{"id":35,"date":"2007-01-04T22:44:00","date_gmt":"2007-01-04T22:44:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=27"},"modified":"2007-01-04T22:44:00","modified_gmt":"2007-01-04T22:44:00","slug":"anno-2993-dellera-dei-quattro-il-rinnegato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/anno-2993-dellera-dei-quattro-il-rinnegato\/","title":{"rendered":"Anno 2993 dell\u2019Era dei Quattro- Il rinnegato"},"content":{"rendered":"<p>&#8211; \u2026 e non basta richiamare l\u2019energia del Piano Elementale adeguato, ma bisogna anche modulare l\u2019esatta quantit\u00e0 evocata, la forma e il principio di esaurimento\u2026<br \/>\n<br \/>&#8211; \u2026 nervoso\u2026<br \/>\n<br \/>Jorge sospir\u00f2, all\u2019ennesima interruzione di quell\u2019alunno screanzato. Il suo unico alunno, d\u2019altronde. Un diciottenne alto e scontroso, i lunghi capelli castani legati in un ordinato codino, lo guardava con occhi gelidi dall\u2019altra parte della stanza; eppure, una vaga espressione ironica aleggiava tranquilla sul volto.<br \/>\n<br \/>&#8211; Noctulis, se vuoi una pausa basta dirlo\u2026 &#8211; disse il vecchio maestro, sorridendo. Fu rapidamente contraccambiato da uno dei cenni di assenso euforici tipici dell\u2019adolescente, intercalato da un\u2019esclamazione di giubilo. Noctulis si alz\u00f2, uscendo in pochi passi fuori dalla stanza delle lezioni, una sorta di laboratorio alchemico correlato di strani alambicchi e sostanze di ogni tipo. E Jorge, solo, si trov\u00f2 a rimirare la sua immagine allo specchio.<br \/>\n<br \/>\u201cSono ormai ridotto allo scheletro e conto i capelli bianchi a manciate,\u201d si ritrov\u00f2 a pensare sogghignando, \u201cma tra una ruga e l\u2019altra ho un\u2019abbronzatura invidiabile\u201d.<br \/>\n<br \/>La realt\u00e0 era dura. Stava inesorabilmente invecchiando, e nessun sortilegio avrebbe potuto cambiarlo. Ripens\u00f2 a quello che aveva fatto nella sua vita, al sangue che aveva macchiato le sue mani nei tempi in cui lavorava per i Quattro Signori del Fato, al modo in cui aveva torturato la sua anima per trovarsi un alibi prima, una punizione poi. Pens\u00f2 che per\u00f2 aveva fatto anche qualcosa di buono dopo tentando di muovere le coscienze delle popolazioni soggiogate alla tirannia falconita, seppur con miseri successi. C\u2019era lui, infine. Noctulis Xandauter, il giovane stregone che aveva prelevato appena dodicenne e per gli ultimi sei anni aveva allevato e istruito nelle arti magiche. Forse per paura di altri insuccessi nelle ribellioni, forse per paura di non lasciare al mondo un ricordo di s\u00e9, fatto sta che si era dedicato con tutta la sua persona solo a lui ed al suo addestramento. Noctulis era il figlio che non aveva mai avuto, e ora che i loro rapporti sembravano pi\u00f9 tranquilli e distesi lo sentiva sin nel profondo dell\u2019animo. <\/p>\n<p>*\t*\t*    <\/p>\n<p>Le scale tra il secondo e il terzo piano della Torre del Mare erano inondate dalla bianca luce del pomeriggio inoltrato, e l\u2019aria era calda e profumata di salsedine. I passi sulla pietra di Jorge e Noctulis riecheggiavano tra le arcate della scalinata, e il loro chiacchierare era interrotto solo dalle urla dei gabbiani.<br \/>\n<br \/>&#8211; Questa tunica \u00e8 da buttare, maestro. E poi mi servirebbe qualcosa di pi\u00f9 leggero per l\u2019estate!- si stava allegramente lamentando il ragazzo, mentre pizzicava il tessuto liso della sua veste grigia.