{"id":3530,"date":"2024-01-01T23:23:09","date_gmt":"2024-01-01T21:23:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=3530"},"modified":"2024-01-01T23:23:09","modified_gmt":"2024-01-01T21:23:09","slug":"lorizzonte-dei-buchi-neri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/lorizzonte-dei-buchi-neri\/","title":{"rendered":"L&#8217;orizzonte dei buchi neri"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il freddo era pungente, adesso che era calata la notte, e la gente si accalcava per conquistarsi il calduccio intorno ai grandi fal\u00f2 da campo, nonch\u00e9 le tazze di vino caldo e speziato che Lana e Lucius distribuivano in gran quantit\u00e0. <br \/>Nel campo dello Spiantato, subito adiacente alle tende del Crepuscolo, si stava celebrando il \u201clungo vespro\u201d, una festivit\u00e0 tipica dei Ducati che combinava atti di devozione \u2013 ovviamente \u2013 e attivit\u00e0 mondane ben pi\u00f9 prosaiche.<br \/>Cristilde si aggiust\u00f2 sulle spalle il mantello di pelliccia. Le era piaciuto, l\u2019inverno, quando ancora viveva nella magione di campagna della sua famiglia, ad Arath, e poteva trascorrerlo a leggere davanti al focolare, permettendosi di uscire soltanto in quelle giornate fredde ma soleggiate. Viandanti da altre contee negli ultimi anni avevano portato nella sua terra l\u2019usanza di festeggiare la Malaverna: Cristilde ricordava i rami di corbezzolo e biancospino appesi sulle soglie, le grida sguaiate e le maschere grottesche indossate per strada dalla gente, in gran parte alemariti. No, non erano feste che si addicevano gli abitanti dei Ducati, n\u00e9 comunque a parecchi dei seguaci di Balthazar. <br \/>L\u2019inverno le era piaciuto molto meno, in guerra, quando eri costretto a dormire sulla nuda terre o a marciare nel fango ghiacciato, con il gelo ti penetrava nelle ossa, ti strappava i polmoni e spesso anche qualche dito con la cancrena. Anche nella Scacchiera gli inverni erano rigidi. Una tenda da campo non proteggeva come mura di pietra.<br \/>E da quante notti il suo giaciglio rimaneva freddo?<br \/>Raggiunse il centro dell\u2019accampamento, dove Cyra si stava esibendo con la sua liutarra. Il Cadetto dello Spiantato termin\u00f2 in quel momento la canzone che parlava di Millus, struggente e carica di dolce amarezza come ogni volta che veniva ascoltata, e attacc\u00f2 un motivetto pi\u00f9 allegro e ritmato, anche se ben pochi dei presenti parevano intenzionati a darsi alle danze.<br \/>Cyra la scorse e, senza che le sue dita si fermassero sulle corde, le fece un cenno di saluto con il mento. Il suo sorriso che raggiungeva sempre gli occhi la invitava a prendere il tamburo e unirsi a lei.<br \/>Cristilde declin\u00f2 con una scrollata del capo. Non era dell\u2019umore giusto per suonare e cantare, era l\u00ec per cercare una persona.<br \/>Dato che non la vedeva da nessuna parte, si decise a chiedere. Lady Sigrun e Istrice erano in piedi poco lontano, i calici tra le mani e il calore del vino sui volti. Anche se il \u201clungo vespro\u201d veniva celebrato dallo Spiantato, molti membri del Crepuscolo si erano uniti per approfittare di quella scorta di alcol accessoria e dell\u2019occasione per scambiare due chiacchiere. O altro.