec, sto leggendo una favola.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di solito preferiva allontanarli con un\u2019occhiataccia gelida, i bambini. Pensava di risparmiare a loro e a se stessa tante sofferenze. Ma era troppo stanca per opporre quel muro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; Es la historia de un heroe?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; \u00c8 la storia di&#8230; un principe.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; Uno rico vestido de oro, con una espada dorada y un escudo plateado?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019alchimista sospir\u00f2. Dare confidenza ai bambini era sempre un errore. Era da vigliacchi mentirgli, ma era da furfanti dirgli tutta la verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; No, non portava scudo e spada&#8230; per\u00f2 era ricchissimo eh\u2026 aveva un grande tesoro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; Si pero que tan grande!?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; Non si poteva contare! Era&#8230; inestimabile!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; Ine&#8230; se&#8230; ta&#8230; mabele?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; S\u00ec piccolo. \u00c8 quando qualcosa vale pi\u00f9 di tutto. <em>Anche della nostra vita.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembrava una mattina come un&#8217;altra quella sorta sulla facenda. 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