{"id":2355,"date":"2020-03-31T18:06:11","date_gmt":"2020-03-31T17:06:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=2355"},"modified":"2020-03-31T18:06:14","modified_gmt":"2020-03-31T17:06:14","slug":"quando-la-polvere-si-posera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/quando-la-polvere-si-posera\/","title":{"rendered":"Quando la polvere si poser\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste un piccolo evento a Port\nAnchor che segna la fine dell\u2019inverno, o almeno della sua parte pi\u00f9\nrigida.&nbsp; C\u2019\u00e8 una piccola finestra di\ntempo, di solito di un paio di giorni, tra il momento in cui i ghiacci iniziano\na mollare la presa sul fiordo e quello in cui le navi pi\u00f9 grandi riprendono a\nsolcare il mare. I <em>g\u00f2ra lodowa<\/em>, le\ngrosse montagne di ghiaccio che nella stagione fredda prendono possesso della\nbaia di Port Anchor, spariscono sciogliendosi lentamente quando i primi venti\ntiepidi iniziano a giungere da sud. In quei due giorni in cui i marinai si\norganizzano per ripristinare le navi pi\u00f9 grandi e riportare in secca i piccoli\npescherecci spaccaghiaccio, nel fiordo si vedono le balene. La prima cosa che\nannuncia il loro arrivo \u00e8 uno sbocciare di fiori d\u2019acqua sopra le onde, i loro\nsoffi improvvisi e potenti; poi le loro sagome scure si alzano oltre la\nsuperficie marina, esibendosi in balzi e piroette accompagnate da spruzzi\npoderosi come flutti di tempesta. La voce delle balene, un muggito risonante e armonioso,\nsi fa strada tra le vie del porto fino all\u2019orecchio di ogni cittadino di Port\nAnchor, come a rassicurarlo che la primavera giunger\u00e0 a breve. Due giorni prima\nche le baleniere scendano in mare e che la caccia ai cetacei inizi; due giorni\nin cui i maestosi animali vengono a rincuorare l\u2019uomo con la promessa di un\ntempo migliore per poi venire braccate, in un rito vecchio come&nbsp; il mondo. In citt\u00e0 si scommette spesso sul\nmomento in cui le balene arriveranno. Se sei un dilettante non ti giochi mai\npi\u00f9 di una stretta di mano e della tua parola sul giorno che credi giusto,\nmentre i pi\u00f9 esperti tentano di azzeccare addirittura l\u2019ora in cui la prima\nbestia soffier\u00e0. I fiocinatori pi\u00f9 anziani arrivano a buttare gi\u00f9 diversi\nfalconi quando hanno il sentore che il momento \u00e8 prossimo; gruppi di\nscommettitori allora si appostano dalle parti del porto, in capannelli\nimpellicciati e alticci, con gli occhi fissi sull\u2019orizzonte. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hari era sempre stato affascinato\nda questo piccolo appuntamento annuale. Per anni dalla finestra della sua\nstanza riusciva appena a intuire la presenza dei grossi animali; le\ntestimonianze entusiaste di Vivi, i racconti di <em>babushka <\/em>Ekaterina, le illustrazioni dei suoi libri, tutto\ncontribuiva a far maturare in lui un interesse che non poteva soddisfare in\nalcun modo. Le cose poi cambiarono, e anche Hari fu tra quelli che potevano\nassistere all\u2019evento. Per anni, quello divent\u00f2 un piccolo rituale nel rituale:\nil giovane saliva sul tetto di casa con una fiaschetta di buon liquore, una pelliccia\nsulle spalle e qualche pezzo di <em>ugol <\/em>a\nbruciare dentro un vecchio paiolo di rame. Fu cos\u00ec che Hari scopr\u00ec il pi\u00f9\ninutile fra i suoi talenti: sapeva sempre quando le balene stavano per\narrivare. Forse un sesto senso bizzarro, forse una fortuna sfacciata, forse un\nodore che solo lui poteva avvertire; l\u2019intuizione lo costringeva a mollare\nqualsiasi cosa stesse facendo, prendere il necessario e recarsi sul tetto\npassando dalla finestra della soffitta. Non era mai capitato che le balene si\nfacessero aspettare per pi\u00f9 di un quarto d\u2019ora. Se la sensazione si fosse\npresentata prima, magari il volk avrebbe anche fatto in tempo a correre al\nporto e scommettere un paio di idre; questo talento avrebbe almeno avuto\nl\u2019utilit\u00e0 di far guadagnare qualcosa una volta all\u2019anno. Niente, neanche\nquello. Hari per\u00f2 non si lamentava di questo. Gli piaceva guardare le balene.