{"id":2622,"date":"2022-12-28T08:00:00","date_gmt":"2022-12-28T06:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=2622"},"modified":"2022-12-26T12:35:38","modified_gmt":"2022-12-26T10:35:38","slug":"missione-di-recupero-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/missione-di-recupero-prima-parte\/","title":{"rendered":"Missione di recupero &#8211; prima parte"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un grido le si riverberava nella testa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era il grido senza voce dei morti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche lei apr\u00ec la bocca per gridare, ma non ne usc\u00ec alcun suono. La gola le bruciava e le tempie le pulsavano, dove la grossa chela l\u2019aveva colpita. Sulla lingua il sapore acre della cenere, che a palate la seppelliva pian piano: la cenere di quanti erano morti per causa sua. Perch\u00e9 non era stata abbastanza coraggiosa, perch\u00e9&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una mano la afferr\u00f2, strattonandola malamente fuori dall\u2019incoscienza in cui era scivolata e a cui stava soccombendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Cazzo, cerusica, apri gli occhi! Se muori te, ci lasciamo la pelle entrambe!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde sbatt\u00e8 le palpebre e mise a fuoco il volto che la sovrastava: sporco di sangue e di polvere, un graffio sulla mandibola pronunciata, i capelli biondi arruffati dopo la feroce battaglia. E insieme al volto, riaffior\u00f2 il tremendo dolore della ferita alla gamba, quasi strappata via da un morso, le fitte delle coste frantumate e il martellio nella testa che non la lasciava in pace, suscitandole la nausea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, erano tutti sintomi di quanto fosse arrivata vicina a morire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Quanto sarebbe pi\u00f9 facile&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Avanti, che aspetti? Curati, dannazione!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le sue mani si mossero animate di vita propria. Rovistarono all\u2019interno della scarsella che ancora aveva a tracolla ed estrassero una siringa piena della medicina che aveva approntato dopo una serie di studi insieme ad altri cerusici dell\u2019Ovestvallo. Nonostante le dita intorpidite dal dolore, riusc\u00ec a iniettarsela. Il rimedio amaro le corse lungo il corpo come un\u2019ondata di aghi roventi, togliendole per un attimo il respiro. Solo con uno sforzo riusc\u00ec a non vomitare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo spasmo pass\u00f2, rapido come era venuto, lasciandola ansante e stremata, ma viva e in via di veloce guarigione. Il sangue aveva gi\u00e0 smesso di fuoriuscire dalla gambe, le coste si stavano rigenerando, e il martellio alla testa si attenu\u00f2, permettendole di tornare a pensare con un briciolo di lucidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Alla buon ora, cerusica!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sollev\u00f2 lo sguardo. Ottavia si era lasciata cadere seduta sul pavimento di pietra, a breve distanza da lei, e la stava fissando quasi con rimprovero. Cristilde non riusc\u00ec a reprimere una smorfia quasi scocciata per essere stata interrotta mentre stava morendo in santa pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Guarda che mi chiamo Cristilde!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua stizza rimbalz\u00f2 contro un muro impenetrabile. \u2013 Bene, stai meglio. Ora vedi di pensare anche alle mie ferite?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cerusica stava per risponderle per le rime, quando not\u00f2 gli occhi lucidi di Ottavia, il sudore che le imperlava la fronte, il lieve tremito che le scuoteva le membra. Chiari sintomi di un avvelenamento in atto. Uno sguardo pi\u00f9 accurato mise in mostra la profonda ferita alla spalla, proprio sotto lo spallaccio, dove era affondato l\u2019aculeo della coda di un enorme scorpione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un attimo il resto pass\u00f2 in secondo piano e Cristilde sent\u00ec calare su di s\u00e9 la fredda calma di chi ha trascorso anni e anni della sua vita a studiare le arti mediche. Tir\u00f2 fuori dalla scarsella una serie di boccette e scelse l\u2019antidoto giusto. Non era la prima volta che si trovava di fronte al veleno di quelle bestiacce emerse da chiss\u00e0 quale fenditura del Sottomondo. Consider\u00f2 se farlo bere a Ottavia, ma non era sicura di quanto tempo fosse rimasta svenuta, a combattere tra la vita e la morte, e temeva che il veleno fosse ormai in circolo da troppo per tentare un lento assorbimento dell\u2019antidoto per via orale. Quindi travas\u00f2 rapidamente il contenuto della fiala in una siringa e lo iniett\u00f2 direttamente in vena alla guerriera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Impiegher\u00e0 qualche giro di clessidra a fare il suo effetto \u2013 