{"id":343,"date":"2011-09-06T10:09:21","date_gmt":"2011-09-06T09:09:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=343"},"modified":"2012-06-19T10:15:17","modified_gmt":"2012-06-19T09:15:17","slug":"paranoia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/paranoia\/","title":{"rendered":"Paranoia"},"content":{"rendered":"<p>Il nobile era seduto sul terreno della stanza pi\u00f9 profonda dei sotterranei della villa, un antro totalmente spoglio di mobilio o decorazioni. Quanto tempo era passato? Minuti? Ore? Giorni? Il mondo esterno alla stanza sembrava cos\u00ec distante, tanto da far nascere il dubbio sull&#8217;effettiva esistenza di un qualche mondo oltre quelle cupe mura.<br \/>\nPerch\u00e8 le genti d&#8217;Oriente si affannavano cos\u00ec tanto per salvare un mondo cos\u00ec assurdo, dove solo l&#8217;imprevedibilit\u00e0 sembrava la sola caratteristica costante? Nessuna parvenza di ordine, regola, causa ed effetto; l&#8217;entropia aveva impregnato l&#8217;oscena banalit\u00e0, e questo patetico mondo era il risultato. E ci\u00f2 nonostante, tutti erano sempre pronti ad accorrere al richiamo delle armate, a rischiare la vita per un inutile terra, che appartiene solo a entit\u00e0 insulse come il destino.<\/p>\n<p>La nera maschera giaceva sul pavimento della stanza, illuminata dalla sola candela, ormai quasi esaurita. Un simbolo ambito da chiunque, in quella ancor pi\u00f9 patetica regione. Contee, ducati, regni, tutte effimere manifestazioni della volont\u00e0 umana di ergersi su troni fatti di simboli senza significato, e tenuti insieme dalla cieca ambizione.<br \/>\nQuanto sembravano piccoli gli uomini, adesso. Dall&#8217;alto della montagna nella sua mente, il nobile si sentiva sopra chiunque altro, seppure si trovasse nei sotterranei. Sulla vetta che esisteva solo nei suoi pensieri, il nobile osservava i mondi sotto di lui, e non poteva che disprezzarli tutti. La materia \u00e8 limitata, prigioniera di una forma che mai potr\u00e0 abbandonare, e a chi sa osservare persino un granello di sabbia appare protagonista di una lotta senza speranza per potersi tramutare in qualcosa di superiore. No, molto meglio rifugiarsi sul suo monte di logica e pensiero, la vera essenza dell&#8217;esistenza, la vera prova della propria esistenza. Lontano dalle infantili vendette, la ridicola morale, i pretenziosi ordini impartiti da chi si dichiara &#8220;superiore&#8221;. Superiore in cosa? Da lass\u00f9, tutti gli uomini sembravano uguali. Nessun nobile, nessun paria, nessun angelo, nessun demone. La solitudine, lass\u00f9 sulla montagna, era tutta la compagnia di cui aveva bisogno. Lass\u00f9 poteva vedere infiniti universi, e di ognuno di essi poteva essere Re.<\/p>\n<p>Imperatore.<\/p>\n<p>Dio.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>&#8220;Mio Signore, desiderate qualcosa? Ormai sono ore che siete quaggi\u00f9&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>L&#8217;orribile suono giunse alla mente del nobile, e squass\u00f2 come un potente terremoto tutta la sua montagna. Frammenti di pensiero crollarono sul suolo della realt\u00e0 col pi\u00f9 atroce dei rumori, intere stelle esplosero, e il freddo fuoco della banalit\u00e0 incener\u00ec la mirabile opera che si era formata nel puro pensiero. Un insopportabile dolore, durato un&#8217;interminabile frazione di secondo, e il nobile si volt\u00f2 di scatto.<\/p>\n<p>&#8220;Non mi occorre niente, Nadia. Ma avvicinati. Desidero parlarti.&#8221;<\/p>\n<p>La giovane serva rimase impietrita dopo aver mosso un solo passo nella stanza. I suoi occhi, come quelli della totalit\u00e0 della servit\u00f9, non avevano mai visto il volto del padrone. Il signore della villa era sicuramente un nobile insolito, ma vederne il volto non poteva che rappresentare un grosso guaio.