{"id":3872,"date":"2024-09-10T15:43:14","date_gmt":"2024-09-10T13:43:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=3872"},"modified":"2024-09-10T15:43:16","modified_gmt":"2024-09-10T13:43:16","slug":"due-come-noi-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/due-come-noi-parte-1\/","title":{"rendered":"Due come noi&#8230;(parte 1)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita ti dona, la vita ti toglie. Quanto era vera questa frase per descrivere questi giorni. Dentro, la sua anima era piena d&#8217; energia, credo, speranza e quasi indicibile\u2026bont\u00e0.&nbsp;Al contempo il suo cuore era rotto, infranto e se ne vergognava immensamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Si era fatta da parte, dapprima come cane ferito, umiliato, poi riflettendo era sparita nell&#8217;ombra. Chi era lei per pensare di essere migliore di qualcun&#8217; altro? Chi era lei per pretendere d&#8217; imporsi a una felicit\u00e0 ambita da due persone che insieme sarebbero forse guarite dalle ferite del passato e del presente? Non poteva, era fottutamente ingiusto. Vidar, che non era ancora riuscita a immaginarsi come Desdemona, voleva il bene di San e Xorba.&nbsp;Lo voleva tantissimo, per\u00f2 dentro di lei un dolore persistente come un foglio affilato che taglia la pelle dello scrittore era l\u00ec e bruciava e diceva&#8221; E io?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era in vena di stare con gli altri, era spossata dal pianto, dalla possessione, da tutto. I sorrisi che doveva fingere erano troppo pesanti, le bugie per lei erano massi.&nbsp;Meglio una verit\u00e0 scomoda che un abbraccio falso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era scappata nella tenda quella sera prima della partenza, aveva rubato delle bottiglie di alcool e seduta appoggiata alla tela della sua tana tra cuscini e tristezza si stava sfondando come un marinaio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio mentre stava versando l&#8217;ultimo goccio nel bicchiere, qualcosa si schiant\u00f2 al di fuori della tenda, battendo forte sulla sua schiena e facendo versare l&#8217;inebriante e rassicurante liquido giallastro addosso alle sue vesti. &#8221;Ma che cazzo succede?&#8221; Si gir\u00f2, grazie alla luce di una lanterna buttata l\u00ec vicino, vide che una sagoma non definita si era seduta al di fuori della sua tenda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aguzzando lo sguardo poco lucido, poteva vedere che in mano aveva una bottiglia. Posando il rimedio di tutti i mali a terra, la scura figura farfugli\u00f2, prese qualcosa dal fianco e con immenso stupore e disappunto di Desdemona apr\u00ec uno squarcio nel tessuto. Battendo la mano affilata e snella fece gesto di sedersi e inser\u00ec un bicchiere ricolmo di liquido spumoso e profumato. Des non fece domande, se ti offrono da bere, tu accetti.&nbsp;Si mise a sedere spalla a spalla con il benefattore, un profumo alcolico e di fiori le pass\u00f2 sotto il naso: lo conosceva, ne era sicura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stettero almeno dieci minuti in silenzio poi il visitatore parl\u00f2 &#8221; Mi ha detto un uccellino che qualcuno ha il cuore spezzato\u2026&#8221;. Desdemona fece due sorsi lunghi &#8221;Anche io ho sentito quella voce. Per questo voglio tentare di morire annegata.&#8221;.&nbsp;Da fuori un sospiro lungo e riflessivo fu la risposta, poi a voce bassa e sommessa &#8221; Posso assicurarti che ci ho provato varie volte ma non funziona mai\u2026&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella sfortunata ragazza doveva sfogarsi e fu in quel preciso momento che esplose ma, chi l&#8217;ascoltava non parl\u00f2 fino alla fine &#8221;Sai perch\u00e9 non ho fatto nulla? Perch\u00e9 non le ho detto quanto in realt\u00e0 ci tengo a lei? Per quanto sia cambiata non posso guarire le sue ferite, sono io la prima a essere fallata, rotta, distrutta.&nbsp;Non \u00e8 lei che non merita qualcuno, sono io.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&#8221;Sai cosa ti ho detto la prima volta che ti ho vista? Che eri l&#8217;essere pi\u00f9 strano mai visto. E ancora oggi sei incomprensibile&#8221;. &#8221; Grazie! Rassicurante come due dita nel\u2026&#8221;. &#8221;Zitta cretina, ascoltami, eri affascinante tutta arruffata e incazzata col mondo.&nbsp;Coi tuoi deliri, la tua rabbia, la voglia di vendetta\u2026mi ricordavi me.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Desdemona ascoltava, non pensava di aver suscitato nulla in quelle poche ora passate insieme e si stupiva di quel ricordo cos\u00ec vivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La figura si tolse il cappello e lo pose a terra, si intravvedeva nel passaggio creato dal coltello. &#8221;Posso farti una domanda? La vendetta che hai compiuto verso i tuoi genitori, ti ha dato pace?&#8221; La donna sistemandosi le piume tra i capelli, guard\u00f2 in alto per mandare gi\u00f9 un sorso e le lacrime.