annunci\u00f2 \u2013 Presto starai meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ricevette che un grugnito di risposta, a dimostrazione di quanto anche Ottavia fosse in pessime condizioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pass\u00f2 quindi a esaminare il resto delle ferite. A parte lo squarcio provocato dallo scorpione, si trattava solo di tagli superficiali. La fece comunque adagiare sulla stoia che portava sempre con s\u00e9, quando accompagnava i drappelli al di fuori della protezione delle mura dell\u2019Ovestvallo, e cominci\u00f2 a ricucire i lembi lacerati. Le sfil\u00f2 lo spallaccio e cominci\u00f2 ad applicare unguenti disinfettanti e rigeneranti sulla spalla, cercando di ignorare i sibili minacciosi che di tanto in tanto ancora si facevano udire all\u2019esterno del torrione di spessa pietra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non sarebbe dovuta andare cos\u00ec&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il piccolo drappello che quella mattina, all\u2019alba, aveva lasciato l\u2019Ovestvallo aveva un compito semplice: recuperare materiali e arsenale che dei fuggiaschi imperiali avevano occultato in un vecchio fortilizio abbandonato ai margini orientali della Scacchiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli esploratori lo avevano individuato qualche giorno prima e il comandante della guarnigione aveva deciso di inviare una squadra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Soltanto una dozzina di elementi \u2013 aveva deciso \u2013 Sar\u00e0 solo una spedizione di recupero. Tenetevi lontani dai combattimenti. Secondo gli esploratori, quella zona \u00e8 abbandonata da tempo, non dovreste incontrare pericoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Peccato che gli esploratori in questione avessero pattugliato il posto di giorno, e che in realt\u00e0 di pericoli ce ne fossero eccome.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il drappello, di cui facevano parte anche Ottavia e Cristilde, in veste di cerusica di campo, aveva raggiunto il vecchio forte, abbarbicato su una collinetta sassosa e spazzata dal vento, nel tardo pomeriggio. Dopo aver messo in sicurezza il perimetro, l\u2019ufficiale che li guidava aveva organizzato i sottoposti in due squadre per setacciare meglio i ruderi e caricare sul carro tutto ci\u00f2 che poteva essere utile. Il bottino si era dimostrato al di sopra delle loro aspettative: armi da mischia, archi, balestre e dardi in abbondanza, cos\u00ec come vettovaglie e numerosi preparati alchemici che sarebbero stati molto utili alla guarnigione. Il calar del sole li aveva colti ancora al lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;\u2013 Ci accamperemo qui per la notte \u2013 aveva deciso l\u2019ufficiale \u2013 Domattina finiremo di caricare quanto resta e ripartiremo per il vallo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma con le tenebre erano giunti anche i pericoli: enormi insetti, scorpioni e millepiedi giganti erano emersi dalle viscere della terra, vomitati da qualche fenditura del Sottomondo che doveva trovarsi nelle vicinanze. Li avevano attaccati con ferocia animalesca e, per quanto valorosamente si fossero battuti, i veterani dell\u2019Ovestvallo erano stati falciati in pochi giri di clessidra da quello sciame di mostri figli dell\u2019oscurit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde aveva un ricordo confuso degli ultimi concitati momenti dello scontro, da quando un enorme scorpione l\u2019aveva caricata a testa bassa. A nulla erano valsi i colpi della sua ascia: la bestia l\u2019aveva azzannata a una gamba, quasi amputandogliela, poi con un violento colpo di chela l\u2019aveva sbalzata via dal corpo del compagno che stava provando a ricucire. Da allora aveva soltanto vaghi sprazzi: la testa che sembrava sul punto di esplodere, la sagoma dell\u2019aculeo del millepiedi che incombeva stridendo sopra di lei, il fiotto di icore nerastro mentre il carapace dell\u2019addome della creatura veniva squarciato da uno spadone, la mano che la afferrava rudemente per la spalla, tirandola in piedi. Poi Ottavia se l\u2019era issata sulla schiena e in qualche modo, mulinando la spada, era riuscita a farsi strada fino al torrione principale del vecchio forte, miracolosamente in piedi e solido, chiudendosi la grossa porta alle spalle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde chiuse gli occhi. Di dodici elementi, erano rimaste soltanto in due. Una guerriera ferita e una cerusica altrettanto malconcia, rinchiuse in un vecchio rudere che si sarebbe trasformato nella loro tomba, se gli scorpioni fossero riusciti a trovare un varco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il momento, per\u00f2, la porta reggeva, e i rumori all\u2019esterno si stavano attenuando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>I bastardi si saranno messi a banchettare con i corpi dei nostri compagni!