{"id":3018,"date":"2023-08-31T16:10:59","date_gmt":"2023-08-31T14:10:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=3018"},"modified":"2023-08-31T23:49:50","modified_gmt":"2023-08-31T21:49:50","slug":"sotto-la-rugiada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/sotto-la-rugiada\/","title":{"rendered":"Sotto la rugiada"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si svegli\u00f2 di soprassalto, un grido che le artigliava la gola, cercando la via per uscire. La testa le pulsava come se all\u2019interno ci fosse annidato qualcuno intento a martellarla selvaggiamente. Rotol\u00f2 sul giaciglio e croll\u00f2 sul pavimento di terra battuta. Nella caduta si morse la lingua e il dolore, misto al sapore ferrigno del sangue, contribu\u00ec a strapparla dall\u2019incubo che la braccava.<br \/>\u201cSe solo riuscissi a ricordarlo\u2026\u201d<br \/>Si sforz\u00f2, come ogni volta, ma nella sua mente trov\u00f2 soltanto gli ultimi stralci di sonno, che si dibattevano in un nero vuoto.<br \/>E il martellio dietro le tempie.<br \/>Feroce. Implacabile.<br \/>Poi, dopo un\u2019ultima fitta trionfante, svan\u00ec, lasciandola senza fiato, raggomitolata su se stessa sul duro terreno, nella penombra dei carboni che languivano nel braciere, con una sola domanda che le frullava nella mente:<br \/>\u201cPerch\u00e9?\u201d<br \/>Cristilde annasp\u00f2 fino alla sacca da cerusico che teneva vicino al giaciglio, rovist\u00f2 all\u2019interno e tir\u00f2 fuori alcune erbe. Se le ficc\u00f2 sotto la lingua e inspir\u00f2 a fondo, quindi si impegn\u00f2 in ci\u00f2 che le riusciva meglio per calmarsi: con meticolosit\u00e0 si controll\u00f2 la frequenza del polso, la temperatura corporea e pass\u00f2 a esaminare i riflessi. Per un attimo consider\u00f2 la possibilit\u00e0 di chiamare Anastasia e Iena, per farsi dare una controllata anche da loro, ma era inutile trascinarli gi\u00f9 dal giaciglio nel cuore della notte. Sapeva gi\u00e0 cosa avrebbe trovato.<br \/>Assolutamente nulla, a parte una frequenza cardiaca accelerata, tipica di qualcuno appena uscito da uno stato di profonda agitazione psico-motoria.<br \/>Con un sospiro, si sollev\u00f2 a sedere sul giaciglio, la testa tra le mani. Nonostante ancora l\u2019estate si sfogasse con le ultimi notti di afa, aveva l\u2019impressione che la coperta fosse sempre fredda.<br \/>Erano davvero passate due lune, da quando Ottavia se n\u2019era andata?<br \/>Da allora aveva ricevuto soltanto notizie saltuarie su di lei, dai racconti dei viaggiatori che l\u2019avevano incontrata a sfondarsi il fegato in qualche taverna. Cristilde aveva considerato di chiedere a Cyra di scatenare la sua rete di informatori per sapere dove fosse e cosa stesse combinando, poi aveva rinunciato.<br \/>\u201cSe avesse voluto che sapessi dove andava, me l\u2019avrebbe detto. E poi, presto ricomparir\u00e0 a Velathri.\u201d<br \/>Di questo era sicura: Ottavia non avrebbe mancato quell\u2019appuntamento. Il pensiero che lo facesse per i suoi Ragazzi, e non per lei\u2026 o piuttosto nella ben poco segreta speranza di poter finalmente uccidere Vinicio&#8230;<br \/>\u201cSe si dimostrasse che \u00e8 davvero un imperiale e ci ha ingannato per tutto questo tempo, tagliargli la testa sarebbe una punizione ben pi\u00f9 misera di ci\u00f2 che merita. Ma se cos\u00ec non fosse\u2026 o se fosse stato un imperiale in passato, ma adesso non lo \u00e8 pi\u00f9\u2026\u201d<br \/>Cosa avrebbe fatto in quel caso?<br \/>Non lo sapeva, ma una cosa era certa: Ottavia lo sapeva eccome!<br \/>Si pass\u00f2 una mano tra i capelli. Inutile pensarci prima del tempo. Velathri era ormai vicina, poco pi\u00f9 di una settimana di viaggio. Bramava e temeva il momento in cui il Crepuscolo avesse raggiunto le mura della Borgata di Soldraco.