{"id":29,"date":"2006-11-20T19:27:00","date_gmt":"2006-11-20T19:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=21"},"modified":"2006-11-20T19:27:00","modified_gmt":"2006-11-20T19:27:00","slug":"iii-mordian-primo-giorno-del-mese-di-alhazhar-vespro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/iii-mordian-primo-giorno-del-mese-di-alhazhar-vespro\/","title":{"rendered":"III &#8211; Mordian. Primo giorno del mese di Alhazhar. Vespro."},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">Syddin alz&ograve; la testa. Era concentrato a controllare che Gus non facesse errori nell&rsquo;inserire i pesanti volumi nel giusto ordine sullo scaffale dedicato alle transazioni economiche trelvenite degli ultimi dieci anni (quel testone ancora non aveva imparato l&rsquo;alfabeto in modo soddisfacente), quindi non si accorse che qualcuno era entrato nella sala grande finch&eacute; non se lo ritrov&ograve; davanti. Sussult&ograve; leggermente, ma subito si rese conto che quella figura, bench&eacute; inquietante, gli era ormai ben nota, e si ricompose. Anche Gus si drizz&ograve; in piedi, abbozzando un goffo inchino. Senza pensarci, per&ograve;, mentre si chinava, fece scivolare la mano verso le parti basse del suo addome. Syddin lo fulmin&ograve; con un&rsquo;occhiata e cerc&ograve; di stornare l&rsquo;attenzione dell&rsquo;uomo dal gesto scaramantico del suo compagno.<\/p>\n<p>&#8211; Salute a voi, messer Hak&ugrave;&hellip; &egrave; da molto che non vi si vede da queste parti&hellip; Dovete scusare Gus, ieri sera deve aver mangiato qualcosa che gli ha fatto male&hellip; <em>non &egrave; vero<\/em>, Gus?<\/p>\n<p>Dopo essersi preso una gomitata da Syddin, Gus intu&igrave; che forse era meglio sparire, invece di rimanersene l&igrave; a cercar di capire dove aveva sbagliato, e borbott&ograve; qualche parola di scusa, raccogliendo in tutta fretta alcuni pesanti libroni che port&ograve; via con s&eacute; come se non gli creassero nessun tipo di impiccio. Syddin sospir&ograve;, osservandolo correr via, poi rivolse di nuovo lo sguardo verso il nuovo venuto.<br \/>\nLo aveva visto tante volte: un uomo alto, robusto, abbigliato alla maniera degli stravaganti combattenti dell&rsquo;Est, con una maschera di teschio appiccicata a nascondere gli occhi&hellip; Syddin era un tipo sveglio e gli ci voleva poco a imparare da ci&ograve; che gli accadeva intorno. Sapeva che i guerrieri come lui, i&nbsp; &ldquo;Dragoni di Giada&rdquo;, erano rimasti in pochi, che dovevano mettere l&rsquo;onore davanti a qualsiasi altra cosa pena la morte, che avevano la testa pi&ugrave; dura delle rocce di cui erano fatte le lontane Cime Guardiane, che alcuni di loro erano devoti al Semidio della Morte e che nella Biblioteca Mordiana c&rsquo;era qualcuno che probabilmente odiava la loro stirpe sopra ogni altra cosa. <\/p>\n<p>&#8211; Immagino stiate cercando dama Melisenda&hellip;<br \/>\nL&rsquo;uomo rispose con un cenno del capo, parlando con voce bassa e calma. Se si era offeso dell&rsquo;atteggiamento irrispettoso di Gus, pens&ograve; Syddin, non lo dava certo a vedere. <br \/>\n&#8211; Ai, giovane applendista, il tempo olmai &egrave; giunto. Devo sottlalle a voi l&rsquo;aiuto plezioso di mia solella pel qualche giorno. Io e lei dobbiamo paltile immediatamente.