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Reprimendo un conato a quel pensiero, si concentr\u00f2 sulle ferite di Ottavia, escludendo il resto che non fosse il proprio lavoro, ci\u00f2 che per cui aveva studiato una vita intera. Funzionava sempre, e funzion\u00f2 anche quella volta. Quando termin\u00f2 di mettere l\u2019ultimo punto e applic\u00f2 l\u2019ultima benda, si sentiva di nuovo padrona di s\u00e9, o per lo meno pi\u00f9 calma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano vive. Per il momento erano al sicuro. Dovevano soltanto superare la notte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019antidoto aveva svolto la sua funzione, perch\u00e9 il colorito di Ottavia era pi\u00f9 roseo e il tremito l\u2019aveva abbandonata. La guerriera si risollev\u00f2 a sedere e pass\u00f2 lo sguardo sul loro rifugio improvvisato: la base di una torre circolare, spoglia a parte un mucchio di paglia muffita in un angolo. Una scalinata dai gradini rovinanti saliva a spirale verso l\u2019alto, ma si interrompeva dopo pochi metri dal suolo, distrutta dal tempo. O forse dall\u2019assalto di qualche altra creatura del Sottomondo. Del resto, poteva essere quello il motivo per cui gli Imperiali avevano abbandonato quell\u2019avamposto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Gran posto di merda \u2013 comment\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Gi\u00e0 \u2013 Cristilde si lasci\u00f2 scivolare indietro e cominci\u00f2 a riporre gli attrezzi nella scarsella, dopo averli ripuliti dal sangue \u2013 Avremmo dovuto andarcene prima che calasse il sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Ma non l\u2019abbiamo fatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 No.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Il nostro ufficiale in carica era un idiota. Eravamo troppo pochi per accamparci di notte all\u2019esterno delle mura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Perch\u00e9 non gliel\u2019hai detto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Gliel\u2019ho detto. Mi ha risposto che un buon soldato deve obbedire agli ordini. Bah! Se gli ordini sono coglioni, bisogna fottercene!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde non ribatt\u00e8. Come poteva biasimare quell\u2019ufficiale, lei che per tutta una vita non aveva fatto altro che obbedire agli ordini? Prima di suo padre, poi dei suoi maestri, poi dei suoi superiori nell\u2019esercito&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia emise uno sbuffo, si sistem\u00f2 meglio seduta con la schiena contro la parete, e prese dalla cintura la sua fiasca. La port\u00f2 alle labbra e cominci\u00f2 a trangugiare senza ritegno il contenuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa ebbe il potere di far saltare i nervi a Cristilde. \u2013 Come fai a bere in un momento come questo? Tutti i nostri compagni sono morti, massacrati da quei nostri, e anche noi rischiamo di fare la stessa fine!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 E allora? \u2013 Ottavia le lanci\u00f2 un\u2019occhiata di sbieco \u2013 Cosa cambia se rimango sobria?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Hanno ragione, tu sei pazza!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tutta risposta, Ottavia le porse la fiaschetta. \u2013 Vuoi un goccio?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 No.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Peccato. Il vino fa buon sangue, lo sanno tutti. E noi ne abbiamo perso un sacco entrambe, no?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fiss\u00f2, con un sorriso sornione, con l\u2019assoluta tranquillit\u00e0 di chi non ha niente da perdere. Cristilde avvert\u00ec un lieve sfarfallio nel petto, e dubitava che fossero gli strascichi della botta in testa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019impulso allung\u00f2 il braccio e le strapp\u00f2 la fiaschetta di mano. Prese un sorso prima di ripassarla a Ottavia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altro che vino! Quella roba doveva essere un liquore dei pi\u00f9 forti. Cristilde se lo sent\u00ec scendere in gola come lava e solo con uno sforzo riusc\u00ec a non mettersi a tossire. Non davanti a Ottavia, che la scrutava divertita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Presero a passarsi la fiaschetta in silenzio. Per ogni sorso che prendeva Cristilde, Ottavia ne ingurgitava pi\u00f9 del doppio, e in breve l\u2019alcool cominci\u00f2 a scarseggiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Peccato \u2013 comment\u00f2 la guerriera, agitando la fiaschetta quasi vuota \u2013 Credi che qui dentro ci sia anche qualche otre di birra, nascosto da qualche parte?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Vuoi andare a chiederlo agli scorpioni l\u00e0 fuori?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Ci andrei, se fossi sicura di trovare altro alcool.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Ti puzza proprio la vita, eh?