<br \/>Sigrun e Istrice erano immersi in una fitta conversazione, che si interruppe bruscamente all\u2019arrivo di Cristilde. La Thersiana si volt\u00f2 a squadrarla. Era molto pi\u00f9 rigida e composta in sua presenza, da quando Vinicio era morto.<br \/>Le voci correvano pi\u00f9 del vento nella steppa, e Cristilde sapeva che lei, come altri membri dello Spiantato, aveva apostrofato i suoi con dure parole.<br \/>\u201cPerch\u00e9 continuate a seguirla? Stavolta era Vinicio, la prossima volta potreste essere voi\u2026\u201d<br \/>\u201cSe ti riveli un imperiale, puoi scommetterci,\u201d avrebbe risposto Ottavia. La cerusica poteva quasi sentire la sua voce nella testa.<br \/>Apr\u00ec la bocca, ma Sigrun parl\u00f2 per prima.<br \/>\u2013 Se cercate il vostro Alfiere, \u00e8 a sbronzarsi con i nostri otri vicino alla quercia spezzata \u2013 sbott\u00f2 sbrigativa.<br \/>\u2013 Veramente \u2013 obiett\u00f2 Cristilde \u2013 sto cercando Astra.<br \/>Sigrun inarc\u00f2 le sopracciglia. Non era la risposta che si aspettava, e forse neanche quella che le piaceva. Cristilde scroll\u00f2 le spalle. Aveva smesso da tempo di preoccuparsi dei giudizi della gente.<br \/>Del resto, non piaceva neanche a lei quello che doveva fare.<br \/>\u2013 L\u2019ultima volta che l\u2019ho vista era dietro alla sua tenda. Di l\u00e0 \u2013 rispose infine Sigrun.<br \/>\u2013 Se la trovi, dille di venire, tra poco Lucius sforna i suoi dolcetti migliori \u2013 aggiunse Istrice, con uno dei suoi gran sorrisi.  <br \/>Cristilde annu\u00ec, ringrazi\u00f2 e si diresse nella direzione indicata.<br \/>Astra sedeva su un tronco spezzato, la spada sulle ginocchia. Fissava un punto imprecisato davanti a s\u00e9, apparentemente ignara dell\u2019allegra confusione che la circondava, affondata nei flutti di un passato che, a giudicare da come stringeva spasmodicamente l\u2019elsa dello spadone, non doveva essere piacevoli.<br \/>\u201c\u00c8 incredibile come i ricordi dolci svaniscano con il tempo, lasciandoci solo vaghe sensazioni, mentre quelli brutti ci scavano dentro come topi alla ricerca di una via d\u2019uscita.\u201d<br \/>Cristilde si schiar\u00ec la voce per palesare la sua presenza. Astra sobbalz\u00f2, la spada quasi le cadde di mano. Nei suoi occhi albergava la paura di un animale braccato.<br \/>Impieg\u00f2 qualche istante per metterla a fuoco. La cerusica attese pazientemente che tornasse presente a se stessa prima di parlare, andando dritta al punto.<br \/>\u2013 Ho quello che mi avevi chiesto alla cena \u2013 disse.<br \/>Un bagliore di puro sollievo illumin\u00f2 il volto pallido di Astra. Si alz\u00f2 e le and\u00f2 incontro con evidente impazienza. &#8211; Davvero?<br \/>Cristilde estrasse dalla scarsella una boccetta e gliela porse. Le pasticche al suo interno tintinnarono quando l\u2019altra l\u2019afferr\u00f2, rigirandosela tra le dita.<br \/>\u2013 Dovrebbero bastarti per un po\u2019, poi vedremo.<br \/>\u2013 Vedremo?<br \/>\u2013 Potrebbe rendersi necessario aggiustare il dosaggio \u2013 spieg\u00f2 Cristilde alla sua occhiata interrogativa, per poi aggiungere \u2013 O potresti decidere di farne a meno.<br \/>Astra sospir\u00f2. &#8211; Non ce la faccio da sola.<br \/>\u2013 Non sei sola. Hai Antares e tutti i membri dello Spiantato pronti a tenderti la mano.