\nCi rimaneva le ore, anche dopo che le braci nel paiolo si erano spente e la\nfiaschetta si era svuotata; avvolto nella pelliccia, stringeva le ginocchia al\npetto e guardava le acque del fiordo incresparsi, le sagome grigie dei cetacei\ninnalzarsi verso il cielo, i loro giochi fra i flutti, e ascoltava il loro\ncanto etereo, rapito. Non sapeva perch\u00e9 tutto ci\u00f2 fosse cos\u00ec speciale per lui,\nma lo era, e non riusciva a condividere quel momento con nessuno; non per\nvergogna, per gelosia, o per la presunzione che nessuno lo avrebbe vissuto come\nlui, ma per una totale incapacit\u00e0 di spiegare quel che provava. Era una cosa\nsua, e non sapeva nemmeno bene perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella mattina Hari si svegli\u00f2\ncon la precisa sensazione di dover andare sul tetto immediatamente. Il sole\nfuori non era ancora sorto e un vento freddo spazzava le strade di Port Anchor\nsollevando gli ultimi residui di neve. \u201cNon pu\u00f2 essere\u201d, pens\u00f2, \u201cal porto la\nscommessa pi\u00f9 vicina d\u00e0 l\u2019arrivo a non meno di due settimane.\u201d Si doveva essere\nsbagliato, quest\u2019anno. Si gir\u00f2 nel letto, improvvisamente scomodo. Si tir\u00f2 la\ncoperta fino al collo. Sprimacci\u00f2 i cuscini. Niente. La sensazione non passava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Devi andare<\/em>, gli diceva quella brutta stretta allo stomaco. Una\nstretta che sentiva tutti i giorni da ormai\u2026 da ormai\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dalla Ferme Arb\u00f2nne<\/em>, continu\u00f2 la sensazione. Dannazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stava schivando da quasi due\nlune, quella sensazione. La ricacciava gi\u00f9, in qualche angolo del cervello,\nquando si presentava; qualche volta lo prendeva alla sprovvista, come un pugno\nallo stomaco che mozzava il fiato. Gli tendeva agguati tra le pagine di un\nlibro, in un refolo di vento che alzava una foglia secca, in un riflesso\nnell\u2019angolo dello specchio. Hari la accantonava subito, prima di darle il tempo\ndi parlare: non voleva sentire quello che aveva da dire. Non aveva bisogno di\naltre parole. Non voleva e non doveva capire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella mattina, per\u00f2, la\nsensazione aveva scelto di cavalcare l\u2019istinto per le balene di Hari. \u2018Perch\u00e9?\u2019\nsi chiese il ragazzo. Niente da fare per\u00f2: ormai era tardi. Doveva salire sul\ntetto, col suo liquore, la sua pelliccia e la sua pentola piena di carbone, e\naspettare che le balene si presentassero, oppure la sensazione non sarebbe\nsvanita. Finch\u00e9 non avesse assecondato la voce che gli diceva di rispettare il\nsuo appuntamento annuale, anche l\u2019altra eco di sottofondo non se ne sarebbe\nandata. Aveva trovato una crepa nella corazza di Hari e ci si era insinuata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Port Anchor, a quell\u2019ora della\nmattina, era avvolta ancora in una bruma oscura e silenziosa. Il vento soffiava\ndebole, ma gelido e tagliente, portando con s\u00e9 l\u2019odore pungente della neve\nvecchia. Le tegole del tetto erano una coltre brinata e scivolosa, una trappola\nche chiunque sano di mente avrebbe evitato, ma non era il caso di Hari in quel\nmomento. Doveva essere l\u00ec. Tutto il suo corpo lo stava urlando, ogni angolo del\ncervello era come una fanfara di luci e suoni esplosivi. <em>Le balene stanno arrivando!<\/em>, risuonava nella sua testa una voce\nallegra; eppure dietro essa, in agguato, c\u2019era <em>l\u2019altra<\/em> sensazione. Hari si sedette nel solito punto. Il mare,\ndistante, sembrava quasi fare le fusa ritmicamente, con la superficie che si\nincrespava di spuma bianca, l\u2019unica cosa visibile nella penombra che precedeva\nl\u2019alba.