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Parla quella che sembrava quasi incazzata di essere stata salvata, poco fa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde tacque. Ottavia aveva colto nel segno, come al solito. Come accidenti faceva quella pazza ubriacona a cogliere sempre i punti deboli della sua armatura?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Beh, tu non cerchi di morire? \u2013 chiese di rimando \u2013 Voglio dire, ti getti sempre a capofitto in ogni combattimento, incurante della tua incolumit\u00e0&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Certo che voglio morire \u2013 rispose Ottavia, con sincerit\u00e0, come se fosse la cosa pi\u00f9 normale del mondo \u2013 Ma prima voglio portare con me quanti pi\u00f9 imperiali possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde si morse le labbra. Per gli Astri, erano cos\u00ec diverse, eppure troppo simili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Li odi cos\u00ec tanto? \u2013 os\u00f2 domandare infine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Certo. Per colpa loro ho perso la persona a cui tenevo pi\u00f9 al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Questa persona&#8230; \u2013 la cerusica inciamp\u00f2 nelle parole, non sapendo se e come continuare \u2013 Ti ho sentito pronunciare un nome, quando dormivi ubriaca sulla mia branda, il giorno del tuo arrivo\u2026 \u2013 e infine lo chiese e basta: \u2013 Amanita era una donna, vero?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Temeva che Ottavia si arrabbiasse, le intimasse di farsi i fatti suoi. Ne aveva tutto il diritto. Invece le rivolse un altro dei suoi sorrisi in tralice. \u2013 Mi stai chiedendo se mi piacciono le donne, gli uomini o qualsiasi altra creatura birichina di Whanel?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde distolse lo sguardo, imbarazzata, dandosi della stupida. \u2013 Lascia perdere, non importa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Sei carina quando arrossisci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 \u00c8 solo l\u2019effetto collaterale della medicina di prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 E sei pure una pessima bugiarda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde tacque. Oh, se si sbagliava&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No, in effetti non era una bugiarda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era solo una che non diceva tutta la verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era decisa a lasciar cadere il discorso, ma a quanto pareva l\u2019alcol aveva sciolto la lingua di Ottavia. \u2013 Senti, da quanto non ti scopi qualcuno?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde alz\u00f2 lo sguardo al soffitto. \u2013 Che te ne frega?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Curiosit\u00e0\u2026 eddai, che altro abbiamo da fare qui dentro, a parte scambiarci cazzate?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dannatamente vero. E poi, che motivo aveva di mentirle? \u2013 Da prima di arrivare all\u2019Ovestvallo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 E quando sei arrivata?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Ormai da parecchie lune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia sgran\u00f2 gli occhi, poi scoppi\u00f2 a ridere. \u2013 E dici a me che sono pazza&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde le scocc\u00f2 un\u2019occhiataccia, sentendosi sempre pi\u00f9 in imbarazzo. Sapeva di non averne motivo, ma&#8230; di tutti i suoi commilitoni, Ottavia era l\u2019ultima persona con cui avrebbe voluto affrontare quegli argomenti. \u2013 C\u2019\u00e8 qualche possibilit\u00e0 che tu ti metta a dormire e mi lasci in pace?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Assolutamente no \u2013 Ottavia aveva l\u2019aria di chi si diverte un mondo \u2013 Piuttosto, \u2013 aggiunse, con studiata noncuranza \u2013 mi dai una mano a togliere il resto dell\u2019armatura?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde non aveva uno specchio a disposizione, e ne era grata. Ma bast\u00f2 l\u2019espressione divertita di Ottavia a farle intuire quale fosse stata la sua reazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Su, non fare quella faccia scandalizzata, sono tutta rotta, e se dormo sul pavimento con questa roba addosso domattina sar\u00f2 un pezzo di legno, e non riuscir\u00f2 neppure ad alzarmi, figurarsi pensare ad aprirmi la strada a spadate fino al vallo, se sar\u00e0 necessario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Non puoi togliertela da sola?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Non vorrei rischiare di riaprire le ferite che mi hai appena ricucito&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era una scusa bella e buona. Eppure, pur sapendo che Ottavia la stava prendendo in giro, Cristilde cedette. Era troppo stanca per continuare a discutere. E poi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ma chi voglio prendere in giro?