{"id":2449,"date":"2021-09-29T22:39:16","date_gmt":"2021-09-29T21:39:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=2449"},"modified":"2021-09-29T22:42:18","modified_gmt":"2021-09-29T21:42:18","slug":"four-seasons","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/four-seasons\/","title":{"rendered":"Four seasons"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8211; <\/em>Una foresta? Una foresta. Una cazzo di foresta! E non c\u2019\u00e8 nessuno qui! E la porta? Dove cazzo \u00e8 finita la porta? MAMMAAAAAAA!!! LA PORTAAAAAA!!!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Entra Aleksej, <\/em>gli aveva detto, <em>sar\u00e0 interessante<\/em>, gli aveva detto, <em>sar\u00e0 un\u2019esperienza che non hai mai fatto<\/em>, gli aveva detto. E invece era in una cazzo di foresta, come ce n\u2019erano per miglia e miglia e miglia e \u2013 oh guarda! \u2013 altre miglia ancora in tutta Khartas! Niente bestie strane, niente taran schiumanti rabbia, niente di niente, solo abeti carichi di neve a perdita d\u2019occhio e nessun fottuto essere umano nel raggio di migl&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ehi Aleksej! Come mai sei qui?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si volt\u00f2 di scatto: alle sue spalle c\u2019era Eliot, a piedi nudi e in maniche di camicia in mezzo a un cumulo di neve, che lo guardava con espressione sinceramente sorpresa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ma non hai fr&#8230; ah gi\u00e0. \u2013 Nelle gelide sale di Shiva il freddo e il caldo erano davvero solo stati mentali. \u2013 Non ho capito. Cio\u00e8, non lo so. Quella stordita di mia madre mi fatto vedere una porta strana, mi ha convinto a entrare non so come e non mi ha detto un cazzo, come al solito&#8230; dimmelo tu: che ci faccio qui?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esasperazione crescente dipinta sul volto del grande guerriero convinse Eliot che una dimostrazione pratica fosse la via migliore per evitare una fila di imprecazioni e atti inconsulti parzialmente blasfemi. Cos\u00ec, gli prese delicatamente una mano e la appoggi\u00f2 sull\u2019albero pi\u00f9 vicino. Improvvisamente la mente di Aleksej venne invasa da una rabbia inestinguibile, il ricordo netto di una casa in fiamme e di un piccolo corpo avvolto in un drappo sudicio, l\u2019ansia della caccia, la pace del silenzio. L\u2019aveva immaginato? Era stato solo nella sua testa? Di certo non gli apparteneva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ma questo \u00e8&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; \u00c8 uno dei voti di vendetta che ho concesso e che ha trovato la sua chiusura&#8230; \u2013 spieg\u00f2 Eliot. \u2013 Qui ciascun albero racchiude una delle memorie custodite dai profeti del Collegio del Rancore e questi abeti vicino a noi ospitano quelle che ho portato io con me&#8230; ma ce ne sono a migliaia, vedi? Fin dagli albori di Khartas&#8230; \u00e8 praticamente un immenso archivio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Un archiv&#8230; ma che cazz&#8230; maledetta, mi ha incastrato! Questa non \u00e8 una foresta&#8230; \u00e8 una fottuta esperienza culturale \u2013 mugugn\u00f2 Aleksej incrociando le braccia, profondamente contrariato. \u2013 Eccerto, Khartas, abeti, inverno&#8230; che idea del cazzo per un archivio!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ehm&#8230; questo credo che sia colpa mia \u2013 intervenne Eliot con tono incerto \u2013 perch\u00e9 vedi, la Divina Shiva conservava gi\u00e0 qui queste memorie, ma quando sono arrivata mi ha chiesto se non mi avrebbe fatto piacere darle una mano a tenere tutto in ordine e io le ho detto che era un incredibile onore e lei ha risposto che ero la persona giusta e io ma se lo dite voi e allora lei&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AAAAAHHH falla cortaaaaa!!! &#8211; Il grande guerriero era spazientito ma anche curioso come una scimmia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ehm&#8230; insomma la Divina Shiva ha detto che le piaceva&#8230; il tessuto dei miei sogni. &#8211; Lui alz\u00f2 gli occhi al cielo e lei si strinse nelle spalle, imbarazzata. \u2013 O forse ha detto pensieri. Non lo so, va bene? Ero molto emozionata, oh!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; S\u00ec s\u00ec, concludi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; &nbsp;Ehm, ecco&#8230; praticamente questa sala si \u00e8 organizzata intorno alla forma mentis a me pi\u00f9 congeniale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; La COSA?