{"id":380,"date":"2012-04-22T10:51:13","date_gmt":"2012-04-22T09:51:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=380"},"modified":"2012-06-19T10:57:17","modified_gmt":"2012-06-19T09:57:17","slug":"zeljezan-genij-episodio-1-in-a-mirror-darkly","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/zeljezan-genij-episodio-1-in-a-mirror-darkly\/","title":{"rendered":"Zeljezan Genij &#8211; Episodio 1 &#8211; In a mirror, darkly"},"content":{"rendered":"<p>Non lo avrebbe dovuto fare. Era stato avventato, sapeva bene quanto questo potesse essere pericoloso, ma l\u2019aveva fatto lo stesso. E\u2019 che la noia lo opprimeva, e non c\u2019\u00e8 niente di peggio di una mente annoiata per farsi venire qualche cattiva idea. Tipo quella di fare due passi lungo il fiume. Eppure suo fratello Aleksandar glielo aveva detto: \u201cIliador, non lasciare la carovana. Ci sono truppe imperiali di passaggio in zona ed \u00e8 bene mantenere un basso profilo. Io li terr\u00f2 d\u2019occhio, ma tu non fare niente di azzardato\u201d. E invece.<\/p>\n<p>E invece ora era l\u00ec, in una buia spelonca, rannicchiato tremante in un angolo, col fiato rotto dalla fatica della corsa e in testa solo i mille possibili modi che i militi dei Quattro avrebbero potuto usare per ucciderlo. Sarebbe bastato essere saggi e restare nel vagon, o almeno essere furbi e essersi fermati alla richiesta dei soldati; dopotutto non \u00e8 che uccidevano chiunque passava loro innanzi, ma bastava fare quello che chiedevano per andarsene sulle proprie gambe. E invece lui, tonto, era scappato, preso dal panico. Adesso s\u00ec che l\u2019avrebbero ucciso, lo sentiva. Sentiva i loro passi che lo cercavano, il tintinnare del loro acciaio, le loro grida di minaccia, la sua sicura condanna. N\u00e9 le arti dei baba che aveva appreso in anni di studio, n\u00e9 la fortuna, n\u00e9 suo fratello lo avrebbero potuto salvare, stavolta.<\/p>\n<p>&#8211; Anche la pi\u00f9 piccola candela \u00e8 una guida nella notte\u2026- sussurr\u00f2 una voce alle sue spalle. Iliador si volt\u00f2 di scatto, terrorizzato, solo per vedere la parete di pietra dietro di lui. Eppure, la voce sussurr\u00f2 di nuovo, con tono amichevole, eppure freddo e tagliente.<\/p>\n<p>&#8211; Non aver paura, Iliador\u2026 Tu mi stavi cercando\u2026<\/p>\n<p>Il ragazzo si guard\u00f2 a destra e a sinistra, spaventato, ma di nuovo il suo occhio non colse niente. Che fosse una trappola? O qualche strano predatore? No, lo sentiva nelle ossa\u2026 Era qualcos\u2019altro. Qualcosa di mai provato prima.<\/p>\n<p>&#8211; Chi sei?- chiese cautamente.<\/p>\n<p>&#8211; Potrei essere la candela che stai cercando\u2026 Oppure la notte stessa\u2026 Dipende da te\u2026- bisbigli\u00f2 nuovamente la voce. Iliador se la sentiva penetrare in testa, come se lo stesse esplorando, come se volesse conoscere i suoi segreti. Questo non gli piaceva, non gli piaceva affatto, ma\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Mi serve aiuto. Devo andarmene di qui. Eppure, non posso fidarmi di te- disse il ragazzo in un soffio. La voce ridacchi\u00f2.<\/p>\n<p>&#8211; Ovvio. Guarda nella pozza d\u2019acqua ai tuoi piedi, e ti potrai fidare.<\/p>\n<p>Iliador sent\u00ec i passi dei militi avvicinarsi, e in un istante cap\u00ec che quella forse era l\u2019unica via d\u2019uscita disponibile. Si chin\u00f2 in ginocchio e guard\u00f2 nell\u2019acqua ai suoi piedi. Il suo riflesso ricambi\u00f2 il suo sguardo, poi sorrise. Iliador vide il suo volto aprirsi, come dischiudendosi, vide il sangue che scorreva gi\u00f9 dal suo naso e dalla bocca lungo la barba, lo vide divenire una ragnatela insanguinata; e intanto rideva, sguaiatamente, con occhi sottili e letali, come quelli di una belva feroce. Disgustato e spaventato, Iliador colp\u00ec la superficie dell\u2019acqua per allontanare quell\u2019immagine, e fu allora che lo sent\u00ec. Sembrava un piccolo scrigno di metallo, freddo al tocco, sotterrato nel fango. Incuriosito, lo afferr\u00f2 e lo apr\u00ec, di scatto; sapeva che quello che provava, che aveva provato, proveniva da l\u00ec. Se aveva una via di scampo, stava l\u00ec.<\/p>\n<p>Lo dischiuse. Ci fu un lampo, secco, come un buio improvviso che divenne subito luce. Era nella foresta, adesso. Sentiva le voci dei soldati, distanti, che lo cercavano ancora nel suo vecchio nascondiglio. Si abbass\u00f2 e strisci\u00f2 allontanandosi, cercando un posto sicuro dove ripararsi, e dopo pochi istanti si mise a correre, terrorizzato da quello che era successo, da quello che poteva accadergli.<\/p>\n<p>Fu solo quando si ferm\u00f2 che Iliador si accorse che stringeva una vecchia pergamena consunta in pugno. Era antica, perlopi\u00f9 macchiata dall\u2019acqua e dalla terra, ma ancora vi si leggevano strani segni in una lingua che non riusciva bene a decifrare, cogliendo solo qualche parola qua e l\u00e0; \u201cchiamare\u201d, \u201cpatto\u201d, \u201cdesiderio\u201d\u2026 e poi un nome\u2026 \u201cSajal\u201d.<\/p>\n<p>Avvert\u00ec il fuzuka. Quelli come lui, i baba, lo sapevano fare. Sentivano la negativit\u00e0 nelle cose per istinto, sapevano quando qualcosa portava sfortuna. Eppure Iliador non riusciva a lasciare quel grimorio. La sua mano tremante non voleva saperne.<\/p>\n<p>La voce balen\u00f2 ancora nella sua testa. Gelida, minacciosa, irritante.<\/p>\n<p>&#8211; Oggi ti ho salvato. Sai che lo posso fare. E lo far\u00f2 ancora se me lo chiederai. Tu mi cercherai, Iliador Jagoda Kolovoz. E io sar\u00f2 l\u00ec, per te, ad aspettarti. Sono lo specchio delle tue paure e della tua volont\u00e0. Io posso elevarti o condannarti, qualsiasi cosa tu voglia. Io sono chi esaudir\u00e0 i tuoi desideri. Io sono Sajal.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non lo avrebbe dovuto fare. Era stato avventato, sapeva bene quanto questo potesse essere pericoloso, ma l\u2019aveva fatto lo stesso. E\u2019 che la noia lo opprimeva, e non c\u2019\u00e8 niente di peggio di una mente annoiata per farsi venire qualche cattiva idea. 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