<br \/>\u2013 Lo so \u2013 annu\u00ec la guerriera dai capelli rossi \u2013 Sono io che non riesco ad afferrarla. Per quanto di provi\u2026 semplicemente non ce la faccio. Ogni volta che chiudo gli occhi, sono di nuovo l\u00ec, sono la bambina insicura che ha lasciato morire tutti quanti\u2026 non voglio pi\u00f9 aver paura!<br \/>Cristilde non replic\u00f2. Non le disse che la paura e il dolore erano parte dell\u2019essere umani, che non aveva senso fuggirvi, che si poteva soltanto affrontarli, in un modo o nell\u2019altro. Aveva gi\u00e0 provato ad aiutare Astra.<br \/>E aveva fallito.<br \/>Tutti i suoi fallimenti erano una croce nel cuore.<br \/>\u2013 Dovresti raggiungere gli altri \u2013 consigli\u00f2.<br \/>Astra annu\u00ec, continuando a guardare la boccetta con gli occhi di un assetato nel mezzo del deserto. &#8211; Magari tra poco \u2013 concesse \u2013 Grazie.<br \/>Cristilde scroll\u00f2 le spalle. \u2013 Non ringraziarmi. I farmaci non sono mai la soluzione.<br \/>\u201cA volte non c\u2019\u00e8 soluzione e basta. E fa male. Se solo bastasse chiedere scusa, per liberarsi dai sensi di colpa&#8230;\u201d<br \/>Quando torn\u00f2 sui suoi passi, lo spiazzo intorno al fuoco centrale era in pieno fermento: Lucius aveva portato un vassoio enorme di biscotti, che era stato preso d\u2019assalto dai presenti. Ne erano rimasti soltanto una manciata e d\u2019impulso Cristilde si avvicin\u00f2 e riusc\u00ec ad accaparrarsene uno, prima dell\u2019arrivo della seconda ondata barbarica. Lo avvolse in un fazzoletto e si allontan\u00f2 dalla ressa.<br \/>La quercia spezzata era al limitare della radura in cui erano stati allestiti gli accampamenti. Non fu difficile trovarla: un enorme tronco ormai secco e ricoperto da muschio ed edera, con due moncherini tesi verso l\u2019alto e le radici ancora affondate nella terra, decisa a rimanervi ancorata fino alla morte e oltre.<br \/>Ottavia sedeva a gambe incrociate, nella sua solita posizione, la schiena premuta contro il legno. Accanto a lei, un barilotto di birra e le sagome afflosciate dei suoi compagni di bevuta, Aldo e Francisco, che ormai dovevano essere oltre la soglia della sobriet\u00e0 da un bel pezzo.<br \/>Ottavia non era in condizioni migliori. Era impegnata in una fitta conversazione con il barilotto, che teneva abbracciato a s\u00e9. A giudicare dal suo tono dolce e dal sorriso sulle labbra, Cristilde intu\u00ec che stava parlando di nuovo con Amanita.<br \/>Quando la ud\u00ec avvicinarsi, si drizz\u00f2 subito e lott\u00f2 per alzarsi in piedi, barcollante. Allung\u00f2 la mano verso di lei, e: \u2013 Amanita? \u2013 domand\u00f2, speranzosa.<br \/>Cristilde non trov\u00f2 il fiato per rispondere.<br \/>Un attimo. Strizz\u00f2 gli occhi, e infine la riconobbe. La delusione nel suo sguardo era pi\u00f9 di quello che la cerusica poteva sopportare. <br \/>\u2013 Ah, sei tu \u2013 borbott\u00f2, lasciando ricadere il braccio lungo il fianco.<br \/>\u2013 Gi\u00e0 \u2013 si limit\u00f2 a rispondere Cristilde, mentre nella testa le risuonava l\u2019eco della canzone.<br \/><br \/>\u201cL\u00e0 nelle sale dei cavalieri andati, <br \/>Millus parla ai suoi fantasmi\u2026\u201d<br \/><br \/>E anche Ottavia.<br \/>\u2013 Ti ho portato un dolcetto di Lucius \u2013 lo tese verso di lei \u2013 Stanno per finire, l\u00e0 al campo hanno l\u2019appetito di un troll\u2026<br \/>Ottavia sbuff\u00f2. \u2013 Che sei, la mia badante? Potevo andare a prenderlo da sola!