{"id":2656,"date":"2023-02-15T01:25:36","date_gmt":"2023-02-14T23:25:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=2656"},"modified":"2023-02-15T01:25:37","modified_gmt":"2023-02-14T23:25:37","slug":"sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/sempre\/","title":{"rendered":"Sempre"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Termin\u00f2 di stringere l\u2019ultimo punto, poi tagli\u00f2 il filo con un movimento esperto e asperse la ferita con un unguento rigenerante, prima di chiuderla con una garza ben pulita: al mattino sarebbe stata soltanto un\u2019altra cicatrice tra le tante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alz\u00f2 la testa dal proprio lavoro per gettare a Ottavia uno sguardo di riprovazione. \u2013 Non erano ferite cos\u00ec gravi, almeno per i tuoi canoni \u2013 comment\u00f2 \u2013 Non c\u2019era bisogno di una tale <em>anestesia<\/em>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Alfiere del Crepuscolo rispose con un mugugno impastato. Era adagiata sulla branda sopra una pelliccia di lupo. Si era liberata dell\u2019armatura incrostata di sangue e fango ghiacciato e indossava soltanto le brache, strappate in pi\u00f9 punti dove le lame nemiche avevano trovato un varco, e la camicia sbottonata per permettere a Cristilde di svolgere il suo lavoro. Nonostante il gelido inverno avesse calato il suo morso sulla Scacchiera, l\u2019interno della tenda era avvolto da un tenue tepore, grazie al braciere posizionato al centro dell\u2019ambiente, in cui i tizzoni ormai anneriti si stava spegnendo pian piano. Una schiera di boccali rovesciati erano sparsi sul pavimento di terra battuta, svuotati fino all\u2019ultima goccia, e l\u2019odore alcolico dell\u2019idromele impregnava l\u2019aria, mischiandosi a quello asettico dei medicamenti della cerusica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Se continui cos\u00ec, finiremo le scorte di alcool delle salmerie ben prima di arrivare a Nebin, e addio alla paga aggiuntiva che ci ha concesso Ermete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Cuci e non rompere \u2013 borbott\u00f2 Ottavia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Non rompo, ma \u00e8 da ieri sera che sei in queste condizioni. Stamani non sei riuscita nemmeno ad alzarti dalla branda e mi sono dovuta occupare di nuovo io della consegna delle chiavi ai nostri Ragazzi. Mi piacerebbe dirti che questa volta, grazie al tuo nuovo metodo, Istrice o chi per lui non ha avuto rimostranze in proposito, ma mentirei&#8230; \u2013 Cristilde annod\u00f2 la garza intorno alla coscia \u2013 E per la cronaca, ho appena finito di ricucirti!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Davvero? Bene \u2013 Ottavia si sollev\u00f2 su un gomito e mosse la gamba come ad assicurarsi che fosse ancora attaccata al resto del corpo. Non sembrava sentire dolore, ma Cristilde non era sicura che fosse tanto per l\u2019efficacia dei suoi rimedi, quanto per la quantit\u00e0 di alcol che le scorreva in corpo \u2013 Cazzo, ieri sera eravamo bloccati dentro una cava di merda insieme a demoni imperiali, fungacci velenosi e zombie che scorreggiano fuoco&#8230; Non puoi biasimarmi se ho avuto bisogno di un goccetto in pi\u00f9! E comunque oggi pomeriggio ho affrontato un troll cazzuto anch\u2019io, e quello stronzo continuava a rimettersi in piedi nonostante i nostri alchimisti lo tempestassero di acido e fiamme&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 E guarda come ti ha conciato!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Alla fine se n\u2019\u00e8 andato, quindi ho vinto io, no? \u00c8 giusto festeggiare una vittoria\u2026 mi versi altro idromele?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Il barilotto \u00e8 finito, e non ho nessuna intenzione di uscire al gelo per andare a cercartene un altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Peccato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde scosse la testa e cominci\u00f2 a riporre i suoi strumenti chirurgici nella scarsella. La luce del braciere scemava sempre di pi\u00f9 e per occuparsi degli ultimi tagli aveva posizionato una lanterna sullo sgabello accanto alla branda. Di tanto in tanto, lo schiocco del legno sconfitto dal fuoco infrangeva il loro silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Cosa ne pensi di questa storia? \u2013 domand\u00f2 infine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Penso che dovremmo dire ad Aldo e a Francisco di portare pi\u00f9 barilotti vicino alla mia tenda per le sere a venire&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Intendevo dello strano incubo che hanno avuto Vinicio e alcuni dei nostri nuovi Ragazzi \u2013 chiar\u00ec Cristilde, scoccandole un\u2019occhiataccia. A volte Ottavia sembrava non prendere nulla sul serio. E forse, in condizioni normali, neanche lei si sarebbe preoccupata di un banale sogno\u2026 ma la Scacchiera non era un posto normale, e un sogno che si presentava identico in persone diverse, e che si era dimostrato estremamente accurato nel descrivere un rituale sacrilego avvenuto a