{"id":2500,"date":"2022-02-27T19:27:25","date_gmt":"2022-02-27T18:27:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=2500"},"modified":"2022-02-27T19:29:17","modified_gmt":"2022-02-27T18:29:17","slug":"o-athair-gu-mac","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/o-athair-gu-mac\/","title":{"rendered":"\u043e\u0442 \u043e\u0442\u0446\u0430 \u043a \u0441\u044b\u043d\u0443 \/ o athair gu mac"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La notte non era della migliori per fare ci\u00f2 che doveva. Tutte i mesi passati senza luna sarebbero stati certamente migliori per agire col favore delle tenebre. Se non altro, non lasciare nemmeno una traccia era la sua specialit\u00e0. Dopotutto, era Zar non senza merito. I suoi trascorsi da Cacciatore lo rendevano in grado di passare ovunque senza farsi vedere, cos\u00ec come nessuna Preda poteva sperare di cavarsela quando braccata da lui.<br \/>Quel compito era fin troppo facile per uno del suo calibro. Infatti, seppure con pochissime indicazioni, riusc\u00ec a trovare la casa in un tempo esiguo. Non c\u2019erano in effetti cos\u00ec tante case in queste zone e vicino alla sorgente del fiume principale di Gardan ne era presente una soltanto, una sottospecie di catapecchia rabberciata alla meno peggio, di sicuro con tanti lustri sulle spalle e passati malissimo.<br \/>Una volta trovata, sgusci\u00f2 dentro praticamente senza emettere nemmeno un fiato e lasci\u00f2 quanto doveva sul tavolo centrale, quello che doveva essere da pranzo, da lavoro e probabilmente letto di emergenza, data la povert\u00e0 di quel luogo. Nemmeno dovette usare il grimaldello fidato, che pi\u00f9 di una porta preclusa gli aveva spalancato.<br \/>Poi, come fosse uno spettro, si dilegu\u00f2 da dove era entrato, premurandosi di chiudere bene la porta alle sue spalle.<br \/>Fu naturale e automatico sfoderare un lungo pugnale quando sent\u00ec alle sue spalle una voce inaspettata:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cScusa Signore! Scusa! Perch\u00e9 avevi lo spadone di mio padre in mano? E perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una striscia di stoffa rossa con scritto Erik come il mio nome?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si calm\u00f2. Rinfoder\u00f2 l\u2019arma e fece un sorriso di circostanza, ma amaro come il fiele. Non avrebbe mai voluto essere l\u00ec con quel bambino fulvo, quasi rosso. Sapeva dove l\u2019avrebbe condotto questo dialogo.<br \/>E non aveva alcuna voglia. O forse, era una cosa cos\u00ec tanto brutta che avrebbe voluto essere in ogni altro posto anzich\u00e9 l\u00ec. Allora tent\u00f2 di virare l\u2019argomento altrove:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cEhm\u2026 Vedi bambino\u2026 Ma non dovresti essere a letto a quest\u2019ora?\u201d<br \/>\u201cMio padre non \u00e8 tornato dalla Ventura e io non riesco a dormire, specie con la luna piena\u2026 Era andato per dare una mano a un signore per diventare Zar, mi aveva scritto\u2026 Ma poi non ha mandato sue notizie. Ormai sono passate sei lune, tra poco arriver\u00e0 l\u2019inverno e lui deve tornare. Lo ha sempre fatto&#8230; Doveva essere gi\u00e0 qui a riparare la nostra casa e\u2026\u201d si blocc\u00f2 di colpo, come se improvvisamente un pensiero gli avesse squarciato la testa e ne fosse sgorgato violento e rapido verso la bocca \u201c\u2026.\u00c8 morto, vero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Improvvisamente la tristezza colse il viso del bambino e ne strinse la gola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNon avrebbe mai lasciato lo spadone che gli aveva fatto quel ragazzo\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una lacrima rig\u00f2 il suo volto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMe lo aveva detto il nonno che faceva un lavoro pericoloso\u2026 che un giorno avrebbe potuto non tornare\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra lacrima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cVedi bambino,\u201d inizi\u00f2 lo straniero \u201cTuo padre\u2026 non potr\u00e0 tornare da dove si trova ora e quindi mi ha chiesto di portarti il suo spadone per far s\u00ec che tu un giorno possa seguire le sue orme.