<br \/>\u201cAccomodati, se riesci ad arrivarci con le tue gambe\u201d, pens\u00f2 Cristilde. Ma a che valeva litigare con un\u2019ubriaca?<br \/>\u201cDi che mi lamento? Ormai dovrei aver imparato che non vale neanche esser gentili con un\u2019ubriaca\u2026\u201d<br \/>\u2013 Lascialo l\u00ec \u2013 biascic\u00f2 Aldo, scegliendo il momento giusto per riaversi dal suo coma etilico.<br \/>\u2013 S\u00ec \u2013 fece eco Francisco \u2013 Se a lei non va, ce lo mangiamo noi. Grazie, Cristilde.<br \/>Beh, almeno qualcuno aveva il buon gusto di ringraziare. La cerusica pos\u00f2 il dolcetto sopra il barilotto e subito Ottavia si tese\u2026 ma era pi\u00f9 interessata al fazzoletto che al suo contenuto. Lo sprimacci\u00f2 delicatamente tra pollice e indice, sprofondando di nuovo nei fumi dell\u2019alcol e del passato.<br \/>Cristilde non vide motivo per rimanere.<br \/>Si avvi\u00f2 per tornare al campo del Crepuscolo. Non aveva voglia di immergersi di nuovo nell\u2019allegra confusione della festa, quindi decise di fare il giro lungo evitando di attraversare l\u2019accampamento e passando attraverso la boscaglia.<br \/>L\u00e0 il freddo era pi\u00f9 intenso, l\u2019erba bagnata dall\u2019umidit\u00e0 che colava tra le fronde, abitate da una leggera foschia. Cristilde si strinse le mani intorno al corpo per trattenere il calore, il gelo che le mordeva le guance e la fronte, facendola dolere. L\u2019aria era immobile, il vociare dal campo pi\u00f9 ovattato, lontano, quasi in un\u2019altra dimensione.<br \/>Colta da un\u2019improvvisa inquietudine, la cerusica acceler\u00f2 il passo.<br \/>La luce dei fuochi si era cos\u00ec affievolita tra la nebbia che non riusciva pi\u00f9 a vederla al suo fianco. Fece per deviare e tornare sui suoi passi \u2013 ci manca di perdermi come un\u2019idiota nel bosco! &#8211; quando scorse qualcosa con la coda dell\u2019occhio.<br \/>Una sagoma tra gli alberi.<br \/>Mentre tutti i suoi sensi le gridavano di non farlo, si volt\u00f2.<br \/>Il muretto in pietra sbeccata, che pareva antica quanto le montagne, sbucava dalla foschia. La voragine nera e silenziosa come una bocca.<br \/>Un pozzo. E fino a l\u00ec niente di strano nella Scacchiera, sembravano aprirsi nella terra numerosi come funghi.<br \/>Eppure era pronta a giurare che non ci fosse, quando nel pomeriggio avevano pattugliato il perimetro prima di accamparsi.<br \/>Il dolore dietro alle tempie adesso si era fatto palese, adesso, pulsante come un secondo cuore. Con l\u2019incapacit\u00e0 di controllare le proprie gambe tipica dei sogni, Cristilde si avvicin\u00f2 al pozzo, un passo dopo l\u2019altro, lento e faticoso come in mezzo al fango gelato. Il cuore in gola, sbirci\u00f2 il nero occhio all\u2019interno\u2026<br \/>Poi era in ginocchio, la testa tra le mani che le scoppiava. Il dolore era cos\u00ec intenso da lasciarla senza fiato, boccheggiante, con il gelo che le tagliava il respiro.<br \/>Dur\u00f2 pi\u00f9 a lungo, stavolta. Un\u2019eternit\u00e0. Quando finalmente la fitta si attenu\u00f2, permettendole di tornare a pensare, era riversa tra l\u2019erba bagnata tra i tronchi delle querce. Il pozzo non si vedeva pi\u00f9 da nessuna parte. Forse non c\u2019era mai stato.