<\/p>\n<p>Syddin si schiar&igrave; la voce prima di continuare. Nonostante fosse stato scelto lui per risolvere le questioni spinose per via della sua parlantina sciolta, tutte le volte che c&rsquo;erano di mezzo quei due gli pesavano enormemente le mascelle. <\/p>\n<p>Ci aveva messo un po&rsquo; per scoprire tutti i dettagli, ma alla fine, dai e dai, era riuscito a capire cosa mai potessero avere avuto in comune, a parte la tristezza che li avvolgeva in ogni istante, un glaciale samurai dalla pelle chiara e dai lineamenti sicuramente non orientali e una brusca veggente dagli occhi a mandorla proveniente dai Deserti. <br \/>\nUn padre. Avevano in comune un padre. O, per meglio dire, il samurai si era preso il padre della veggente. E ovviamente lei odiava entrambi, ed entrambi lo sapevano bene.<br \/>\nNonostante ci&ograve;, i due fratelli si proteggevano a vicenda, facevano ogni cosa insieme, ogni loro sforzo era diretto verso una causa e un pensiero comune, anche se spinto da motivazioni diverse. Perch&eacute; s&igrave;, erano davvero diversissimi. <br \/>\nHak&ugrave; era il ritratto cristallino della calma. Probabilmente esistevano pochissime cose in tutto il cosmo di Whanel che potessero scatenare la sua ira. A volte era cos&igrave; chiuso nel suo mondo di leggi e onore da non aver coscienza o non riuscire proprio a comprendere i sentimenti di coloro che gli giravano intorno. Pacato, distaccato, decisamente gelido all&rsquo;occorrenza, eppur stranamente affettuoso. Anzi, silenziosamente affettuoso verso l&rsquo;unica persona che potesse chiamare &ldquo;la sua famiglia&rdquo;.<br \/>\nMelisenda, maggiore di lui di qualche anno, era ugualmente fredda, metodica e precisa quando c&rsquo;era bisogno di rimanere calmi, e tuttavia estremamente sensibile, forse per via del dono della Veggenza che il dio della Conoscenza sembrava averle accordato. Ma in s&eacute; covava una collera tremenda che di tanto in tanto premeva per uscire in modo evidentemente insopportabile per i suoi nervi. Sempre pi&ugrave; di frequente si lasciava andare a lunghi e accaniti soliloqui in una lingua che loro, gli apprendisti bibliotecari, non comprendevano, e le lunghe sedute di meditazione alle quali si sottoponeva spesso non le calmavano affatto i bollenti spiriti, e loro si prendevano delle sonore lavate di capo. Un lago calmo che nasconde terribili insidie e un vulcano pronto a esplodere in qualsiasi momento. Pericolosi entrambi. &nbsp;<br \/>\nNon si approvavano a vicenda in nessuna delle cose che facevano o che pensavano, e Syddin era davvero sicuro che dama Melisenda in fondo al cuore odiasse veramente il suo inamovibile fratello. Eppure aveva anche la sensazione che non avrebbero potuto vivere, nemmeno <em>esistere <\/em>l&rsquo;uno senza l&rsquo;altra. Si completavano e compensavano a vicenda, nel bene e nel male. E, a modo loro, forse si volevano bene oltre ogni misura.<\/p>\n<p>&#8211; Ehm&hellip; vedete, messer Hak&ugrave;&hellip; dama Melisenda &egrave;&hellip; insomma&hellip; <em>si esercita<\/em>.<br \/>\nIl samurai comprese immediatamente il senso delle parole dell&rsquo;apprendista e aggrott&ograve; leggermente la fronte. Syddin non poteva accorgersene, data la presenza della pesante maschera sugli occhi, ma non ci voleva un genio per capire quanto Hak&ugrave; disapprovasse l&rsquo;<em>allenamento<\/em> della sorella. <br \/>\nLui lo sapeva bene: un paio di volte gli era capitato di seguirla (non per spiare, questo no, passava di l&igrave;, e&hellip;) e l&rsquo;aveva vista inginocchiarsi davanti al mare, recitando una breve orazione nella sua