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il bambino rimase in silenzio per lunghi istanti, tirando su col naso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIo non\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scoppi\u00f2 in un pianto a dirotto e l\u2019uomo, stretto in un lungo cappotto bianco e nero, non pot\u00e8 far altro che allungare le braccia e stringerlo a s\u00e9, cercando di rincuorarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSenti piccolo Erik, io ho conosciuto tuo padre. Era un uomo bravo e coraggioso. Dovrebbero essercene di pi\u00f9, come lui. Purtroppo, insieme ad altri nostri amici, ha deciso che il mondo come sta andando ora non gli andava pi\u00f9 bene e ha combattuto addirittura contro i Quattro Imperatori. Sai chi sono?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il bambino si asciug\u00f2 con la manica della camicia e annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cE tu chi sei? Hai detto che sei\u2026 eri\u2026 un suo amico\u201d chiese sempre con voce tremula.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMeglio che tu non conosca il mio nome, per la tua sicurezza. Sono venuto qui per onorare un patto fatto a tuo padre poche ore prima che cadesse in battaglia. Ti ho riportato la sua arma, Artiglio, come mi aveva chiesto. Devi essere fiero di lui e dovrai onorarne la sua memoria finch\u00e8 avrai vita. Promettimelo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cTe lo giuro, Signore. Far\u00f2 tutto quello che potr\u00f2. Non deluder\u00f2 n\u00e9 mio padre n\u00e9 te.\u201d Chios\u00f2, tirando nuovamente su con il naso che ancora gocciolava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cAllora, piccolo Erik, \u00e8 giunta ora che me ne vada. Ricorda per sempre tuo padre e la promessa che hai fatto stanotte. Dalle mie parti, i giuramenti sono presi molto sul serio.<br \/>Addio!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza nemmeno aspettare risposta, l\u2019uomo si dissolse nelle ombre e scomparve, lasciando il bambino da solo, davanti alla porta di casa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>CIRCA TRENTA ANNI DOPO<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c\u2026 OGGI ABBIAMO MODO DI PERCUOTERE I TIRANNI CON LE LORO STESSE CATENE\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Fanciullo Guerriero Kanzor stava facendo uno dei pi\u00f9 begli e accorati discorsi che avesse mai sentito. Aveva un carisma che non poteva competere con quello di nessuno.<br \/>Lui invece era segnato dalle cicatrici di decine, se non centinaia, di battaglie. Una addirittura gli partiva dai capelli rossicci per poi terminare a poche dita dall\u2019occhio sinistro: il ricordo di un bolog un po\u2019 troppo irruento.&nbsp; L\u2019avrebbe coperta con un tatuaggio, fosse tornato vivo dall\u2019inferno che si stava per scatenare.<br \/>Alle sue spalle, oltre a un robusto contingente di uomini e donne delle montagne e delle verdi pianure, i compagni di lunga data. Si erano dati un nome, riprendendolo da una storia gardanita cara ad Alan, ma lui li chiamava <em>famiglia<\/em>. Famiglia come quella che avrebbe voluto mettere su prima o poi. Chiss\u00e0 se era gi\u00e0 in ritardo.<br \/>Alla loro destra, nello schieramento, vi era Kaspar. Un uomo saggio e istruito, nonostante la giovent\u00f9, cerusico ineccepibile e combattente leale e capace. Lo seguivano in tanti, con i mantelli neri di coloro che sono chiamati al sacrificio ultimo, silenziosi e raccolti spesso in preghiera.