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; \u00c8 come mi torna comodo vedere le cose \u2013 tagli\u00f2 corto Eliot, mentre il grande combattente si dilungava in un <em>aaaaaaaaaaaaahhhh<\/em> di tardiva comprensione. \u2013 Quindi mi sono trovata qui e&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; E sei rimasta chiusa in questo posto perch\u00e9 la CAZZODIPORTA \u00e8 sparita! HA! LO SAPEVO!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; No, figurati. Posso uscire quando voglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; CHECCAZZODICI?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eliot si mise a ridere, prendendolo a braccetto, mentre l\u2019esasperazione del suo ospite cresceva a dismisura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dai, vieni con me&#8230; ormai che sei qui, ti faccio fare un giro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sentiero innevato scivolava sotto i loro piedi rapido come un torrente, serpeggiando fra le fronde, facendo tintinnare appena le sottili gemme di ghiaccio che adornavano gli aghi degli abeti. In breve, oltre l\u2019inverno khartasiano silenzioso e perfetto, grave e maestoso come le memorie che custodiva, cominciarono a intravedere delle chiazze colorate, lo scintillio dell\u2019acqua, l\u2019azzurro prepotente del cielo primaverile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ebbero superato l\u2019ultima cortina di neri abeti, il sentiero si framment\u00f2 in decine e decine di vialetti che si intrecciavano e si accavallavano in un delirio di ponticelli, terrazzamenti e viottoli di ogni forma, materiale e colore. Un vasto avvallamento erboso ospitava centinaia di polle di acqua limpida che si scioglievano dolcemente l\u2019una nell\u2019altra; su di esse si specchiavano pioppi tremuli, ciliegi in fiore, salici sinuosi, forsizie dorate e pigri palmizi, questi ultimi concentrati in corrispondenza di una sottile striscia di spiaggia costellata di conchiglie variopinte, distesa dinanzi a un mare di un turchese irreale, appena increspato da pennacchi di schiuma di madreperla. In mezzo alla vegetazione centinaia di uccelli di ogni specie gridavano e si rincorrevano di ramo in ramo, riempiendo l\u2019aria di canti melodiosi e di schiamazzi assordanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Se Valdemar e Erigas potessero scopare e avere una prole, questo sarebbe il risultato<\/em>, pens\u00f2 Aleksej.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Praticamente \u2013 spieg\u00f2 Eliot indicando i vari elementi del paesaggio &#8211; qui \u00e8 come se Valdemar e Erigas si fossero accoppiati e&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Cazzo, mi legge nel pensiero! &#8211;&nbsp; pens\u00f2 Aleksej, allarmato. Anzi no, l\u2019aveva detto a voce alta, altroch\u00e9. Urlato, proprio. Eliot rimase a bocca aperta e con l\u2019indice puntato verso un campo di enormi cocomeri, ma decise diplomaticamente di ignorare il commento del suo ospite e dirigere altrove il discorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Qui invece sono conservate le memorie della Ventura, sia dei quattro anni che abbiamo passato insieme che delle vite passate di ciascuno di noi&#8230; sono tutte concatenate e intrecciate fra loro, quindi \u00e8 un po\u2019 complicato averci a che fare e alcune&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un enorme gabbiano scese in picchiata fischiando come una teiera proprio sulle loro teste: si abbassarono appena in tempo per evitarlo, finendo a mollo in una delle polle. Aleksej si trov\u00f2 nel bel mezzo di uno scontro a cui non aveva mai partecipato in un luogo in cui non era mai stato, appesantito da uno scudo troppo grande, un frusciar di fiocchetti e un morbido balcone intrappolato nell\u2019acciaio, finch\u00e9 Eliot non lo trascin\u00f2 fuori dall\u2019acqua, riportandolo con i piedi sull\u2019erba fresca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Quando esco di qui vado dritto da Val\u00e9rie e la cazzio&#8230; ma l\u2019hai visto come teneva la guardia?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Guarda che questo \u00e8 successo molto prima che si addestrasse con te&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211;&nbsp; NON IMPORTA! Glieli spezzo, quei braccini flosci, se solo&#8230; \u2013 Un ulteriore strattone di Eliot lo distolse dai suoi propositi minacciosi, mentre una canizza di pappagalli variopinti sfrecciava accanto ai suoi gioielli di famiglia. Con un ulteriore balzo Aleksej si rintan\u00f2 dietro alla sua guida, afferrandola per le spalle e scuotendola energicamente. \u2013 E quei gallinacci indemoniati cosa cazzo sono?