&nbsp;&#8221;No, anzi, il problema \u00e8 che non ne uscir\u00f2 mai, i colpevoli della mia lista, sono gi\u00e0 tutti morti\u2026E il rancore e la vendetta anche se ora cerco di contenerli a volte vincono e non ragiono.&#8221; &#8221;Gi\u00e0\u2026&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8221;Perch\u00e9 sei qui? Dovresti stare con tutti gli altri, siamo vivi, bisogna festeggiare&#8221;. Uno scossone, la figura si era indignata &#8221;Stai scherzando o sei diventata dannatamente stupida?&#8221; Una gomitata fece sobbalzare Desdemona che a sua volta diede un pugno alla parete leggera, dando il via a una zuffa\u2026velata. Da fuori si vedeva solo una persona fare a botte con una tenda ma, per fortuna, tutti erano intenti a festeggiare o a dormire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo quasi mezz&#8217;ora, trafelate dall&#8217;alcool e dalla stanchezza, quella finta zuffa si ferm\u00f2 e partirono le risate: pesanti, che nascondevano molto altro, che nascondevano dolori vecchi e nuovi, di voglia di felicit\u00e0 mai appieno goduta, di speranze quasi terminate, ma una luce fievole si intravvedeva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8221;Perch\u00e9 sei qui? Davvero, io sono solo una che vedi passare, non ci parliamo mai, non siamo nella stessa Masnada, cosa te ne frega di me?&#8221; Non parlava, il respiro rotto, quasi stesse piangendo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una mano sbuc\u00f2 dalla fessura &#8221; Perch\u00e9 qualcosa mi dice che sei una testa di cazzo come me e che forse mi capisci pi\u00f9 di tutti qui.&#8221; Desdemona guardava la mano, era ferma, solida ma anche delicata e a tratti fragile, un controsenso come tutto il resto di quella persona. Si gir\u00f2 in ginocchio e appoggi\u00f2 la mano sulla tenda, dall&#8217;altra parte anche l&#8217; ombra appoggi\u00f2 la sua: erano divise da uno strato sottile di pessima stoffa. Cominciarono una danza delicata, le mani sfioravano il tessuto come rincorrendosi ma sempre stando al passo l&#8217;una dell&#8217;altra. Un cerchio, poi simboli inventati per poi finire verso l&#8217;unico punto in comune. La fenditura un\u00ec le loro mani, senza nulla che le divideva e la stretta era calda e piena di emozione. Era un abbraccio, era un bacio, era sesso o solo un fine stucco che tappava una delle tante crepe che avevano dentro. Il silenzio le avvolgeva e bastava anzi, forse era anche di troppo. Si staccarono e si diedero un attimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&#8221;Io\u2026&#8221; &#8221;Zitta, non rovinare tutto se no entro e non so che faccio\u2026strega&#8221; &#8221;Ma sei tu che sei venuta qui! Dannazione mi incasini il cervello!&#8221; &#8221;No, sei incasinata perch\u00e9 sei una fottuta ubriacona!&#8221; &#8221; Senti chi parla!&#8221;. La sent\u00ec alzarsi e vide il cappello ritornare sulla sua testa. &#8221; Buonanotte, strega\u2026&#8221; &#8221;Buonanotte, furia\u2026&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vide allontanarsi la luce e tutto divenne di nuovo semibuio. Da dentro la sua testa una vocina assonnata le parl\u00f2 con una voce ingenua&#8221; Des ho sentito dei rumori, che cosa \u00e8 successo?&#8221; &#8221;Un animale ferito Desy, nulla di pericoloso&#8221; &#8221; L&#8217;hai curato?&#8221; &#8221; Non ancora ci vuole tempo e tanta dedizione perch\u00e9 torni a volare&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si addormentarono, tra un cuore che batte all&#8217;impazzata e un mare dentro che per ora si era calmato. Le stelle e le lucciole erano le uniche testimoni che qualcosa era nato, irruento e insolito come chi l&#8217;aveva appena vissuto. Solo il tempo avrebbe raccontato il resto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vita ti dona, la vita ti toglie. Quanto era vera questa frase per descrivere questi giorni. Dentro, la sua anima era piena d&#8217; energia, credo, speranza e quasi indicibile\u2026bont\u00e0.&nbsp;Al contempo il suo cuore era rotto, infranto e se ne vergognava immensamente. &nbsp;Si era fatta<\/p>\n","protected":false},"author":1242,"featured_media":3873,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[103],"tags":[166,216,215,219,217,218,220,149],"class_list":["post-3872","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-scacchiera","tag-amore","tag-chi-e","tag-desdemona","tag-mani","tag-mistero","tag-scoprire","tag-unite","tag-vidar"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3872","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1242"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3872"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3872\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3874,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3872\/revisions\/3874"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3872"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}