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dobbiamo parlare \u2013 mugugn\u00f2 Hari\nstendendo le mani sopra i tizzoni di <em>ugol\n<\/em>per scaldarsi. \u2013 Lo so che ci sei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo sentiva che <em>lei<\/em> era l\u00ec. I suoi occhi non dovettero\nneanche cercarla. Seduta accanto a lui, anche lei con le ginocchia strette al\npetto, stava Katja. La chioma bionda si muoveva appena al vento, molto meno di\nquanto avrebbe dovuto fare, e l\u2019abbigliamento della donna consisteva nella\ncamicia bianca e nel corsetto che indossava in quel giorno lontano di met\u00e0\nautunno, quando si erano conosciuti. Lo sguardo della ragazza vagava a cercare\nqualcosa di lontano, con l\u2019espressione seria e assorta. Hari non l\u2019aveva mai\nvista cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Katja \u2013 bisbigli\u00f2 come a\nrichiamare la sua attenzione. Lei si volt\u00f2 appena, ma almeno adesso dava l\u2019impressione\nche lo stesse guardando. Rimase cos\u00ec, indecifrabile, senza proferire parola; a\nmalapena sembrava che respirasse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Lo so che non sei veramente qui\n\u2013 continu\u00f2 Hari, &#8211; ma so anche che non c\u2019\u00e8 bisogno di impazzire per perdere un\npo\u2019 il senno. Io, dal giorno in cui sei morta, ho iniziato a perderlo. Un po\u2019\nper volta. Un giorno per volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tir\u00f2 un lungo sospiro e appoggi\u00f2\nil mento sulle ginocchia. La pelliccia che gli copriva la testa form\u00f2 una sorta\ndi caverna in cui il volto di Hari sembrava sparire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Non so spiegarmi il perch\u00e9. Ho\nretto la morte di mia madre, perch\u00e9 sapevo che era stata vittima di un\nmaleficio pi\u00f9 grande di noi. Ho retto la morte della Zarina, per quanto \u00e8\ndurata, perch\u00e9 in fondo al cuore sapevo che non sarebbe potuta finire cos\u00ec, e\nnon mi sbagliavo. Ho retto la morte di Iker, di mio zio\u2026 perch\u00e9 nonostante la\nrabbia, nonostante il dolore, era qualcosa che aveva scelto lui. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hari tentenn\u00f2, la voce che si\nrompeva leggermente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; La morte di Isabeau mi ha\ndestabilizzato leggermente, \u00e8 stata una piccola crepa, qualcosa a cui non ho\ntrovato del tutto spiegazione. \u00c8 stata anche quella una sua scelta, ma non\npotevo non chiedermi se sarebbe potuta andare in modo diverso. Anche questa,\nper\u00f2, sentivo di poterla affrontare. Ne avevo il modo, ne avevo i mezzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiuse gli occhi, come a voler\ntrovare la forza di continuare a parlare, ad affrontare la sensazione che si\nportava dentro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Non so per\u00f2 se superer\u00f2 la tua\nmorte, Katja. Non ero pronto ad affrontare quel che \u00e8 successo. Le mie\nconvinzioni hanno iniziato a sgretolarsi in quel momento, a sciogliersi come la\nneve inizier\u00e0 a fare tra poco. Quello che davo per certo \u00e8 sparito, e mi chiedo\nallora se davvero fosse solido come credevo. Io\u2026 io credevo che quello che\nstavamo facendo fosse una cosa giusta. Tutta la situazione tra noi e l\u2019Impero,\nce l\u2019avevo cos\u00ec chiara in testa\u2026 L\u2019Impero ci opprime? E noi reagiamo.\nCombattiamo, in nome della libert\u00e0, per un futuro migliore. Noi siamo nel\ngiusto. Non esistono distinzioni nette tra bianco e nero, perch\u00e9 non esiste\nguerra che non abbia vittime innocenti, ma noi abbiamo la possibilit\u00e0 di\nrendere questo mondo un posto diverso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hari si strinse le ginocchia. Le mani\ngli tremavano ormai in modo incontrollabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Questo credevo, finch\u00e9 non sei\nmorta tu, Katja. No, aspetta: finch\u00e9 non ti ho ucciso. Fino a un attimo prima\ntu eri quella dal lato sbagliato della storia: una imperiale, una devota ai\nQuattro. Una nemica. Un pericolo. Un ostacolo da rimuovere. Tu\u2026 tu non eri\nquello, Katja. Tu eri una persona. Una persona come me, come gli altri. Una persona\nche ha fatto delle scelte nella vita, che ha provato emozioni, sentimenti, che\ncredeva in qualcosa. Una persona normale, che ha trovato la sua fine per scelte\nnon sue. Una vittima della situazione, stretta tra due forze pi\u00f9 grandi di lei.