{"id":3781,"date":"2024-04-07T19:38:36","date_gmt":"2024-04-07T17:38:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=3781"},"modified":"2024-04-07T19:38:36","modified_gmt":"2024-04-07T17:38:36","slug":"un-dolore-e-una-gioia-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/un-dolore-e-una-gioia-parte-2\/","title":{"rendered":"Un dolore e una gioia. Parte 2"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I paesaggi di Gelbha era stupendi anche all&#8217;imbrunire. Il tramonto era caldo e avvolgente ma Vidar sentiva freddo, che fosse un presagio?<br \/>Arrivarono nei pressi della dimora di Tyron e Selina.<br \/>Cara Vidar sei valsa un bel po&#8217; di denaro vecchia mia. Poco consolatorio, quasi una presa in giro.<br \/>Nascoste nelle ombre di alberi e cespugli fecero il punto della situazione.<br \/>Era un casolare isolato, tra i campi, con giardino esterno e un grande pergolato pieno di glicine profumatissima, quasi inebriante. Il lilla e il verde ricoprivano quasi totalmente gli altri colori della tenuta.<br \/>Nessuno in vista a parte del gatti selvatici e qualche gallina che beccava tra i sassolini dell&#8217;aia davanti all&#8217;ingresso principale.<br \/>Solo una stanza era illuminata, il bagliore delle candele danzava come una danzatrice audace.<br \/>Alexa prese la parola, vedendo Vidar molto titubante.<br \/>&#8221;Andiamo dentro insieme, giusto?&#8221; Non voleva lasciarla sola proprio ora. &#8221;No, entro solo io, ho bisogno di sapere che nel peggiore dei casi, tu possa scappare senza conseguenze&#8221;. &#8221; Vidar? Cosa cazzo vuoi fare? Cosa vogliono dire queste parole? &#8221;. &#8221;Giuro che cercher\u00f2 di non fare casini e di metterci poco&#8221;. Ormai era monotono e assente, presa da un&#8217;attrazione verso quella luce non troppo distante da lei. &#8221;Attender\u00f2 quanto vuoi ma voglio una parola segreta, cos\u00ec se hai bisogno me la gridi, magari tuo padre ha una spada o una balestra o che altro! Tu non sai usare nemmeno un cucchiaio come arma\u2026&#8221;. &#8221;Alexa basta, non succeder\u00e0 nulla, fidati!&#8221;. &#8221;La parola? Non ti lascio andare se no!&#8221;. La guerriera incroci\u00f2 le braccia con sguardo severo. Vidar sbuff\u00f2 e alz\u00f2 gli occhi al cielo &#8221;Aiuto?&#8221;. &#8221;Troppo banale&#8221;. &#8221; Sussurro?&#8221;. &#8221;Naaah&#8221;. &#8221;Ma che ne so\u2026non mi viene niente\u2026Alcool\u2026&#8221; &#8221;Andata, vai&#8221;. La spinse, dandole pacche sulle spalle, era agitata, non sapeva cosa aspettarsi, non poteva fare altro che attendere. Le aveva promesso di non interferire, per ora.<br \/>Vidar camminava piano, sul sentiero costeggiato dai cipressi e dai frassini. Ai lati campi di ulivi gonfi e pesanti. Arriv\u00f2 alla porta, nemmeno un&#8217; anima viva, silenzio.<br \/>Tocc\u00f2 la porta di legno massiccio con maniglia a battiporta di ottone. Spinse, la porta si apr\u00ec, facendo un rumore fine e stridulo.<br \/>&#8221;Tyron? Sei gi\u00e0 a casa?&#8221;. La voce rauca e inquisitoria non era cambiata, sempre pronta alla lite e mai calma. Ticchettii e passi a volte strusciati di scarpe costose, di chi non le sa portare.<br \/>In un attimo si trovarono una di fronte all&#8217;altra.<br \/>&#8221;Vi\u2026Vidar? Sei tu? Ma\u2026non pu\u00f2 essere\u2026tu sei morta, un anno fa\u2026noi\u2026&#8221; Divenne bianca, ma non dur\u00f2 molto, si colorirono subito le guance. Selina vestita come una benestante donna di Gelbha, ingrassata e viziata da un anno di bagordi, truccata come una donna dai facili costumi era l\u00ec impietrita di fronte a sua figlia, viva.<br \/>Vidar dal canto suo non aveva avuto reazioni improvvise e scellerate. Anzi la fissava, immobile, come un giudice severo e impassibile.