<br \/>Cristilde ansim\u00f2, sentendosi di colpo svuotata. L\u2019umidit\u00e0 le colava in sorsi liquidi nei polmoni e le vesti bagnate cominciavano a ghiacciarsi addosso. Intorno a lei, solo nebbiosa oscurit\u00e0, e in lontananza di nuovo le voci dei compagni al campo.<br \/>Allegre.<br \/>Lontane.<br \/>Gli altri erano sempre lontani, quando aveva bisogno.<br \/>E dopo il dolore e il vuoto, venne la rabbia. Una rabbia assurda e cieca, che le riemp\u00ec gli occhi di lacrime. Un suono a met\u00e0 tra un grido e un singhiozzo le fuoriusc\u00ec dalla gola. Si raggomitol\u00f2 su se stessa come un animale ferito e lo lasci\u00f2 sfogare, perch\u00e9 non poteva fare altrimenti, perch\u00e9 faceva male da morire. Non poteva far altro che piangere, perch\u00e9 era stanca di essere forte, ogni giorno, forte anche per tutti gli altri. Dava tutte le sue energie per loro.<br \/>E non ne rimaneva pi\u00f9 per lei.<br \/>C\u2019era solo una persona che le aveva sempre offerto consolazione senza chiedere nulla in cambio. Con cui poteva sentirsi piccola e fragile, e scomparire nel suo caldo abbraccio.<br \/>&#8211; Rob&#8230;- invoc\u00f2 tra i singhiozzi.<br \/>Ma Rob non poteva sentirla. Non poteva abbracciarla e dirle che sarebbe andato tutto bene. Perch\u00e9 tutto bene non era andato proprio niente. Lui era morto. Era morto in quel campo gelato nelle Piane. Non sarebbe mai tornato da lei. Era morto, morto, morto\u2026<br \/>Si sforz\u00f2 di ricordarlo. Erano passati tanti anni, e tanta sofferenza, e se il volto era sbiadito rimaneva il tocco della sua gentilezza. Del suo amore che prendeva mille forme, senza bisogno di avere nome.<br \/>Il profumo delle gallette migliori \u2013 buone sarebbe state un eufemismo \u2013, avvolte in un fazzoletto stropicciato, che le portava quando c\u2019era il rancio e lei non aveva fatto in tempo ad accaparrarsene neanche una per curare qualche ferito. <br \/>Piccoli gesti di affetto che valevano pi\u00f9 di mille parole.<br \/>A lungo Cristilde si era incolpata della sua morte. Se non gli avesse imposto di restare al campo, per evitargli una missione pericolosa e forse senza ritorno\u2026 e ironia della sorte, lei era tornata, per trovarlo ucciso durante un attacco a sorpresa dei nemici.<br \/>\u201cLa strada per l\u2019inferno \u00e8 lastricata di buone intenzioni&#8230;\u201d<br \/>Eppure, in cuor suo aveva da tempo accettato che non fosse tutta colpa sua. Aveva solo cercato di salvare la persona che amava nel modo che le sembrava migliore in quel momento. Aveva fallito. Ma non era stata lei a trafiggergli il petto con la lancia.<br \/>L\u2019aveva lasciato andare, accogliendo in s\u00e9 il suo ricordo senza lasciarsi soffocare da esso.<br \/>Perch\u00e9 Ottavia non ci riusciva?<br \/>Si pass\u00f2 il dorso della mani sugli occhi per asciugarli e inspir\u00f2 pi\u00f9 volte, a fondo, per calmarsi. Lentamente, in qualche modo, riusc\u00ec a rimettere i propri pezzi a posto. Non era certa di aver fatto un buon lavoro, ma le avrebbe permesso di andare avanti un altro po\u2019.<br \/>Si aggrapp\u00f2 al tronco di una quercia per sollevarsi. Le gambe erano fredde e intirizzite e i vestiti gelati le premevano addosso. La notte stava lasciando il posto al grigiore indistinto che precedeva l\u2019alba. Dopo tutto quel tempo all\u2019agghiaccio, consider\u00f2 che un bel raffreddore non gliel\u2019avrebbe risparmiato nessuno.