\nL\u2019Impero da una parte e gli \u2018eroi\u2019 dall\u2019altra. Quando ho iniziato a calcare le\nvie di ventura qualche anno fa era tutto molto pi\u00f9 facile, tutto pi\u00f9 chiaro. Mi\nsentivo pronto a tutto, disposto a fare qualsiasi cosa per quello a cui tenevo.\nCredevo di essere uno con dei principi, e invece tutto si \u00e8 rivelato essere\nmolto pi\u00f9 complesso di quel che credevo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pugno di Hari cadde violento\nsu una tegola del tetto. Dabbasso, un mucchietto di neve si rivers\u00f2 sulla\nstrada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; In quel momento ho capito,\nKatja. Noi non siamo per niente diversi dall\u2019Impero. In fondo alla giornata\nquello di cui ci interessa \u00e8 il nostro tornaconto personale, la cura del nostro\norticello. Non c\u2019\u00e8 un giusto o uno sbagliato. Non ci sono ideali. C\u2019\u00e8 quello\nche ci torna comodo e basta. Non ci importa delle conseguenze. Non ci importa\nse qualcuno che non c\u2019entrava niente muore per colpa delle nostre scelte. Problema\nsuo. Sono state fatte scelte, Katja, che hanno condotto alla tua morte, e io ho\nscelto di voltarmi dall\u2019altra parte per non vedere. Come l\u2019Impero ha fatto\naltre volte, anche noi ti abbiamo tolto prima la tua libert\u00e0 e poi la tua vita.\nNon siamo differenti da quelli che odiamo. Non siamo affatto differenti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hari alz\u00f2 lo sguardo di scatto. C\u2019era\nuna rabbia crescente nella sua voce, una furia gelida e spietata, trattenuta\nperch\u00e9 non esplodesse ma bruciasse lentamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Si sta preparando una tempesta,\nKatja. Una tempesta come mai se ne sono viste prima, e noi ci saremo proprio\nnel mezzo. Sar\u00e0 brutale e inevitabile. Non so quando inizier\u00e0, n\u00e9 quanto\ndurer\u00e0, ma un giorno finir\u00e0, come ogni tempesta. Se la Storia sar\u00e0 cortese con\nnoi, quando la polvere si poser\u00e0, di noi non rimarr\u00e0 niente. Non il ricordo delle\nnostre azioni, non le nostre ipocrisie, non la nostra meschinit\u00e0. Niente, non\ndovr\u00e0 rimanere niente di nessuno. Una tabula rasa, un mondo nuovo che dovr\u00e0\nmuovere i nuovi passi da zero. Niente Impero, niente eretici, briganti, o\nalieni di sorta, ma soprattutto niente di noi, di quello che siamo. Niente,\nperch\u00e9 nessuno di noi si merita niente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una calma improvvisa assal\u00ec Hari,\nche si volt\u00f2 lentamente verso Katja. La donna era sempre l\u00ec, ma il suo sguardo\nera fisso di lui. Il debole accenno di un sorriso triste aleggiava sul suo\nvolto pallido, un\u2019altra espressione che Hari non conosceva di lei. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Non voglio che resti niente di\nun mondo che ti ha ucciso, Katja. Non riesco a vedere cosa si dovrebbe salvare.\nCredevo che noi fossimo le balene che annunciano la fine dell\u2019inverno, lo\nsbocciare di un nuovo futuro, un domani migliore. Eppure noi non siamo niente\ndi tutto questo. Ci speravo, in fondo al cuore, ci credevo davvero e forse \u00e8\nper questo che tutti gli inverni mi spingo quass\u00f9 per vedere le balene: perch\u00e9\nspero che qualcuno un giorno mi guardi e vedendomi dica \u2018Ehi, domani sar\u00e0 un\nbel giorno\u2019. Non sar\u00e0 cos\u00ec. Nel momento in cui ho spento la tua vita tra le mie\nmani, ho capito che non sar\u00e0 mai cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un debole chiarore dorato\nriscaldava ora la linea dell\u2019orizzonte. La fitta bruma iniziava a tingersi di\nuna tinta lattea, che ammorbidiva tutti i contorni del panorama di Port Anchor.