Malacava chiss\u00e0 quanti anni prima&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia si sollev\u00f2 a sedere sulla branda. \u2013 Se pu\u00f2 darci qualche indizio su quel bastardo dell\u2019Immacolato, come hai suggerito a Ermete, ben venga! Altrimenti\u2026 \u2013 si strinse nelle spalle. \u2013 Beh, ognuno ha i suoi incubi \u2013 sentenzi\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dannatamente vero. Cristilde si svegliava spesso nel cuore della notte, madida di sudore, il cuore che le martellava nelle orecchie e un grido roco che le raspava la gola, cercando di aprirsi la strada per uscire. Per un periodo era stata meglio, quando aveva raggiunto la Scacchiera insieme a Ottavia, quando aveva pensato di potersi lasciare definitivamente il passato alle spalle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi nelle ultime lune erano ricominciati, pi\u00f9 frequenti e pi\u00f9 terribili di prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Spesso non ricordo cosa ho sognato \u2013 ammise.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Io s\u00ec \u2013 replic\u00f2 Ottavia, lo sguardo che si perdeva nel vuoto \u2013 Nei miei sogni c\u2019\u00e8 sempre lei\u2026 Amanita&#8230; \u2013 al pronunciare quel nome, la voce le si spezz\u00f2 in un singulto, e si copr\u00ec il volto con le mani. Quando torn\u00f2 a guardare la cerusica, i suoi occhi erano sgranati e iniettati di sangue, ma dolorosamente asciutti. Gli occhi di chi ha gi\u00e0 pianto tutte le sue lacrime. \u2013 E\u2019 sempre accanto a me, eppure allo stesso tempo la sento scivolare via pian piano&#8230; a volte, per quanto mi sforzi, non riesco pi\u00f9 a mettere a fuoco il suo volto\u2026 come posso dimenticare il suo volto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quella domanda disperata, Cristilde tacque. Razionalmente avrebbe voluto far notare a Ottavia che sfondarsi di alcol tutti i fottuti giorni che gli Astri avevano messo in terra per dieci anni, e spesso pi\u00f9 volte nello stesso giorno, non fosse un toccasana per il suo cervello e la sua memoria. Ma non era questa la risposta che l\u2019Alfiere voleva, e soprattutto quella di cui aveva bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi, come si poteva applicare la razionalit\u00e0 a quel complesso concentrato di contraddizioni che era la mente umana?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Il tempo \u00e8 un fiume che scorre senza posa, ed erode i suoi argini come i ricordi \u2013 mormor\u00f2, abbassando lo sguardo sugli strumenti chirurgici \u2013 Anch\u2019io a volte faccio fatica a ricordare i volti di chi mi stato caro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il volto del suo vecchio amico partigiano, Jack Caddaren, che in cuor suo aveva gi\u00e0 dato per morto, e proprio a Malacava ne aveva avuto la conferma. Il volto di sua madre, con una gentile cuffia bianca in testa. Il volto di quel bastardo di suo padre. Il volto luminoso della sua cuginetta Miralys. Persino il volto dell\u2019uomo che aveva amato con tutta se stessa, prima che la guerra se lo portasse via insieme alla sua innocenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non esistono innocenti in un mondo di sopravvissuti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 I dettagli si perdono e rimangono solo sensazioni \u2013 prosegu\u00ec a bassa voce \u2013 Il calore di una mano sulla tua, il profumo di una carezza in una sera di primavera, lo zampillio di una risata luminosa. Mi rimane poco altro di lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia emise uno sbuffo graffiante. \u2013 A me sono proprio i dettagli che rimangono e che vedo ogni notte: la gola candida tagliata, infissa nella picca, i capelli fulvi intrisi di terra e sangue, gli occhi sbarrati e vitrei che mi fissano mi accusano, perch\u00e9 non ero con lei quando \u00e8 morta, no, quando \u00e8 stata trucidata a sangue freddo insieme al bambino che portava in grembo! \u00c8 questo che mi resta davvero di Amanita. Se solo potessi ricordarla come era prima, se solo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo dolore era cos\u00ec palpabile, in quel fiume di parole cos\u00ec inusuale per lei, che Cristilde lo sent\u00ec riverberare dentro di s\u00e9, come un pugno alla bocca dello stomaco che toglieva il fiato e stritolava il cuore. Avrebbe voluto abbracciarla e consolarla, anche se consolazione non c\u2019era, o almeno non quella che poteva fornirle lei, per quanto lo desiderasse. Perch\u00e8 l\u2019unico modo sarebbe stato infrangere i divieti del tempo e dello spazio, per tornare indietro a quel giorno fatidico, e salvare Amanita dalle grinfie imperiali\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E subito dopo la fitta alle tempie, a tradimento, a ovattarle le orecchie e a tagliarle le gambe. Sarebbe caduta, se non fosse gi\u00e0 stata in ginocchio sul pavimento di terra battuta. Invece punt\u00f2 i pugni sul terreno e strinse i denti, ricacciando indietro il malessere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non ora, maledizione!