<br \/>Era appena riuscita a rimettersi in piedi e fare qualche passo quando Feris sbuc\u00f2 dalla boscaglia, l\u2019inseparabile arco a tracolla.<br \/>\u2013 Cristilde!<br \/>La cerusica prov\u00f2 un senso di sollievo e insieme rammarico che la raminga fosse giunta adesso che era di nuovo calma e padrona di s\u00e8. <br \/>\u2013 Feris, cosa c\u2019\u00e8? Mica sarai avrai dormito su un albero anche stanotte? Non \u00e8 la stagione giusta per restare all\u2019aperto&#8230; <br \/>\u2013 Vi stavo cercando \u2013 rispose l\u2019altra, con la sua brutta abitudine di darle del voi che ogni tanto riemergeva \u2013 Mi ha mandato Ottavia.<br \/>\u2013 Cosa \u00e8 successo? \u2013 domand\u00f2 subito Cristilde, mentre mille possibilit\u00e0 le scorrevano nella mente, una pi\u00f9 preoccupante dell\u2019altra: un attacco di troll al campo, una sortita degli imperiali, o, pi\u00f9 probabile, uno dei ragazzi &#8211; od Ottavia stessa! &#8211; che aveva bevuto troppo e si era rotto l\u2019osso del collo&#8230;<br \/>La sua espressione ansiosa non sfugg\u00ec alla raminga.<br \/>\u2013 Ottavia sta bene. Almeno, non peggio del solito \u2013 chiar\u00ec, intuendo la sua paura, per poi scuotere la testa e aggiungere: \u2013 Voi gettate amore in un buco nero&#8230;<br \/>Cristilde avrebbe voluto replicare. Negare con forza e decisione, e magari in un moto di orgoglio. Ma non era il tipo da negare l\u2019ovvio.<br \/>\u2013 Portami da lei \u2013 ordin\u00f2.<br \/>In effetti, Ottavia non stava morendo, anche se tutto l\u2019alcol che aveva in corpo avrebbe probabilmente fatto esplodere il fegato di una persona normale. Per\u00f2 stava vomitando anche l\u2019anima dietro alla quercia spezzata ed era in uno stato cos\u00ec pietoso che di certo non sarebbe riuscita a lasciare il campo dello Spiantato con le sue gambe. Aldo e Francisco non erano in condizioni migliori per aiutarla.<br \/>Quando la cerusica si avvicin\u00f2, facendosi largo tra il capannello di masnadieri di Spiantato, Crepuscolo e Sussurro che si erano riuniti a osservare la scena pur tenendosi a distanza di sicurezza, Ottavia sollev\u00f2 la testa e le punt\u00f2 contro un indice accusatorio.<br \/>\u2013 Cris, dove eri finita?<br \/>Cristilde esit\u00f2, cogliendo l\u2019eco di preoccupazione nella sua voce. Non era norma che lei si allontanasse da sola dal campo, per di pi\u00f9 nel cuore della notte. La sua lunga assenza doveva essere stata notata e riportata all\u2019Alfiere, non appena aveva chiesto di lei.<br \/>Perch\u00e9 il problema era che Ottavia teneva a lei, anche se a modo suo. Altrimenti sarebbe stato tutto pi\u00f9 facile.<br \/>\u2013 Balthazar ha detto che faccio schifo e devo levarmi dai coglioni \u2013 prosegu\u00ec la guerriera, inciampando nelle parole.<br \/>La cerusica inarc\u00f2 un sopracciglio. \u2013 Sicura che abbia usato queste esatte parole?<br \/>Ottavia fece un gesto vago con la mano. \u2013 Bah, ha cianciato qualcosa tipo \u201camica mia, sei in condizioni cos\u00ec pessime che anche un maiale ti starebbe alla larga, e visto che a breve dovremo levare le tende, letteralmente, e metterci in cammino, gradirei tu tornassi al tuo accampamento a darti una sistemata, o per lo meno tu andassi a vomitare da un\u2019altra parte\u201d \u2013 precis\u00f2 \u2013 Quel che ho detto io, no?