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Le memorie della ciurmAHIA! PIANTALA!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Fanno tutto questo casino anche i loro ricordi? Mmmh&#8230; ora capisco perch\u00e9 mamma li ha spediti a giocare ai fantasmi&#8230; Meno male che non sono tutti cos\u00ec <em>fastidiosi<\/em>!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:8px\">&#8211; Come qualcun altro di mia conoscenza&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Hai detto qualcosa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ho detto che non si potrebbe vivere senza \u2013 rispose prontamente Eliot con un sorriso a ottantasei denti. \u2013 A parte il chiasso \u00e8 un bel posto, no? Il mare porta ogni giorno nuovi ricordi&#8230; non so come funzioni esattamente, ma credo che la Divina Shiva stia ancora scremando le memorie che desidera custodire e queste poi si intrecciano in&#8230; NO, NON TOCCARLO!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Troppo tardi: Aleksej si era avvicinato a un pavone altezzoso quanto un cenacolo valdemarita e questo gli aveva sbattuto in faccia una ruota sfacciata quanto una locanda erigassiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; INCREDIBILE \u2013 ulul\u00f2 il grande guerriero sputacchiando piume \u2013 io pensavo di essere un vizioso, ma QUESTO&#8230; ma che cos\u2019ha in mano? WOOOOOOOOOOOO! Ma quanti sono? Ma cosa&#8230; CAZZO! \u2013 e cos\u00ec gridando assest\u00f2 una sonora pedata al pavone, che rotol\u00f2 poco elegantemente in un laghetto in un\u2019esplosione di loto e ninfee. Al suo fianco, Eliot sospir\u00f2, scuotendo la testa. \u2013 Eh lo so, \u00e8 roba un po\u2019 forte&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forte? FORTE? Forte era un colossale eufemismo. Inizialmente, Aleksej aveva trovato la visione che si era formata nella sua testa piuttosto appassionante, istruttiva quasi. Poi si era reso conto di due cose: la prima era che sua madre aveva ritenuto talmente rilevanti le avventure erotiche di Jean Claude e dei suoi numerosi compagni di letto da volerle conservare con minuziosa dovizia di particolari, e questo pensiero sarebbe bastato da solo ad azzerare qualunque entusiasmo. La seconda era che tra i fruitori delle abbondanti doti dell\u2019aitante valdemarita aveva intravisto anche la sua attuale accompagnatrice e per qualche motivo l\u2019idea di sbirciare oltre nella sua intimit\u00e0 lo disturbava moltissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ora tu affoghi nell\u2019oceano quel gallinaccio e noi non ne parleremo maaaaai pi\u00f9, d\u2019accordo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Maaaaai pi\u00f9, d\u2019accordo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ma non posso sopprimerlo, o tua madre&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MAAAAAAI PI\u00d9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aleksej aveva trascorso ancora un po\u2019 di tempo in quello scorcio di eterna primavera a rincorrere ricordi di battaglie, bagordi e epiche scazzottate; quando si era stancato, Eliot lo aveva preso nuovamente sottobraccio e lo aveva guidato su un nuovo sentiero, una viuzza di polvere e terra battuta che scorreva veloce sotto i loro piedi come fosse stata ricoperta di burro. In breve si trovarono in un\u2019ampia distesa di sabbia e rocce di ogni forma e colore, punteggiata qua e l\u00e0 da una macchia di arbusti resistenti e carichi di piccoli frutti scuri: Aleksej non si intendeva di piante, ma era certo di non aver mai visto nulla del genere in tutta Caponord. Il cielo sembrava vastissimo, velato da giganteschi cumuli di nubi lattiginose, appena tinte dal sole pronto a scendere all\u2019orizzonte. Tutto sembrava immobile, eppure brulicante di vita calda e invisibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che posto era quello?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Qui \u2013 spieg\u00f2 Eliot a bassa voce &#8211; sono custoditi mille anni di memorie degli abitanti della piccola Caponord nelle Lande Selvagge&#8230; i ricordi di casa mia, insomma \u2013 concluse con tono quasi di scusa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa volta il grande guerriero si trov\u00f2 senza nulla da dire. Non aveva bisogno di sperimentare nessuna visione per riuscire a percepire quante difficolt\u00e0 erano state affrontate, quanta forza era stata necessaria per sopravvivere, quante decisioni dolorose erano state prese, quanto calore aveva tenuto unita quella minuscola comunit\u00e0 per cos\u00ec tanto tempo. Per comprendere fino a fondo gli sarebbe bastato sfiorare ogni granello di sabbia, ma