<br \/>&#8221;Brutta cretina! Che cosa hai combinato! Se quelli vengono a saperlo ci tolgono tutto!&#8221; Ora rossa fuoco in viso e visibilmente scossa, prese un bastone dall&#8217;atrio e con tutta la forza in corpo si scagli\u00f2 contro la ragazza. La colp\u00ec varie volte, facendola cadere a terra, viso, mani e schiena, non si ferm\u00f2 neppure quando vide il sangue.<br \/>&#8221;Ti ammazzo buona a nulla, nemmeno morire\u2026Nemmeno quello&#8221;. Vidar non reagiva, era a terra, inerme, sotto i colpi di quella flaccida donna dalla parrucca ormai scompigliata e i vestiti macchiati di rosso.<br \/>&#8221;Lo sapevo che il veleno non era abbastanza, l&#8217;erba cattiva non muore facilmente! Perch\u00e9 sei tornata cagna maledetta! Ora sentirai tuo padre! Oh butter\u00e0 il tuo cadavere nel pozzo! Che i fottuti astri ti maledicano!&#8221;.<br \/>Lanci\u00f2 il bastone in modo isterico, allontanandosi verso il grande salotto &#8221;Mi hai fatto sporcare il vestito e la mia parrucca costosissima di Valdemar! Ora dovr\u00f2 farmi un bagno lunghissimo, non dovevo licenziare la serva proprio qualche giorno fa, dannazione!&#8221;. Fin\u00ec la frase in tempo per sentire il rumore di uno sputo.<br \/>Si volt\u00f2. Vidar era in piedi, insanguinata, con il palmo si tolse il sangue dagli occhi e dalla bocca. La fissava non pi\u00f9 con gli occhi di chi vuole sapere e capire ma, di chi odia, nel profondo.<br \/>Indietreggi\u00f2, cercando qualcosa da usare come arma.<br \/>&#8221;Non sono morta, hai ragione. Dimmi perch\u00e9 l&#8217;avete fatto?&#8221;<br \/>&#8221;Fatto cosa? Eravamo poveri\u2026Ce lo dovevi dopo tutto quello che abbiamo fatto per te!&#8221;<br \/>&#8221;Smettila! Chi vi ha pagato? A chi mi avete venduta?&#8221;<br \/>Vidar pronunci\u00f2 una frase, scandendo le parole come proiettili alzando il pugno al cielo. Un taglio netto si form\u00f2 sulla guancia di Selina che, urlando di dolore ondeggi\u00f2 e fin\u00ec contro il muro. Un flusso luminoso rossastro conflu\u00ec in Vidar.<br \/>&#8221;Ora ti dir\u00f2 cosa mi hai donato come madre\u2026questo era umiliazione. Quando dovevo mangiare in ginocchio ai tuoi piedi i resti gi\u00e0 miseri della vostra cena&#8221;.<br \/>Il pugno si alz\u00f2 una seconda volta, un lungo solco si apr\u00ec lungo e orizzontale sull&#8217;addome della donna, reso visibile dal sangue che usciva a fiotti bagnando il vestito rosa e dorato. La mano, messa per cercare di fermare il dolore lancinante non serviva a molto.<br \/>Vidar assimilava quella linfa vitale, guariva fisicamente e si sentiva avvampare.<br \/>&#8221;Questo era violenza. Avere usato ogni tipo di oggetto per picchiarmi e seviziarmi. Quel bastardo grande e grosso prendeva la mia testa e la schiacciava contro alla porta mentre tu usavi la cinghia ogni sera. Colpa mia vero Selina?&#8221;<br \/>La donna urlava di dolore e piangeva, trascinandosi verso il corridoio.<br \/>Vidar la seguiva, camminando piano, gli occhi azzurri vitrei, ormai assuefatti dalla vendetta.<br \/>&#8221;Come ultimo ma non meno importante, donna, c&#8217;\u00e8 compianto. Della mia non vita fino alla mia quasi morte. Compianto di essere una figlia senza esserlo mai stata davvero. Compianto di non aver avuto la possibilit\u00e0 di difendermi, di scappare, di\u2026uccidervi.&#8221;<br \/>Con un ultimo e decisivo taglio arrivato dal nulla, Vidar colp\u00ec la madre al collo, che stramazz\u00f2 al suolo inerme.<br \/>Ora, guarita da ogni ferita, si gir\u00f2 lenta in cerca di qualcosa: scritti, documenti, lettere\u2026<br \/>Pochi minuti e con passi pesanti e concitati, entr\u00f2 un uomo grande e possente, in mano un fucile da caccia e un sacco pieno di fagiani. Aveva sentito delle grida ma nulla presagiva quello scempio.