<br \/>Cristilde sospir\u00f2. Ci sarebbe voluto un po\u2019, e parecchie erbe medicamentose, per darle una \u201csistemata\u201d. Si rivolse a Feris. \u2013 Potresti andare a prendere una brocca d\u2019acqua? E chiamare Grizzly o qualcuno della sua stazza per darmi una mano&#8230;<br \/>\u2013 All\u2019inferno, non ho intenzione di farmi trasportare come una bambina!<br \/>A dimostrarlo si sollev\u00f2 reggendosi al barilotto vuoto, con il risultato di rovesciarlo e poi barcollare pericolosamente. Cristilde e Feris si affrettarono a sostenerla. Balthazar aveva ragione: l\u2019Alfiere del Crepuscolo puzzava di alcol da far girare la testa.<br \/>Mentre tratteneva il respiro, la cerusica si accorse che accanto al barilotto era rimasto solo il fazzoletto vuoto.<br \/>\u2013 Alla fine il dolcetto l\u2019hai mangiato tu o Francisco?<br \/>\u2013 Che ne so? \u2013 bofonchi\u00f2 Ottavia \u2013 Mi ricordassi qualcosa, di stanotte&#8230;-.<br \/>\u2013 Oh, ma sei davvero felice di vivere cos\u00ec? &#8211; non pot\u00e8 fare a meno di domandare Cristilde in un moto di stizza.<br \/>\u2013 S\u00ec \u2013 rispose l\u2019altra, lo sguardo appannato \u2013 Non \u00e8 cos\u00ec male: bere e uccidere imperiali, dimenticarsene, e poi ripartire daccapo&#8230;<br \/>Cristilde avrebbe voluto scuoterla, chiederle se quella era davvero la verit\u00e0. C\u2019era chi diceva che la verit\u00e0 apparteneva solo ai bambini e agli ubriachi. Ma dato che ricordava che la cuginetta Miralis era una bugiarda matricolata, quando si trattava di coprire qualche marachella con i genitori e gli altri parenti, dubitava che anche gli ubriachi fradici fossero particolarmente affidabili.<br \/>\u2013 E comunque che te ne frega?<br \/>\u2013 Sai che mi frega.<br \/>\u2013 Perch\u00e9 sei una sciocca che dovrebbe lasciar perdere una come me \u2013 sbott\u00f2 Ottavia, e l\u2019amarezza nel suo tono contrastava con la durezza sprezzante delle parole. <br \/>E la cerusica, finalmente, e amaramente, cap\u00ec. Ottavia, forse senza una piena consapevolezza lei stessa di ci\u00f2, era scostante e sgradevole e priva di ogni riguardo verso il prossimo, e soprattutto verso coloro che le mostravano affetto, perch\u00e9 voleva essere sola. Voleva che tutti la lasciassero andare, e che cos\u00ec quando fosse giunto il momento avrebbe potuto farsi ammazzare, tristemente da sola, con la scusa di non avere niente da perdere.<br \/>Cristilde non aveva intenzione di rendersi complice di tutto ci\u00f2.<br \/>\u2013 Andiamo alla tenda \u2013 sanc\u00ec, per poi aggiungere, a voce pi\u00f9 bassa: \u2013 E comunque vada, ci sar\u00e0 sempre nel mio cuore uno spazio per te.<br \/>Borbottando, Ottavia si lasci\u00f2 trascinare via, mentre sopra la sua spalle Feris lanciava a Cristilde una lunga occhiata significativa.<br \/>&#8220;Gettate amore in un buco nero&#8230;&#8221;<br \/>Ma il suo era davvero amore, o soltanto il miraggio di un\u2019espiazione?<br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il freddo era pungente, adesso che era calata la notte, e la gente si accalcava per conquistarsi il calduccio intorno ai grandi fal\u00f2 da campo, nonch\u00e9 le tazze di vino caldo e speziato che Lana e Lucius distribuivano in gran quantit\u00e0. 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