\nHari fece strisciare la mano fuori dalla pelliccia in direzione di Katja, ben\nconsapevole che non avrebbe trovato niente. Si limit\u00f2 a stringere un pugno di vecchia\nneve tra le dita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Non ti ho amato, Katja \u2013\nridacchi\u00f2 sconsolato Hari, tirando su col naso. \u2013 Non mi fidavo di te, e non l\u2019ho\nfatto fino a quando non \u00e8 stato troppo tardi. Non sapr\u00f2 mai se le nostre strade\nfossero destinate a intrecciarsi; forse eravamo troppo diversi, troppo\ndistanti, eppure non ti meritavi quel che ti \u00e8 successo. Eri una persona\nvitale, brillante, indubbiamente messa al mondo per mettermi in imbarazzo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Katja sorrise silenziosamente, ma\nadesso dava proprio l\u2019impressione di stare guardando Hari. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Non ti meritavi quello che ti \u00e8\nsuccesso \u2013 continu\u00f2 lui. \u2013 Nonostante le nostre posizioni su versanti opposti,\nnon ti meritavi la fine che hai fatto. Non posso fare a meno di pensare a tutto\nquello che avrei potuto fare diversamente, ma soprattutto a quello che dovrei\nfare ora che non ci sei pi\u00f9. Quel \u2018sei libero\u2019 con cui mi hai lasciato pesa dannatamente.\nEra un augurio? Una condanna? Un perdono? Una maledizione? Come posso fare a scoprirlo?\nDovr\u00f2 vivere ogni mio giorno espiando per quello che ho fatto o viverlo\npienamente, come avresti fatto tu?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hari sent\u00ec un po\u2019 di calore\nimprovviso sul dorso della mano. La luce del mattino, sempre crescente,\niniziava ad abbagliarlo e la figura della donna accanto a lui, tra la nebbia e\nle lacrime, era ormai quasi indistinguibile. La sua espressione enigmatica\nsembra quasi fondersi con il cielo mattutino, mentre le bionde chiome si\nconfondevano con le volute della bruma spinta dal vento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Mi mancherai, Katja. Addio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso Hari era solo, sul tetto\ndi casa sua. Il carbone bruciava allegramente nella pentola mentre i vicoli di\nPort Anchor iniziavano lentamente a prendere vita. Una nuova giornata stava\niniziando. Il giovane volk si alz\u00f2, sgranchendosi la schiena e asciugandosi il\nviso con un lembo della pelliccia. Non si sentiva pi\u00f9 leggero, n\u00e9 pi\u00f9 sereno,\nma sorrise ugualmente. Almeno aveva finito di fuggire. Inizi\u00f2 a scendere dal\ntetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Bozhe moi<\/em>! \u2013 grid\u00f2 una voce da lontano, dal porto, seguita da molte\naltre. Istintivamente Hari alz\u00f2 lo sguardo e vide il mare innanzi a s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno spruzzo bianco si alz\u00f2\nimperioso nel mezzo della baia, come un fiore d\u2019acqua che sbocciava in mezzo al\nmare. Una sagoma scura si impenn\u00f2 nella nebbia, per ricadere pesantemente in\nuna coltre di flutti chiari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le balene erano arrivate. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste un piccolo evento a Port Anchor che segna la fine dell\u2019inverno, o almeno della sua parte pi\u00f9 rigida.&nbsp; C\u2019\u00e8 una piccola finestra di tempo, di solito di un paio di giorni, tra il momento in cui i ghiacci iniziano a mollare la presa sul<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":2356,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66,69],"tags":[77],"class_list":["post-2355","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lande-di-caponord","category-saluti-da-khartas","tag-hari"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2355","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2355"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2355\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2357,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2355\/revisions\/2357"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2356"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}