<br \/>\n<br \/>&#8211; Potrei darti una delle mie, se vuoi, sperando che ti stiano\u2026- comment\u00f2 distratto l\u2019anziano, ansimando per la fatica dell\u2019ascesa. Noctulis protest\u00f2 vivacemente, seppur sorridendo.<br \/>\n<br \/>&#8211; Non sarebbe pi\u00f9 semplice uscire dalla Torre una santa volta ed arrivare in citt\u00e0 a comprarla?<br \/>\n<br \/>Il maestro sospir\u00f2, paziente, reggendosi alla balaustra. Per riguadagnare fiato si ferm\u00f2 a contemplare lo spettacolo del mare scintillante da una finestra.<br \/>\n<br \/>&#8211; Sai come la penso, Noctulis. Primo, da qui al paese pi\u00f9 vicino ci vogliono tre giorni di cammino, in una strada molto pericolosa. Tra i briganti e tutto il resto, intendo. Secondo, \u00e8 bene risparmiare, l\u2019oro non lo fabbrico. Terzo, potremmo avere problemi con le truppe dei Quattro.<br \/>\n<br \/>\u201cPotrebbero riconoscermi e farmi fuori, ad esempio\u201d, pens\u00f2 Jorge, ma senza esternarlo. Il ragazzo non sapeva niente del suo passato; era sempre stato poco curioso al riguardo, come per una sorta di rispetto per la ieratica figura del maestro, e lui certamente non sarebbe andato a rivangare quei trascorsi di cui si pentiva.<br \/>\n<br \/>&#8211; Che problemi ci sono, maestro? Non basterebbe eliminarli? Ho una voglia matta di provare i miei sortilegi contro qualcuno!<br \/>\n<br \/>Jorge si gir\u00f2 di scatto. Il ragazzo stava guardando in lontananza, il volto contratto in un\u2019espressione di violenta estasi, i pugni stretti fino a farsi sbiancare le nocche, i muscoli tesi come se dovesse combattere all\u2019istante. Erano i momenti che l\u2019anziano temeva, quando quella strana voglia di sangue si destava in Noctulis; durava solo un momento, ma in quegli attimi era una furia cieca, con l\u2019unica intenzione di uccidere e massacrare, come se nient\u2019altro fosse importante. Da dove veniva questa oscura rabbia, questa sete di distruzione di cui non si rendeva conto? Intanto, per\u00f2, Noctulis si era gi\u00e0 calmato, e lo stava guardando con aria interrogativa.<br \/>\n<br \/>&#8211; A cosa stai pensando, maestro?<br \/>\n<br \/>Il vecchio incantatore abbass\u00f2 gli occhi sulla balaustra, lisciandosi la sottile barba candida. Non voleva che Noctulis perdesse il senno a causa di questa maligna presenza nel suo cuore, ma tanto meno desiderava che il ragazzo, resosi conto di essere pericoloso, se ne andasse una volta presa coscienza dei suoi comportamenti. Doveva impedirgli di fuggire. Doveva legarlo a lui.<br \/>\n<br \/>&#8211; Sono sei anni che ci conosciamo, ormai, Noctulis. Il tuo apprendistato \u00e8 quasi completato, e tra poco non avr\u00f2 pi\u00f9 molto da insegnarti.<br \/>\n<br \/>Il ragazzo annu\u00ec. Non capiva dove il maestro voleva andare a parare.<br \/>\n<br \/>&#8211; Beh, un\u2019antica tradizione della mia citt\u00e0 natale voleva che ogni discepolo aggiungesse il cognome del suo insegnante al suo nome completo. Pensavo che magari potresti farlo anche tu.<br \/>\n<br \/>Jorge rimase immobile, una volta terminata l\u2019infame bugia che stava propinando al giovane. Non sapeva se gli avrebbe creduto, ma era un tentativo come un altro di vincolarlo. La reazione che pot\u00e9 osservare nel ragazzo fu uno sbigottimento totale, uno stupore indicibile, che per qualche istante sembr\u00f2 paralizzarlo; poi una strana ombra nostalgica vel\u00f2 i suoi occhi, come un\u2019ombra che passa rapida sopra il sole. Parl\u00f2 a voce cos\u00ec bassa che Jorge dovette protendersi per udirlo.