<br \/>Alla loro sinistra, gli uomini del deserto. Intabarrati in stoffe colorate, sembravano la vera antitesi dei Thersiani. Gli Athariani scendevano in campo come un turbine iridescente che spaziava dal blu all\u2019indaco al viola fino al rosso della fiamma del deserto, al seguito del loro Rahis, un uomo maturo e con il fuoco negli occhi. E una coppia di scimitarre finemente decorate, assetate del sangue dei seguaci dei Quattro.<br \/>Osservando i suoi alleati per questa battaglia, non pot\u00e9 fare a meno di lanciare lo sguardo oltre. Vide degli uomini che avrebbero potuto anche far parte del suo schieramento: le somiglianze erano tante. Anche loro armati pesantemente, asce e lunghi pugnali, tatuaggi di guerra e con le labbra che si digrignavano in mezzo a folte barbe.<br \/>Da dove venivano?<br \/>Poi vide la loro guida e si sent\u00ec come se il suo cuore avesse perso un battito. Stava quasi per cadere da cavallo.<br \/>Rimase tramortito per qualche istante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c\u2026 OGGI COMBATTIAMO CONTRO UN MALE CHE DA TRE MILLENNI ATTANAGLIA LE NOSTRE TERRE\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse era un sogno\u2026 Eppure quell\u2019uomo, con quella barba chiara e gli occhi penetranti\u2026<br \/>Si scambiarono uno sguardo.<br \/>Sembrava non fosse passato che qualche giorno per il bersaglio della sua vista: era pressoch\u00e9 identico al giorno in cui, circa trenta anni prima, gli aveva affidato lo spadone che ora reggeva tra le mani saldamente. Solo gli abiti erano cambiati. Nonostante molti dei suoi fossero rivestiti di acciaio e pronti alla carica, lui e un manipolo di altri dei suoi erano ricoperti di corazze di cuoio, probabilmente per lasciare liberi i movimenti, e lunghi archi si trovavano sulle loro spalle, con faretre ricolme di frecce impiumate in maniera mai vista.<br \/>Anche l\u2019altro uomo pareva sorpreso, ma molto meno di Erik.<br \/>Svelto il gardanita alz\u00f2 lo spadone e indic\u00f2 una striscia rossa legata all\u2019elsa.<br \/>L\u2019altro alz\u00f2 il dito in sua direzione e poi, stringendo il pungo, si batt\u00e9 sul petto all\u2019altezza del cuore, apr\u00ec un sorriso a met\u00e0 tra il dolce e l\u2019amaro, e abbass\u00f2 la visiera dell\u2019elmo a foggia di lupo che calzava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c\u2026 AL MIO SEGNALE, CARICHEREMO E INFIERIREMO UN COLPO MORTALE DRITTI AL CUORE DI QUEST\u2019IMMONDA CREATURA! IN MARCIA!!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non appena il pi\u00f9 grande contingente che il mondo avesse mai visto si mosse, sembr\u00f2 che un terremoto titanico percuotesse la terra stessa, gli alberi si scossero e persero molte foglie, stormi di uccelli si levarono in volo, animali di ogni razza, suini selvaggi, ungulati, lupi, faine e ogni altro quadrupede di terra, odorando quasi il sangue che di l\u00ec a poco avrebbe lavato le loro terre, presero a scappare in ogni direzione, lontani da Falcon.<br \/>Le nuvole accorsero invece, a fare da sfondo perfetto.<br \/>Subito dopo il via, l\u2019uomo con l\u2019elmo da lupo e i suoi gregari pi\u00f9 vicini sparirono. Si dissolsero come la nebbia colpita dai raggi di sole.<br \/>Certo, anche lui aveva tra i suoi gente in grado di fare queste cose, ma rimase stupefatto dalla naturalezza con cui ci\u00f2 successe.<br \/>Glielo aveva raccontato tante volte suo padre, quando era piccolo, dei Cacciatori Khartasiani, ma mai e poi mai li aveva visti di persona in azione. Non c\u2019era che dire, molto meglio averli dalla propria parte che contro!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notte non era della migliori per fare ci\u00f2 che doveva. Tutte i mesi passati senza luna sarebbero stati certamente migliori per agire col favore delle tenebre. Se non altro, non lasciare nemmeno una traccia era la sua specialit\u00e0. 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