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia non la stava costringendo a niente che lei stessa non volesse fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le si sedette accanto e cominci\u00f2 ad armeggiare con le cinghie dell\u2019armatura, prima il pesante schiniero, poi la cotta che le proteggeva il petto. La camicia al di sotto era strappata in pi\u00f9 punti e lasciava intravedere la pelle candida costellata di cicatrici, che dal collo serpeggiavano sulle spalle e lungo il petto. Cristilde le sfior\u00f2 con la punta delle dita e subito ritir\u00f2 la mano, il cuore che accelerava i battiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Beh, non hai mai visto il corpo di una donna prima d\u2019ora? \u2013 Ottavia non la guardava adesso, fissava un punto imprecisato davanti a s\u00e9, ma la cerusica poteva percepire il suo divertimento \u2013 A parte allo specchio, ovvio&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Ti ho ricucito parecchie volte \u2013 replic\u00f2 Cristilde stizzita e punta sul vivo. Era vero, non era la prima volta che vedeva Ottavia senza armatura o che ne toccava la pelle. Ma stavolta non era nello spedale della guarnigione, non era per ricucire le sue ferite\u2026 e lei non poteva pi\u00f9 nascondersi dietro il suo ruolo di cerusico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 E allora che ti prende?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando parl\u00f2, non era sicura di essere stata lei a muovere la lingua, oppure l\u2019alcol a rispondere al suo posto: \u2013 \u00c8 che sei bellissima&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia si volt\u00f2, il sorriso sulle labbra. Poi la baci\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era un bacio pi\u00f9 dolce di quanto lei si aspettasse. Pi\u00f9 esitante. Un bacio che sapeva di mancanza, con il forte retrogusto del liquore che avevano condiviso, e che dur\u00f2 troppo poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde si tir\u00f2 indietro, cercando di recuperare il fiato che in qualche modo le era precipitato in fondo alla gola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Sei ubriaca \u2013 disse, quasi un\u2019accusa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 E allora?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Non sono sicura che il bacio di un\u2019ubriaca abbia valore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia aggrott\u00f2 la fronte. \u2013 Stupida, io sono sempre ubriaca. \u00c8 uno schifo essere sobri. Ti ricordi troppi dettagli, e se non affoghi il dolore in qualche modo \u00e8 lui ad affogare te. Quindi le cose sono due: o ti sta bene cos\u00ec, o non ti sta bene, e allora vattene affanculo. E comunque, mi pari un po\u2019 brilla anche te. E hai bevuto solo qualche sorso\u2026 Non reggi proprio l\u2019alcol, fattelo dire!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Fanculo te \u2013 Cristilde scosse la testa \u2013 Ma guarda come siamo ridotte: mezze ubriache, mezze nude, e se quegli scorpioni sfondano il portone come ci difendiamo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Siamo fottute comunque. Almeno abbiamo gi\u00e0 l\u2019anestesia pronta in corpo per quando ci sventreranno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde scoppi\u00f2 a ridere. Maledizione a lei, era dannatamente vero. E contro ogni aspettativa, faceva addirittura ridere. Risero entrambe. Poi Ottavia la baci\u00f2 di nuovo, questa volta con pi\u00f9 trasporto, quasi feroce, mentre le sue mani le aprivano i lacci della giacca di pelle e poi i bottoni della camicia sottostante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde non la ferm\u00f2. Non voleva che si fermasse. A sua volta la liber\u00f2 dalla camicia lacera e sporca di sangue e premette il petto contro quello di lei, pelle contro pelle, cicatrice contro cicatrice. Si adagiarono sulla stoia, le labbra ancora avvinghiate in quel bacio che bruciava tutto il resto, lasciando soltanto i loro corpi frementi di desiderio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia si stacc\u00f2 per fissarla dall\u2019alto, i palmi contro la stoia, le labbra socchiuse e il respiro accelerato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Mi vuoi? \u2013 domand\u00f2, e in quel sussurro vibrava tutto il bisogno teso tra loro. Lo stesso bisogno che Cristilde sentiva cantare in ogni fibra del suo essere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stupendosi lei stessa, ripose: \u2013 Non c\u2019\u00e8 niente che abbia mai voluto con tale intensit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed era la pura e semplice verit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un grido le si riverberava nella testa. Era il grido senza voce dei morti. Anche lei apr\u00ec la bocca per gridare, ma non ne usc\u00ec alcun suono. La gola le bruciava e le tempie le pulsavano, dove la grossa chela l\u2019aveva colpita. 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