lingua, e poi levarsi i calzari, sfilarsi gli ampi pantaloni, posare gli occhiali sul mucchietto di vesti e adagiare su di essi il velo che non si toglieva mai dalla testa, in modo da proteggerli dalla sabbia che il vento spazzava via. L&rsquo;aveva vista afferrare la katana forgiata da suo padre e rimanere immobile per alcuni istanti, in guardia davanti alle onde che si infrangevano sulla battigia&hellip; <br \/>\n&hellip;e poi improvvisamente si era ritrovato davanti una creatura indemoniata che esplodeva in un grido straziante di dolore e rabbia, e correva sul bagnasciuga a piedi nudi, gettando urla belluine, e andava avanti, avanti, finch&eacute; l&rsquo;acqua non le arrivava alle cosce e le onde non le minavano l&rsquo;equilibrio, infrangendosi su di lei, che continuava a menar colpi con una violenza insospettabile per lo scricciolo di donna che era, seguitando a urlare come un ossesso, come se davanti avesse il suo peggior nemico e non volesse far altro che distruggerlo&hellip; Syddin non se ne intendeva bene di scherma, ma era sicuro che quell&rsquo;esplosione non avesse come guida di base nessuna tecnica di combattimento. Sembrava assolutamente senza senso e fuori luogo in una persona razionale e pratica qual era dama Melisenda. <br \/>\nLui aveva avuto modo di assistere alle lezioni che il samurai aveva dato alla sorella: sembrava che ora lei volesse fare tutto il contrario di quel che gli aveva insegnato il fratello. Per gli Dei, ci riusciva benissimo. <\/p>\n<p>&#8211; Capisco&hellip; pensi che ne avl&agrave; ancola pel molto?<br \/>\n&#8211; Non credo, messer Hak&ugrave;&hellip; di questi tempi &egrave; molto freddo e non si trattiene per pi&ugrave; di un&rsquo;ora, un&rsquo;ora e mezzo&hellip; dovrebbe tornare a momenti&hellip;<br \/>\n&#8211; Se non ti dispiace, allola, vollei attendella qui. <br \/>\n&#8211; Preferite attendere nella stanza di vostra sorella? C&rsquo;&egrave; un po&rsquo; di t&egrave; verde appena fatto, di l&agrave;. Credo che vi stesse aspettando. <br \/>\n&#8211; Non le avevo detto nulla di quando salei allevato. Ma non mi stupisco.<\/p>\n<p>Il samurai si avvi&ograve; lentamente verso una porticina laterale sulla sinistra della sala. Syddin fece per scortarlo, ma l&rsquo;uomo fece segno che poteva andare. Lo osserv&ograve; scomparire oltre la porta, e qualche attimo dopo un paio di novizi del tempio di Sirio che lavoravano al restauro delle pergamene entrarono dalla stessa porta nella sala grande tenendo ben stretti i gioielli di famiglia.<br \/>\n&#8211; Non ci posso far nulla, &egrave; pi&ugrave; forte di me&hellip; <br \/>\n&#8211; Davvero, davvero! Tutte le volte che lo vedo, mi sale un brivido&hellip;<br \/>\nSyddin li apostrof&ograve; a bassa voce. <br \/>\n&#8211; Ragazzi, basta, datevi un contegno. A parte il fatto che &egrave; un eroe del Regno e dobbiamo portargli rispetto, voi che servite il dio della Conoscenza non dovreste essere superiori a queste sciocchezze superstiziose?<br \/>\nI due novizi s&rsquo;indignarono, lamentandosi. <br \/>\n&#8211; Superstizioni, queste? Ma che trelvenita sei? <\/p>\n<p>Syddin si volt&ograve;, chiudendo laconicamente la questione.<br \/>\n&#8211; Sono nato a Ifhazhar, teste di rapa.\n<\/div>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:10pt;font-family:Tahoma;\"><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Syddin alz&ograve; la testa. 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