sapeva che non l\u2019avrebbe fatto. In realt\u00e0, preferiva di gran lunga che gli venisse raccontato. Tanto, il tempo non gli mancava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Camminarono in silenzio, fianco a fianco, finch\u00e9 qualcosa non attir\u00f2 l\u2019attenzione di Aleksej. Inspiegabilmente si avvicin\u00f2 a un frammento di ossidiana che somigliava a un piccolo obelisco, simile a molti altri che avevano incrociato lungo il sentiero, e lo tocc\u00f2. Il silenzio, poi un terrore improvviso, le urla dei compagni, il suo corpo che si muoveva davanti al grande verme, il dolore di un arto che gli veniva strappato, ombre che si allontanavano e le lacrime, le sue, perch\u00e9 non sarebbe pi\u00f9 tornato, non l\u2019avrebbe mai pi\u00f9 rivista. Poi pi\u00f9 nulla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto a lui, Eliot guardava senza vederlo un punto vicino ai suoi piedi, immobile. Aleksej non disse niente, la prese per una manica e ricominciarono a camminare fianco a fianco in silenzio, mentre le ombre si allungavano sotto i loro passi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poco a poco il sentiero si fece pi\u00f9 soffice e inizi\u00f2 a inclinarsi leggermente verso l\u2019alto. Intorno a loro gli arbusti erano diventati sempre pi\u00f9 numerosi, fino a diventare una vera e propria macchia piena di ligustri fioriti, rosmarini odorosi e ficaie cariche di frutti. Man mano che la pianura s\u2019increspava, la natura si faceva pi\u00f9 rigogliosa, le rocce lasciavano il posto a linee pi\u00f9 morbide e l\u2019aria diventava pi\u00f9 calda e ricca di profumi misteriosi. Anche se&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ho gi\u00e0 sentito quest\u2019odore \u2013 dichiar\u00f2 Aleksej \u2013 Sembra impossibile, ma ero nella mia cella a Zari-Dome e&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; L\u2019hai sentito? DAVVERO? \u2013 Eliot spalanc\u00f2 gli occhi e la bocca, raggiante fino alla punta dei capelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aleksej fece per replicare qualcosa e chiedere qualcos\u2019altro, ma si accorse che in realt\u00e0 non ce n\u2019era affatto bisogno. Era come se sapesse gi\u00e0 quel che doveva sapere. Come se&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Che cos\u2019\u00e8 questo posto? \u2013 domand\u00f2 invece. Si trovavano sul fianco di una collina ed erano quasi giunti sulla sua sommit\u00e0. Una corona di filari di viti grondanti grappoli maturi abbracciava la fine del sentiero e tutta l\u2019altura. La sera accarezzava con i suoi colori le sottili strisce di nubi pigramente addormentate all\u2019orizzonte. Eppure c\u2019era ancora luce in abbondanza e, quando giunsero al termine del viottolo, la destinazione apparve in tutto il suo splendore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era il prato pi\u00f9 incredibile che Aleksej avesse mai visto e, anche se di solito non notava queste cose, non riusciva a smettere di guardarlo. Un tappeto intessuto di erba profumata e fiori d\u2019estate dai colori cangianti, splendidi e modesti, reali o sognati, mossi appena da una brezza invisibile. Respiravano con un unico respiro, in perfetta sintonia fra loro, esalando un profumo che non poteva esistere se non l\u00ec, in quel luogo immaginato, al di l\u00e0 dello spazio e del tempo. Se nelle sale di Shiva c\u2019era la pace silenziosa dei ghiacci, l\u00ec si poteva intuire il riflesso del concetto stesso di equilibrio, di armonia, di quiete assoluta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Non lo riconosci? \u2013 mormor\u00f2 Eliot con dolcezza. &#8211;&nbsp; Eppure sei tu che me l\u2019hai restituito&#8230; ed \u00e8 ci\u00f2 che io ho lasciato a te quel giorno a Zar-Hyra&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco, ecco perch\u00e9 gli era cos\u00ec familiare! Si guard\u00f2 attorno e si rese conto di sapere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il posto speciale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutta la collina apparteneva a Eliot e custodiva i suoi ricordi pi\u00f9 preziosi. L\u2019aria della sera era intessuta dei sorrisi di Vivi. Ogni granello della terra che calpestavano era frutto delle storie di Hari. Ogni acino d\u2019uva celava dentro di s\u00e9 gli attimi trascorsi con Hernando. Ogni fiore era ci\u00f2 che l\u2019aveva mantenuta viva e felice di esserlo, nel bene e nel male. E poco pi\u00f9 avanti&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aleksej alz\u00f2 lo sguardo, sicuro di trovare ci\u00f2 che si immaginava: a pochi passi da loro c\u2019era un basso muretto a secco di pietra serena