<br \/>\n<br \/>&#8211; Il mio nome \u00e8 l\u2019unica cosa che mi resta del mio passato. I ricordi sono lontani e flebili. Mi sembrerebbe di\u2026 rinnegare quello che \u00e8 stato, quello che mi ha portato qui, se vi rinunciassi, capisce?<br \/>\n<br \/>Poi, con un gesto rapido, diede le spalle al maestro, e inizi\u00f2 lentamente a risalire le scale. La voce dell\u2019anziano lo accompagn\u00f2 oltre l\u2019angolo.<br \/>\n<br \/>&#8211; Pensaci.<\/p>\n<p>*\t*\t*<\/p>\n<p>Aveva evitato ogni contatto con il maestro per l\u2019intera giornata restante, fino a saltare la cena. Non lo voleva incontrare. Quello che gli aveva proposto lo faceva ribollire di rabbia da una parte e lo imbarazzava mortalmente dall\u2019altra. Non lo aveva mai considerato nient\u2019altro che un insegnante, ma ora pens\u00f2 che sarebbe potuto divenire persino un amico, un mentore o\u2026 un padre. Lo confondeva molto, questa situazione. Il ricordo del genitore che ancora conservava era per lui fonte di grande orgoglio, un eroe cos\u00ec grande\u2026 eppure sentiva che questa era una presenza opprimente, ingombrante, un termine di paragone troppo grande per lui! E poi non era mai stato molto presente, sempre preso dalle sue battaglie e dai suoi alti ideali. Sua madre\u2026 Desiderava molto rivederla, dopo che si erano lasciati in malo modo sei anni prima, il giorno in cui aveva scelto la strada da intraprendere. Jorge era stato sempre con lui in quei sei anni, insegnandogli ogni segreto della sua arte e ricoprendolo di attenzioni e premure, proprio come ad un figlio. Eppure\u2026<br \/>\n<br \/>Eppure adesso, mentre vagava per i corridoio bui della Torre del Mare, si rese per la prima volta conto che non sapeva niente di lui. Lo conosceva solo superficialmente, e del suo passato non conosceva niente. Non sapeva cosa faceva quando lui non c\u2019era, dove andava la notte quando si allontanava dalla torre, quali erano le sue mire, i suoi intenti, le sue ambizioni. Fu cos\u00ec che decise di chiederglielo in quel momento stesso, non poteva assolutamente attendere. Con ampie falcate sal\u00ec le scale silenziose, diretto verso l\u2019ultimo piano, in cui era presente la camera di Jorge, l\u2019unico posto in cui non era mai entrato e in cui non gli era concesso l\u2019ingresso. Con il cuore in gola giunse innanzi alla porta, e trasal\u00ec trovandola socchiusa. La sua mente era come appannata, eppure, sapeva cosa doveva fare. Spinse leggermente, quanto bastava per entrare; la porta cigol\u00f2 sinistramente sui cardini, introducendolo in un antro buio e senza finestre. Fece pochi passi all\u2019interno, a tentoni, e quando si rese conto di essere solo decise di farsi luce. Sottovoce, mormor\u00f2 le parole necessarie per creare una piccola luce, che sfavill\u00f2 nella sua mano illuminando debolmente intorno a lui. Quello che vide lo fece trasalire cos\u00ec tanto che cadde a terra, scosso da brividi di terrore. Appeso alla parete di pietra scura da catene arrugginite, stava uno scheletro pallido umano, dal cranio leggermente allungato, il bianco delle ossa scintillante alla luce tremante; le braccia erano aperte, la testa alta, e le gambe strette unite da un&#8217;unica catena alle caviglie. La voce di mastro Jorge prese vita dalla fitta tenebra all\u2019improvviso, facendo nuovamente sobbalzare Noctulis; era tranquilla, leggermente malinconica, eppure si sentiva una nota di dolore straziante in essa.