<\/p>\n<p>&#8220;Signore, vi prego, vi scongiuro, perdonatemi! Non avevo visto che&#8230; che non avevate&#8230; Vi giuro che non ho visto niente, me ne vado subito!&#8221;<\/p>\n<p>La voce del nobile era precisa e fredda, come il taglio di un pugnale.<\/p>\n<p>&#8220;Sciocchezze. Ti ho ordinato di avvicinarti, e farai come ho detto. Non hai niente da temere.&#8221;<\/p>\n<p>Il cuore della paria batteva all&#8217;impazzata, tanto da non poter distinguere un colpo dall&#8217;altro. I lunghi capelli neri, riversi sul petto, testimoniavano quando la poveretta stesse tremando di terrore. Facendo appello a tutte le sue forze, trov\u00f2 chiss\u00e0 dove il coraggio di avvicinarsi.<\/p>\n<p>&#8220;Siediti.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Perdonatemi&#8230; Sono solo una paria, e&#8230; E volete parlare con me? Non capisco&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;No. Certo che no. Ma non serve. Non ti chiedo di capire. Ti chiedo di ascoltare. Una volta io ero proprio come te. Il mondo, te ne sarai accorta, \u00e8 un luogo spaventoso. Chiunque, nel mondo, \u00e8 sempre pronto a sfruttare ogni possibilit\u00e0 per prevalere su di te. E allora c&#8217;\u00e8 una sola cosa che puoi fare. Puoi diventare pi\u00f9 forte, imporre la tua potenza sugli altri, e poter dichiarare, a ragione, di valere di pi\u00f9. Di essere su uno scalino pi\u00f9 alto. Ma non tutti possono permetterselo, giusto?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Giu&#8230; giusto signore. Certamente.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Sei una ragazza intelligente, Nadia. Occorre avere il coraggio di spingersi oltre. Un coraggio che in pochi hanno, perch\u00e8 l&#8217;obiettivo che si prefiggono sembra irraggiungibile, e allora perdono le speranze. Oppure, come spesso accade, si rendono conto di quanto dovranno sacrificare. Il prezzo da pagare per realizzare i propri sogni \u00e8 quasi sempre incommensurabile.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Io&#8230; Non capisco, perch\u00e8 mi state raccontando tutto questo? Perdonatemi Visc&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;NON DIRE MAI QUELLA PAROLA! In questa che \u00e8 la mia casa non sar\u00e0 mai pi\u00f9 fatta menzione del giogo che mi tormenta! MAI dovr\u00e0 essere pronunciata! Vili plebei, non capirete mai! Credete che sia un gioco? Credete che sia la coronazione di una vita? Non potete neanche immaginare il prezzo che ho pagato! Non potete rendervi di conto di COSA HO FATTO per ottenere la mezza maschera! NON USARE quella parola con fare lusinghiero. Si tratta di una maledizione, frutto dell&#8217;ignoranza, peccato mortale di cui io e gli altri stolti come me abbiamo osato macchiarci!&#8221;<\/p>\n<p>La serva non riusciva pi\u00f9 a sentire e vedere niente, stordita dall&#8217;assoluto terrore che l&#8217;aveva assalita. Non aveva mai creduto alle voci messe in giro dagli altri servi, che spaventavano i nuovi arrivati raccontando che il padrone della villa cambiava di aspetto quando era in preda alla collera, come se nascondesse dentro di s\u00e9 uno dei demoni di Orione, sempre ponto a spuntare fuori. Ora che ne vedeva il volto, poteva pi\u00f9 di chiunque altro accreditare quelle dicerie.<\/p>\n<p>&#8220;Perdono! Chiedo perdono! Vi prego signore, non fatemi del male!&#8221;<\/p>\n<p>E come era arrivata, la rabbia scomparve dal volto del nobile. E la serva si rese conto di quante facce poteva avere il suo padrone. Una maschera dietro a un&#8217;altra maschera, che a sua volta cela innumerevoli maschere. Ma allora, chi era veramente il suo padrone?<\/p>\n<p>&#8220;No. Certo che non ti far\u00f2 del male. Non \u00e8 colpa tua. Ma posso aiutarti a capire. Ecco, prendi il mio mantello, e indossa la maschera. Forse dopo, la penserai come me.