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ora che Ottavia era in quello stato. Gi\u00e0 l\u2019aveva fatta preoccupare abbastanza la sera prima, quando nella vecchia miniera era quasi svenuta davanti a tutti. Per gli Astri, non avrebbe aggiunto altra sofferenza o preoccupazione al suo fardello!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si costrinse a respiri profondi e regolari e la vista che le si era abbuiata di corpo, come in uno sbalzo di pressione, cominci\u00f2 a tornarle. Rimise a fuoco gli spessi lembi della tenda, su cui la luce della candela imprigionata nella lanterna proiettava ombre tremolanti; la ruvida cassapanca di legno che conteneva i pochi bagagli dell\u2019Alfiere; l\u2019ultimo ammiccare morente del braciere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si azzard\u00f2 a sollevare gli occhi su Ottavia: per quella volta non sembrava aver notato il suo mancamento,&nbsp; il volto sprofondato tra le mani, la mente annebbiata dall\u2019alcol e spersa nel passato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tir\u00f2 un breve sospiro di sollievo. Forse si trattava davvero di sbalzi di pressione, per quanto avesse gi\u00e0 cercato di curarli con erbe e medicamenti appositi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I semi purpurei che Vinicio e Xorba le avevano consegnato, come un regalo, erano ancora nella scarsella. Le ricordavano ci\u00f2 che aveva promesso a loro e a Ottavia, e a se stessa: avrebbe fatto di tutto per non essere un peso per il suo Alfiere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se davvero intendeva seminarli, come i nuovi Ragazzi suggerivano, non c\u2019era posto migliore di Nebin.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finse di finire di sistemare con meticolosit\u00e0 i suoi strumenti nella scarsella e, quando fu sicura che il malessere fosse cessato del tutto, si azzard\u00f2 ad alzarsi. Rimase qualche istante a fissare Ottavia, incerta sul da fare, in attesa\u2026 di cosa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Gi\u00e0, se solo\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se solo fosse riuscita a dirle quanto per lei fosse importante. Quanto fosse bella, anche ubriaca fradicia come quella sera, con addosso delle semplici brache a brandelli e una camicia sdrucita, con il chiarore della lanterna che metteva in risalto ogni curva del suo corpo e trasformava il suo volto nel pi\u00f9 meraviglioso dei quadri. Quanto la amasse -maledizione a lei!-, fin dalla prima volta in cui l\u2019aveva incontrata, in barba a ogni razionalit\u00e0 e buon senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se solo a Ottavia ci\u00f2 fosse importato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con un grumo doloroso bloccato tra lo stomaco e la gola, e il desiderio struggente anche solo di sfiorarla, si costrinse a distogliere lo sguardo. Meglio allontanarsi, nel caso il malessere si fosse ripresentato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Cerca di riposarti. Domani partiamo per Nebin, e la via \u00e8 lunga in questa stagione \u2013 si limit\u00f2 a pronunciare, quindi fece per andarsene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Cris!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La voce la inchiod\u00f2 sul posto e la costrinse a voltarsi. Quando Ottavia la chiamava con quel nomignolo -e soltanto lei lo faceva-, ogni volta il cuore di Cristilde sembrava sul punto di fermarsi, per poi riprendere a battere con maggior forza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerriera la stava fissando a sua volta, e in quell\u2019attimo apparve vulnerabile come una bambina, una domanda inespressa che si dibatteva nel suo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Non voglio dormire da sola stasera \u2013 mormor\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si allung\u00f2 a stringerle il polso e la attir\u00f2 verso di s\u00e9 con decisione. Cristilde non prov\u00f2 neppure a contrastarla -era quello che voleva disperatamente anche lei, per gli Astri!- e i loro corpi si scontrarono mentre crollavano entrambe sulla branda, alla ricerca l\u2019una dell\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Rimani con me? \u2013 mormor\u00f2 Ottavia con voce roca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristilde sollev\u00f2 la testa e annu\u00ec, pur sapendo che, tanto nel suo sonno quanto nel culmine del piacere, lei avrebbe pronunciato il nome di un\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a>\u2013 Sempre \u2013 rispose, e spense con un soffio la lanterna, come se quel caldo bozzolo di oscurit\u00e0 che le ingoiava potesse in qualche modo nasconderle dal resto del mondo e da tutto ci\u00f2 che cercasse di dividerle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Termin\u00f2 di stringere l\u2019ultimo punto, poi tagli\u00f2 il filo con un movimento esperto e asperse la ferita con un unguento rigenerante, prima di chiuderla con una garza ben pulita: al mattino sarebbe stata soltanto un\u2019altra cicatrice tra le tante. 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