{"id":2414,"date":"2021-07-22T23:15:04","date_gmt":"2021-07-22T22:15:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=2414"},"modified":"2021-07-22T23:15:08","modified_gmt":"2021-07-22T22:15:08","slug":"siamo-uomini-o-generali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/siamo-uomini-o-generali\/","title":{"rendered":"Siamo uomini o generali"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ah, i vetusti muri a secco dell\u2019entroterra di Erigas. Le pietre consunte, franate in pi\u00f9 punti, corrono formando curve sinuose anche lungo vie dritte come un filo di spada\u2026 su queste opere indulge spesso lo sguardo critico del forestiero, la cui pignoleria mal si adatta allo scanzonato spirito del pueblo\u2026 chi ha concepito quelle scalcinate serpi di roccia levigata dal vento? Forse nate dal volubile estro di un anziano capomastro le cui labbra non riuscivano a staccarsi dal soave bacio del r\u00f5n\u2026 forse molteplici tratti realizzati da molteplici mani, nell\u2019arco d\u2019un secolo o gi\u00f9 di l\u00ec; non a caso gli irrequieti spiriti erigasiani mal si prestano a seguir per oltre una luna lo stesso impegno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fatto sta che starmene sdraiato sulla sommit\u00e0 del muricciolo, che in questa stagione per giunta \u00e8 coperto da una coltre di gradevole muschio, mi rende lieto come un re sullo scranno\u2026 anzi, debbo rimangiarmi queste parole, giacch\u00e9 in questo tempo i troni offrono un\u2019assai scomoda seduta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne sa qualcosa l\u2019hombre che ben conosco e che se ne sta assiso sul palanchino di rovere scolpito, levato al centro del campo d\u2019arme. Quattro armigeri alti non meno di sei piedi sorreggono quel trono di legno che, secondo una tradizione ormai sepolta sotto le ceneri di un\u2019Era, spetta al Sire plenipotenziario del pueblo\u2026 il seggio de El Cid. Scommetterei i miei adorati baffi che quei possenti energumeni non vengono dagli aridi colli o dalle remote isole della Signoria e non hanno nemmeno l\u2019espressione altera di Valdemar o lo sguardo truce di Khartas\u2026 la straordinaria statura, le membra dure come barbe di quercia e gli occhi di ghiaccio lasciano pensare che il falco quadricipite stia aleggiando su Caponord e che abbia gi\u00e0 sparso molte delle sue piume.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio amigo ha il muso lungo come un vecchio palafreno\u2026 si vede che quella pomposa messinscena non gli va per nulla a genio. Ci\u00f2 nonostante i suoi occhi cerulei sono fissi sui tre plotoni che si stanno addestrando nella piana, oggi battuta dalla fredda sferza del tramontano\u2026 lui ha vissuto per quasi due decadi come un soldato e tanto il ritmo della marcia quando quella singolare danza scandita da svolte o dietrofront bastano quasi a distrarlo dai cattivi pensieri\u2026 quasi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi alzo, stirandomi pigramente con la schiena inarcata, faccio qualche passo innanzi per veder meglio le manovre della Nueva Armada\u2026 nata meno di quattro mesi fa per volere dell\u2019Impero e come parte della temuta Risoluzione Finisterra, quell\u2019istituzione \u00e8 destinata ad accogliere centinaia di coscritti provenienti da ciascuna nazione di Caponord. L\u2019elite dei condottieri locali, incluso quel mio compa\u00f1ero, \u00e8 stata coinvolta per tramutare una nutrita accozzaglia di braccianti, artigiani e oziosi rampolli nel massimo esercito territoriale del Settentrione\u2026 certo presso i bastioni di Falcon una simile impresa \u00e8 stata di gran lunga sottovalutata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli alfieri schierati sull\u2019avanguardia tuonano all\u2019unisono <em>\u201cIN DEXTERA!\u201d<\/em> (trad. <em>\u201cA destra!\u201d<\/em>) e i centocinquanta militi: uomini e donne d\u2019ogni provenienza ed estrazione sociale, intendono ciascuno l\u2019ordine in virt\u00f9 del proprio intelletto e della conoscenza di quell\u2019antico vernacolo. Il risultato \u00e8 un rovinoso scontro, le picche intrecciate come ferri da calza, corpi a malapena capaci di reggere il peso della corazza che rotolano goffamente l\u2019uno sull\u2019altro\u2026 invero un affascinante disastro!