&#8221;<\/p>\n<p>La paria, scossa dai continui cambi d&#8217;umore del nobile, non sapeva pi\u00f9 come reagire.<\/p>\n<p>&#8220;Ma non posso signore, non \u00e8 permesso&#8230; I paria non possono indossare la maschera, soprattutto quella completa!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Insisto. Indossala, e dopo capirai.&#8221;<\/p>\n<p>Con mani tremanti, la serva raccolse il mantello, e si leg\u00f2 la maschera sul volto. La candela era ormai totalmente esaurita, e attraverso i piccoli fori per gli occhi presenti sulla maschera la ragazza riusciva solo a scorgere la sagoma del suo padrone, lievemente illuminata dalla scarsa luce che filtrava dalla porta.<\/p>\n<p>&#8220;Ecco, ti sta proprio bene. Come ti senti?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Sinceramente signore&#8230; Non mi sento molto diversa da prima&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;ESATTO! Non cambia niente vero? Una miserabile eri, e una miserabile resti! Una nullit\u00e0, in confronto al cosmo! Un&#8217;infinitesimale frammento di un minuscolo granello di sabbia!&#8221;<\/p>\n<p>Gli occhi del nobile erano nuovamente illuminati dalle fiamme della rabbia, un nero fuoco che bruciava pi\u00f9 dell\u2019inferno, e la serva era totalmente incapace di rispondere, o addirittura di pensare.<\/p>\n<p>&#8220;CAPISCI ADESSO? Migliaia di stolti sarebbero pronti a tutto per indossare una maschera come quella, e io forse sono stato tra quelli che ha sacrificato di pi\u00f9. Perch\u00e8 io me ne sono reso conto. Ho coscienza di ogni minima azione che ho dovuto compiere per mettere per la prima volta la maschera sul volto, il dolore che ho causato, ne sento gli artigli in ogni istante. E per cosa? Per NIENTE! Perfino tu, una paria analfabeta, riesci a capirlo! Ma non io! Non colui che \u00e8 considerato uno dei massimi sapienti di questa contea, no, io non lo capii! E solo ora realizzo che ci\u00f2 che cercavo \u00e8 sempre stato nella mia mente, la pace che desidero \u00e8 altrove, lontano da questa terra, e ormai non potr\u00f2 pi\u00f9 raggiungerla! Non dopo aver macchiato irreparabilmente la mia anima, per ottenere quella maledetta maschera! Provo solo odio per ci\u00f2 che quegli abiti rappresentano! Sono soltanto un simbolo di un mio stesso limite! E i limiti vanno <\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Forse un minuto, forse un secolo dopo, un servo si rec\u00f2 nella stanza. Varcata la porta, i suoi occhi si posarono su una scena che mai avrebbe pensato di vedere. All&#8217;inizio non riusc\u00ec bene a capire, a causa della profonda oscurit\u00e0 che regnava nella stanza. Quasi un buio innaturale, come se tutte le ombre si fossero concentrate tra quelle mura. La luce che filtrava dalla porte illumin\u00f2 da prima una maschera a pieno volto, legata sulla testa di qualcuno, che portava dei sontuosi abiti nobiliari. La figura si trovava riversa sul pavimento, in posizione scomposta, e un istante dopo il servo si accorse della pozza di sangue che circondava il corpo.<\/p>\n<p>&#8220;ALLARME! Il padrone! Qualcuno l&#8217;ha assassinato! \u00e8 morto!&#8221;<\/p>\n<p>E in quel momento, da dietro la porta, il servo ud\u00ec una voce che pareva fatta della stessa materia dell&#8217;oscurit\u00e0 stessa, ma che non poteva che appartenere al suo signore.<\/p>\n<p>&#8220;No. Non \u00e8 morto. In realt\u00e0, non \u00e8 mai vissuto.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nobile era seduto sul terreno della stanza pi\u00f9 profonda dei sotterranei della villa, un antro totalmente spoglio di mobilio o decorazioni. Quanto tempo era passato? Minuti? Ore? Giorni? 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