<br \/>\n<br \/>&#8211; Se tu potessi girare quello scheletro vedresti i monconi delle ali\u2026 Riuscimmo a convocare quell\u2019angelo solo con un complicatissimo rituale, lo catturammo e lo mettemmo ai ceppi. Io di persona la torturai per quattro giorni di fila, ininterrottamente, infilzandolo con aghi roventi, cospargendogli di calce le ferite, spremendo fuori dal suo corpo ogni goccia di prezioso icore celestiale. Non resse il dolore quando gli strappammo le ali\u2026<br \/>\n<br \/>Ora che la luce di Noctulis lo illuminava, il volto dell\u2019anziano sembrava ancora pi\u00f9 vecchio, segnato da rughe indelebili, da una trama di ombre imperscrutabile e misteriosa. Non sorrideva, e nei suoi occhi si leggeva un rammarico antico e radicato. Sostenne solo per qualche istante lo sguardo del discepolo, poi piant\u00f2 gli occhi stancamente a terra, continuando il suo discorso.<br \/>\n<br \/>&#8211; In questa stanza conservo le cose pi\u00f9 ignobili che feci e studiai quando ero al servizio dei Quattro, e vederli \u00e8 ogni volta una coltellata alla mia coscienza. Allora non sapevo cosa facevo\u2026 Ero uno dei pi\u00f9 efferati torturatori e inquisitori dell\u2019Impero, nessuno resisteva ai miei incanti e al dolore che provocavo. Poi, un giorno, mi resi conto che quello che facevo non era umano, e ripudiai la carriera da sacerdote arcanista. Proprio io, che sapevo strappare letteralmente l\u2019anima alle persone, me ne ero ritrovata una che non mi dava scampo\u2026<br \/>\n<br \/>Jorge rise brevemente, in modo mesto e lugubre, scuotendo la testa gravata dal peso degli anni e delle colpe.<br \/>\n<br \/>&#8211; Era giusto che tu lo sapessi. Non me la sono sentita di\u2026<br \/>\n<br \/>&#8211; Perch\u00e9 non me l\u2019ha detto prima?- esclam\u00f2 Noctulis, spaventato. Terrore puro gli animava le membra; e pi\u00f9 sotto, dal profondo del cuore, una rabbia infernale, una ferita fresca, un tradimento non previsto dalla persona da cui meno se lo sarebbe aspettato, a cui aveva affidato il proprio futuro. Il maestro non trov\u00f2 nuovamente il coraggio di affrontarlo; sembrava affranto e oppresso.<br \/>\n<br \/>&#8211; Pensavo che saresti rimasto lo stesso\u2026 ma ho avuto paura di te\u2026<br \/>\n<br \/>Il ragazzo si afferr\u00f2 la testa tra le mani, urlando. Non voleva credere alle proprie orecchie, a quello che stava succedendo, a quel mondo che gli stava crollando sotto i piedi. Sent\u00ec le lacrime salire agli occhi e cerc\u00f2 inutilmente di ricacciarle indietro. Usc\u00ec dalla stanza di corsa, buttandosi a capofitto gi\u00f9 per il buio delle scale, e fuori dalla torre; abbandon\u00f2 alle sue spalle maestro Jorge, non per quello che era stato, ma per quello che era e per quello che aveva fatto a lui in quei sei anni. Gli aveva mentito su ogni cosa, gli aveva nascosto i recessi del suo animo, non l\u2019aveva reso parte di s\u00e9. Sotto la pallida luce delle stelle, Noctulis fuggiva. Non sapeva verso dove, ma non voleva tornare l\u00ec. Mai pi\u00f9.<br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; \u2026 e non basta richiamare l\u2019energia del Piano Elementale adeguato, ma bisogna anche modulare l\u2019esatta quantit\u00e0 evocata, la forma e il principio di esaurimento\u2026 &#8211; \u2026 nervoso\u2026 Jorge sospir\u00f2, all\u2019ennesima interruzione di quell\u2019alunno screanzato. Il suo unico alunno, d\u2019altronde. 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