<br \/>Appena vide Vidar, rimase scioccato, sbigottito ma tutto pass\u00f2 in secondo piano quando vide Selina a terra, ferita a morte da varie coltellate, la sua sagoma disegnata sul muro dal suo stesso sangue. Corse da lei, non degnando nessun&#8217;altra attenzione alla ragazza. Prese in mano il corpo senza vita della moglie e cominci\u00f2 a scuoterlo senza nessun risultato benefico.<br \/>&#8221;Noooo. Cosa hai fatto, lurida puttana! La mia Selina! Dovevi essere morta, la tua anima doveva essere in una fottuta scatola e il tuo corpo serviva a loro! Troia maledetta!! Era tutto perfetto! Io ti ammazzo!!! &#8221;.<br \/>Perse il fucile. lo alz\u00f2 ad altezza del costato della strega malvagia ma, non fece in tempo a sparare. Una breve cantilena e il terreno sopra e sotto di lui si cominci\u00f2 a muovere, facendo staccare in modo irrealistico pezzi si soffitto e di pavimentazione. Vorticarono per qualche secondo, poi unendosi, schiacciarono Tyron in mezzo. Esplose in mille pezzi.<br \/>Membra di quel grosso e invincibile uomo vennero sparse per il salotto, raggiusero anche cucina e atrio. Muri, lampadari, specchi, tappeti, tutto era ricoperto del proprietario come una firma forse troppo possessiva.<br \/>Vidar era cosparsa anch&#8217;essa. Si diresse barcollando verso la porta d&#8217;entrata, si aggrapp\u00f2 allo stipite e con il fiato rimasto grid\u00f2 &#8221;Alcool&#8221;.<br \/>Alexa, come un fulmine arriv\u00f2 da lei, prendendola prima che perdesse stabilit\u00e0 e forza nelle gambe. &#8221;O cielo, Vidar, sei ferita? Vidar parlami! Cosa \u00e8 successo?&#8221;<br \/>&#8221;Ho fatto un casino &#8221;. La prese sottobraccio e la port\u00f2 tra gli alberi.<br \/>Si nascosero alcuni giorni successivi nei boschi circostanti, immerse nella natura. Osservando. Nessun testimone. Paura e terrore ma nessuna pista se non una trave messa male e una sfortuna di essere capitati sotto in due.<br \/>Che riposino in pace, marito e moglie cos\u00ec gentili e educati, salutavano sempre quando passavano al villaggio.<br \/>Vidar non ricordava molto di quello che era successo, come se la sua mente avesse cancellato una tale vendetta cos\u00ec sanguinosa.<br \/>In una settimana arrivarono al vallo dove c&#8217;erano uomini del Sussurro, l\u00ec Vidar si stacc\u00f2 da Alexa, con dispiacere. La guerriera aveva ricevuto una missiva di Ciri, consegnata da un emissario. Questione secondarie di Camarille.<br \/>Prosegui il viaggio da sola cercando di ricordare eventuali nomi di persone coinvolte. Non sapeva i mandanti, ma piano piano ricordava i dettagli.<br \/>Dentro sentiva che molti avrebbero giudicato il suo gesto vano, immaturo, stupido. Era sicuramente meglio il perdono, l&#8217;assoluzione, la pace. Ma lei non voleva essere ben voluta da tutti, non voleva essere in pace. Voleva la vendetta, meritata, desiderata.<br \/>Volete sapere la verit\u00e0? Si stava fottutamente bene. A differenza di tanti lei era leggera, libera e soddisfatta. Non provava nessuna pena. Era pronta e reiniziare da l\u00ec. L&#8217; enigma era fatto di pezzi. Piano piano tutti sarebbero tornati a galla.<br \/>Tre settimane di viaggio, dove non aveva pi\u00f9 paura, si sentiva forte e coraggiosa. Merito di persone amiche e anche di se stessa.<br \/>Arriv\u00f2 nei pressi del ritrovo delle Masnade finalmente.<br \/>Era pronta a rivedere tutti quelli a cui teneva. Era pronta a spaccare culi e a curarli\u2026 e a toccarli\u2026non si dice Vidar!!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I paesaggi di Gelbha era stupendi anche all&#8217;imbrunire. Il tramonto era caldo e avvolgente ma Vidar sentiva freddo, che fosse un presagio?Arrivarono nei pressi della dimora di Tyron e Selina.Cara Vidar sei valsa un bel po&#8217; di denaro vecchia mia. 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