quasi a picco sul fianco della collina, da cui si dominava tutto l\u2019orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sedettero su di esso quasi all\u2019unisono, prendendo un lungo respiro: lisciando una pietra, Aleksej si vide&nbsp; attraverso occhi non suoi mentre usciva caracollando dal corpo del Leviatano, ubriaco come una botte di rum. Ne lisci\u00f2 un\u2019altra, e vide mani non sue stringere con forza una piccola scheggia di ghiaccio, una, cento, mille volte. Un\u2019altra pietra ancora, e sent\u00ec un\u2019anima non sua lacerarsi in mille pezzi mentre teneva il suo corpo senza vita fra le braccia in un lago di sangue. Ogni pietra era piena di calore e di dolore, di vento e crepuscolo, di ricordi annegati in altri ricordi. Ogni pietra era dolce e spaventosa e profumava d\u2019autunno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre si districava lentamente in tutti quei ricordi non suoi, Aleksej colse sovrappensiero un filo d\u2019erba: improvvisamente, lo stelo si allung\u00f2, si arrotol\u00f2 e si ingross\u00f2 fino a sbocciare. Con grande sorpresa di Eliot, fra le mani del grande guerriero era fiorito uno sgargiante papavero <em>rosso<\/em>. Mentre Aleksej notava per la prima volta che \u2013 strano ma vero &#8211; non c\u2019erano altri fiori di quel colore sul prato, nuovi papaveri spuntarono e sbocciarono prorompenti tutto intorno al muretto, e poi intorno ai pedoni delle viti, reclinando le teste appesantite dai petali giganteschi contro le pietre e i grappoli d\u2019uva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; \u00c8 un po\u2019 tardi per questo \u2013 comment\u00f2 Eliot a bassa voce, con un sorriso profondamente imbarazzato. Ancora incerto, lui si rigir\u00f2 il papavero fra le dita mentre lei lo osservava, assorta. \u2013 Chiss\u00e0 come sarebbe potuta andare, se le cose fossero state diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con un preciso colpo di polso, Aleksej le frust\u00f2 la fronte con il fiore che aveva in mano, spargendo petali rossi ovunque e distraendola dai suoi pensieri. &#8211; Ha importanza?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Proprio no &#8211; concluse Eliot ridendo, e gli appunt\u00f2 un papavero fra i capelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cielo notturno li aveva avvolti placidamente in una coltre di velluto stellato, investendo ogni cosa di estate e lucciole. Eliot punt\u00f2 il naso verso l\u2019alto e respir\u00f2 profondamente. \u2013 Finalmente questo luuuuuungo e interminabile giro \u00e8 finito, quindi se vuoi posso mostrarti come si esce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Mhhhh. \u2013 Per tutta risposta, il grande guerriero scivol\u00f2 gi\u00f9 dal muretto, stendendosi placidamente sulla sottile striscia di morbido prato che li separava dalla scarpata. \u2013 Ormai \u00e8 notte&#8230; rimango un altro po\u2019, dai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eliot non disse nulla riguardo al fatto che nelle sale di Shiva nessuno aveva pi\u00f9 bisogno di dormire o di qualunque altra cosa e si accomod\u00f2 accanto a lui, aggrappandosi furtivamente alla sua camicia con due dita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ti ho sentita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ahhh, troppo bravo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Risero come i due stupidi che erano e poi rimasero in silenzio, spalla a spalla, ad assaporare quella serenit\u00e0 cos\u00ec densa e profonda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019era davvero pi\u00f9 bisogno delle parole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Una foresta? Una foresta. Una cazzo di foresta! E non c\u2019\u00e8 nessuno qui! E la porta? Dove cazzo \u00e8 finita la porta? MAMMAAAAAAA!!! LA PORTAAAAAA!!! Entra Aleksej, gli aveva detto, sar\u00e0 interessante, gli aveva detto, sar\u00e0 un\u2019esperienza che non hai mai fatto, gli aveva<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2450,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66,69],"tags":[76],"class_list":["post-2449","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lande-di-caponord","category-saluti-da-khartas","tag-eliot"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2449","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2449"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2449\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2454,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2449\/revisions\/2454"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2450"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}