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli alfieri hanno il loro bel da fare a rizzare le reclute, distribuendo schiaffi e colpi di nerbo assieme a una nutrita sequela d\u2019imprecazioni che ben presto spazzano via ogni brandello di solennit\u00e0\u2026 vedo la testa del mio amigo, adornata da lunghi capelli castani, scuotersi in preda allo sconforto e prima che i portatori riescano a voltare le teste protette dai pesanti cimieri, la sua figura balza gi\u00f9 dal palanchino. Egli sussurra qualcosa all\u2019orecchio di un attendente, il quale subito prende il comando dei plotoni\u2026 o meglio, di quel branco di capre senza cervello che stanno penosamente tentando di riformare i propri ranghi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Frattanto lui con un agile gesto fa scivolare gi\u00f9 dalle spalle la pesante giacca da parata, costellata da una miriade di alamari e galloni\u2026 senza curarsi dei molti che in queste zone arrafferebbero anche lo sterco che trovano per strada, l\u2019abbandona sui rami di un giovane gelso. Attraversa di buon passo una breccia che si apre nel muro a secco e con poche falcate giunge sino al piccolo podere, tagliato tra macchie di rovi e alberi da frutto ormai resi selvatici dall\u2019incuria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui c\u2019\u00e8 un piccolo padiglione alquanto disadorno ma rizzato alla perfezione, attorniato da rastrelliere con armi perfettamente allineate assieme a deschi e panche sui quali regna un ordine impeccabile. Di fronte ad esso non spiccano gli imponenti gonfaloni rossi e neri ma solo un vecchio l\u00e0baro sul quale \u00e8 ricamato l\u2019emblema di un piccolo rapace che tiene una serpe stretta nel rostro\u2026 giunto all\u2019ombra della tenda il mio amigo si ricongiunge con una vecchia conoscenza e dopo averlo carezzato con una mano, si calca sulla fronte un voluminoso cappello di cuoio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopodich\u00e9 egli \u00e8 subito attorniato da un pugno di quei bizzarri mercenari che per tanti anni hanno condiviso le sue avventure. Le loro divise sono tutte diverse tra loro e, a dirla tutta, non assomigliano affatto a divise\u2026 lunghe cappe di grigia lana erigasiana pronte a catturar una rapida lama, vezzosi corpetti valdemariti che tuttavia si dice siano pi\u00f9 duri delle scaglie d\u2019un dragone, scuri giustacuore di pelle bollita strappata a qualche tremenda belva khartasiana\u2026 a vederli cos\u00ec, nessuno gli offrirebbe il fondo d\u2019un barile d\u2019acciughe, eppure negli ultimi anni le loro gesta hanno ispirato alcuni racconti a dir poco avvincenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un pugno di cadetti strisciati nelle viscere del terrificante Leviatano dalle quali sortivano fuori le putride carcasse degli abysales\u2026 la strenua difesa delle carbonaie del Lupo, prese d\u2019assalto dall\u2019orda dei villici\u2026 l\u2019assedio alle perdute mura di Fantasmagoria, quartier generale della spietata Nassa\u2026 lo spericolato assalto sferrato al Consiglio delle Piovre attraverso un mistico portale\u2026 la fiera difesa degli spalti di Gigaspach, percossi dal ferro dei ribelli come l\u2019incudine colpita dal maglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 il passato dell\u2019hombre ma qual \u00e8 il passato del Generale? Chi rivendicherebbe i d\u00ec trascorsi a capo d\u2019una masnada quando innanzi a s\u00e9 ha la gloria delle schiere imperiali? Eppure lui vive ancora diviso tra la nostalgia e i fasti del presente\u2026 e, come talvolta si motteggia a Erigas, tiene quei suoi stivali ben piantati in due staffe!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi faccio pi\u00f9 vicino\u2026 forse \u00e8 il desiderio di riunirmi a quella singolare combriccola o forse il grato odore di carne allo spiedo che si leva da un fal\u00f2 scoppiettante. Una mano dalle lunghe dita mi assesta una pacca affettuosa dietro le orecchie e una scodella di carne fumante mi appare di fronte\u2026 quanto sarebbe tutto pi\u00f9 semplice se l\u2019ambizione fosse mossa dal buon cibo o dalla buona compagnia?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre faccio onore al pasto, la sua vigorosa carezza mi corre lungo la schiena. Il suo sguardo invece vira altrove, forse oltre la macchia aldil\u00e0 della quale c\u2019\u00e8 un\u2019intera armata ad attenderlo\u2026 una sfrenata avventura vissuta ogni giorno in punta di spada assieme ai vecchi compari oppure la somma autorit\u00e0 che gli spetta all\u2019ombra del tetro falco? Quell\u2019arduo dilemma gli toglie il sonno, smorza il sapore delle pietanze e fa venire meno quel raro calore che gli altri gli offrono\u2026 siamo dunque uomini o generali?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Io del resto non sono che un gatto e per questo, statene certi, mi reputo assai fortunato!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ah, i vetusti muri a secco dell\u2019entroterra di Erigas. 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