<br \/>Ottavia sarebbe stata contenta di rivederla o l\u2019avrebbe tenuta a distanza? Oppure l\u2019avrebbe abbracciata, dicendo: &#8211; Grazie per aver guidato i Ragazzi fino a Velathri al mio posto, Cris. Sei un\u2019amica!<br \/>E lei sarebbe rimasta in silenzio, senza risponderle: &#8211; Solo un\u2019amica?-, sapendo che era tutto ci\u00f2 che Ottavia aveva da dare, le lacrime che colavano dentro per affogarla in quell\u2019abbraccio che feriva pi\u00f9 di una coltellata.<br \/>Le erbe calmanti cominciavano a fare il loro effetto. Cristilde sent\u00ec i muscoli contratti che si rilassavano e una parte di lei fu lieta di essere sola nella tenda, senza testimoni dei suoi momenti di debolezza.<br \/>Com\u2019era quel ritornello gardanita da taverna? \u201cIf I show my flaws, if I couldn\u2019t be strong, tell me honestly: would you still love me the same? Se mostrassi le mie crepe, se non riuscissi a esser forte, dimmi onestamente: mi ameresti comunque?\u201d<br \/>Forse, grazie ai semi che avevano piantato a Nebin in occasione del Campomagno, gli improvvisi episodi di malessere e gli incubi che la tormentavano si sarebbero risolti, rendendola di nuovo la cerusica efficiente di cui Ottavia e la masnada avevano bisogno. Eppure, dalla spiegazione di Mordecai in proposito \u2013 in effetti, dopo i primi dieci minuti di introduzione il suo cervello aveva abbassato drasticamente la soglia di attenzione \u2013, aveva capito che non avrebbero germogliato prima di un anno.<br \/>Quindi aveva ancora parecchie lune davanti in cui arrangiarsi come poteva.<br \/>Un passo alla volta, si impose. Intanto doveva arrivare a Velathri tutta intera. Sapeva per esperienza che, una volta infranti, ci voleva una fatica mille volte maggiore a rimettere insieme i pezzi.<br \/>Si alz\u00f2 e fece qualche passo. Oltre il lembo della tenda filtrava il grigiore indistinto che precedeva l\u2019aurora, e il chiarore ceruleo della luna piena faceva scintillare la rugiada sui fili d\u2019erba. Il campo del Crepuscolo era ancora silenzioso: un silenzio che sapeva di mancanza, perch\u00e9 non era stato cos\u00ec fino a poche lune prima. Fino a quando c\u2019era Ottavia.<br \/>Dato che dubitava di potere \u2013 o volere \u2013 riprendere sonno, Cristilde and\u00f2 a sedersi alla scrivania e prese a sfogliare un trattato medico. Un ripasso non guastava mai, e almeno avrebbe avuto qualcosa su cui concentrarsi per non pensare a Ottavia e al futuro.<br \/>Accoccolata tra le pagine e gli appunti, c\u2019era una pergamena, su cui aveva vergato qualche frase di getto prima di addormentarsi, in forma di madrigale, a ricordo degli studi nella casa paterna prima di iscriversi all\u2019Accademia militare.<br \/>Cristilde la fiss\u00f2 per un attimo, poi la accartocci\u00f2 e la gett\u00f2 a consumarsi lentamente tra le braci.<br \/><br \/>Ti ho cercata per tutta la mia vita<br \/>e quando ormai era tardi ti ho trovata,<br \/>il rimpianto \u00e8 veleno di amanita<br \/><br \/>con tralci brucianti soffoca il cuore<br \/>che cade nell\u2019occasione passata<br \/>come rugiada su un fiore che muore.<br \/><br \/>Pur indietro, quando qualcosa \u00e8 rotto, <br \/>non si pu\u00f2 tornare, e il mio dolore<br \/>della tua felicit\u00e0 sar\u00e0 scotto.<br \/><br \/>Il vento soffia e l\u2019estate si guasta<br \/>e tu non torni ancora alla masnada.<br \/>Quando partisti, come son rimasta,<br \/>a languir persa sotto la rugiada.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si svegli\u00f2 di soprassalto, un grido che le artigliava la gola, cercando la via per uscire. 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